Digest Nerazzurro - Vigilia di fuoco al Maradona
Riassunto
L'Inter vola al Maradona forte di sette vittorie consecutive per affrontare un Napoli in piena emergenza. Chivu ha le idee chiare: sei cambi rispetto a Bruxelles e Bonny confermato con Lautaro. Il tecnico romeno respinge ogni discorso su motivazioni extra contro Conte: 'Siamo l'Inter, questo basta'. Gli azzurri perdono Hojlund per infortunio e Meret per frattura, costringendo Antonio Conte a inventarsi soluzioni d'emergenza. Dal mercato arriva la bomba Nico Paz: l'Inter pronta a 58 milioni per anticipare il Real Madrid.
Al Maradona per la gloria: Inter contro Napoli ferito
Sette vittorie consecutive e la sensazione di essere tornati quelli veri. L'Inter di Chivu arriva al Maradona con la consapevolezza di chi ha ritrovato la strada maestra dopo i tentennamenti iniziali. Dall'altra parte c'è un Napoli che brucia ancora per il 6-2 di Eindhoven, una ferita aperta che Antonio Conte proverà a trasformare in benzina per il motore azzurro.
Il punto è questo: quando una squadra campione d'Italia subisce sei gol in una sera, la reazione può essere devastante o catastrofica. E Conte, che di reazioni se ne intende, sa benissimo come caricare i suoi. L'Inter però non è più quella squadra che si faceva sorprendere dalle emozioni altrui. Chivu ha costruito una mentalità granitica, fatta di equilibrio e consapevolezza dei propri mezzi.
I numeri parlano chiaro: negli ultimi tre precedenti sempre 1-1, come se le due squadre si studiassero e si neutralizzassero a vicenda. Ma questa volta gli umori sono opposti. Da una parte la serenità di chi ha trovato la quadra (sette clean sheet in trasferta dall'inizio della scorsa stagione, record europeo), dall'altra la rabbia di chi deve dimostrare che quella di Eindhoven è stata solo una serata storta.
Credetemi, sarà una partita che si deciderà sui dettagli. L'Inter ha il miglior attacco della Serie A con 18 gol, il Napoli il secondo con 12. Ma quando si affrontano squadre di questo livello, spesso vince chi sbaglia meno, non chi segna di più. E l'esperienza di gestire le grandi serate, quella ce l'hanno i nerazzurri.
Chivu: 'Non serve Conte come motivazione extra'
"Siamo l'Inter". Tre parole che racchiudono tutto il pensiero di Cristian Chivu alla vigilia del big match. Il tecnico romeno ha voluto sgombrare il campo da ogni possibile equivoco: non c'è bisogno di motivazioni extra contro Antonio Conte, perché quando indossi questa maglia la motivazione ce l'hai già nel DNA.
La conferenza stampa di ieri ha mostrato un Chivu maturo, consapevole del momento che sta vivendo la sua squadra. Sette vittorie consecutive non sono casualità, sono il frutto di un lavoro metodico che ha portato l'Inter a essere una delle squadre più in forma d'Europa. "Il miglior allenamento è il riposo", ha spiegato il tecnico per giustificare il giorno di pausa concesso dopo Bruxelles.
Una scelta che potrebbe sembrare rischiosa a 48 ore dal Maradona, ma che invece dimostra la fiducia totale nei suoi giocatori. Quando un allenatore si fida così tanto del gruppo, significa che il gruppo si fida di lui. E questo è forse il segnale più importante che arriva da Appiano Gentile.
Su Conte, Chivu è stato netto: "Non credo che qualcuno stia pensando a una motivazione extra solo perché si affronta Conte. Siamo l'Inter, rispettiamo quello che siamo diventati negli ultimi anni". Parole che suonano come una dichiarazione di maturità. Questa Inter non ha bisogno di nemici per crescere, ha bisogno solo di essere se stessa.
Capitolo formazione: sei cambi rispetto a Bruxelles, con il ritorno dei titolarissimi. Bonny al fianco di Lautaro, Barella e Mkhitaryan in mezzo, Dimarco sulla fascia. La sensazione è che Chivu abbia le idee chiarissime su come affrontare questo esame.
Napoli in emergenza totale: out Hojlund e Meret
L'emergenza si abbatte sul Napoli proprio alla vigilia del match più importante. Rasmus Hojlund non recupera dall'affaticamento muscolare che lo tiene fuori da due partite, e ora si aggiunge anche Alex Meret con una frattura del secondo metatarso del piede destro. Due assenze pesantissime per Antonio Conte.
Il danese era il terminale offensivo perfetto per il gioco di Conte: 4 gol in sei partite prima dell'infortunio, con quella capacità di attaccare la profondità che mancava al Napoli dalla partenza di Osimhen. Senza di lui, nelle ultime due partite sono arrivate due sconfitte. Coincidenza? Difficile crederlo.
Per Meret la situazione è ancora più grave: frattura che lo terrà fuori almeno un mese, proprio quando sembrava pronto a riprendersi il posto da titolare. Al suo posto Milinkovic-Savic, che dovrà gestire la pressione di un Maradona in ebollizione contro l'Inter.
Conte dovrà inventarsi qualcosa in attacco. Le opzioni sono Lucca, che ha deluso nelle ultime uscite, o il falso nove con De Bruyne, Neres o Lang. Una soluzione tattica che potrebbe anche sorprendere l'Inter, abituata a preparare le partite contro riferimenti fissi.
Il paradosso è che il Napoli arriva a questo big match con la spina dorsale spezzata: senza Hojlund, senza Meret, senza Rrahmani e Lobotka. Ma attenzione, perché le squadre di Conte sono sempre più pericolose quando hanno le spalle al muro. E l'Inter lo sa bene.
Chivu ribalta tutto: sei cambi e Bonny titolare
La rivoluzione di Chivu continua. Anche per il Maradona il tecnico romeno conferma la sua filosofia del turnover intelligente: sei cambi rispetto alla formazione che ha demolito l'Union Saint-Gilloise, con il ritorno in blocco dei titolarissimi per la partita più importante del momento.
Rientrano Akanji, Acerbi, Dimarco, Mkhitaryan, Barella e soprattutto Bonny. Il francese si è guadagnato la fiducia totale dell'allenatore con prestazioni di sostanza e gol pesanti. Quello segnato all'Olimpico contro la Roma ha il sapore della consacrazione: un attaccante che segna a Roma e si prepara a fare lo stesso a Napoli ha già la mentalità giusta.
La scelta di Bonny al posto di Pio Esposito non è casuale. Contro il Napoli servirà fisicità e capacità di tenere palla spalle alla porta, caratteristiche che il francese possiede in abbondanza. Pio avrà altre occasioni per brillare, ma questa sera serve esperienza e muscoli.
Il 3-5-2 è ormai un marchio di fabbrica: Sommer tra i pali, difesa con Akanji, Acerbi e Bastoni, centrocampo a cinque con Dumfries e Dimarco sulle fasce, Barella, Calhanoglu e Mkhitaryan in mezzo. Davanti la coppia Lautaro-Bonny, che ha già dimostrato di funzionare.
Ora, prestate attenzione: questa capacità di Chivu di cambiare undici giocatori mantenendo sempre lo stesso livello è forse il segnale più importante della crescita di questa Inter. Non esistono più titolari e riserve, esistono solo giocatori dell'Inter.
Nico Paz nel mirino: l'Inter prepara l'assalto da 58 milioni
Dall'Argentina arriva una bomba di mercato: l'Inter sarebbe pronta a mettere sul piatto 58 milioni di euro per Nico Paz, il gioiellino del Como che sta incantando la Serie A. Una cifra monstre che servirebbe a convincere il Real Madrid a rinunciare alla clausola di recompra da 10 milioni.
Il talento argentino ha iniziato la stagione con numeri da fenomeno: 4 gol e 4 assist in sette partite, prestazioni che hanno attirato l'attenzione di mezza Europa. Ma l'Inter ha un asso nella manica: il rapporto speciale tra Javier Zanetti e Pablo Paz, padre di Nico ed ex compagno di nazionale del vicepresidente nerazzurro.
La strategia è chiara: anticipare tutti e convincere il Real Madrid che 58 milioni oggi valgono più di 10 milioni la prossima estate. Un investimento che rientrerebbe perfettamente nella filosofia Oaktree: giovane, di talento, con margini di crescita enormi e già abituato al calcio italiano.
Il Como, dal canto suo, non ha necessità di vendere grazie alla proprietà indonesiana. Ma di fronte a una cifra del genere, anche la "finta piccola" di Fabregas potrebbe vacillare. Il Real Madrid, invece, si trova di fronte a un dilemma: incassare subito una cifra importante o aspettare l'estate per riprendersi il giocatore a prezzo di saldo.
La sensazione è che questa operazione possa davvero decollare. L'Inter ha dimostrato di saper investire sui giovani talenti, e Nico Paz rappresenterebbe il colpo perfetto per il presente e per il futuro.
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Mercato e prospettive future: L'Inter continua a lavorare sul fronte giovani con Pio Esposito che conquista copertine e contratto fino al 2030. Il fenomeno di Castellammare ha già segnato in quattro competizioni diverse, diventando simbolo della nuova Inter. Dumfries bomber mascherato: l'olandese è il secondo miglior marcatore nerazzurro nel 2025 con 11 gol, dietro solo a Lautaro. La fascia destra è diventata un'arma letale. Supercoppa ufficiale: Bologna-Inter il 19 dicembre, finale il 22 a Riyadh. Ranking UEFA: l'Inter mantiene il terzo posto mondiale dietro Real e Bayern, mentre l'Italia rischia di perdere il quinto posto Champions. San Siro: la Giunta di Milano approva la convenzione per la vendita a Inter e Milan. Il futuro dello stadio si avvicina.
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