Inter
16 febbraio 2026

Derby d'Italia: Zielinski eroe, La Penna disastro, Bastoni nel mirino

Riassunto

Derby d'Italia da cardiopalma: Zielinski decide al 90' con un sinistro da sogno, ma la partita è segnata dall'errore clamoroso di La Penna che espelle Kalulu per una simulazione di Bastoni. Rocchi ammette lo sbaglio ma contrattacca: 'Tutti cercano di fregarci'. Bastoni nel mirino social con insulti alla famiglia, costretto a bloccare i commenti. Elkann telefona a Gravina per protestare contro gli errori arbitrali. L'Inter vince ma le polemiche oscurano tutto.

La Penna scrive il disastro: quando l'arbitro diventa protagonista

Importanza: 9/10

Il punto è questo: quando un arbitro diventa il protagonista assoluto di un Derby d'Italia, qualcosa è andato storto. Federico La Penna, romano di Roma, ha trasformato una partita bellissima in un caso nazionale con decisioni che definire controverse è un eufemismo. L'espulsione di Kalulu al 42' del primo tempo rappresenta l'apice di una direzione di gara che la Gazzetta dello Sport ha definito "un abbaglio clamoroso".

La dinamica è cristallina: Bastoni anticipa Kalulu, che lo sfiora appena con la mano. Il difensore dell'Inter accentua vistosamente la caduta ("stramazza urlando, come se lo avessero pugnalato" scrive la Rosea), La Penna estrae il secondo giallo per il francese. Errore madornale che avrebbe meritato, semmai, l'ammonizione per simulazione a Bastoni, già ammonito. Il VAR? Impotente per regolamento sui cartellini gialli.

Credetemi, quando il Corriere dello Sport titola "Stiamo riducendo il calcio a un cesso" e la Gazzetta parla di "protocollo VAR brutalmente spirato", siamo di fronte a qualcosa di più grave di un semplice errore. La designazione di La Penna per una partita di questo calibro solleva interrogativi: se un arbitro non di primo piano viene esposto a contesti così delicati, la colpa non è sua ma di chi lo manda allo sbaraglio.

Il paradosso è evidente: nell'era del tele-calcio, con tecnologie sempre più sofisticate, ci ritroviamo a discutere di episodi che un arbitro attento avrebbe risolto semplicemente osservando l'azione. La simulazione di Bastoni, "due volte sgradevole" secondo la Gazzetta perché parliamo di un giocatore della Nazionale, tornerà come un boomerang. Da ieri sera, il difensore nerazzurro ha il bollino di simulatore appiccicato addosso.

Rocchi ammette l'errore ma contrattacca: "Tutti cercano di fregarci"

Importanza: 8/10

Gianluca Rocchi non ci sta e passa al contrattacco dopo il disastro La Penna. Il designatore arbitrale ammette l'errore ("decisione chiaramente errata") ma lancia accuse pesantissime: "La Penna non è l'unico ad aver sbagliato, ieri c'è stata una simulazione chiara. L'ultima di una lunga serie in un campionato in cui cercano in tutti modi di fregarci".

La stoccata a Bastoni è durissima: il designatore non risparmia il difensore dell'Inter, colpevole di aver tratto in inganno l'arbitro con una simulazione evidente. Ma Rocchi allarga il tiro e coinvolge tutto il movimento: "Gli allenatori non ci hanno mai aiutato, ma ci hanno messo in difficoltà. Siamo l'ultimo sfogo di tutti".

Il j'accuse più pesante arriva quando Rocchi si rivolge direttamente alle altre componenti del calcio: "Noi siamo gli unici ad ammettere di aver sbagliato. Abbiamo una trasmissione in cui mettiamo a nudo i nostri errori. Oggi non ho ancora sentito gente dire 'anche noi abbiamo sbagliato'". Un attacco frontale a società, allenatori e giocatori che scaricano sempre la colpa sugli arbitri.

Capitolo La Penna: il fischietto romano sarà fermato a lungo, "mortificato" secondo Rocchi. Ma il designatore chiude con una richiesta precisa: "Qualcuno dovrebbe farsi un esame di coscienza. Per essere chiari, mi riferisco a chi va in campo ed ha certi atteggiamenti". Parole che suonano come un ultimatum al calcio italiano: basta scaricare tutto sugli arbitri, anche gli altri devono assumersi le proprie responsabilità.

Zielinski, il San Valentino perfetto: gol da sogno e rinascita totale

Importanza: 7/10

Al 90esimo minuto, quando tutto sembrava perduto, Piotr Zielinski ha estratto dal cilindro il sinistro che ha fatto impazzire San Siro. Un rasoterra chirurgico da fuori area che ha fulminato Di Gregorio e regalato all'Inter una vittoria che sa di liberazione. "Il bacio decisivo che trasforma in miele il San Valentino della Benamata", scrive poeticamente la Gazzetta dello Sport.

Il gol di Zielinski non è casuale: è il premio a una stagione di rinascita totale. Dopo un primo anno interista "sbiadito e grigio" con Inzaghi, il polacco sotto la guida di Chivu è tornato a splendere. Cinque gol in campionato, tre nelle ultime quattro partite, tutti pesantissimi. "Segna solo gol pesanti", sottolinea la Rosea, e quello di ieri rischia di diventare "la principale cartolina-scudetto nerazzurra".

La trasformazione è evidente: da oggetto misterioso a insostituibile. Tredici sufficienze consecutive, fantamedia di 7,3, quotazione schizzata da 34 a 42 crediti al Fantacampionato. Zielinski è diventato il jolly perfetto di Chivu: "Un po' mezzala, un po' regista", capace di offrire "soluzioni inattese a tutta la compagnia".

Il Corriere dello Sport celebra "il piccolo capolavoro targato Cristian Chivu": l'allenatore rumeno gli ha teso subito la mano dopo le difficoltà con Inzaghi, restituendogli serenità e continuità fisica. Il gol alla Juventus corona una rinascita che ha un valore doppio: tecnico e simbolico. Perché quando un giocatore ritrova se stesso, tutta la squadra ne beneficia. E l'Inter di Zielinski sa di Scudetto.

Bastoni nel mirino: dalla simulazione agli insulti alla famiglia

Importanza: 8/10

Alessandro Bastoni è finito nell'occhio del ciclone e stavolta non per le sue qualità difensive. La simulazione che ha portato all'espulsione di Kalulu e soprattutto l'esultanza dopo il cartellino rosso hanno scatenato una bufera social senza precedenti. Il difensore dell'Inter è stato costretto a bloccare i commenti su Instagram dopo una valanga di insulti.

Ma la deriva è andata oltre ogni limite: nel mirino sono finite anche la moglie Camilla Bresciani e la figlia Azzurra. Minacce e insulti vergognosi che hanno costretto la coppia a disattivare completamente i commenti sui social. "Frasi shock che non vogliamo riportare", scrive FCInterNews, testimoniando la gravità della situazione.

Le critiche arrivano da ogni parte: "Che tristezza il gesto, anzi i gesti. Simulazione e esultanza per aver fatto espellere un avversario", scrive un utente. Persino alcuni tifosi interisti si dissociano: "Sono interista da 40 anni, la delusione per esserti tuffato in quel modo è enorme". Fulvio Collovati è durissimo: "Mi aspettavo che dicesse di essere caduto da solo. Questo sarebbe stata una bella cosa".

Fernando Orsi prova a stemperare: "Da Bastoni mi aspettavo qualcosa di diverso, ma non facciamolo passare per mostro". Anche Hernanes critica: "La mentalità di Bastoni deve essere combattuta. I ragazzi devono giocare a calcio". Il paradosso è che il difensore, tecnicamente ineccepibile, rischia di compromettere la sua immagine per un episodio antisportivo. Come scrive la Gazzetta: "Nell'era del tele-calcio, sceneggiate del genere ritornano indietro come boomerang".

Elkann alza la voce: telefonata a Gravina dopo il caso Kalulu

Importanza: 7/10

John Elkann non resta in silenzio e il giorno dopo Inter-Juve prende il telefono per chiamare direttamente Gabriele Gravina. Il numero uno di Exor ha manifestato "forte disappunto per i numerosi e ripetuti errori arbitrali", sollecitando "soluzioni efficaci per garantire l'integrità e la credibilità del calcio italiano".

Non è una telefonata di circostanza: secondo l'ANSA, Elkann ha posto sul tavolo una questione più ampia della semplice espulsione di Kalulu. Il CEO di Exor ha sottolineato come questi errori rischino di compromettere l'autorevolezza del sistema agli occhi di tifosi e investitori. "Quando la proprietà si muove ai massimi livelli istituzionali, il messaggio è chiaro", sottolinea Tuttosport.

Il sostegno alla squadra è totale: Elkann ha contattato Comolli, Chiellini e Spalletti per elogiare "il grande impegno, la compattezza e lo spirito di unità dimostrati". La proprietà condivide "pienamente l'impegno a difendere il club in ogni sede e circostanza, con fermezza e senso di responsabilità".

L'Associazione Parlamentare Juventus Club rincarla dose con una nota durissima: "La Serie A è poco professionale e poco attrattiva. Da troppo tempo la credibilità del nostro campionato è minata da episodi che compromettono l'oggettività della prestazione sportiva". I parlamentari bianconeri chiedono alle istituzioni sportive di "migliorarsi e rendersi più credibili", altrimenti "sarà difficile perpetrare questo status quo". Un ultimatum politico che va oltre il calcio.

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Capitolo tensioni: negli spogliatoi di San Siro è volato di tutto all'intervallo, con Ferri contro tutti e scontri tra dirigenti. Comolli e Chiellini rischiano ora la squalifica per le proteste contro La Penna nel tunnel. Pio Esposito continua a sognare: il gol alla Juve lo rende il secondo italiano più giovane a segnare contro i bianconeri negli ultimi 60 anni. L'Arsenal lo osserva con interesse, ma l'Inter non apre all'addio. Il Napoli frena: 2-2 col Roma e Conte scivola a -11 dall'Inter. Chiellini e le contraddizioni: l'ex difensore che parlava di "malizia come parte del calcio" oggi grida all'"inaccettabile". La Juve perde anche Holm per lesione al soleo, oltre al danno la beffa.

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