Digest Nerazzurro: Bonny pronto al debutto, Frattesi ritrova spazio
Riassunto
Bonny pronto al debutto da titolare contro la Cremonese dopo l'infortunio di Thuram. De Bruyne risorge dalle critiche con una prestazione da fuoriclasse al Maradona. Allegri torna allo Stadium da nemico dopo 12 anni con il Milan primo in classifica. San Siro verso il futuro: banche USA in pole per finanziare il nuovo stadio da 1,2 miliardi. Frattesi verso la prima da titolare se Calhanoglu non recupera dalla botta di Champions.
Bonny, è la tua ora: prima da titolare contro la Cremonese
L'emergenza diventa opportunità. L'infortunio di Marcus Thuram (che lo terrà fuori almeno fino alla sfida di Napoli) spalanca le porte del titolarismo ad Ange-Yoan Bonny, pronto per la sua prima da protagonista assoluto in nerazzurro. Il francese, che finora aveva collezionato solo spezzoni ma sempre con grande impatto (gol al debutto contro il Torino dopo appena 5 minuti), si prepara a fare coppia con Lautaro Martinez in quella che Chivu definisce "la macchina della verità".
Il tecnico rumeno non ha dubbi: "Prima o poi toccherà anche a lui fare il titolare. È un bel giocatore, dà l'anima in campo". Bonny ha caratteristiche simili a Thuram - fisicità, movimento, capacità di attaccare la profondità - e rappresenta quella scommessa estiva che l'Inter ha voluto vincere a tutti i costi, anticipando la concorrenza e investendo 25 milioni. Una scelta che ora trova la sua prima vera verifica.
Credetemi, non è un caso che Chivu abbia sempre inserito il francese nelle rotazioni: 97 minuti distribuiti in tutte le partite, mai una presenza saltata, sempre pronto quando chiamato in causa. L'alternanza con Pio Esposito (che partirà dalla panchina pronto a entrare) è la strategia che accompagnerà l'Inter fino al rientro di Thuram. Due profili diversi - Bonny più fisico e simile al francese, Esposito più tecnico e da area - per dare a Chivu soluzioni tattiche differenti.
Il punto è questo: domani sera contro una Cremonese imbattuta e con gli stessi punti dell'Inter, Bonny avrà l'occasione di dimostrare che l'investimento estivo è stato azzeccato. E chissà che non sia proprio lui a regalare a San Siro quella quinta vittoria consecutiva che manca dal 2022.
De Bruyne risorto: dal caso mediatico al trionfo del Maradona
Kevin De Bruyne è tornato. E lo ha fatto nel modo più spettacolare possibile, zittendo critiche e malelingue con una prestazione da fuoriclasse assoluto contro lo Sporting Lisbona. Due assist da manuale - il primo dopo una cavalcata di 70 metri che ha fatto impazzire il Maradona, il secondo un cross millimetrico per Hojlund - e la consacrazione definitiva nel calcio di Conte.
Solo pochi giorni fa lo davano per finito: "Trotterella, passeggia, è il problema del Napoli". I sapientoni del golfo e le "scimmiette delle tastiere" (come li definisce il Corriere dello Sport) erano pronti a catalogarlo tra le vecchie glorie. Il caso della sostituzione contro il Milan aveva fatto il resto, con Kevin che aveva protestato apertamente: "Cazzo, stiamo perdendo e io vado fuori".
Ma Conte non vive di picche e ripicche. I più bravi giocano sempre. E De Bruyne ha risposto presente nel momento più delicato, quando il Napoli aveva bisogno di punti Champions per restare a galla nel nuovo formato. La sua prestazione è stata totale: ha attaccato, difeso, corso, lottato. Ha fatto il lavoro sporco e quello brillante, dimostrando che a 34 anni può ancora essere decisivo ai massimi livelli.
Con i due assist di Lisbona, Kevin ha raggiunto quota 31 nella storia della Champions League, agganciando Ryan Giggs al quinto posto all-time. È il giocatore con più assist ancora attivo nella competizione, e il prossimo obiettivo è Neymar a quota 33. Non male per uno che "non corre" e "rallenta il gioco".
Capitolo statistiche: con 3 gol in campionato, De Bruyne è attualmente il capocannoniere del Napoli insieme a Hojlund. Il Maradona lo ha accolto con un coro spontaneo e corale - "Kevin-Kevin-Kevin" - riservato solo ai più grandi. Il re è vivo, viva il re.
Allegri torna da nemico: lo Stadium rivede Max dopo 12 anni
Il cerchio si chiude. Domenica sera Massimiliano Allegri tornerà allo Stadium da avversario per la prima volta dopo 12 anni, quando il suo Milan non se la passava benissimo e lui sarebbe stato esonerato di lì a poco. Oggi il Diavolo si presenta a Torino da primo della classe, forte del successo sul Napoli e di un percorso che sta convincendo tutti.
La storia è affascinante: l'ultima volta che Max era entrato allo Stadium da "nemico" era il 6 ottobre 2013. La Juve vinse 3-2 nonostante la doppietta di Muntari, nome che evoca ancora veleni per quel gol fantasma non visto a San Siro nel 2012. Ma Allegri avrebbe avuto modo di rifarsi proprio in bianconero, diventando il secondo allenatore con più scudetti dietro a Trapattoni.
Ora la sfida è contro Tudor, che vanta una statistica particolare contro il livornese: 5 incontri, 3 vittorie e 2 sconfitte a favore del croato. Una "bestia nera" che i tifosi juventini sperano possa ribaltare il trend. Il tecnico della Juve deve leccarsi le ferite della Champions e ritrovare una vittoria che manca da quattro partite.
Per il Milan è il momento di confermare la crescita. Il 3-5-2 di Allegri ha dato sostanza e solidità, con Pulisic che ha fatto le veci dell'infortunato Leao. In attacco ballottaggio tra Gimenez (favorito per abnegazione e lavoro collettivo) e Nkunku, galvanizzato dalla chiamata di Deschamps e in crescita di condizione.
Tomori ha recuperato e sarà della partita, mentre De Winter scalpita per una maglia da titolare. Quanti intrecci sull'asse Milano-Torino: Allegri, Rabiot, Kalulu, Locatelli. Ma la partita dello Stadium per tutti sarà quella di Max, un ex tornato al massimo.
San Siro, la caccia ai miliardi: banche USA in pole per il nuovo stadio
Ora si fa sul serio. Dopo il sì del Consiglio Comunale, Inter e Milan sono alla caccia dei finanziamenti per il nuovo San Siro. L'operazione da 1,2 miliardi di euro guarda oltreoceano, con Goldman Sachs, JP Morgan e Bank of America Merrill Lynch in pole position, insieme alla giapponese Mitsubishi UFJ Financial Group.
Fuori dai giochi le banche italiane Unicredit e Intesa San Paolo, mentre resta possibile il coinvolgimento di Banco BPM. La scelta di puntare all'estero riflette la provenienza dei fondi proprietari di entrambi i club milanesi, con Oaktree e RedBird che hanno i loro riferimenti finanziari negli Stati Uniti.
Ma la strada è ancora lunga e piena di ostacoli. Il 10 novembre scatta il vincolo sul secondo anello del Meazza (70 anni dal collaudo), rendendo urgente la questione del rogito. La prima rata da 73 milioni dovrà essere versata entro il 31 ottobre, mentre il finanziamento principale arriverà solo quando il progetto Manica-Foster sarà approvato.
Ottobre e novembre saranno i mesi dei ricorsi al TAR, con il Comitato Si Meazza e il Comitato Referendum X San Siro pronti a battaglia legale. Questioni procedurali, ambientali e sul prezzo di vendita non mancheranno, mentre la Procura di Milano mantiene aperto il fascicolo conoscitivo sulla vendita.
Intanto emergono i primi dettagli del nuovo impianto: 71.500 posti, spalti più vicini al campo, acustica ovattata e un tetto aperto sopra il terreno di gioco. Il campo sarà spostato di 400 metri verso ovest, a 75 metri dalle case di via Tesio. Altezza ridotta rispetto ai 65 metri attuali e protezione con un filare di alberi per limitare l'impatto visivo. Il calcio del futuro ha un prezzo, e ora bisogna trovare chi lo paga.
Frattesi, l'occasione del riscatto: titolare se Calhanoglu non ce la fa
Finalmente una chance. Davide Frattesi potrebbe trovare la sua prima maglia da titolare stagionale proprio contro la Cremonese, se Hakan Calhanoglu non dovesse recuperare dalla botta rimediata contro lo Slavia Praga. Il turco è uscito claudicante da San Siro e Chivu potrebbe non rischiarlo, aprendo le porte al centrocampista azzurro.
La stagione di Frattesi è stata finora un calvario: solo 72 minuti in sette partite, nessuna presenza dal primo minuto, meno spazio rispetto ai tempi di Inzaghi. Prima l'operazione per l'ernia del 10 luglio, poi i problemi allo stomaco che gli hanno fatto saltare anche l'ingresso contro lo Slavia ("era la mia prima scelta", ha spiegato Chivu).
Il problema è tattico: nel 3-5-2 di Chivu non c'è spazio per le caratteristiche di Frattesi. Il tecnico in estate gli aveva illustrato un 3-4-2-1 dove sarebbe stato fondamentale come assaltatore, ma poi è tornato al modulo tradizionale. Barella e Mkhitaryan sono punti fermi, Sucic sta diventando un titolare aggiunto, Zielinski piace sempre di più.
Ma l'occasione di domani potrebbe cambiare tutto. Con Calhanoglu out, Barella regista e Frattesi mezzala: la soluzione che il romano aspetta da mesi. Petar Sucic resta di rincorsa, ma Davide ha dalla sua l'esperienza e la voglia di riscatto dopo un inizio di stagione da incubo.
Credetemi, Frattesi ha ancora molto da dare a questa Inter. Le esclusioni dolorose degli ultimi mesi potrebbero trasformarsi nel carburante giusto per una prestazione convincente. E chissà che non sia proprio la Cremonese l'avversario giusto per ritrovare fiducia e minutaggio.
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Chivu continua a stupire con la sua gestione del gruppo: venti titolari utilizzati e una crescita costante che ha portato l'Inter a quattro vittorie consecutive. Il tecnico rumeno ha ritrovato l'equilibrio perduto, come conferma anche Tardelli: "Ha avuto ragione a non cambiare gioco".
La Curva Nord si prepara al ritorno, ma non per la Cremonese. Ciccarelli è chiaro: "Quando torneranno bandiere e striscioni, la Curva comincerà a cantare". Probabile rientro dopo la sosta.
Stankovic vola in Nazionale maggiore con la Serbia dopo l'ottimo inizio al Bruges. Il talento ex Inter ha conquistato anche Vanhaezebrouck: "Non uscirà mai dalla squadra titolare".
Amichevole speciale in arrivo: Inter-Atletico Madrid si sfideranno il 10 ottobre a Bengasi per la Reconstruction Cup, antipasto della sfida di Champions del 26 novembre.
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