Inter
30 novembre 2025

Digest Nerazzurro - Vigilia di Pisa tra emergenze e speranze

Riassunto

Vigilia di fuoco per l'Inter a Pisa: Arena sold-out in 15 minuti, Gilardino avverte che i nerazzurri sono una 'belva ferita'. Luis Henrique si candida per sostituire Dumfries, Mkhitaryan torna tra i convocati ma Bonny è out per influenza. Il Milan vince ancora con Allegri ma che brivido VAR contro la Lazio. Lautaro in crisi di gol contro le big, Altobelli lo difende. Centrocampo nerazzurro in difficoltà: Calhanoglu altalenante, Diouf mistero da 25 milioni.

Pisa-Inter: l'Arena sold-out per la sfida che può cambiare tutto

Importanza: 9/10

Quindici minuti. Tanto è bastato ai tifosi del Pisa per mandare sold-out la Cetilar-Arena in vista della sfida contro l'Inter. Un dato che la dice lunga sull'attesa per una partita che, sulla carta, dovrebbe essere un monologo nerazzurro ma che nasconde più di un'insidia (come sanno bene Milan, Lazio e Atalanta, tutte fermate sul pari dai toscani).

Alberto Gilardino non si fa illusioni ma nemmeno si nasconde: "L'Inter è una belva ferita, chi pensa che sia in crisi ha visto troppi film di fantascienza". Il tecnico del Pisa conosce bene il valore dell'avversario e sa che i nerazzurri arrivano da due sconfitte che bruciano ancora. Eppure, la sua squadra ha dimostrato di saper mettere in difficoltà chiunque: sei risultati utili consecutivi non sono casuali.

Credetemi, non sarà una passeggiata per Chivu. Il Pisa di Gilardino ha trovato la quadra tattica perfetta: fisicità sugli esterni (con Touré che domina i duelli aerei), inserimenti dei centrocampisti e un Nzola che sa fare il lavoro sporco. La difesa a tre davanti a Semper, con Caracciolo-Albiol-Canestrelli, è un muro che ha concesso appena due gol casalinghi.

L'assenza di Cuadrado e Akinsanmiro pesa, ma Gilardino ha le idee chiare: "Porterò anche due giovani, Bettazzi e Maucci. Questa squadra ha sempre dimostrato che chi entra fa la differenza". Il punto è questo: l'Inter non può permettersi di sottovalutare un avversario che ha già fatto tremare le big. Domani alle 15, in una Pisa che celebrerà anche le 100 presenze di Canestrelli, si capirà se i nerazzurri hanno davvero metabolizzato le lezioni di Madrid e San Siro.

Luis Henrique, l'ora della verità: Chivu punta sul brasiliano

Importanza: 8/10

Stavolta potrebbe davvero toccare a lui. Luis Henrique si candida per una maglia da titolare nella trasferta di Pisa, con Chivu che sembra intenzionato a concedergli un'altra chance sulla fascia destra. L'emergenza Dumfries (ancora out per l'infortunio alla caviglia) costringe il tecnico a rivedere le gerarchie, e il brasiliano ex Marsiglia appare in pole position.

"Chivu lo vede in crescita e, considerate le difficoltà di Carlos Augusto ad adattarsi a destra, è molto tentato dall'idea di concedergli un'altra possibilità", rivela la Gazzetta dello Sport. Un investimento da 25 milioni non può rimanere a lungo in panchina, soprattutto quando le alternative scarseggiano.

Il ritorno di Acerbi al centro della difesa sembra scontato, così come la conferma della ThuLa in attacco. Ma è a centrocampo che si registrano le novità più interessanti: Mkhitaryan torna tra i convocati dopo un mese di stop e potrebbe rappresentare un'arma in più per Chivu. L'armeno si è allenato bene per due giorni consecutivi e spera di essere della partita.

Cattive notizie invece per Bonny, fermato da una sindrome influenzale che lo costringerà a rimanere a Milano. Una tegola non da poco per Chivu, che perde un'alternativa offensiva importante. L'attacco si riduce così a Lautaro, Thuram e il giovane Pio Esposito.

Ora, prestate attenzione: questa potrebbe essere la partita della svolta per Luis Henrique. Dopo le prove poco convincenti di Cagliari e Verona, il brasiliano ha bisogno di dimostrare di meritare la fiducia (e l'investimento) della società. Pisa può essere il trampolino di lancio o l'ennesima occasione sprecata.

Milan-Lazio: Allegri vince ancora, ma che brivido VAR a San Siro

Importanza: 8/10

Succede di tutto negli ultimi minuti di Milan-Lazio, ma alla fine è ancora festa rossonera. Leao decide la partita al 51', ma il finale è da cardiopalma: check VAR per un possibile rigore alla Lazio, Allegri espulso per proteste e polemiche che si trascinano fino al triplice fischio.

"Tutte le volte che ci sei tu succede sempre un casino", ha detto Allegri all'arbitro Collu, rivelando il contenuto del diverbio che gli è costato il cartellino rosso. Il tecnico toscano non si è scomposto più di tanto: "Non l'ho assolutamente offeso, gli ho solo fatto notare che quando arbitra lui capitano sempre cose strane".

Il Milan conquista così la seconda vittoria consecutiva dopo il derby e si porta momentaneamente in testa alla classifica con 28 punti. Una squadra che ha trovato la quadra con Allegri: difesa solida, contropiede letale e un Leao che quando attacca la porta diventa devastante.

La Lazio esce da San Siro con più di qualche rimpianto. Il tocco di braccio di Pavlovic sembrava netto, ma il VAR ha rilevato un fallo precedente di Romagnoli che ha vanificato tutto. Sarri e i suoi hanno optato per il silenzio stampa, segno di un malumore che difficilmente si placherà in fretta.

Capitolo a parte merita l'espulsione di Allegri: "Negli ultimi minuti c'è stata un po' di confusione. Non era facile neanche per l'arbitro prendere la decisione dopo che è stato richiamato al VAR". Il tecnico ha mostrato la sua solita diplomazia post-partita, ma il nervosismo era palpabile. Il Milan vince, ma il VAR continua a far discutere.

Lautaro e la crisi del gol: quando il Toro non graffia più

Importanza: 7/10

La bottiglietta lanciata in panchina dopo la sostituzione contro l'Atletico racconta più di mille parole lo stato d'animo di Lautaro Martinez. Il capitano dell'Inter attraversa un momento complicato: zero gol nelle ultime cinque sfide contro le big e una frustrazione che cresce partita dopo partita.

"Non ha gradito il cambio con l'Atletico, ma non è scoppiato un caso", minimizza il Corriere dello Sport. Eppure, i segnali di insofferenza sono evidenti. Lautaro è rimasto a secco contro Juve, Roma, Napoli, Milan e Atletico Madrid: un digiuno che pesa come un macigno sulle ambizioni nerazzurre.

Chivu ha un approccio diverso rispetto a Inzaghi nella gestione delle stelle. Se ritiene che una sostituzione possa essere utile, non si trattiene con nessuno. Lo ha fatto con Calhanoglu, lo ha fatto con Lautaro. I nuovi metodi richiedono adattamento, anche per i senatori dello spogliatoio.

Alessandro Altobelli, però, difende a spada tratta il Toro: "Non segna da due domeniche e sembrano duemila anni. Stiamo parlando del giocatore più forte al mondo in questo momento". Spillo ha ragione: la fretta è cattiva consigliera. Lautaro ha dimostrato troppo per essere messo in discussione dopo qualche partita sottotono.

Il problema, semmai, è mentale. "È proprio lì, nella testa, che Chivu vuole riaccendere la scintilla", scrive la Gazzetta. A Pisa, insieme a Thuram, Lautaro avrà l'occasione per ritrovare il sorriso e soprattutto il gol. Perché un'Inter senza il suo capitano in forma è un'Inter a metà.

Centrocampo Inter: il rebus di Chivu tra Calhanoglu e le alternative

Importanza: 7/10

Calhanoglu a due facce, Sucic altalenante, Diouf un mistero. La Gazzetta dello Sport sintetizza così il momento del centrocampo nerazzurro, reparto che dovrebbe essere il punto di forza ma che invece sta creando più di un grattacapo a Chivu.

Il turco è il simbolo di questa contraddizione: capocannoniere della Serie A con 5 gol, ma protagonista in negativo nelle ultime due sconfitte. L'errore dal dischetto nel derby e la palla persa che ha generato il primo gol dell'Atletico pesano come macigni. "Il calcio è come la vita, serve fortuna. E la ruota prima o poi gira", filosofeggia Chivu.

Sucic alterna momenti top ad altri meno convincenti, normale per un 22enne che deve ancora adattarsi al calcio italiano. Diouf invece rimane un enigma: 25 milioni per 31 minuti giocati sono un investimento che al momento non sta rendendo. "Visto che Chivu e il suo staff osservano con attenzione gli allenamenti, è lecito immaginare che ci siano delle ragioni", si interroga la rosea.

Frattesi è ormai ai margini del progetto: solo 3 partite da titolare su 17 possibili. A gennaio probabilmente andrà via, magari per far spazio a un profilo più dinamico come Frendrup. La notizia positiva arriva da Zielinski, finalmente ritrovato dopo un inizio difficile.

Il punto è questo: l'Inter ha il centrocampo più numeroso della Serie A (sette giocatori per tre posti) ma paradossalmente è quello che sta rendendo meno. Chivu deve trovare la quadra, e in fretta.

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Mercato che si muove: l'Inter osserva Giovane del Verona, mentre Ederson potrebbe lasciare l'Atalanta a prezzo scontato. Riconoscimenti: Marotta premiato a Genova apre alla politica per il futuro, mentre Ausilio riceve il Manager of the Year. Ex nerazzurri: Stankovic al Bruges sogna ancora San Siro, Skriniar carica il Fenerbahçe per il derby turco. Prossimi impegni: il Venezia si prepara alla Coppa Italia con Stroppa che cambierà dieci giocatori.

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