Digest Nerazzurro - Il Maradona chiama, l'Inter risponde
Riassunto
L'Inter di Chivu vola verso il big match del Maradona forte di 7 vittorie consecutive e di un attacco devastante (27 gol in 10 partite). Conte affronta l'emergenza totale con Hojlund in dubbio, Rrahmani e Lobotka out, cercando il riscatto dopo il 6-2 col PSV. Lautaro guida i nerazzurri con 11 gol in Champions nel 2025, mentre Pio Esposito continua a stupire con 4 gol in 4 competizioni diverse. Sabato sera sarà sfida tra filosofie opposte: la serenità di Chivu contro la crisi di un Napoli che ha perso certezze e giocatori.
Napoli-Inter: Conte in emergenza totale per il big match
Il Maradona si prepara al grande spettacolo, ma Antonio Conte deve fare i conti con un'emergenza che sa di beffa del destino. Il tecnico salentino, che sabato sera ritroverà la sua ex squadra, si presenta al big match con una lista di indisponibili che farebbe tremare i polsi a chiunque. Hojlund resta il grande dubbio: il danese, fermo da due partite per un affaticamento muscolare, non ha ancora ripreso ad allenarsi in gruppo e le sensazioni non sono positive. Senza di lui, il Napoli ha collezionato due sconfitte consecutive (proprio quelle che hanno fatto perdere la vetta della classifica), segno di quanto sia diventato centrale nel progetto azzurro.
Ma non finisce qui. Rrahmani manca da otto partite consecutive - una lesione al bicipite femorale rimediata con il Kosovo e poi un altro infortunio in allenamento hanno tenuto fuori il pilastro della difesa. Lobotka, altro insostituibile, è out per una lesione all'adduttore. E naturalmente c'è sempre l'assenza di Lukaku, ormai una costante di questa stagione travagliata.
Conte prova a fare buon viso a cattivo gioco: "Finora, con i quattro centrocampisti, siamo riusciti a trovare la giusta alchimia e l'equilibrio migliore", ha spiegato dopo il disastro di Eindhoven. Niente rivoluzioni tattiche, dunque, ma la sensazione è che il tecnico stia navigando a vista. In porta potrebbe tornare Meret al posto di Milinkovic-Savic (che ha incassato 12 gol in 6 match contro i 4 di Meret in 4 gare), mentre in difesa il ballottaggio è tra Juan Jesus e Beukema accanto a Buongiorno.
Il punto è questo: il Napoli arriva a questo appuntamento con le ossa rotte, reduce dal 6-2 subito dal PSV che ha fatto crollare tutte le certezze. Conte ha parlato di "bagno d'umiltà" necessario, ma ora deve dimostrare che le parole possono trasformarsi in fatti. Al Maradona, dove i partenopei sono imbattuti da 15 partite, servirà un miracolo tattico per fermare l'Inter di Chivu.
Chivu vs Conte: quando l'allievo sfida il maestro
Sabato sera al Maradona andrà in scena molto più di una partita di calcio. Sarà il confronto tra due filosofie opposte, tra chi ha costruito un impero vincente e chi sta provando a rivoluzionare tutto. Da una parte Antonio Conte, l'uomo che ha trasformato l'Inter in una macchina da guerra vincendo lo scudetto della seconda stella. Dall'altra Cristian Chivu, il tecnico rumeno che ha raccolto l'eredità pesantissima di Inzaghi e sta scrivendo una storia completamente nuova.
La Gazzetta dello Sport pone una domanda che fa riflettere: "Qual è il vero Antonio Conte? Quello del primo anno o quello del secondo?" Il riferimento è al classico ciclo contiano, dove dopo la spinta propulsiva iniziale arriva spesso il momento in cui il tecnico diventa "il sindacalista della sua storia". E i segnali, dopo il crollo con il PSV, sembrano andare in quella direzione.
L'Inter di Chivu, invece, si presenta con una serenità disarmante. Un solo allenamento prima della partita, giorno di riposo inaspettato e gradito per la squadra. "L'ambiente interista è piuttosto sereno, oltre che convinto di sé, visto il filotto di sette vittorie consecutive", sottolinea la rosea. Il metodo Chivu piace a tutti: niente sovraccarichi, fiducia nei giocatori, rotazioni intelligenti.
Credetemi, il contrasto tra le due panchine sarà uno spettacolo nello spettacolo. Chivu che prepara sei cambi rispetto alla Champions, tornando alla formazione vincente di Roma. Conte che invece deve inventarsi qualcosa per sopperire alle assenze e al momento di crisi. Il tecnico rumeno ha già dimostrato di saper gestire i big match (quella rissa tra panchine nell'ultima sfida della scorsa stagione è ancora negli occhi di tutti), mentre Conte deve dimostrare di essere ancora il condottiero di un tempo.
La sensazione è che questo Napoli-Inter dirà molto sul futuro di entrambe le squadre. Per l'Inter può essere la conferma di aver imboccato la strada giusta con Chivu. Per il Napoli, invece, potrebbe essere l'ultima chiamata per salvare una stagione che rischia di trasformarsi in un incubo.
Inter macchina da gol: Chivu ha trovato la formula magica
Ventisette gol in dieci partite ufficiali, una media di quasi tre reti a gara. I numeri dell'attacco dell'Inter sotto la gestione Chivu sono semplicemente devastanti e certificano come il tecnico rumeno sia riuscito nell'impresa più difficile: migliorare una squadra che aveva già vinto tutto. Il Corriere dello Sport non ha dubbi: "Considerando le stagioni da Conte in poi, il bottino di quella attuale è il più alto in assoluto".
Ma cosa è cambiato rispetto all'era Inzaghi? Chivu ha rivoluzionato l'approccio offensivo con verticalizzazioni rapide, linea difensiva più alta e riaggressione più veloce. Il risultato è un calcio più spettacolare e imprevedibile, che ha mandato in tilt le difese avversarie. L'eccezione è stato l'1-0 con la Roma e l'1-2 con l'Udinese (condizionato da errori clamorosi sotto porta), per il resto è stato un festival del gol.
Capitolo marcatori: sono ben nove i giocatori andati a segno, segno di un attacco corale e imprevedibile. Lautaro guida con 6 reti, seguito da Thuram con 5, poi il terzetto formato da Bonny, Calhanoglu e Dumfries a quota 3. Una distribuzione che rende l'Inter ancora più pericolosa, perché il gol può arrivare da chiunque e in qualsiasi momento.
Ora, prestate attenzione a questo dato: l'Inter è particolarmente letale nei primi 15 minuti di gioco, dove ha già segnato quattro volte (record del torneo). Una caratteristica che potrebbe rivelarsi decisiva contro un Napoli che negli ultimi tempi ha mostrato fragilità proprio in fase di approccio alle partite.
Per il Napoli di Conte, che ha incassato 21 gol in 10 partite tra campionato e Champions, affrontare questa Inter significa trovarsi davanti a un esame di maturità durissimo. La macchina da gol nerazzurra non si ferma mai, e sabato sera al Maradona potrebbe mettere in scena l'ennesimo spettacolo offensivo.
Pio Esposito, il fenomeno che incanta San Siro
Quattro mesi, quattro competizioni, quattro gol. La favola di Francesco Pio Esposito continua a scrivere pagine indimenticabili e il ragazzo di Castellammare di Stabia sta diventando il simbolo della nuova Inter di Chivu. Il 21 giugno debuttava contro gli Urawa al Mondiale per club, martedì sera ha segnato il suo primo gol in Champions League contro l'Union Saint-Gilloise. Nel mezzo, le reti in Serie A (Cagliari) e in Nazionale (Estonia). Un poker perfetto che racconta di un talento purissimo.
Ma Pio non è solo gol. Il Corriere dello Sport sottolinea come il giovane attaccante si stia specializzando nel "giocare per la squadra e con la squadra". Proteggere palla, leggere le situazioni, capire la scelta migliore: sono queste le qualità che hanno conquistato Chivu, che lo considera già un elemento imprescindibile del progetto tecnico.
L'agente Giovanni Branchini non nasconde l'entusiasmo: "Mi ha sempre impressionato, ha l'intelligenza e l'educazione del Campione con la C maiuscola". E il bello è che Pio è riuscito a crescere lontano dai riflettori fino ai 19-20 anni, sviluppando una maturità calcistica che oggi fa la differenza.
Il rapporto con Chivu è privilegiato, affonda le radici negli anni di Interello. "Tra loro si è chiuso un cerchio", scrive la Gazzetta dello Sport. Responsabilizzarlo fin da subito in prima squadra è stato un passaggio naturale, e i risultati si vedono. Contro l'Union ha sbagliato un gol ma ha servito un assist perfetto a Lautaro dopo appena 17 secondi: "Come ci arriva? Come accarezza la palla per Lautaro? Come si muove?", si chiede Adani.
Ora manca solo l'ultimo step: il gol nel big match. Sabato al Maradona, Pio potrebbe partire dalla panchina ma è pronto a subentrare. La coppia con Bonny ha già mandato in adorazione il popolo interista (5 gol e 5 assist in due), e chissà che non sia proprio il momento giusto per completare il quadrimestre perfetto con una rete che varrebbe oro.
Lautaro Martinez, il capitano che non si ferma mai
"Non c'è mai stato un Lautaro così". La Gazzetta dello Sport non usa mezzi termini per descrivere il momento magico del capitano dell'Inter, diventato anima, testa e piedi della squadra di Chivu. La partita di Bruxelles contro l'Union Saint-Gilloise ha mostrato un Lautaro totale: prima ha salvato l'Inter scacciando via un colpo di testa diretto in porta, poi l'ha trascinata alla vittoria giocando sempre e solo per la squadra.
Nel 2025 ha già segnato 11 volte in Champions League, nessuno quanto lui nell'anno solare. Harry Kane l'ha raggiunto martedì sera, ma il confronto con i più forti specialisti del settore (Mbappé insegue a 10, Dembelé a 9) stimola ulteriormente l'argentino. In stagione è arrivato a 3 gol nella competizione europea, uno ogni 42 minuti giocati. Numeri da fenomeno assoluto.
Ma Lautaro è cresciuto anche come leader. "È un esempio, una guida per come si allena e per quanto si sacrifica", sostiene Chivu. E la partita di Bruxelles lo ha dimostrato: ha segnato un gol bellissimo, ha mandato in porta Pio Esposito (che non lo ha premiato), ha procurato il rigore che avrebbe chiuso la partita, ha gestito le energie per il Napoli. Un capitano vero, che pensa sempre al bene della squadra.
Contro il Napoli ha un conto aperto: 5 gol in carriera contro i partenopei, compreso quello decisivo nella Supercoppa 2024, ma solo una volta ha esultato al Maradona (gennaio 2020, con Conte in panchina e Lukaku partner d'attacco). Sabato arriverà nelle condizioni ideali per mascherare l'assenza di Thuram e per continuare la sua scalata nelle classifiche storiche dell'Inter.
A 159 reti complessive ha staccato Luigi Cevenini al quinto posto tra i migliori realizzatori nerazzurri di sempre. Sandro Mazzola è a 161, ma Lautaro lo ha già superato nel conteggio dei gol in Serie A (118 contro 129). Con un contratto fino al 2029, il Toro ha tutto il tempo per scalare ancora posizioni e scrivere pagine indelebili nella storia interista.
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Mercato e strategie a confronto: Interessante l'analisi economica tra Napoli e Inter, con De Laurentiis che ha speso il doppio dei nerazzurri ma con monte ingaggi simili. Milan in vetta solitaria: I rossoneri di Allegri guidano la classifica e stasera sfidano il Pisa per allungare prima dello scontro diretto di sabato. Juve, prestazione d'orgoglio: Nedved elogia la reazione al Bernabeu ma sottolinea: "Hanno bisogno di tempo per tornare la vera Juve". Roma ancora ko: Sconfitta casalinga contro il Viktoria Plzen, Dybala ammette: "Siamo entrati mosci". Bologna sorride: Vittoria in Romania contro la Steaua, Niccolini dedica il successo a Italiano assente per polmonite. San Siro, nuovi ostacoli: Possibile slittamento del rogito per la cessione delle aree a Inter e Milan. Lukaku commosso: Dedica toccante dopo il funerale del padre Jordan. Champions da record: 71 gol in una giornata, mai così tanti nella storia della competizione.
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