Derby d'Italia: Chivu sfida Spalletti, vigilia di fuoco a San Siro
Riassunto
Vigilia di fuoco per il Derby d'Italia: Chivu show in conferenza con eleganza e qualche frecciata a Spalletti. Sorpresa tattica con Barella e Calhanoglu probabili titolari insieme. Locatelli parla al posto di Spalletti: "Inter forte ma noi abbiamo personalità". Il Milan soffre ma vince 2-1 a Pisa con Modric decisivo. Analisi tattica: equilibrismo Spalletti contro determinazione Chivu in una sfida che vale molto più di tre punti.
Chivu show in conferenza: "Non vedo fantasmi, sono qui per trovare soluzioni"
Cristian Chivu ha regalato una lezione di stile e comunicazione nella conferenza stampa alla vigilia del Derby d'Italia. Il tecnico romeno ha affrontato ogni tema con la sua consueta eleganza, dal recupero di Barella e Calhanoglu ("Si allenano da lunedì, sono a disposizione") fino alle polemiche arbitrali, dove ha mostrato tutta la sua classe: "Inizierò a parlare di questo aspetto quando un allenatore dirà che l'episodio è stato a favore. Il problema del calcio italiano non sono gli arbitri: se l'Italia ha saltato due Mondiali di fila non contano gli arbitri".
La frecciata più elegante è arrivata sulla scelta della Juventus di non far parlare Spalletti: "Ho detto all'addetto stampa di mandare Lautaro, ma non hanno voluto, hanno voluto me... avremmo pareggiato la scelta della Juventus". Una battuta che ha strappato sorrisi ma che nasconde una verità: Chivu avrebbe volentieri evitato la conferenza, proprio come il collega bianconero.
Su Spalletti, che lo ha allenato ai tempi della Roma, parole di grande rispetto: "È migliorato molto. Sta facendo giocare bene le sue squadre, ha un'identità di gioco precisa. Da giovane allenatore, è un modello da seguire". E sulla Juventus: "È una squadra ibrida con tante verticalità, hanno più modi per farti del male".
Il momento più toccante è arrivato parlando dei fratelli Thuram: "A Marcus ho detto che deve ridere col fratellino perché gli vuole bene. È un ragazzo solare, io lo preferisco così. Magari deve aggiungere qualcosa sotto porta, gli chiedo di essere più egoista". Parole che mostrano l'umanità di un allenatore che sa gestire anche i rapporti familiari più delicati.
Chivu ha chiuso con una riflessione profonda sull'equilibrio: "Non dobbiamo essere presuntuosi, è importante l'equilibrio. Deve essere domata la mente. Entriamo in campo sempre per vincere, ma il campionato è ancora lungo". Una conferenza che ha confermato perché questo Inter abbia trovato la sua dimensione: con un leader così in panchina, tutto sembra possibile.
Barella e Calhanoglu dal primo minuto: Chivu sorprende per il Derby d'Italia
La sorpresa tattica di Chivu per il Derby d'Italia potrebbe chiamarsi Barella-Calhanoglu dal primo minuto. Secondo Sky Sport, il tecnico romeno starebbe valutando seriamente di schierare entrambi i centrocampisti titolari, nonostante il loro recente rientro dagli infortuni. Una scelta coraggiosa che testimonierebbe la fiducia dell'allenatore nei suoi uomini migliori.
Il centrocampo dell'Inter potrebbe quindi essere completato da Zielinski, con il polacco pronto ad agire sia da regista che da mezzala a seconda delle necessità tattiche. Una mediana di qualità assoluta che darebbe all'Inter quella superiorità tecnica necessaria per dominare il gioco contro una Juventus che punta molto sulla fisicità e l'intensità.
I dubbi di formazione riguardano principalmente il reparto di centrocampo, perché per il resto la squadra appare già decisa. Sommer tra i pali, la difesa a tre con Bisseck, Akanji e Bastoni, Luis Henrique e Dimarco sulle fasce, e la ThuLa in attacco. Una formazione che ha già dimostrato di funzionare alla perfezione.
La rifinitura di oggi sarà decisiva per sciogliere gli ultimi nodi. Barella, che si era infortunato a poche ore dalla trasferta di Dortmund, ha maggiori possibilità di partire da titolare rispetto a Calhanoglu. Il sardo è stato fuori meno tempo e fisicamente sembra aver recuperato meglio la condizione ottimale.
Chivu sta pensando anche al Bodo Glimt e alle condizioni climatiche estreme che attendono l'Inter in Norvegia. Una gestione oculata che tiene conto del calendario fitto e della necessità di preservare i giocatori più importanti. Ma per il Derby d'Italia, la tentazione di schierare i migliori è troppo forte per resistere.
Locatelli capitano: "Inter forte e matura, ma noi abbiamo personalità"
Manuel Locatelli ha preso la parola al posto di Spalletti nella conferenza stampa bianconera, dimostrando maturità e leadership da vero capitano. "Sappiamo tutti l'importanza della partita di domani, sono una grande squadra con un grande allenatore. Sono molto maturi, e a noi è mancata questa maturità in alcune partite che avremmo dovuto vincere".
Il centrocampista italiano ha analizzato lucidamente il gap con l'Inter: "La differenza dei 12 punti in classifica sta lì. Siamo molto più consapevoli e abbiamo fiducia, sappiamo cosa dobbiamo fare. Serve grande personalità". Parole che testimoniano come la Juventus abbia metabolizzato i propri limiti e stia lavorando per colmarli.
Su Spalletti, Locatelli ha speso parole di grande stima: "Siamo molto contenti di lavorare con lui. Il mister non ama che si parli di lui e me l'ha detto anche prima. Però siamo molto contenti di averlo". Un rapporto che sembra consolidato, nonostante le voci su un possibile rinnovo ancora in sospeso.
Il capitano bianconero ha anche parlato dei compagni in difficoltà, come Cambiaso: "Sono molto legato ad Andrea, deve stare tranquillo e lavorare bene. Mette sempre il massimo impegno e non si tira mai indietro". E su Thuram: "Sta bene, vediamo domani. Koopmeiners ha grande qualità e sta lavorando bene".
Sulle polemiche arbitrali, Locatelli ha mantenuto un profilo basso: "Non mi sento di dare consigli. A me non piace creare questioni con i direttori di gara". Una maturità che contrasta con le recenti uscite di altri protagonisti del calcio italiano. Il punto è questo: la Juventus si presenta al Derby d'Italia con la consapevolezza di chi sa di dover dare tutto per restare agganciata al treno Champions.
Il Milan soffre ma vince: Modric decisivo nel 2-1 al Pisa
Il Milan ha sofferto più del previsto ma ha portato a casa tre punti fondamentali battendo il Pisa 2-1 alla Cetilar Arena. I rossoneri di Allegri hanno sbloccato il risultato al 39' con Loftus-Cheek, ma hanno poi rischiato grosso nel secondo tempo prima del gol decisivo di Modric all'85'.
La partita si è complicata nella ripresa quando Fabbri ha annullato un gol a Rabiot per un precedente fallo di mano di Fullkrug. Lo stesso attaccante tedesco ha poi sbagliato un rigore al 56', colpendo il palo e sciupando una colossale occasione per il raddoppio. Un episodio che ha dato fiducia al Pisa.
I toscani hanno trovato il pareggio al 71' con Felipe Loyola, bravo ad avventarsi su una respinta e superare Maignan con il destro. Un gol che ha fatto tremare i rossoneri e ha reso incandescenti gli ultimi venti minuti di partita.
"Sua Maestà" Luka Modric ha risolto tutto all'85' con un gol da campione dopo un triangolo con Ricci. Il croato ha dimostrato ancora una volta di essere decisivo nei momenti che contano, regalando al Milan la quarta vittoria nelle ultime cinque gare.
Nel finale espulsione per Rabiot, che salterà la prossima sfida contro il Como. Il Milan consolida così il secondo posto salendo a 53 punti, restando a 5 lunghezze dall'Inter in attesa del Derby d'Italia di domani. Una vittoria sofferta ma preziosa per restare in scia dei nerazzurri nella corsa scudetto.
Derby d'Italia: l'equilibrismo di Spalletti contro la determinazione di Chivu
Il Derby d'Italia di domani sera rappresenta molto più di una semplice partita: è lo scontro tra due filosofie calcistiche diverse, tra l'equilibrismo di Spalletti e la determinazione di Chivu. Una sfida che potrebbe dire molto sul futuro di entrambe le squadre.
L'Inter arriva all'appuntamento con una consapevolezza diversa rispetto al 4-3 dell'andata. Quella sconfitta, paradossalmente, è stata una benedizione come sottolineò Bastoni: ha permesso ai nerazzurri di accelerare il processo di reset con nuovi principi di gioco. Chivu ha trasformato quella batosta in energia positiva.
La Juventus di Spalletti presenta caratteristiche completamente diverse rispetto alla versione di Tudor dell'andata. I bianconeri ora appaiono dominanti, creano occasioni con facilità ma pagano ancora l'assenza di un centravanti di peso. Non è un caso che nell'era spallettiana la Juve primeggi nella classifica delle squadre che concedono più tiri e gol dopo errori propri.
Tatticamente sarà una partita affascinante: la Juve punterà a isolare i due esterni d'attacco sfruttando quella caratteristica che l'Inter ha già dimostrato di soffrire nei duelli sulla fascia. L'Inter dovrà rispondere con una costruzione da dietro che scavalchi la prima pressione per aprirsi il campo.
Il copione potrebbe essere stravolto da un episodio, e lì si capirà chi saprà reagire meglio. Per la Juve è una costante dell'intero campionato, per l'Inter negli scontri diretti. Credetemi: questa partita si deciderà sulla capacità di gestire i momenti chiave, quelli che fino ad oggi hanno fatto la differenza tra le due squadre.
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Capitolo mercato: Inter e Juve si sfidano anche per Vicario, con i nerazzurri che valutano il portiere del Tottenham per sostituire Sommer. Giovani talenti: Stankovic fa impazzire mezza Europa, dall'Arsenal a Simeone tutti vogliono il figlio di Dejan. Statistiche: Lautaro vince il Goal of the Month per gennaio con la perla di Udine. Champions League: Galatasaray manda messaggi alla Juve con il 5-1 all'Eyupspor e la tripletta di Icardi. Ricordi: Vieri racconta il Derby d'Italia: "È la partita dell'anno, San Siro è San Siro". Curiosità: Derby a San Valentino, nei due precedenti storici ha sempre vinto la Juve. Flick confessa: "La peggior serata al Barcellona è stata con l'Inter", ancora brucia l'eliminazione in Champions.
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