Inter
28 ottobre 2025

Digest Nerazzurro: Tudor esonerato, Mariani fermato e l'Inter riparte dalla Fiorentina

Riassunto

La Juventus esonera Tudor dopo 8 gare senza vittorie e punta su Spalletti per la rinascita. L'AIA ferma Mariani e Bindoni per l'errore grave del rigore in Napoli-Inter, mentre De Bruyne e Mkhitaryan si fermano per mesi dopo gli infortuni al Maradona. Esplode la guerra dialettica tra Conte e Marotta, con l'Inter che considera gravi le parole dell'ex allenatore. Negli studi Sky scintille tra Bergomi e Del Piero sulla forza dei nerazzurri.

Tudor esonerato dalla Juventus: Spalletti in pole per la successione

Importanza: 9/10

La Juventus ha ufficializzato l'esonero di Igor Tudor, chiudendo così un'avventura durata appena 24 partite e iniziata lo scorso marzo dopo l'addio di Thiago Motta. Il tecnico croato paga una crisi senza precedenti: otto partite consecutive senza vittorie (l'ultima il 13 settembre contro l'Inter per 4-3), quattro gare senza segnare e una classifica che vede i bianconeri ottavi a -6 dalla vetta.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la sconfitta per 1-0 contro la Lazio all'Olimpico, che ha certificato il peggior momento della Juventus degli ultimi quindici anni. Damien Comolli, in procinto di diventare amministratore delegato, ha preso la decisione definitiva dopo giorni di riflessioni e confronti interni. Per la prima volta nella sua storia, la Vecchia Signora cambia tre allenatori in corsa per tre stagioni consecutive.

Massimo Brambilla, tecnico della Next Gen, guiderà la squadra contro l'Udinese mercoledì sera, ma è solo una soluzione tampone. La dirigenza bianconera ha già avviato i contatti con Luciano Spalletti, reduce dall'esperienza sulla panchina dell'Italia. L'ex Napoli è il favorito numero uno, con i bianconeri che avrebbero offerto un contratto fino a giugno 2026 con rinnovo automatico in caso di qualificazione Champions.

Il piano B porta a Roberto Mancini, mentre sullo sfondo resta l'ipotesi Palladino. La trattativa con Spalletti entra nel vivo: le parti discutono gli aspetti contrattuali e nella giornata di oggi potrebbe esserci anche un incontro fisico. L'allenatore toscano ha grande voglia di rivalsa dopo la delusione azzurra e tutte le condizioni sembrano favorevoli per il suo sbarco a Torino.

Caso Mariani-Bindoni: l'AIA ferma arbitro e assistente dopo Napoli-Inter

Importanza: 8/10

Gianluca Rocchi ha preso una decisione drastica: Maurizio Mariani e l'assistente Bindoni sono stati fermati dopo l'errore grave commesso in Napoli-Inter. Il designatore della Serie A non ha dubbi sulla gravità dell'episodio che ha portato al rigore concesso al Napoli al 29' del primo tempo.

Il corto circuito è stato innescato dall'assistente Bindoni, che ha chiamato il penalty a Mariani con ritardo, tanto che il fischio è arrivato 8 secondi dopo il fatto. L'arbitro della sezione di Aprilia non aveva la miglior visuale per capire cosa fosse successo nell'area nerazzurra tra Di Lorenzo e Mkhitaryan e infatti aveva fatto proseguire il gioco prima di tornare sui suoi passi convinto dalla voce del collaboratore.

La valutazione dell'AIA è chiara: sul contatto Di Lorenzo-Mkhitaryan hanno sbagliato tutti. Sbaglia l'assistente a suggerire il rigore e sbaglia l'arbitro ad avallare dopo 8 secondi. Anche il VAR Marini, pur essendo il meno responsabile di tutti, forse avrebbe dovuto far considerare meglio all'arbitro qualcosa che in fondo non aveva visto o aveva visto male.

Per arbitro e assistente è previsto il solito iter "punitivo": Mariani salterà sicuramente anche la 10ª giornata e potrebbe tornare in Serie B nel weekend successivo, mentre Bindoni non era inserito nel lotto della 9ª giornata ma prima di rivederlo in campo passerà più di qualche giorno. Considerando la sosta per le Nazionali, se ne parlerà per fine novembre.

L'episodio ha fatto scattare l'emergency room della CAN, con Rocchi su tutte le furie per questi rigori che non piacciono al designatore. Il paradosso è che così l'arbitro Mariani ha fischiato il rigore per il Napoli deliberando su un contatto che è stato l'unico a non poter vedere.

Doppio ko al Maradona: De Bruyne e Mkhitaryan out per mesi

Importanza: 8/10

Il Maradona si trasforma in un ospedale da campo per due dei protagonisti di Napoli-Inter. Kevin De Bruyne e Henrikh Mkhitaryan hanno riportato entrambi lesioni muscolari che li terranno lontani dai campi per settimane, se non mesi.

Per De Bruyne la diagnosi è impietosa: lesione di alto grado del bicipite femorale della coscia destra, la stessa zona già operata nel 2023. Il belga si è fatto male proprio calciando il rigore dell'1-0 e le prime stime parlano di uno stop di circa quattro mesi, che di fatto mette fine al suo 2025. La paura in casa Napoli è il precedente del 2023, quando dopo l'operazione allo stesso punto fu costretto a fermarsi da agosto a dicembre.

Anche Mkhitaryan si aggiunge alla lista degli indisponibili dell'Inter: risentimento muscolare al semitendinoso della coscia sinistra per l'armeno, che si è procurato l'infortunio proprio nell'azione del rigore farlocco concesso al Napoli. Gli esami presso l'Istituto Humanitas di Rozzano hanno confermato la serietà del problema, con tempi di recupero quantificabili in circa un mese.

Per Cristian Chivu è una tegola pesantissima: Mkhitaryan salterà almeno sette gare complessive tra campionato e Coppe, compreso il derby del 23 novembre e la sfida di Champions con l'Atletico Madrid. Il centrocampista dovrebbe tornare a disposizione all'inizio di dicembre, probabilmente nella sfida di Coppa Italia col Venezia del 3 dicembre.

Il Napoli perde il suo faro a centrocampo proprio nel momento migliore della stagione, mentre l'Inter deve fare i conti con un'emergenza centrocampo che si allunga. Antonio Conte dovrà reinventarsi senza il belga, mentre Chivu avrà più spazio per Zielinski, Sucic e magari anche per Diouf.

Guerra Conte-Marotta: veleni e provocazioni dopo il Maradona

Importanza: 7/10

Antonio Conte ha armato il bazooka contro Beppe Marotta nel post-partita di Napoli-Inter, scatenando una guerra dialettica che va ben oltre il calcio giocato. L'allenatore del Napoli non ha gradito le parole del presidente nerazzurro sul rigore e ha risposto a muso duro con dichiarazioni che in casa Inter sono state considerate "inopportune e gravi".

Il casus belli sono state le dichiarazioni di Marotta sul caso Mariani: "Il rigore del Napoli ha indirizzato la partita, serve chiarezza, Rocchi aveva detto basta rigorini...". Parole misurate che però hanno scatenato la reazione dell'ex allenatore nerazzurro: "Io non lo avrei permesso da allenatore a un mio dirigente, in questo caso presidente, di intervenire così. Così sminuisce anche il tecnico, io mi sono sempre difeso da solo, non ho bisogno di papà".

L'Inter non intende passare sopra alle successive affermazioni dell'allenatore napoletano. Dall'aver tirato in ballo il collega Chivu (che al contrario ha scelto la nobile strada del fairplay) all'aver attaccato direttamente Marotta, tutto è considerato inopportuno nella sede nerazzurra. E ingiusto, soprattutto alla luce del fatto che quando Conte allenava l'Inter aveva più volte reclamato l'urgenza di un intervento dei dirigenti.

Il paradosso è evidente: in casa nerazzurra tutti ricordano certe esplosioni dell'ex allenatore, dalla notte della rimonta subita a Dortmund in Champions nel 2019 al pari col Parma in un San Siro deserto nel 2020. Più volte il Conte interista aveva reclamato alla sua maniera l'urgenza di un intervento dei dirigenti, esattamente il contrario della tesi elaborata sabato.

Conte ha fatto leva anche sulle qualità della rosa dell'Inter: "È fuori portata rispetto alle altre. Aver vinto con tutte le difficoltà è tanta roba". Una frase risultata aspra al palato nerazzurro, in mezzo al resto. Il bello è che nella commedia si scriveranno presto nuovi capitoli: c'è un nuovo scudetto in palio e tutti vogliono vincerlo con qualsiasi arma.

Scontro Bergomi-Del Piero: l'Inter è la più forte o la più brava?

Importanza: 6/10

Scintille negli studi di Sky Sport tra Beppe Bergomi e Alessandro Del Piero, con i due ex campioni che si sono confrontati a viso aperto sulla forza dell'Inter dopo la sconfitta di Napoli. Un dibattito acceso che ha animato il Club di Fabio Caressa, con toni che si sono alzati fino all'intervento dello stesso Bergomi: "Non è che se urli il tuo pensiero ha più valore del mio".

Del Piero non ha dubbi: "L'Inter è la più forte da quattro anni, non è la più brava. Casomai i più bravi sono quelli che le arrivano davanti e vincono gli scudetti. Ma la rosa dell'Inter è da quattro anni la più forte e io continuo a dirlo". L'ex capitano della Juventus ha insistito: "Se il Real Madrid venisse in Italia a prendere dei giocatori dove li prenderebbe? All'Inter. Lautaro non è un giocatore? Barella non è un giocatore? Thuram? Calhanoglu? Bastoni?".

Bergomi ha una visione opposta: "L'Inter non è mai stata la più forte, ma la più brava. Sa giocare bene a calcio, finché non si sporcano le gare. Poi quando si sporcano, fatica, è così da quattro anni. Appena si è sporcata la partita, ha perso. E così non si vincono i campionati". Lo 'Zio' ha incalzato: "E come mai l'Inter non vince mai uno scontro diretto? Perché da quattro anni dico che l'Inter non è la più forte ma la più brava e infatti i risultati dicono che ho ragione io".

Prima del dibattito, Bergomi aveva elogiato Chivu: "Il gigante nella comunicazione è lui e non Conte. Un gigante. Prima della partita esaltando chi c'era prima e dopo la partita non prendendo alibi, con un'educazione pazzesca. Siamo in un mondo di incoerenti, quei valori lì non li facciamo più passare".

La discussione si è chiusa con una serie di botta e risposta, con Del Piero che ha ribadito: "Rispetto alle altre italiane è molto più forte", mentre Bergomi ha mantenuto la sua posizione: "L'Inter è stata più brava perché riusciva a fare determinati risultati vincendo scudetti e facendo finali di Champions contro squadre più forti come Barcellona o Bayern Monaco".

Da Leggere Più Tardi

Approfondimenti e letture consigliate per esplorare ulteriormente gli argomenti trattati

Thuram verso il rientro: buone notizie dall'infermeria nerazzurra con il francese che ha finalmente rimesso piede in campo per la prima volta dal 30 settembre. Nei prossimi giorni aumenterà i carichi e tra giovedì e venerdì potrebbe tornare in gruppo. Flop di mercato: Luis Henrique e Diouf continuano a deludere, con Chivu che ha ammesso onestamente come i due non siano ancora pronti. La "legge del fondo" Oaktree con tetto a 25 milioni non sempre azzecca i colpi. Inter U23 ko: si ferma la striscia positiva dei ragazzi di Vecchi, sconfitti 1-0 dal Cittadella dopo sette risultati utili consecutivi. Designazioni arbitrali: per Inter-Fiorentina ci sarà Sozza di Seregno, con Ghersini al VAR. Quote scudetto: dopo il successo di Napoli, i bookmaker vedono parità tra azzurri e nerazzurri a quota 3, mentre crolla la Juventus a 25. Kairat campione: i prossimi avversari dell'Inter in Champions si sono laureati campioni del Kazakistan per la seconda volta consecutiva.

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