Inter
17 febbraio 2026

Derby d'Italia: Marotta contrattacca, Bastoni nel mirino

Riassunto

Marotta contrattacca duramente difendendo Bastoni dalla "gogna mediatica" e ricordando la simulazione di Cuadrado che valse 70 milioni alla Juve. Saviano attacca il presidente nerazzurro accusandolo di falsare la Serie A, ma Marotta replica gelido minacciando azioni legali. Bastoni e famiglia nel mirino degli haters con minacce vergognose, costretti a chiudere i social. Anche l'arbitro La Penna sotto scorta per le minacce ricevute. Il caso accelera la riforma VAR: il 28 febbraio l'IFAB decide sull'estensione al doppio giallo.

Marotta show: "Bastoni vittima di gogna mediatica, ricordiamo Cuadrado"

Importanza: 9/10

Il presidente nerazzurro scende in campo a difesa del suo giocatore e contrattacca duramente

Beppe Marotta ha scelto il palco dell'assemblea di Lega Serie A per rispondere a muso duro alle polemiche post Inter-Juve. Il presidente nerazzurro non ha usato mezzi termini: "Alessandro Bastoni è stato oggetto di una gogna mediatica che va al di là di quello che è successo". Una difesa a 360 gradi del difensore azzurro, finito nel mirino dopo l'episodio con Kalulu.

"Parliamo di un giocatore di 26 anni, che ha fatto più di 300 partite in Serie A e non si è mai reso protagonista di episodi clamorosi", ha sottolineato Marotta con fermezza. Il numero uno dell'Inter ha poi alzato il tiro: alcuni mettono addirittura in dubbio la sua presenza nelle prossime convocazioni della Nazionale, "non è un danno, è ingiusto, comportamento assolutamente ingiusto".

Il punto è questo: Marotta non si è limitato alla difesa, ma ha sferrato il contrattacco. "Quando si parla di simulazioni, si tratta di un comportamento di cui si parla sin dagli anni '50", ha ricordato il presidente. E qui arriva la stoccata finale: "Voglio ricordare un piccolo episodio del 2021: palese simulazione di Cuadrado, e Juve che si qualificò alla successiva Champions League, guadagnando 60-70 milioni di euro".

Credetemi, raramente si era visto Marotta così determinato in conferenza stampa. La strategia è chiara: normalizzare l'episodio Bastoni inserendolo in un contesto più ampio di errori arbitrali che hanno condizionato anche l'Inter in passato (il rigore non dato in Inter-Roma che costò lo scudetto, quello inesistente subito a Napoli). Una lezione di comunicazione che ha zittito molte polemiche.

Saviano attacca Marotta: "Serie A falsata", presidente pronto alle vie legali

Importanza: 9/10

Lo scrittore napoletano punta il dito contro il presidente nerazzurro, che replica gelido: "Non so chi sia"

La polemica post Inter-Juve ha travalicato i confini del calcio, coinvolgendo persino Roberto Saviano. Lo scrittore di 'Gomorra' ha pubblicato sui social una foto di Marotta accompagnata da parole durissime: "Finché quest'uomo avrà un ruolo nel calcio italiano tutti avranno la sensazione che i campionati siano falsati".

L'attacco di Saviano non si è fermato qui. "La rabbia di Chiellini ieri sera sembra il sentimento di uno che non abbia mai avuto a che fare con Marotta", ha scritto l'autore partenopeo. E ancora: "Il campionato italiano oggi è falsato e pure se dovesse vincerlo l'Inter non avrebbe alcun valore". Parole che hanno fatto il giro del web, scatenando reazioni contrastanti.

La risposta di Marotta è arrivata puntuale e glaciale durante l'assemblea di Lega: "C'è dispiacere come uomo, perché Roberto Saviano non so nemmeno chi sia, non mi conosce. Non so nemmeno che ruolo abbia". Una freddezza che nasconde però una strategia precisa: "Sicuramente ha fatto delle dichiarazioni che saranno prese in considerazione dai nostri avvocati".

Capitolo a parte merita il tentativo di Saviano di collegare la vicenda alle inchieste sulla 'Ndrangheta nel tifo organizzato. Lo scrittore ha citato un provvedimento giudiziario che parlava di "situazione di sudditanza" dell'Inter nei confronti della Curva Nord. Un'accusa pesantissima che però non ha trovato riscontro nelle parole di Marotta, concentrato esclusivamente sulla minaccia legale. Il presidente dell'Inter sa bene che certe battaglie si vincono nelle aule di tribunale, non sui social.

Bastoni nella bufera: famiglia nel mirino, social chiusi per le minacce

Importanza: 8/10

Il difensore nerazzurro costretto a blindare i profili dopo insulti vergognosi alla moglie e alla figlia

Il day after di Alessandro Bastoni è stato un incubo. Il difensore dell'Inter si è svegliato domenica mattina trovandosi al centro di una tempesta mediatica senza precedenti. "Che bello quando morirai insieme ai tuoi figli" è solo uno dei messaggi vergognosi che hanno invaso i suoi profili social e quelli della moglie Camilla.

La situazione è degenerata rapidamente. Bastoni e la consorte sono stati costretti a disattivare i commenti sui rispettivi profili Instagram, mentre pure la piccola figlia Azzurra è finita nel mirino degli haters più beceri. Una deriva inaccettabile che ha spinto l'Inter a stringersi immediatamente attorno al suo giocatore.

Chivu e Marotta hanno chiamato personalmente Bastoni per rassicurarlo. "Nessuno lo considera minimamente un simulatore", filtra da Appiano Gentile. La posizione del club è chiara: c'è stato un contatto con il braccio di Kalulu, il difensore ha accentuato la caduta ma non ha simulato. L'esultanza? "Un riflesso condizionato figlio della tensione da derby d'Italia", spiegano dall'ambiente nerazzurro.

Ora, prestate attenzione: Bastoni aveva valutato di pubblicare un post per chiarire la sua posizione, ma alla fine ha scelto il silenzio tattico. Meglio evitare di aggiungere legna al fuoco. Il giocatore bergamasco sa che le parole, in momenti come questi, possono essere fraintese. Meglio rispondere sul campo, magari mercoledì sera in Norvegia contro il Bodo/Glimt, dove dovrebbe essere regolarmente titolare nonostante tutto.

Rivoluzione VAR in arrivo: il 28 febbraio l'IFAB decide sul doppio giallo

Importanza: 8/10

Il caso Bastoni-Kalulu accelera i tempi: pronta la modifica del protocollo per le espulsioni

L'episodio di San Siro ha fatto da detonatore per una riforma che era nell'aria da tempo. Il 28 febbraio l'IFAB si riunirà in Galles per decidere sull'estensione del VAR anche ai casi di doppia ammonizione. Una modifica che avrebbe evitato l'ingiusta espulsione di Kalulu.

Costacurta non ha usato mezzi termini: "Non c'è più tempo, bisogna intervenire subito. Il calcio è moribondo". L'ex difensore del Milan ha lanciato un grido d'allarme che rispecchia il sentimento generale: il protocollo VAR attuale è inadeguato per gestire episodi come quello del derby d'Italia.

La proposta sul tavolo dell'International Football Association Board prevede l'intervento della tecnologia anche per le seconde ammonizioni che portano all'espulsione. "Serve più VAR, non di meno", ha commentato Pierluigi Pardo analizzando la situazione. Il giornalista ha sottolineato come l'episodio Inter-Juve sia stato "odioso" proprio perché tutti hanno visto l'errore ma il VAR non poteva intervenire.

Intanto, la Lega Serie A ha organizzato per il 23 marzo un incontro tra arbitri e club con la presenza degli allenatori. "C'è stata grande disponibilità da parte di Rocchi", ha annunciato il presidente Simonelli. Un confronto necessario per cercare di abbassare la tensione e trovare soluzioni condivise. Perché il calcio italiano ha bisogno di credibilità, non di altre polemiche che avvelenano l'ambiente.

La Penna sotto scorta: minacce di morte all'arbitro e alla famiglia

Importanza: 8/10

L'arbitro di Inter-Juve ha sporto denuncia alla Postale per le minacce ricevute sui social

Federico La Penna ha trascorso la domenica post Inter-Juve più che altro a raccogliere materiale per sporgere denuncia alla Polizia Postale. L'arbitro romano, preoccupato per l'incolumità della famiglia, ha ricevuto minacce di morte via social che hanno coinvolto anche moglie e due bambine piccole.

"Ti sparo", "ti ammazzo", "ti veniamo a cercare, sappiamo dove abiti": sono solo alcune delle frasi vergognose documentate dal direttore di gara. La situazione è degenerata al punto che a La Penna e alla sua famiglia è stato consigliato di rimanere in casa per precauzione.

L'AIA ha condannato fermamente quanto accaduto. "Quanto successo a Federico La Penna ha superato ogni limite di civiltà e di sportività", ha dichiarato Francesco Massini, vicepresidente vicario dell'Associazione italiana arbitri. "Un arbitro che deve avere paura per la propria famiglia è qualcosa che deve indignare tutti, senza distinzioni".

Ora Rocchi si trova davanti a un bivio: fermare La Penna per permettergli di recuperare tranquillità oppure rimetterlo subito in campo dal prossimo turno. Il designatore aveva scelto per il derby d'Italia "il migliore a disposizione", come ha fatto sapere in risposta indiretta a chi criticava quella designazione. Ma l'errore su Kalulu, unito alle minacce ricevute, complica i piani. L'arbitro avvocato sa come muoversi legalmente, ma il calcio italiano deve fare i conti con una deriva che va ben oltre il campo.

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Il mondo del calcio continua a interrogarsi sulle conseguenze del derby d'Italia. Spalletti ha attaccato duramente Chivu, definendo "inaccettabile" che Kalulu si sia dovuto prendere del "bischero" dall'allenatore avversario. Una frecciata che testimonia come le tensioni non si siano ancora placate.

Intanto l'Inter si prepara alla trasferta norvegese: Chivu ha fatto allenare la squadra sul sintetico di Interello per abituarsi alle condizioni che troverà mercoledì sera. Una scelta saggia considerando che il Bodo/Glimt ha già fatto vittime illustri come Manchester City e Roma.

Dal fronte juventino, la squadra è partita per Istanbul senza David (infortunato) ma con Thuram recuperato. Totti ha commentato l'episodio Bastoni con pragmatismo: "Sono cose sempre successe, ma serve una regola precisa".

Curiosità: Netwin ha rimborsato le scommesse perdenti di Inter-Juve riconoscendo che l'errore arbitrale ha inciso sull'esito del match. Un precedente che potrebbe fare scuola.

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