Inter
5 dicembre 2025

Digest Nerazzurro - La notte delle prime volte e dei sogni che si avverano

Riassunto

L'Inter travolge il Venezia 5-1 in Coppa Italia con i primi gol di Diouf ed Esposito a San Siro, più la doppietta di Thuram che spezza il digiuno. Esordio per Spinaccè e Bovo, seconda presenza per Cocchi: i giovani crescono sotto Chivu. Pio diventa il primo interista a segnare in tutte e quattro le competizioni stagionali, mentre Diouf si prende la rivincita dopo un inizio difficile. Sabato arriva il Como di Fabregas, l'allenatore che era stato corteggiato dall'Inter: sarà sfida tra presente e passato.

San Siro si accende: Diouf e Pio illuminano la notte magica

Importanza: 9/10

Una serata che resterà impressa nella memoria collettiva nerazzurra. L'Inter travolge il Venezia 5-1 negli ottavi di Coppa Italia, ma il risultato passa quasi in secondo piano rispetto alle emozioni pure che hanno attraversato San Siro come scosse elettriche. Perché questa non è stata una semplice vittoria, ma la notte delle prime volte che contano davvero.

Andy Diouf ha finalmente zittito tutti i suoi detrattori con una prestazione da manuale del perfetto esterno moderno. Il francese, schierato da Chivu sulla fascia destra in un esperimento che sa di rivoluzione tattica, ha segnato il suo primo gol in nerazzurro con una percussione centrale conclusa di destro (non il suo piede naturale, per chi ancora dubitava della sua completezza tecnica). Venticinque milioni che iniziano a sembrare un investimento lungimirante piuttosto che l'ennesimo acquisto discutibile dell'estate.

Ma se Diouf ha conquistato i cuori con la sostanza, Pio Esposito li ha rapiti con la poesia pura del calcio. Il suo destro al volo da fuori area per il 2-0 è stato un capolavoro balistico che ha fatto tremare le fondamenta del Meazza. Il primo gol a San Siro con la maglia dell'Inter, quello che ogni ragazzo sogna da bambino guardando le partite dalla Curva Nord. L'esultanza con i bicipiti in bella mostra è diventata immediatamente iconica, tanto che i compagni in panchina l'hanno mimata quando è uscito dal campo (un'immagine che vale più di mille parole sulla coesione di questo gruppo).

Credetemi, vedere Thuram tornare al gol dopo due mesi e mezzo con una doppietta da vero bomber è stato il ciliegina su una torta già perfetta. Il francese aveva bisogno di ritrovare fiducia nei propri mezzi e l'ha fatto nel modo più convincente possibile. Anche Bonny si è unito alla festa con un destro sotto l'incrocio che ha strappato applausi persino a Bisseck in panchina.

Il punto è questo: Chivu sta costruendo qualcosa di speciale, mescolando sapientemente esperienza e gioventù. I debuttanti Spinaccè e Bovo, insieme al ritorno di Cocchi, hanno dimostrato che il vivaio nerazzurro continua a sfornare talenti pronti per il grande salto. Quando vedi un diciottenne come Spinaccè ringraziare "infinitamente" la società per avergli fatto "realizzare un sogno", capisci che certi valori non sono mai passati di moda.

Ora prestate attenzione: sabato arriva il Como di Fabregas, quello stesso Fabregas che l'estate scorsa era stato corteggiato dall'Inter prima dell'arrivo di Chivu. Sarà una sfida nella sfida, tra ciò che è e ciò che poteva essere. Ma dopo una notte così, i dubbi su chi sia stato scelto al momento giusto sembrano davvero pochi.

Pio Esposito, il predestinato che ha conquistato San Siro

Importanza: 8/10

Non era in dubbio il se, ma soltanto il quando. E il quando è arrivato ieri sera, in un San Siro che ha finalmente potuto abbracciare il suo nuovo gioiello. Pio Esposito ha segnato il suo primo gol casalingo con la maglia dell'Inter, un destro radente da fuori area che ha fatto esplodere di gioia anche i pochi presenti sugli spalti.

Capitolo statistiche da brividi: il ventenne campano è diventato il primo interista della storia a segnare in tutte e quattro le competizioni in una singola stagione. Serie A, Champions League, Coppa Italia e Mondiale per Club: un poker che nemmeno i più ottimisti avrebbero immaginato. Ha iniziato a Seattle al Mondiale per Club, proseguito in campionato e in Europa, per chiudere il cerchio ieri sera nella meno reclamizzata Coppa Italia.

Rolando Bianchi, voce tecnica di Inter-Venezia per Radio TV Serie A, non ha avuto dubbi: "Ha fatto un gol straordinario, da attaccante vero. Non ci ha pensato due volte a tirare. È un attaccante importante per la nostra Nazionale". Parole che pesano, pronunciate da chi di centravanti se ne intende eccome.

Il bello di Pio è che non si accontenta mai. Dopo aver timbrato con la Nazionale contro la Norvegia (gol poi risultato effimero vista la sconfitta), aveva bisogno di una conferma importante davanti al suo pubblico. E l'ha ottenuta nel modo più spettacolare possibile, con una conclusione che Calhanoglu gli aveva praticamente predetto. Non a caso, dopo l'esultanza di rito, è andato subito a cercare il turco per condividere la gioia.

Ora, prestate attenzione: quando è uscito dal campo al 79', i compagni in panchina lo hanno accolto mimando la sua celebrazione muscolare. Un gesto spontaneo che racconta meglio di qualsiasi cronaca quanto questo ragazzo sia già entrato nel cuore del gruppo. "Insieme", ha scritto sui social accompagnando quella foto. Una parola semplice che vale un trattato sulla mentalità vincente.

Credetemi, non c'è interista che non pensi di vederne decine e decine negli anni a venire. Il percorso del predestinato continua, passo dopo passo, gol dopo gol. E se è vero che gli resterebbe solo la Supercoppa per completare la collezione, tra due settimane partirà per l'Arabia Saudita con quel proposito ben chiaro in mente. Il futuro dell'Inter ha già un volto e un nome: Francesco Pio Esposito.

Diouf si prende la rivincita: da oggetto misterioso a certezza

Importanza: 7/10

Ciuf ciuf, Andy Diouf. L'esordio contro il Torino alla prima giornata era stato tra i peggiori che si ricordino: sbagliò tutto, proprio tutto. Anche contro la Cremonese, nel secondo spezzone in nerazzurro, le cose non andarono meglio, tanto che il francese fu colpevole del gol della squadra di Nicola. Un incipit assolutamente insufficiente che aveva fatto storcere il naso a molti.

Normale dunque per giornalisti e tifosi valutarlo negativamente, perché alla fine uno giudica quello che vede, non il sentito dire. Certo, come sempre ci sono stati gli eccessi, come chi parlava di bidone da 25 milioni di euro con certezza assoluta. Ma dopo gli spezzoni con Milan e Pisa, ecco una prestazione assolutamente convincente del ragazzo ventiduenne in Coppa Italia.

In teoria sarebbe un centrocampista, in pratica Chivu lo vede bene in fascia e secondo molti dovrebbe essere lui oggi il titolare dell'Inter, almeno finché non rientrerà Dumfries. La percussione coraggiosa dell'1-0 conclusa con destro incrociato ha mostrato una qualità tecnica notevole: questo mancino maneggia bene anche l'altro piede, quello non suo, ed è garanzia di riuscita del progetto tattico.

Il punto è questo: Diouf ha mostrato pregevoli qualità e soprattutto la voglia di zittire i suoi detrattori. Una personalità frizzante e la gioia per essere riuscito a fornire una prova convincente. Come scrive il Corriere dello Sport, "a questo punto, l'ex Lens è da considerare a tutti gli effetti inserito nelle rotazioni".

Sicuramente le riserve del Venezia non sono il PSG di Luis Enrique, ma il francese ha dimostrato caratteristiche e qualità più che interessanti. Si è guadagnato sul verde la possibilità di partire dal 1' col Como, poi si vedrà. Come non era giusto abbattere totalmente l'atleta nella primissima parte di stagione, adesso sarebbe sbagliato esaltarlo alla Maicon, ma sicuramente ha fatto vedere margini di crescita importanti.

Credetemi, sul carro di Diouf stanno iniziando a salire in tanti. E forse l'Inter ha già in rosa il suo vice Dumfries, senza bisogno di andare a cercarlo altrove. Il ragazzo ha dimostrato di avere il motore e le qualità giuste per questo livello.

I giovani che crescono: Spinaccè, Cocchi e Bovo nel futuro nerazzurro

Importanza: 8/10

C'è una giovane Inter che cresce sotto gli occhi di tutti. Matteo Spinaccè dovrà offrire una cena a un pugno di amici fedeli che lo aspettavano a Fontanafredda per la partita dell'Under 23, ma lui era a San Siro con Chivu, pronto a debuttare contro il Venezia dopo aver segnato 4 gol in Serie C. Sugli spalti del campo friulano c'era persino uno striscione tutto per lui: "Fontanafredda saluta il nostro Matteo".

Chivu li conosce tutti questi ragazzi. Spinaccè ha giocato 36 partite sotto la sua ala nelle giovanili, Cocchi 34, Bovo 26. Al primo e all'ultimo, una punta e un mediano, ha regalato l'esordio tra i grandi facendoli giocare nell'ultima decina di minuti. Anni fa li portava a giocare a paintball per fare gruppo, durante le partitelle si divertiva con loro, li rimproverava quando era giusto farlo e li abbracciava per dargli fiducia.

Spinaccè, friulano, 19 anni, all'Inter dal 2020, è stato una delle prime punte di Chivu. L'Inter l'ha blindato fino al 2029 sperando possa ritrovarsi tra le mani un nuovo Esposito. "Anche se io mi rivedo in Thuram", ha detto nel post partita. Matteo, nato tre giorni dopo la finale del Mondiale 2006, è un 9,5 con licenza di essere jolly, ama giocare tra le linee e non solo di sponda.

Cocchi è un pupillo di Chivu da diversi anni. Blindato anche lui con un contratto fino al 2030, ha segnato un gol in 10 partite in Serie C. Cresciuto a Molinella, un paese vicino Bologna, da piccolo andava con suo nonno a vedere le partite. Chi lo conosce lo descrive come un tipo tranquillo, con la testa sulle spalle, per nulla condizionato dalla nomea di "nuovo Dimarco" che aleggia sopra di lui. "Le emozioni sono le stesse di un anno fa", ha scritto sui social dopo il ritorno a San Siro.

Bovo, vent'anni, 11 presenze stagionali, ha vissuto "un sogno che si avvera in una serata indimenticabile". Nel mezzo anche un infortunio alla caviglia, ma ora è pronto per il grande salto. "Esordire a San Siro è qualcosa che ti rimane", ha ribadito nel post, "voglio continuare così. Mi ispiro a Calhanoglu".

Il punto è questo: questi ragazzi rappresentano il futuro prossimo dell'Inter. Spinaccè "infinitamente grato" per aver realizzato un sogno, Cocchi che ritrova le stesse emozioni di un anno fa, Bovo che vive la sua favola. Tutti accomunati dalla stessa passione, dalla stessa voglia di crescere e di onorare questi colori. Il vivaio nerazzurro continua a sfornare talenti, e Chivu sa come farli maturare al momento giusto.

Como all'orizzonte: Chivu vs Fabregas, sfida tra presente e passato

Importanza: 7/10

Archiviata la pratica Venezia, è già tempo di pensare al Como. Sabato alle 18 a San Siro arriva la squadra di Fabregas per una sfida che sa di confronto generazionale tra due ex calciatori diventati allenatori. Ma c'è un retroscena che rende questo match ancora più intrigante: lo spagnolo era stato il primo nome sulla lista dell'Inter dopo l'addio di Inzaghi.

Francesco Colonnese ha inquadrato perfettamente la situazione: "Sarà una partita bellissima, due squadre che si conoscono bene, perché entrambe giocano in maniera propositiva. Per Chivu sarà una sfida pesante, avrà lo stress di affrontare un tecnico che era il prescelto per l'Inter". Una pressione in più per il romeno, che però finora ha dimostrato di saper gestire ogni tipo di situazione.

Il Como arriva da quinto in classifica insieme al Bologna, davanti persino alla Juventus. Fabregas ritrova Smolcic dopo la squalifica, mentre restano indisponibili Sergi Roberto e Goldaniga. Una squadra che gioca un calcio propositivo e che non avrà nulla da perdere a San Siro, anzi.

Capitolo tattico: sarà 3-5-2 contro 4-2-3-1, due filosofie diverse ma entrambe orientate al bello gioco. Chivu dovrà decidere se confermare Diouf sulla fascia destra dopo l'ottima prova contro il Venezia, oppure se tornare a soluzioni più collaudate. Il francese si è candidato per una maglia da titolare, e dopo una prestazione così convincente sarebbe difficile ignorarlo.

Credetemi, questo non sarà un semplice match di campionato. Sarà il confronto tra ciò che è e ciò che poteva essere, tra due progetti diversi ma ugualmente ambiziosi. Il destino ha voluto che Fabregas rimanesse al Como dopo il corteggiamento nerazzurro dell'estate, e ora i due si ritroveranno faccia a faccia per la prima volta da avversari.

Ora, prestate attenzione: solo tre punti separano le due squadre in classifica. Il Como non è una squadra qualunque, ha idee chiare e giocatori di qualità. Sarà un test importante per capire a che punto è il lavoro di Chivu, ma anche un'occasione per godersi una partita che promette spettacolo e gol da entrambe le parti.

Da Leggere Più Tardi

Approfondimenti e letture consigliate per esplorare ulteriormente gli argomenti trattati

Mercato e prospettive future: L'Inter lavora già per il dopo Sommer, con Moretto che conferma la ricerca di un profilo giovane per giugno. Intanto Palacios resta ai box dopo la ricaduta, con l'obiettivo di recuperare per gennaio. Sul fronte Carboni, il Pisa ha chiesto informazioni per un prestito di sei mesi dal Genoa. Voci e dichiarazioni: De Zerbi ha smentito categoricamente contatti con l'Inter in estate, mentre Ranocchia ha raccontato del momento in cui rischiò l'addio per la Juventus. Scenario Serie A: Problemi finanziari all'orizzonte con almeno 6-7 squadre a rischio blocco mercato per il parametro del costo del lavoro allargato. Il presidente La Russa pronostica l'Inter prima a gennaio con il Napoli che lotterà poi per lo scudetto.

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