Inter
6 novembre 2025

Digest Nerazzurro - San Siro è nostro, ma che fatica col Kairat!

Riassunto

Giornata storica per l'Inter: San Siro è ufficialmente nerazzurro dopo il rogito da 197 milioni, nuovo stadio pronto per gli Europei 2032. In Champions faticosa vittoria 2-1 sul Kairat con gol di Lautaro e Carlos Augusto, ma prestazione sottotono che fa riflettere in vista dei big match. Marotta celebra l'acquisizione come 'momento storico per la nazione', mentre Chivu si assume le responsabilità dell'approccio leggero. Bene la Primavera che travolge 3-0 i kazaki in Youth League.

San Siro è finalmente nerazzurro: storia di una giornata epocale

Importanza: 10/10

Credetemi, dopo 90 anni di attesa questa è davvero storia. Il 5 novembre 2025 resterà segnato a fuoco negli annali nerazzurri: San Siro non è più del Comune di Milano, ma appartiene ufficialmente a Inter e Milan. Il rogito è stato firmato alle 12 nello studio del notaio Filippo Zabban, dopo una maratona iniziata alle 7:30 del mattino (e pensare che qualcuno si lamenta degli orari delle partite...).

Il punto è questo: 197 milioni di euro per acquistare non solo lo stadio, ma l'intera area circostante. Un investimento che cambierà per sempre il volto del calcio milanese e italiano. Goldman Sachs e J.P. Morgan hanno fatto da garanti finanziari, mentre Banco BPM e BPER Banca hanno completato il quadro bancario. Numeri da capogiro, ma necessari per un progetto che guarda al futuro.

La corsa contro il tempo è stata serrata: il 10 novembre sarebbe scattato il vincolo architettonico sul secondo anello, rendendo impossibile la demolizione dell'impianto. Ora, prestate attenzione: Foster + Partners e MANICA sono già al lavoro per progettare quello che diventerà "una nuova icona architettonica per Milano", come recita il comunicato ufficiale.

Naturalmente, dove c'è grande business non mancano le polemiche. La Procura di Milano ha aperto un'indagine per turbativa d'asta, sentendo come testimone il promoter Claudio Trotta del comitato "Sì Meazza". Le sue accuse? Tempi troppo stretti per partecipare al bando. Ma come disse una volta un grande saggio: "Chi non risica, non rosica".

Capitolo tempistiche: il nuovo stadio dovrà essere pronto entro il 2032, in tempo per gli Europei. Scaroni parla di "salite da scalare" ma la determinazione delle proprietà è totale. Dopo decenni di progetti fantasma e promesse mancate, questa volta sembra davvero quella buona. San Siro diventerà il simbolo di una nuova era, dove tradizione e innovazione si fonderanno in un abbraccio perfetto.

Kairat battuto ma che sofferenza: quando l'Inter gioca col fuoco

Importanza: 9/10

Missione compiuta, ma con il fiatone. L'Inter batte 2-1 il Kairat Almaty e vola a 12 punti in Champions League, mantenendo il punteggio pieno dopo quattro giornate. Però, credetemi, questa non è stata la serata che tutti si aspettavano a San Siro.

Lautaro Martinez sblocca al 45' con un gol di rabbia dopo un flipper in area, poi nella ripresa arriva la doccia fredda: Arad pareggia di testa al 56' gelando i 69.983 spettatori presenti. Il punto è questo: quando pensi di aver già vinto, il calcio ti ricorda che non esistono partite scontate, nemmeno contro squadre che sulla carta sembrano abbordabili.

Salvatore della patria Carlos Augusto al 67', con un sinistro da fuori area che non lascia scampo ad Anarbekov. Il brasiliano ha letteralmente "espiato i peccati dell'Inter", come si suol dire dalle nostre parti. Ma la prestazione generale ha lasciato più di qualche dubbio.

Chivu non si nasconde: "Mi prendo la responsabilità, non sono riuscito a trasmettere l'atteggiamento giusto". Parole da vero allenatore, che sa quando è il momento di metterci la faccia. Anche Dimarco è stato diretto: "Abbiamo sottovalutato l'avversario". Ammissioni che fanno onore al gruppo, ma che suonano come campanelli d'allarme.

Ora arrivano i big match veri: Atletico Madrid, Liverpool, Arsenal e Borussia Dortmund. Capitolo difficoltà: con questi avversari non ci si può permettere il lusso di giocare col fuoco come fatto contro i kazaki. La Champions League perdona poco, e l'Inter lo sa bene. Dodici punti sono un bottino prezioso, ma adesso inizia la Champions vera.

Marotta e la visione del futuro: 'San Siro sarà pronto per gli Europei'

Importanza: 8/10

Giuseppe Marotta non nasconde l'emozione per una giornata che definisce "storica per Milano, per l'Italia e per le due squadre". Il presidente nerazzurro, prima del match contro il Kairat, ha celebrato l'acquisizione di San Siro con parole che sanno di futuro e ambizione.

"San Siro è un'icona della nazione", ha dichiarato ai microfoni di Sky, "ma oggi abbiamo segnato il passo verso qualcosa di straordinario". Il punto è questo: non si tratta solo di costruire un nuovo stadio, ma di riqualificare un intero quartiere, creando valore per l'intera collettività milanese.

Sulle tempistiche, Marotta si mostra prudente ma determinato: "Non voglio sbilanciarmi, ma dovrà essere pronto per gli Europei, quindi prima del 2032". Una deadline che sa di sfida, considerando la complessità burocratica italiana. "Ci saranno tante salite da scalare", ammette, "ma la proprietà è determinata e sono certo che arriveremo fino in fondo".

Capitolo sostenibilità economica: per Marotta l'asset stadio rappresenta "un arricchimento del patrimonio che porta vantaggi economici e finanziari". L'obiettivo è chiaro: colmare il gap con Premier League, Liga e Bundesliga nella vendita dei diritti televisivi, soprattutto quelli esteri.

Su Lautaro, il presidente è categorico: "È il capitano, sente responsabilità maggiori rispetto ai compagni. Meglio avere giocatori super concentrati che sbadati". Parole che fotografano perfettamente lo spirito di un gruppo che non vuole lasciare nulla al caso, dentro e fuori dal campo.

Importanza: 7/10

Le parole del dopo-gara raccontano una squadra consapevole dei propri limiti, ma anche della propria forza. Chivu non cerca scuse: "Sono io il primo responsabile, mi prendo tutte le colpe perché non sono riuscito a trasmettere l'importanza della gara".

Carlos Augusto, autore del gol decisivo, ammette senza giri di parole: "Abbiamo sottovalutato il Kairat, tutti pensano che le partite così vanno vinte 5-0". Il brasiliano, però, guarda avanti con fiducia: "Credo nella qualità dei miei compagni, possiamo fare grandi cose".

Il punto è questo: l'Inter ha vinto quattro partite su quattro in Champions, ma la prestazione contro i kazaki ha evidenziato alcune lacune nell'approccio mentale. Dimarco è stato ancora più diretto: "Atteggiamento leggero, abbiamo sottovalutato l'avversario".

Marotta, in mixed zone, ha voluto sottolineare il percorso europeo: "Quattro partite, 12 punti, con un solo gol subito. Questo va iscritto come merito a un allenatore che ha lavorato con grande professionalità". Un endorsement importante per Chivu, che sta costruendo la sua credibilità passo dopo passo.

Capitolo futuro: De Vrij guarda già alle prossime sfide: "Dobbiamo continuare a fare punti, siamo solo a metà del girone". Parole sagge di chi sa che il bello deve ancora venire, con Atletico Madrid, Liverpool, Arsenal e Borussia Dortmund all'orizzonte.

Importanza: 6/10

Mentre la prima squadra faticava, la Primavera di Benny Carbone ha dato spettacolo. 3-0 secco al Kairat Almaty in Youth League, con una prestazione convincente che porta i giovani nerazzurri a 8 punti in classifica.

Mosconi apre le danze al 21' trasformando un rigore da lui stesso conquistato, poi Zarate raddoppia al 37' con una bella girata su cross di Ballo. Nella ripresa Iddrissou chiude definitivamente i conti al 54', dimostrando che quando si accelera davvero, i kazaki non possono tenere il passo.

Carbone soddisfatto ma con i piedi per terra: "Oggi era importante perché non era una partita facile. Avevo messo i ragazzi in guardia, sapevo che sono una squadra aggressiva". L'allenatore nerazzurro ha elogiato la maturità del gruppo: "Hanno interpretato bene la gara, facendo una prestazione di livello".

Bella sorpresa l'esordio dal primo minuto del 2009 Gjeci, che Carbone sta portando su per fargli fare esperienza preziosa. "È un ragazzo con grandi qualità, merita queste opportunità", spiega il tecnico. Il punto è questo: la Youth League sta diventando un laboratorio perfetto per testare i talenti del futuro.

Prossimo impegno contro la capolista Roma: "Non sarà facile, ma non dobbiamo aver paura", dice il giovane Breda. Parole che suonano come musica per le orecchie di chi crede nel settore giovanile nerazzurro.

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