Digest Inter: Calhanoglu show e Sucic da sogno, la Curva torna a cantare
Riassunto
L'Inter si rialza dopo Napoli con un convincente 3-0 alla Fiorentina: doppietta di Calhanoglu (ora capocannoniere con 5 gol) e perla di Sucic per il terzo posto agganciato al Milan. La Curva Nord torna a cantare dopo l'inchiesta Doppia Curva sotto il nome 'Secondo Anello Verde Milano'. Dramma Martinez: il portiere indagato per omicidio stradale dopo l'incidente mortale di Fenegrò, l'Inter gli garantisce supporto psicologico. Spalletti firma oggi con la Juventus: contratto fino a giugno con rinnovo automatico se Champions. De Bruyne operato con successo ad Anversa, 3-4 mesi di stop ma Mondiale 2026 dovrebbe essere salvo.
Inter-Fiorentina 3-0: Calhanoglu e Sucic show, Chivu ritrova il sorriso
San Siro sotto la pioggia ha ritrovato il suo Inter. Dopo la botta di Napoli, i nerazzurri hanno risposto da grande squadra travolgendo 3-0 una Fiorentina ormai allo stremo e agganciando il Milan al terzo posto. Due volte Calhanoglu (uno su rigore), in mezzo la perla di Sucic: il turco si issa in vetta alla classifica cannonieri con 5 gol, eguagliando già la quota dell'intera scorsa stagione in appena 7 presenze.
Il primo tempo è stato un assedio sterile. De Gea si è trasformato in un supereroe tra i pali viola, negando il gol prima a Bastoni in uscita e poi a Dimarco con una parata di piede spettacolare. L'Inter dominava il possesso ma mancava quella cattiveria sotto porta che Chivu pretendeva dai suoi. "Nel primo tempo siamo stati un po' leziosi", ha ammesso il tecnico romeno nel post-partita.
La svolta è arrivata nella ripresa con due gioielli. Al 66' Calhanoglu ha sbloccato il risultato con un destro chirurgico dal limite che si è infilato nell'angolino basso, lasciando De Gea immobile. Cinque minuti dopo è arrivato il capolavoro di Sucic: il croato ha resistito alla trattenuta di Mandragora, ha messo a sedere Comuzzo con la suola e ha trovato il suo primo gol nerazzurro con un destro che vale il 2-0. Credetemi, quel gol di Sucic lo ricorderemo a lungo (e chissà che non diventi il primo di una lunga serie).
Il tris è arrivato all'88' ancora con Calhanoglu dagli undici metri, dopo che Bonny aveva procurato il rigore facendo espellere Viti per doppia ammonizione. E tutto San Siro ha fatto partire un beffardo "Pioli is on fire", il coro che veniva dedicato al tecnico ai tempi del Milan. Il punto è questo: l'Inter ha dimostrato di saper reagire alle difficoltà con la mentalità giusta, quella che serve per lottare fino alla fine.
Martinez sotto shock: il dramma di Fenegrò e il supporto dell'Inter
Una tragedia ha sconvolto la vigilia di Inter-Fiorentina. Josep Martinez, secondo portiere nerazzurro, è indagato per omicidio stradale dopo l'incidente mortale di ieri mattina a Fenegrò che ha causato la morte di Paolo Saibene, 81enne invalido a bordo di un quadriciclo elettrico. L'anziano, secondo le ricostruzioni, si sarebbe spostato improvvisamente dalla pista ciclabile al centro della carreggiata proprio mentre passava l'auto del portiere spagnolo.
Martinez oggi si è presentato comunque alla Pinetina. Nonostante il club gli abbia dato libertà massima per i prossimi giorni, lo spagnolo ha scelto in autonomia di recarsi al centro sportivo per un leggero scarico sul campo. "È stato accompagnato alla Pinetina, lungo la stessa strada maledetta del giorno prima", racconta la Gazzetta. Un gesto che dimostra la voglia di normalità in un momento drammatico.
L'Inter ha attivato un piano di supporto completo. Ieri uno psicologo ha aspettato Martinez a casa al ritorno dalla caserma insieme al team manager, e anche oggi il contatto è stato continuo. Il presidente Marotta ha parlato della tragedia: "È successo un fatto grave e delicato. Siamo vicini alla famiglia della persona deceduta e lo siamo anche nei confronti del nostro giocatore, che conosciamo benissimo".
Le indagini proseguiranno per mesi. Martinez è risultato negativo ai test di alcol e droga, e le testimonianze di due automobilisti presenti confermerebbero la sua versione dei fatti. La procura di Como ha sequestrato sia il quadriciclo che il Suv dello spagnolo (una Byd consegnatagli solo quindici giorni fa), oltre al suo telefono. Capitolo delicato: se venisse confermato l'imprevedibile sbandamento della vittima, il procedimento potrebbe essere archiviato senza conseguenze penali. Serviranno comunque indagini lunghe alcuni mesi, periodo nel quale Martinez resterà indagato per un reato che teoricamente prevede dai 2 ai 7 anni di reclusione.
Spalletti-Juventus: oggi le firme, domani la presentazione
È tutto fatto per Luciano Spalletti alla Juventus. L'ex CT della Nazionale dovrebbe arrivare a Torino nella mattinata di oggi, giovedì 30 ottobre, per incontrare i dirigenti e firmare il contratto che lo legherà al club bianconero. Solo allora potrà esserci l'ufficialità, mentre per la presentazione bisognerà aspettare almeno la giornata di venerdì 31 ottobre.
L'accordo è stato definito dopo l'incontro con Comolli. Spalletti partiva da una richiesta di lungo corso fino al 2028, irricevibile per una società che ha già due persone a libro paga sino al 2027. La retromarcia è stata decisiva: contratto fino al termine della stagione, con prolungamento biennale automatico in caso di qualificazione in Champions League. Una vittoria su tutta la linea per la dirigenza, costretta a puntare su un profilo di altissimo livello ma con un budget limitato.
Non sarà Spalletti a dirigere l'allenamento delle 15:00. La sessione di scarico dopo la partita vinta contro l'Udinese sarà ancora gestita da altri, in quanto si stanno sistemando alcuni dettagli formali. L'ex allenatore di Roma, Inter e Napoli prenderà ufficialmente in mano la squadra solo dopo la firma del contratto.
Walter Sabatini benedice la scelta. L'ex direttore sportivo, che ha lavorato con Spalletti ai tempi della Roma, non ha dubbi: "Luciano è l'uomo giusto per risollevare la Juventus. I bianconeri hanno bisogno di qualcosa di più e Luciano è il genio ideale per risollevarli". E sui suoi attaccanti: "Quello di Spalletti è un gioco generoso, vantaggioso per gli attaccanti. Icardi all'Inter viaggiava alla media di quasi un gol a partita, idem Osimhen. David tornerà a segnare con i ritmi del Lilla. E Vlahovic si esalterà".
La Curva Nord torna a cantare: 71mila per il ritorno del tifo organizzato
San Siro ha ritrovato la sua anima. Dopo mesi di silenzio forzato a causa dell'inchiesta "Doppia Curva", la Curva Nord è tornata a tifare sotto il nuovo striscione "Secondo Anello Verde Milano". Il pubblico nerazzurro ha risposto presente con 71.096 spettatori, di cui 660 nel settore ospiti, per una serata che aveva il sapore della rinascita.
Il ritorno è avvenuto senza simboli del passato. Come riportato da Il Giorno, al secondo anello verde non sono entrate "pezze", bandiere e simboli che potessero richiamare la vecchia gestione spazzata via dall'inchiesta. La Nord rimane sotto osservazione e chi violerà il regolamento d'uso di San Siro pagherà senza deroghe.
I gruppi si sono riuniti con "rinnovato senso di appartenenza". Nel comunicato diffuso ieri, gli ultras hanno scritto: "Torniamo a esporre i nostri drappi. 'Secondo anello verde Milano' sarà lo striscione dietro cui i gruppi storici della curva nord si riconosceranno, mantenendo intatte le caratteristiche di autonomia e identità".
A fine partita l'omaggio a un vecchio amico. La curva ha tributato un applauso caloroso a Edin Dzeko, entrato nel finale con la maglia della Fiorentina. L'ex attaccante nerazzurro, che ha segnato 31 gol in due stagioni vincendo 4 trofei, si è preso gli applausi di chi lo aveva amato ai tempi dell'Inter. Ora, prestate attenzione: il Meazza spera in un nuovo inizio dopo l'omicidio di Antonio Bellocco e la conseguente indagine che ha fatto piazza pulita tra gli ultras di Milan e Inter.
De Bruyne operato con successo: 3-4 mesi di stop, Mondiale 2026 a rischio
Kevin De Bruyne è stato operato stamattina ad Anversa. L'intervento chirurgico al bicipite femorale destro, dopo l'infortunio patito contro l'Inter sabato scorso, è perfettamente riuscito. "Tutto è andato bene, anzi brillantemente", le prime parole di Lieven Maesschalck, fisioterapista di fiducia del belga.
I tempi di recupero sono stimati in 3-4 mesi. Il centrocampista del Napoli dovrebbe rientrare entro quattro mesi, in tempo per riprendere la forma al meglio in vista del Mondiale 2026. La lesione non sarebbe nello stesso punto dell'intervento del 2023, quando De Bruyne si fermò per cinque mesi: questo dovrebbe accorciare i tempi di recupero.
La riabilitazione avverrà nella stessa struttura di Lukaku. De Bruyne comincerà l'iter riabilitativo nella Move to Cure di Anversa, la stessa struttura dove si è curato Romelu negli scorsi anni. Tutte le scelte del calciatore sono state concordate con lo staff medico del Napoli.
Il dottor Kristof Sas chiarisce un aspetto importante. L'ex medico della nazionale belga ha precisato: "Il nuovo intervento non ha nulla a che vedere con il precedente, che ha avuto un successo straordinario. È una lesione nuova, il che rende più semplice l'operazione perché c'è meno tessuto cicatriziale".
Davanti a De Bruyne ci sono due obiettivi: tornare presto in campo con il Napoli e partecipare alla quarta Coppa del Mondo con il Belgio. Il Mondiale si giocherà tra Canada, Messico e Stati Uniti a partire dall'11 giugno 2026: "Di norma non dovrebbe essere a rischio, ma prima sarà importante riprendere il ritmo giocando con il Napoli".
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Altre notizie dal mondo nerazzurro e non solo. La Roma batte il Parma 2-1 e aggancia il Napoli in vetta, con Gasperini che elogia Dybala: "Sta bene come tutta la squadra". Il Napoli vince a Lecce tra le polemiche per una punizione inesistente da cui nasce il gol di Anguissa, mentre Conte continua il suo "teatrino" con nuove frecciate a Marotta. La Cremonese espugna Genoa 2-0 con doppietta di Bonazzoli (spettacolare il primo in rovesciata), mentre i rossoblù sprofondano all'ultimo posto con Vieira sempre più in bilico. Emergenza portieri in casa Inter: promossi dalla Primavera Calligaris e Taho, con il 18enne albanese che ha scelto la maglia numero 60. Sul fronte San Siro, Oaktree studia la linea dura sui biglietti omaggio dopo l'acquisto dello stadio, mentre Sala conferma che il Meazza resterà casa di Inter e Milan fino al 2031. Bisseck protagonista della serata elogia Chivu: "Fa un ottimo lavoro", mentre il tecnico romeno ammette: "Prima ero preoccupato, ora piano piano inizio a divertirmi".
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