Inter
3 novembre 2025

Digest Nerazzurro: Vittoria all'ultimo respiro e segnali di crescita

Riassunto

L'Inter vince 2-1 a Verona con autogol al 93' di Frese dopo il gol di Zielinski su schema di Palombo e il pareggio di Giovane. Chivu confessa di essere stato contrario allo schema vincente ma elogia il lavoro dello staff. Calhanoglu MVP con assist perfetto, Zielinski torna al gol dopo un anno. Milan batte Roma 1-0 con Pavlovic, Dybala sbaglia rigore decisivo. L'Inter sale a 9 gol da palla inattiva stagionali grazie al lavoro di Palombo, specialista degli schemi da fermo.

Verona-Inter 2-1: l'autogol di Frese regala tre punti d'oro al 93'

Importanza: 9/10

Bentegodi, ore 12:30. Piove, il campo è pesante, l'Inter soffre ma alla fine sorride. Un autogol di Frese al 93' regala ai nerazzurri una vittoria che sa di liberazione, portandoli a -1 dal Napoli in classifica. Non è stata la solita Inter spettacolare, ma credetemi: queste sono le vittorie che costruiscono i campionati.

Il copione sembrava scritto diversamente. Zielinski aveva sbloccato il match al 16' con una perla su schema da corner (merito di Palombo e della sua fantasia tattica), ma Giovane aveva risposto al 40' con un destro all'incrocio che aveva fatto tremare San Siro. Il brasiliano aveva saltato Bastoni come un birillo e trafitto Sommer con una conclusione da applausi. Nel finale del primo tempo, Orban aveva anche colpito il palo: il Verona ci credeva davvero.

La ripresa è stata un calvario nerazzurro. Chivu ha provato a scuotere i suoi con i cambi (dentro Barella, Esposito, Dumfries e Dimarco), ma l'Inter sembrava impantanata nella mediocrità. Il Verona ha reclamato il rosso per Bisseck al 66' (fallo da ultimo uomo su Giovane), ma Doveri ha estratto solo il giallo. Una decisione che ha fatto infuriare Zanetti, ma tecnicamente corretta: la palla andava lateralmente.

Quando tutto sembrava perduto, ecco il miracolo. Al 93', un cross innocuo di Barella trova la deviazione sfortunata di Frese che beffa il proprio portiere. Esultanza liberatoria di Chivu (che ha rovinato la divisa), lacrime di rabbia per il Verona che meritava almeno un punto. Il calcio è crudele, ma stavolta ha premiato chi non molla mai.

Il punto è questo: l'Inter ha vinto una partita che nelle scorse stagioni avrebbe perso. Ha saputo soffrire, resistere, aspettare l'episodio giusto. Non sarà stato bello, ma conta solo il risultato. E ora la vetta dista solo un punto.

Chivu post-partita: 'Ero contrario allo schema del gol, ma Palombo aveva ragione'

Importanza: 8/10

Cristian Chivu si presenta ai microfoni con la divisa rovinata e il sorriso di chi ha appena vissuto un'emozione pura. L'allenatore dell'Inter ha analizzato la vittoria di Verona con la sincerità che lo contraddistingue, partendo dall'esultanza finale: "Ho rovinato la divisa, ora sono in tuta. Sono un po' arrabbiati con me, ma quando vinci così all'ultimo esulti perché poteva andare anche peggio".

Sul gol di Zielinski, Chivu ha fatto una confessione divertente: "Palombo è l'artefice dello schema, ma io ero contrario. Se andava male potevano partire in contropiede e finire sotto 1-0. Però con le qualità che abbiamo è giusto provarlo. Merito di Angelo e di tutto lo staff che studia dalla mattina alla sera". Una dimostrazione di umiltà che fa onore al tecnico romeno.

Sulla prestazione della squadra, nessun drammatismo: "L'espressione della partita non è sempre come vuoi tu. C'è l'avversario, la qualità che ha l'Hellas. Siamo riusciti a sbloccarla, poi sull'unica palla lunga che non siamo andati a giocare abbiamo preso gol". Chivu ha spiegato la strategia: attirare il Verona in avanti per poi colpire, ma l'inerzia è cambiata dopo il pareggio.

Su Lautaro Martinez, parole di protezione totale: "Non segna da una settimana, a Bruxelles aveva segnato. Non creiamo casi, per me conta il trascinatore che è. Una settimana senza gol non è un dramma". E su Thuram: "Marcus è pronto ma un po' indietro di condizione. Non lo avrei messo nemmeno se fosse venuto giù il cielo. Voglio giocatori integri".

Capitolo Luis Henrique e giovani, Chivu si è spazientito: "Perché dovete fare queste domande? Per me tutta la squadra ha avuto l'atteggiamento giusto. Luis Henrique, Diouf e gli altri vengono usati solo per fare il titolo. Il mio dovere è metterli in campo quando penso che possano darmi una mano". Un allenatore che protegge i suoi ragazzi come un padre.

Zielinski-Calhanoglu show: il polacco torna al gol, il turco MVP con l'assist perfetto

Importanza: 8/10

Piotr Zielinski e Hakan Calhanoglu, i protagonisti del pomeriggio veronese. Il polacco ha ritrovato il gol dopo oltre un anno, il turco ha confezionato l'assist perfetto e conquistato il premio di Man of the Match. Una coppia che ha illuminato una giornata grigia al Bentegodi.

Il gol di Zielinski è stato un capolavoro di tecnica e tempismo. Su schema da corner, Calhanoglu ha pennellato una parabola perfetta verso il limite dell'area, dove il polacco è arrivato di gran carriera colpendo di piatto volante. "Avevamo provato in allenamento, Angelo Palombo studia tanto e ruba qualcosina dai vari campionati", ha spiegato Zielinski. "Ringrazio Calha per questo cioccolatino".

Calhanoglu, premiato come migliore in campo, ha mostrato la solita umiltà: "Abbiamo fatto una buona partita, qui è sempre difficile e alle 12:30 si fa sempre fatica. Con un po' di fortuna che ci vuole abbiamo vinto". Sul suo assist magico: "Avevo già dei colpi da quando ero piccolo, ma poi ho lavorato tanto su rigori, punizioni e calci da fuori".

La gioia di Zielinski per il primo gol stagionale è stata evidente: "Il gruppo è stato forte, sapevamo che non sarebbe mai stato facile giocare qui. Non si può vincere sempre con 3-4 gol, ci saranno gare anche come questa dove abbiamo sofferto". Una maturità tattica che fa ben sperare per il futuro.

Sui social, la festa è continuata. Steven Zhang, ex presidente, ha commentato il post di Calhanoglu con un "Top player", mentre Zielinski ha definito il compagno "Fenomeno". Marcus Thuram, sempre attivo sui social nonostante l'infortunio, ha messo il suo like di approvazione. L'alchimia del gruppo nerazzurro passa anche da questi dettagli.

Milan-Roma 1-0: Pavlovic decide, Dybala sbaglia il rigore della vita

Importanza: 8/10

San Siro, serata di emozioni contrastanti. Il Milan batte la Roma 1-0 con un gol di Pavlovic e aggancia Inter e giallorossi a quota 21 punti, portandosi a -1 dal Napoli capolista. Una vittoria che sa di svolta per Allegri, una sconfitta che brucia per Gasperini dopo un rigore sbagliato da Dybala.

Il primo tempo è stato tutto della Roma. Gasperini aveva disegnato una squadra spettacolare con Dybala centravanti e Cristante alle sue spalle, creando una mole di gioco impressionante. Ma al 39', su una delle poche azioni milaniste, Leao ha servito Pavlovic che ha battuto Svilar. Il serbo ha esultato con il pallone sotto la maglia: presto sarà papà.

La ripresa ha visto il Milan crescere e la Roma sprecare. Svilar ha salvato su Fofana e Leao, poi il palo ha negato il raddoppio a Nkunku. Ma l'episodio chiave è arrivato all'82': fallo di mano di Fofana su punizione di Pellegrini, rigore sacrosanto. Sul dischetto si è presentato Dybala, ma Maignan lo ha ipnotizzato con una parata decisiva.

Per Allegri, una serata agrodolce. La vittoria è arrivata nel giorno della morte di Giovanni Galeone, suo maestro e padre calcistico. "Per me è una giornata triste, al mister ero legato umanamente dopo 35 anni", ha detto commosso. "I concetti della fase difensiva li ho presi tutti da lui". Un omaggio toccante a chi lo ha formato.

Gasperini mastica amaro ma guarda avanti: "La squadra sta bene, gioca anche più situazioni. Ci hanno penalizzato quattro rigori sbagliati su cinque, che sono veramente tanti". La Roma continua a creare ma non riesce a concretizzare: l'undicesimo attacco del campionato è un dato che fa riflettere per una squadra che ambisce alla Champions.

Inter letale sui calci piazzati: 9 gol stagionali, Palombo il genio dietro gli schemi

Importanza: 7/10

Nove gol da palla inattiva in stagione: l'Inter ha trovato un'arma letale. Il gol di Zielinski a Verona è solo l'ultimo capolavoro di una squadra che ha fatto dei calci piazzati una specialità della casa. Dietro questo successo c'è il lavoro certosino di Angelo Palombo, l'uomo che cura ogni dettaglio negli schemi da fermo.

La stagione nerazzurra si era aperta proprio così: con un gol di Bastoni da corner contro il Torino. Da allora, una cascata di reti: i tre rigori glaciali di Calhanoglu, la doppietta di Thuram ad Amsterdam, il graffio di Dumfries a Bruxelles, fino alla perla di Zielinski al Bentegodi. Un'escalation che non è frutto del caso.

Palombo studia, analizza, inventa. L'ex centrocampista di Sampdoria e Milan porta la sua esperienza al servizio dell'Inter, guardando campionati di tutto il mondo per rubare idee e adattarle alle caratteristiche dei nerazzurri. "Quando hai uno come Calhanoglu che la mette dove vuole e uno come Zielinski, è giusto provare", ha spiegato Chivu.

Il tecnico romeno ha confessato la sua iniziale diffidenza: "Ero contrario allo schema del gol perché temevo finisse con un contropiede subito. Avevo detto ai ragazzi di scappare all'indietro se andava male". Ma la fiducia nello staff e nelle qualità dei giocatori ha pagato: "Ora godi e sorridi, ma dietro c'è un grande lavoro".

I numeri parlano chiaro: 9 gol da palla inattiva su un totale che spinge l'Inter verso la vetta della classifica. Un'arma tattica che può fare la differenza nei momenti decisivi della stagione, quando ogni dettaglio conta per conquistare trofei. E pensare che tutto è iniziato con un corner contro il Torino...

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Altre storie dal mondo nerazzurro e non solo. Sinner trionfa al Masters 1000 di Parigi, primo italiano a vincere il prestigioso torneo battendo Auger-Aliassime in finale. Il mondo del calcio piange Giovanni Galeone, maestro di Allegri e Gasperini scomparso a 84 anni. San Siro gli ha dedicato un minuto di silenzio commovente. Sul fronte stadio, Sala annuncia il rogito per mercoledì: "Questioni tecniche tra le società, ma stiamo lavorando duramente". In Turchia, Onana super contro Osimhen e Icardi: l'ex portiere nerazzurro nega il gol a entrambi nel pareggio del Trabzonspor. Hernanes ricorda l'Inter: "Esperienza formativa, arrivai per restare a vita ma non fu così". Sul mercato, Diouf delude: solo 26 minuti giocati, possibile prestito a gennaio. La Fiorentina crolla ancora, Pioli verso l'esonero dopo il ko col Lecce.

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