Bonny ai dettagli, Calhanoglu verso l'addio e Pio Esposito si ferma: l'Inter tra mercato e campo
Riassunto
Bonny virtualmente dell'Inter per 25 milioni, visite lunedì-martedì. Calhanoglu verso l'addio al Galatasaray, Inter chiede 25-35 milioni. Pio Esposito festeggia 20 anni da protagonista conquistando un posto fisso per il 2025-26. Sucic emerge come nuovo talento del centrocampo con dribbling e personalità. Chivu rivoluziona l'Inter: sedute più intense, dialoghi individuali e spazio ai giovani.
Bonny all'Inter: fumata bianca entro il weekend
Ange-Yoan Bonny è virtualmente un giocatore dell'Inter. Credetemi, questa volta ci siamo davvero. Dopo settimane di trattative, l'accordo con il Parma è ormai definito: 25 milioni di euro la cifra finale, con gli ultimi dettagli sui bonus e le modalità di pagamento da sistemare nelle prossime ore. Nulla che possa far saltare l'operazione, nemmeno l'inserimento dello Stoccarda che ha provato a rilanciare all'ultimo momento (ma senza nemmeno contattare il Parma, che strategia è?).
Il punto è questo: Bonny ha sempre messo l'Inter davanti a ogni altra destinazione. Il francese non vede l'ora di salire su quell'aereo per Milano, dove lo aspettano le visite mediche tra lunedì e martedì, poi la firma sul quinquennale fino al 2030. E qui arriva la parte interessante: se l'Inter dovesse superare il Fluminense, sarà Chivu a decidere se far volare immediatamente Bonny negli Stati Uniti per gli eventuali quarti di finale a Orlando.
Capitolo preparazione: mentre noi discutiamo, lui si sta allenando a Ibiza con un preparatore atletico di fiducia. Non è mai stato fermo, non ha perso la condizione. Anzi, svolge quotidianamente allenamenti sulla forza e sull'esplosività. Nel momento in cui l'Inter dovesse convocarlo per gli Stati Uniti, non partirebbe da zero. E questo, permettetemi, è il segno di un professionista serio.
Ora, prestate attenzione: Bonny ritroverà proprio Chivu, suo grande estimatore dai tempi del Parma. Su 13 panchine, il tecnico romeno lo ha schierato in tutte le partite, di cui 12 volte dal primo minuto. Non è un caso che l'Inter abbia puntato su di lui: per caratteristiche è ideale perché in grado di replicare un po' le giocate di Thuram, quella profondità che è mancata spesso in questa stagione. Sarà il terzo colpo dopo Sucic e Luis Henrique, completando idealmente un attacco che ora può contare su Lautaro, Thuram, Pio Esposito e appunto Bonny. Il futuro, finalmente, ha un volto giovane.
Calhanoglu verso l'addio: il Galatasaray spinge, l'Inter valuta
La storia di Calhanoglu in nerazzurro sembra davvero vicina ai titoli di coda. E non è solo una sensazione: in casa Inter sono convinti che nelle prossime settimane arriverà una proposta ufficiale per il centrocampista turco, corteggiato sia dal Galatasaray che da altri club arabi. Il numero 20 non appare più incedibile e la cessione è tutt'altro che da escludere.
Facciamo due conti: Calhanoglu ha un contratto fino al 2027 con un ingaggio da 6,5 milioni di euro a stagione. Un suo addio porterebbe a un risparmio di 26 milioni lordi d'ingaggio nei prossimi 24 mesi. Non proprio spiccioli, soprattutto considerando i suoi ripetuti guai fisici che stanno diventando una costante preoccupante.
Dalla Turchia arrivano voci ancora più clamorose: secondo la stampa locale, Calhanoglu avrebbe addirittura chiesto espressamente all'Inter di lasciarlo partire. "Sono venuto all'Inter gratuitamente nel 2021 quando ho lasciato il Milan. Ho fatto del mio meglio per quattro anni ma ora voglio continuare la mia carriera a Galata", questa la versione riportata dai media turchi. Ovviamente da prendere con le pinze, ma il fumo spesso nasconde il fuoco.
L'Inter, dal canto suo, ha fissato il prezzo: servono almeno 25-35 milioni di euro per sedersi al tavolo delle trattative. Soldi che verrebbero immediatamente reinvestiti sul sostituto: al momento le opzioni portano a Lucas Da Cunha del Como e soprattutto a Ederson dell'Atalanta, valutato 60 milioni dai bergamaschi. Senza una partenza di Calhanoglu, però, quella pista rimane impraticabile.
Intanto, mentre il turco è fermo per l'ennesimo problema al polpaccio, Sucic si sta prendendo la scena in questo Mondiale per Club. Il croato ha impressionato tutti contro il River Plate e potrebbe essere proprio lui il futuro del centrocampo nerazzurro. Il calcio, si sa, non aspetta nessuno.
Pio Esposito, il lampo d'estate che ha conquistato l'Inter
Francesco Pio Esposito ha conquistato tutti e si è conquistato un posto nell'Inter per la stagione 2025-26. In 48 ore è scoppiata la Pio Esposito mania, e non è un caso. Il ragazzo che ieri ha compiuto 20 anni ha illuminato la sfida contro il River Plate, entusiasmato il popolo nerazzurro e convinto la dirigenza a riporre nel cassetto i ragionamenti su altri attaccanti.
Un lampo d'estate, proprio come Alvaro Recoba nel 1997 o Adriano nel 2001. Due precedenti niente male per il centravanti di Castellammare di Stabia che ha trovato il primo gol nerazzurro all'esordio da titolare. Ha movimenti, senso del gol e fisico da giocatore fatto e finito: è concreto e potente, quindi ha il diritto e il dovere di giocarsela alla pari con Lautaro e Thuram.
La crescita è stata verticale: dopo una prima annata di apprendistato in Serie B con lo Spezia (38 presenze e 3 gol), il ragazzo è diventato uomo. All'altezza notevole di 191 centimetri ha aggiunto muscoli, necessari per destreggiarsi nelle aree di rigore "sporche" della serie cadetta, conclusa con 19 reti in 39 apparizioni. Un'evoluzione atletica evidenziata anche contro due marcatori esperti come Martinez Quarta e Diaz del River, ai quali ha risposto colpo su colpo.
Basta con le precauzioni eccessive per l'età: Yamal, Musiala e Bellingham spiegano che la carta d'identità è l'ultimo parametro sensato. Chivu lo aveva promosso titolare nella Primavera dell'Inter a 17 anni, facendolo pure capitano. Ora lo ritrova e può puntare su di lui senza timori.
L'Inter ha comunicato ufficialmente gli auguri per i suoi 20 anni: "I vent'anni di Francesco Pio Esposito hanno un sapore davvero speciale". Due sogni realizzati in sette giorni, a poche ore dal ventesimo compleanno. Il futuro è già qui, e ha il volto di questo ragazzo che non intende schiodarsi dall'undici titolare.
Sucic, l'apriscatole che fa rinascere l'Inter di Chivu
Petar Sucic alza i giri del motore e cambia il volto dell'Inter. Il centrocampista croato ha cominciato ad accelerare, come si è visto nel match contro il River Plate dove ha avuto un ottimo impatto da subentrato nei 28 minuti disputati. Sprazzi delle sue ottime capacità e la giusta personalità per imporsi in un reparto delicato.
La vera novità non è Pio che fa gol, ma Sucic che salta l'uomo e rifinisce di classe: figura che all'Inter mancava e che Inzaghi faticava a concepire. Il calcio si è evoluto, le tubature del gioco posizionale si sono riempite di calcare. Servivano apriscatole, cioè giocolieri capaci di aprire varchi con dribbling o sterzate. Yamal ha schiuso una nuova era, e l'Inter non poteva rimanere indietro.
Senza dimenticare che ha solo 21 anni, il classe 2003 può davvero diventare quel giocatore in mezzo al campo che all'Inter mancava ormai da tempo. Ha stupito la sua duttilità, la sua abilità nel mescolare qualità tecniche ad abilità fisiche. L'accostamento più azzeccato è quello con Mateo Kovacic: Sucic è in grado di cambiare passo e andare via in dribbling, come ha dimostrato sia con l'assist a Pio Esposito che ha spezzato la resistenza del River Plate sia con l'imbeccata per Mkhitaryan.
Sta nascendo un'Inter lontana dalle precedenti gerarchie, perfino a centrocampo. In partenza, Sucic doveva essere un talento da annaffiare dietro al giardino dei titolari, ma gli eventi americani potrebbero cambiare lo scenario. Davanti a sé ha vallate verdi in cui correre e crescere, e il suo destino sarà inevitabilmente legato anche a quello di Calhanoglu.
Per l'ex Dinamo Zagabria è stato effettuato un investimento importante, da 14 milioni più bonus. Proprio Sucic può diventare uno dei nuovi punti fermi in un reparto alle prese con i guai fisici di Calhanoglu e l'età che avanza di Mkhitaryan. In campo diventa una iena, e questo è esattamente quello che serve alla nuova Inter di Chivu.
Nasce l'Inter di Chivu: rivoluzione soft in 19 giorni
Cristian Chivu ha iniziato una rivoluzione soft che si vede già in allenamento. Appena 19 giorni fa ha preso in mano questa Inter e il nuovo metodo del romeno è evidente: le sedute in campo durano circa 30 minuti in più rispetto all'era Inzaghi, oltre l'ora e mezza, e sono decisamente più intense.
La palestra precedente all'allenamento è diventata una felice costante: non che prima non si facesse, ma ora è una prevenzione strutturale e generale. Ci sarà tempo per rivedere nel profondo la preparazione fisica con il nuovo responsabile Stefano Rapetti, innovandola con dati e intelligenza artificiale, ma in questa coda americana bisognava solo ridestare una squadra a pezzi nel corpo e nella mente.
Dopo due gare sottotono, la battaglia stravinta anche nel fisico con gli argentini del River ha mostrato passi avanti. Gli indicatori della pressione offensiva non mentono mai: è stata portata in zona più alta rispetto alla media stagionale, esattamente quello che vorrà Chivu anche al rientro in patria.
Il carattere è diverso rispetto al predecessore: il nuovo tecnico ama parlare con i suoi uno ad uno, predilige colloqui individuali e mirati. Non è più tempo di senatori a vita o consigli di saggi, le precedenti gerarchie potrebbero diventare variabili. Se prima era difficile veder lanciare un giovane subito, questa sarà invece la missione suprema di Cristian.
Pio Esposito ha scelto di restare quando ha capito le coordinate del nuovo corso: gioca chi merita, al di là dell'età o della militanza. Chivu li vuole così, giovani e sfacciati, quasi fastidiosi per gli avversari. Come gli abitanti di Charlotte che esalta un insetto già nel logo: "È un nido di calabroni", dissero gli inglesi durante la Guerra di Indipendenza, quando il villaggio non voleva sottomettersi. Perfetto per descrivere questa nuova Inter.
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Approfondimenti e letture consigliate per esplorare ulteriormente gli argomenti trattati
Il Milan accelera per Ricci: accordo raggiunto con il Torino per 25 milioni, visite a giorni. I rossoneri puntano anche su Jashari del Bruges con Tare volato in Belgio per chiudere. La Juventus invece lavora su Jonathan David: Comolli resta negli USA per definire l'affare entro martedì. Sul fronte uscite, Weah e Mbangula verso il Nottingham Forest per 30 milioni. Il Bologna è vicinissimo a Immobile dal Besiktas: contratto annuale più opzione per l'ex Lazio. Il Napoli insiste per Beukema con 25 milioni più Zanoli, ma il Bologna resiste. Capitolo giovani: l'Inter valuta 10 milioni Aleksandar Stankovic, seguito da Wolfsburg, Stoccarda e Bruges.
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