Inter
27 ottobre 2025

Digest Nerazzurro - Dopo la tempesta del Maradona

Riassunto

L'Inter si schianta 3-1 al Maradona dopo sette vittorie consecutive, in una serata segnata da polemiche arbitrali che fanno ancora discutere. Il rigore concesso al Napoli dall'assistente Bindoni viene bocciato dall'AIA come 'errore grave', mentre esplode la guerra dialettica tra Conte e Marotta. L'ex tecnico nerazzurro attacca il presidente dimenticando quando all'Inter chiedeva l'intervento dei dirigenti. Sul campo, Chivu paga un crollo mentale collettivo con una difesa in bambola: Acerbi e Akanji travolti da Neres e McTominay. L'infermeria si riempie: Mkhitaryan rischia 4-6 settimane di stop, Frattesi in dubbio per la Fiorentina. Unica buona notizia: Thuram verso il rientro.

Il risveglio amaro: quando sette vittorie non bastano

Importanza: 9/10

Il punto è questo: dopo sette vittorie consecutive, l'Inter si è schiantata al Maradona con un 3-1 che fa più rumore di una sirena d'allarme. Non è stata solo una sconfitta, è stato un crollo mentale che ha fatto emergere tutti i fantasmi di una squadra che, quando le partite si sporcano, perde la bussola.

Conte ha ritrovato la sua creatura e l'ha fatto nel modo più doloroso possibile per i nerazzurri. Il Napoli sembrava quello dello scorso anno: rabbia, adrenalina e quella cattiveria che mancava dai tempi dello scudetto. Dall'altra parte, "poca Inter, solo in avvio e in chiusura di primo tempo", come sottolinea il Corriere dello Sport. Dopo l'intervallo? Scena muta, con praterie aperte verso Sommer che sembrava un guardiano del Louvre durante una rapina.

La tattica di Conte ha mandato in tilt i nerazzurri: Neres falso nove ha fatto dannare Acerbi, mentre McTominay nel suo vero ruolo di interno "ha aggiunto dinamismo" e un gol fantastico. La difesa dell'Inter ha ballato come non si vedeva da tempo: Akanji e Acerbi si sono fatti travolgere sia per il 2-1 che per il 3-1, con il primo che "viene sopraffatto da Anguissa" e il secondo che "perde McTominay sul raddoppio".

Credetemi, quello che preoccupa di più non è il risultato in sé, ma come è arrivato. L'Inter "è sparita dopo l'intervallo" e ha mostrato quei "difetti strutturali" di cui parla Bergomi: "finché le partite non si sporcano sa giocare bene a calcio, ma questo non vuol dire vincere il campionato". Ora c'è la Fiorentina mercoledì per rifarsi subito, ma servirà ben altro carattere.

Mariani nel mirino: quando l'assistente riscrive le regole

Importanza: 8/10

Ora, prestate attenzione: quello che è successo al Maradona non è calcio, è roba da far accapponare la pelle. Un rigore assegnato dall'assistente Bindoni dopo otto secondi dall'episodio, mentre l'azione era ormai ribaltata. "Un abbaglio da parte del primo assistente", secondo i vertici AIA, che hanno già deciso: un po' di panchina per Mariani e Bindoni.

Il contatto Mkhitaryan-Di Lorenzo? "Il rigore non esiste, il tocco è da rigorino e quindi non da assegnare", sentenzia La Gazzetta. Calvarese è ancora più duro: "Di Lorenzo è in vantaggio, entra in area e sposta la gamba sinistra sulla traiettoria di corsa di Mkhitaryan, cercando e trovando un contatto che a mio avviso non è falloso". A sbagliare è anche il VAR Marini, che non richiama l'arbitro all'OFR.

Capitolo secondo tempo: Mariani non vede il braccio "alato, larghissimo" di Buongiorno su Lautaro. Qui serve il VAR per correggere, ma il danno ormai è fatto. "Mariani male in due rigori su due: il VAR una volta lo salva, l'altra lo affossa", titola la Gazzetta dello Sport.

La cosa più incredibile? Nel calcio moderno non si era mai visto dare un rigore da un assistente in questo modo, come sottolinea Bergomi. Un unicum che ha condizionato una partita scudetto, con buona pace di chi parla di "normale amministrazione". I vertici arbitrali hanno già emesso il verdetto: errore grave, e ora si spera che episodi del genere non si ripetano più.

Conte vs Marotta: quando gli ex si fanno la guerra

Importanza: 7/10

Il punto è questo: Antonio Conte ha cambiato idea sui dirigenti che parlano. Quello stesso allenatore che all'Inter "invocava spesso in tv l'intervento dei dirigenti" ora predica il contrario. La memoria, si sa, è selettiva quando fa comodo.

"L'Inter appena può manda Marotta e gli altri dirigenti, qui a Napoli vengo io", ha sputato veleno il tecnico salentino. Ma La Repubblica ricorda un dettaglio non di poco conto: "negli anni nerazzurri Conte invocava spesso in tv l'intervento dei dirigenti". Dalle notti di Dortmund ai rigori non dati con il Parma, Antonio reclamava sempre l'urgenza di un intervento societario.

Credetemi, questo è l'ennesimo capitolo dell'odi et amo tra Conte e Marotta che va avanti da 15 anni. "Un tempo amico, poi di colpo nemico, poi di nuovo alleato, e ora nemico giurato", scrive la Gazzetta. La rottura definitiva risale a maggio 2021, quando lo scudetto era in bacheca ma i conti in rosso. Antonio non accettò il presunto ridimensionamento e se ne andò con una buonuscita da 7 milioni netti.

La frecciata più velenosa? "L'Inter è la più forte, poteva vincere di più in questi 4 anni". Una frase risultata aspra al palato nerazzurro, considerando che nel post-Conte l'Inter ha trovato gloria europea con Inzaghi e conquistato la seconda stella. Ma Conte sa bene come colpire: conosce i punti deboli di chi ha lasciato, e li usa come armi in questa guerra a distanza che promette altri capitoli bollenti.

Infermeria nerazzurra: Mkhitaryan ko, Thuram verso il rientro

Importanza: 7/10

Capitolo infortuni: le sensazioni del giorno dopo non sono incoraggianti per Henrikh Mkhitaryan. Il centrocampista armeno ha riportato un problema ai flessori della coscia sinistra proprio nell'azione del rigore del Napoli, e la prima stima è di uno stop tra 4 e 6 settimane.

Ad Appiano ieri camminava "vistosamente zoppicante", e oggi sosterrà gli esami diagnostici che chiariranno l'entità del danno. Nel caso migliore, il rientro potrebbe coincidere con il derby del 23 novembre o con la trasferta di Champions a Madrid del 26. Se invece dovesse trattarsi di una distrazione di secondo grado, il recupero slitterebbe ben oltre dicembre.

Non solo Mkhitaryan: anche Frattesi è in bilico per la Fiorentina. Il centrocampista ha giocato poco più di venti minuti al Maradona ma "è uscito con qualche problema" che sarà valutato attentamente oggi. Una tegola in più per Chivu, che deve già fare i conti con l'assenza prolungata di Marcus Thuram.

Una buona notizia arriva però dal fronte francese: l'attaccante ha svolto ieri la prima vera seduta in campo dopo l'infortunio e aumenterà progressivamente i carichi. Il rientro è previsto tra la sfida di campionato contro il Verona e il match di Champions League contro il Kairat. Difficile un suo recupero contro la Fiorentina, ma la luce in fondo al tunnel inizia a intravedersi.

Pagelle amare: Calhanoglu salva la dignità, Acerbi da incubo

Importanza: 7/10

Credetemi, le pagelle del Maradona fanno male agli occhi quanto il risultato. L'unico a salvarsi davvero è Hakan Calhanoglu, "uno dei pochi promossi" secondo la Gazzetta dello Sport: "Il rigore, altre conclusioni. Uno dei pochi a cercare la porta con cattiveria e a tentare di dare ordine quando l'Inter va in confusione".

La difesa? Un disastro annunciato. Acerbi è il peggiore in assoluto con un 4,5 che sa di bocciatura: "non aveva abboccato al falso 9 Dybala, stavolta Neres lo porta in giro, l'Inter si allunga e ciao". Poco meglio Akanji, che prende 4 dal Corriere dello Sport: "marcatura lenta, guarda Spinazzola mentre lancia McTominay. Prende la targa di Anguissa sul 3-1".

Capitolo Chivu: "La cosa migliore la fa in conferenza stampa, respingendo gli alibi. Non riesce invece a intercettare il calo mentale dopo le 7 vittorie", scrive la Gazzetta che gli affibbia un 5,5. Il tecnico romeno mantiene la dignità anche nella sconfitta, ma tatticamente qualcosa non ha funzionato.

Lautaro Martinez? "Simbolo dell'escursione termica da Bruxelles a Napoli" con un 5 che brucia. L'argentino ha sprecato l'occasione del possibile vantaggio centrando Milinkovic-Savic quando era tutto solo davanti al portiere. Una serata da dimenticare per quasi tutti, con la speranza che mercoledì contro la Fiorentina si possa voltare pagina in fretta.

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Approfondimenti e letture consigliate per esplorare ulteriormente gli argomenti trattati

Mentre l'Inter lecca le ferite, il campionato non si ferma. La Roma torna in vetta grazie a Dybala che risolve il problema del centravanti contro il Sassuolo, mentre la Juventus sprofonda sempre più con il terzo ko consecutivo firmato Basic. In casa nerazzurra, Chivu compie 45 anni con la dedica della moglie Adelina: "Un anno pazzesco e duro, siamo qui per te". Capitolo giovani: De Pieri segna il primo gol tra i professionisti con la Juve Stabia, mentre la Fiorentina pareggia 2-2 con il Bologna in vista della sfida di San Siro. Il mercato non dorme mai: la Juve punta Gila della Lazio, mentre il Sassuolo blinda Muharemović nonostante l'interesse nerazzurro.

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