Digest Nerazzurro - Semifinale in tasca e giovani che brillano
Riassunto
Inter in semifinale di Coppa Italia battendo 2-1 il Torino con gol di Bonny e Diouf, esordio da sogno per i giovani Kamate e Cocchi. L'ultrà 19enne si scusa per il petardo contro Audero ma l'Inter paga con trasferte vietate fino al 23 marzo. McKennie MVP di gennaio alla Juventus che punta Tonali per l'estate. Mercato nerazzurro chiuso a mani vuote: sfumati Cancelo, Perisic, Diaby e Jones.
Poker francese e semifinale: l'Inter vola con Bonny e Diouf
Il punto è questo: quando la necessità diventa virtù, ecco che spunta fuori l'Inter più bella. A Monza (San Siro era impegnato per le Olimpiadi) i nerazzurri hanno liquidato il Torino 2-1 conquistando la semifinale di Coppa Italia con un poker di francesi che ha fatto la differenza. Bonny e Diouf i marcatori, Thuram e Kamate gli assistman di una serata che profuma di futuro.
La partita si sblocca al 35' con il settimo gol stagionale di Amine Bonny, bravo a sfruttare il cross perfetto di Kamate per battere un Paleari tutt'altro che impeccabile. Il francese ex Parma continua la sua crescita esponenziale: sette reti contro le sei di tutta la scorsa stagione, più sei assist che testimoniano una maturazione completa. Nel secondo tempo è Andy Diouf a chiudere i giochi con una rete da rapace d'area, servito magistralmente da Marcus Thuram in una delle poche giocate illuminanti del numero 9.
Credetemi, la serata di Monza ha raccontato molto più di una semplice qualificazione. Chivu ha stravolto la formazione (dieci cambi rispetto a Cremona) lanciando dall'inizio i giovani Kamate e Cocchi, dimostrando una volta di più che questo gruppo ha profondità e qualità in ogni reparto. Il Torino ha provato a riaprirla con Kulenovic al 57', ma l'Inter ha gestito con maturità il finale nonostante qualche brivido di troppo.
Ora in semifinale ci sarà la vincente di Napoli-Como, con la doppia sfida fissata per il 4 marzo e il 22 aprile. L'ambizione non deve mai mancare - ha detto Chivu nel post partita - e questa Inter ha dimostrato ancora una volta di voler dire la sua su tutti i fronti. Il settantacinquesimo gol stagionale è un numero che fa impressione, così come la capacità di trovare soluzioni diverse quando i titolari riposano.
Capitolo mercato: il tecnico romeno non ha nascosto una certa frustrazione per il "mercato bastardo" che non ha portato rinforzi, ma ha anche sottolineato come la società abbia provato fino all'ultimo a soddisfare le richieste. Con Barella e Calhanoglu che rientreranno dopo il Sassuolo, l'Inter può guardare al futuro con ottimismo rinnovato.
Kamate e Cocchi, l'Under 23 che conquista San Siro
Ora, prestate attenzione: quando Chivu parla di "energia" non sta facendo filosofia spicciola, ma descrivendo esattamente quello che hanno portato in campo Issiaka Kamate e Thomas Cocchi nella loro prima da titolari con l'Inter dei grandi. Due ragazzi dell'Under 23 che hanno dimostrato come la Serie C sia davvero una palestra formidabile per crescere.
Kamate, classe 2004, ha rubato la scena con l'assist del vantaggio e soprattutto con una maturità tattica impressionante. Il momento clou? Al 79', quando ormai in debito d'ossigeno ha fermato platealmente Obrador guadagnandosi un giallo tattico e mandando un messaggio chiaro a Chivu: "Sono stanco, cambiami". Malizia positiva, direbbe qualcuno, frutto dell'esperienza maturata l'anno scorso a Modena. Il francese ha pestato spesso la linea laterale per allargare le maglie granata, dimostrando di aver capito perfettamente i meccanismi del calcio moderno.
Cocchi, più giovane di tre anni (classe 2007), ha vissuto un esordio più sottotono ma comunque prezioso. L'esterno sinistro che ha Dimarco come modello ha privilegiato la fase difensiva, sacrificando qualcosa in avanti ma garantendo equilibrio alla squadra. Rispetto all'anno scorso è apparso più sicuro e meno timido, segno che la crescita è costante e progressiva.
Le pagelle dei quotidiani hanno premiato entrambi: 6,5 per Kamate dalla Gazzetta ("Benvenuto tra i grandi"), voti positivi anche dal Corriere dello Sport che ha sottolineato come l'assist col piede debole sia stata la ciliegina su una prestazione di sostanza. Per Cocchi sufficienza piena nonostante qualche difficoltà con Pedersen, ma l'importante era non sfigurare e missione compiuta.
Sabatini, mai banale nelle sue analisi, ha definito la serata "la certificazione della qualità di Chivu" e ha elogiato l'Under 23 come "toccasana per il calcio italiano". Kamate ha testimoniato definitivamente l'importanza di questa scelta societaria: giocare contro chi ha famiglia e casa da difendere è ben diverso dalla Primavera. Il lavoro è appena iniziato - ha scritto sui social il francese - ma le premesse sono più che incoraggianti.
Juventus, McKennie MVP e Tonali nel mirino
Mentre l'Inter vola in semifinale, la Juventus si prepara alla sfida con l'Atalanta con Weston McKennie che continua a essere l'uomo in più di Spalletti. L'americano è stato eletto MVP di gennaio dai tifosi bianconeri e i numeri spiegano il perché: sempre presente nelle sette gare tra Serie A e Champions, con gol pesanti contro Lecce, Cremonese e Benfica.
La centralità di McKennie nel progetto bianconero è ormai indiscutibile. Spalletti lo considera "insostituibile per la lista infinita di compiti che riesce a portare al termine", e la sua duttilità tattica (può giocare da esterno, mezzala o trequartista) lo rende un'arma strategica fondamentale. Non a caso l'Inter si è informata per un eventuale colpo a parametro zero, visto che il rinnovo con la Juventus non è ancora arrivato.
Capitolo mercato: i bianconeri guardano già all'estate e il primo nome sulla lista è Sandro Tonali. Il Newcastle non è più sicuro di trattenerlo, soprattutto se dovesse mancare la qualificazione in Champions League. La Juventus studia la strategia per consegnargli le chiavi del centrocampo, forte anche del gradimento di Spalletti che lo ha apprezzato in Nazionale. Servirebbe un investimento da 40-50 milioni, ma con qualche cessione (Openda in primis) l'operazione potrebbe diventare fattibile.
Del Piero, sempre lucido nelle sue analisi, non esclude la Juventus dalla corsa scudetto: "Perché no? Finché la matematica non ti condanna devi sempre puntare al massimo". L'ex capitano elogia il lavoro di Spalletti e chiede alla società di sedersi al tavolo per discutere del rinnovo: "È il momento giusto, la Juventus ha dimostrato il lavoro fatto".
Per la sfida con l'Atalanta Spalletti punterà sui titolari, con Yildiz convocato nonostante l'affaticamento all'adduttore e Cambiaso che invece non dà segnali di ripresa. Troppo alta la posta in palio per mandare in campo una Juventus B, e la Coppa Italia resta il trofeo più abbordabile per mettere un punto esclamativo su questa stagione.
Caso Cremona: l'ultrà si scusa, ma il danno è fatto
"Chiedo scusa ad Audero, alle due società e a tutti i tifosi". Sono queste le parole del diciannovenne ultrà nerazzurro finito in carcere per aver lanciato il petardo che ha stordito il portiere durante Cremonese-Inter. Il giovane, assistito dall'avvocato Mirko Perlino, è stato interrogato dalla gip Giulia Marozzi nell'udienza di convalida dell'arresto.
Il ragazzo ha ammesso le sue responsabilità, spiegando che "il lancio in campo di quella bomba carta è stata una cosa che non doveva fare, ma non ha pensato alle conseguenze". Una giustificazione che suona come una magra consolazione per un episodio che ha fatto scattare l'allarme Viminale e portato a sanzioni pesantissime per l'Inter: trasferte vietate fino al 23 marzo e una multa di 50mila euro.
Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Serie A, non ha usato mezzi termini: "Le tifoserie in questo momento non sono all'altezza del campionato. Gli interventi sono severi, ma inevitabili". Il dirigente ha parlato di "frange che si organizzano per risse programmate, quasi fosse guerriglia urbana" e della necessità di isolare queste persone con Daspo e provvedimenti mirati.
La situazione è paradossale: mentre l'Inter vola in campo conquistando semifinali e primato in classifica, fuori dal rettangolo verde deve fare i conti con episodi che macchiano l'immagine del club e penalizzano i tifosi perbene. Le limitazioni fanno male alla Serie A - ha ammesso De Siervo - ma servono per mandare un messaggio chiaro.
Il pm Francesco Cajani ha chiesto i domiciliari per il giovane ultrà, mentre le indagini della Digos proseguono per individuare i responsabili di altri lanci di petardi avvenuti prima dell'inizio del match. Un episodio che dimostra come la violenza negli stadi sia un problema che va ben oltre il singolo gesto, richiedendo un intervento strutturale per proteggere lo spettacolo calcistico da chi lo vuole rovinare.
Mercato Inter: tutti i retroscena di gennaio a mani vuote
Il mercato è bastardo, ha detto Chivu nel post partita di Coppa Italia, e i retroscena del gennaio nerazzurro spiegano perfettamente il perché di questa frustrazione. L'Inter ha chiuso la sessione invernale con zero acquisti per la prima squadra, nonostante abbia accarezzato ben quattro obiettivi diversi.
Il vero rimpianto si chiama Joao Cancelo. L'Inter aveva tutto pronto: 4 milioni per sei mesi, De Vrij all'Al Hilal per fare spazio, ma il portoghese è stato onesto comunicando che sarebbe venuto solo se il Barcellona non l'avesse voluto. I blaugrana si sono fatti avanti all'ultimo e hanno bruciato la concorrenza, lasciando i nerazzurri a bocca asciutta.
Poi è iniziato il gioco degli incastri. Ivan Perisic voleva tornare disperatamente, ma il PSV ha sempre rifiutato sia il prestito oneroso che l'acquisto definitivo. Moussa Diaby era stato convinto dagli agenti, ma l'Al Ittihad - nel caos per gli addii di Benzema e Kanté - ha respinto ogni proposta dell'Inter. Norton-Cuffy era stato bloccato in attesa dell'eventuale partenza di Dumfries verso il Liverpool, ma anche questa pista si è raffreddata.
Il caso Curtis Jones è emblematico: accordo totale con il giocatore per un prestito con diritto di riscatto a 40 milioni, ma il Liverpool ha preteso il rinnovo del centrocampista prima della cessione. Mancando l'intesa per il prolungamento, tutto è saltato e di conseguenza è rimasto fermo anche il trasferimento di Frattesi al Nottingham Forest.
Sul fronte giovani, l'Inter ha chiuso per Leon Jakirovic (che andrà all'Under 23) e Yanis Massolin (che resterà a Modena), investendo sul futuro con la convinzione che questi profili varranno molto di più dei 4,5 milioni spesi oggi. La società ha provato fino in fondo - ha riconosciuto Chivu - ma a volte il mercato non va come vorresti, e tocca fare di necessità virtù.
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