Inter
10 novembre 2025

Inter in vetta con Lautaro e Bonny: il Toro torna al gol, Chivu primo della classe

Riassunto

Inter batte Lazio 2-0 con Lautaro e Bonny e aggancia Roma in vetta alla classifica. Conte in crisi dopo il ko del Napoli a Bologna: "Non ho voglia di accompagnare un morto". Gasperini porta la Roma al primo posto battendo l'Udinese 2-0. Sarri riconosce il gap tecnico con l'Inter ma elogia la mentalità della Lazio. Nuovo San Siro: corsa ai naming rights da 25-30 milioni con Generali in pole.

Lautaro e Bonny regalano la vetta: Inter-Lazio 2-0, i nerazzurri primi con la Roma

Importanza: 10/10

Il punto è questo: quando l'Inter decide di fare sul serio, diventa irresistibile. E ieri sera a San Siro, davanti a 73.797 spettatori in delirio, la squadra di Cristian Chivu ha dimostrato di aver metabolizzato alla perfezione la strigliata post-Kairat. Lautaro Martinez e Ange-Yoan Bonny hanno firmato il 2-0 che vale la vetta della classifica insieme alla Roma, ma soprattutto hanno regalato una prestazione da vera Inter.

Il Toro ha sbloccato tutto dopo appena 3 minuti con una perla che vale oro: pressing feroce di Bastoni su Isaksen, palla che arriva al capitano che, tutto sbilanciato, trova un destro a giro straordinario che si infila sotto la traversa. Una rete che è il manifesto del calcio di Chivu (aggressività, riconquista immediata, finalizzazione) e che ha fatto esplodere San Siro. Lautaro non segnava in campionato dal 4 novembre contro la Cremonese, e la sua gioia è stata contagiosa.

Nel secondo tempo è arrivato il capolavoro del raddoppio: Barella orchestra con l'esterno per Lautaro, che imbuca perfettamente per Dimarco. Il cross del laterale trova Bonny tutto solo sul secondo palo per il tap-in del 2-0. Il francese, preferito ancora una volta a Thuram, ha ripagato la fiducia di Chivu con una prestazione di sostanza e il gol che ha chiuso i conti.

La Lazio di Sarri ha provato a reagire, sfiorando il gol nel finale con la traversa di Gila (salvata dalla goal line technology) e una parata decisiva di Sommer su Pellegrini. Ma l'Inter ha controllato con maturità, dimostrando di aver imparato la lezione. Credetemi, questa è la squadra che tutti aspettavamo di vedere: dominante senza essere presuntuosa, cattiva al punto giusto, cinica quando serve.

Chivu può sorridere: la sua Inter va alla sosta da prima della classe, con il derby all'orizzonte e la consapevolezza di aver ritrovato la strada giusta. Il tecnico romeno ha centrato in pieno le sue scelte: Acerbi titolare al posto di Bisseck, Bonny confermato in attacco, Calhanoglu tornato in regia. Tutto perfetto, proprio come deve essere quando si punta al massimo.

Conte e il Napoli in crisi: "Non ho voglia di accompagnare un morto"

Importanza: 9/10

Antonio Conte non le manda a dire dopo il pesante 2-0 subito dal suo Napoli a Bologna. L'allenatore salentino, visibilmente deluso e preoccupato, ha usato parole durissime per descrivere lo stato della sua squadra: "Io sono preoccupato, c'è poco da dire. Non ho voglia di accompagnare un morto". Una metafora cruda che fotografa perfettamente il momento degli azzurri.

I campioni d'Italia sono crollati al Dall'Ara contro un Bologna scatenato (gol di Dallinga e Lucumì), collezionando la quinta sconfitta stagionale e perdendo terreno prezioso nella corsa scudetto. Ma quello che preoccupa di più Conte non è tanto il risultato, quanto l'atteggiamento: "Il Bologna ha avuto più energia in tutto, più voglia ed entusiasmo. Loro hanno giocato giovedì e sembravano avvelenati, noi abbiamo fatto il compitino".

L'analisi del tecnico è spietata: "Sicuramente non abbiamo l'energia della passata stagione, lo sanno benissimo i ragazzi. Mi dispiace che non sto riuscendo a cambiare questa tendenza nei quattro mesi che sono trascorsi, perché vuol dire che non sto facendo un buon lavoro o qualcuno non vuole sentirlo". Parole che suonano come un ultimatum, sia per se stesso che per la squadra.

Capitolo Hojlund: l'unico a salvarsi secondo Conte ("Per me è stato il migliore in campo, ha tenuto botta e ha fatto faticare Lucumì"), ma il dato che fa riflettere è che il Napoli ha tirato una sola volta in porta in tutta la partita. Un'involuzione preoccupante per una squadra che fino a poche settimane fa era considerata la favorita per lo scudetto.

Ora il Napoli si ritrova terzo a 22 punti, scavalcato da Inter e Roma. E con un Conte che ha già messo le mani avanti: "Non bisogna dimenticare che dopo il terzo scudetto il Napoli è arrivato decimo". Un monito che sa di profezia.

Roma da sogno: Gasperini in vetta con Pellegrini e Celik

Importanza: 8/10

Gian Piero Gasperini sta scrivendo una favola giallorossa che nessuno si aspettava. La Roma batte 2-0 l'Udinese all'Olimpico e si prende la vetta della classifica insieme all'Inter, un risultato che mancava dal 27 ottobre 2015 quando in panchina c'era Rudi Garcia. E pensare che solo poche settimane fa i tifosi romanisti erano sul piede di guerra...

I protagonisti della serata sono stati Lorenzo Pellegrini, glaciale dal dischetto al 42' per sbloccare una partita che si stava complicando, e Zeki Celik, autore del raddoppio al 61' che ha fatto esplodere l'Olimpico. Il turco, sempre più centrale nel progetto di Gasperini, ha coronato una prestazione di grande sostanza con il gol che ha chiuso definitivamente i conti.

Ma il vero protagonista è stato il Gasp stesso, che non ha paura di accendere una piazza già incandescente: "È giusto che la nostra gente creda nello scudetto". Parole che testimoniano come l'allenatore bergamasco abbia trovato l'ambiente ideale per esprimere il suo calcio. La Roma gioca, corre, aggredisce: tutti i marchi di fabbrica del tecnico che ha fatto grande l'Atalanta.

L'aspetto più incredibile è la rapidità della trasformazione: reduce dalla trasferta di Glasgow in Europa League (con meno di 72 ore per recuperare), la Roma ha dimostrato una condizione fisica e mentale straordinaria. I buoni risultati cancellano la stanchezza, e Gasperini lo sa bene. La sua squadra ha battuto una formazione fisica come l'Udinese senza accusare minimamente il doppio impegno.

Ora la Roma può godersi due settimane di sosta da capolista, un lusso che mancava da quasi dieci anni. E con un Gasperini che, conoscendo i suoi trascorsi, sa benissimo che le sue squadre fioriscono in primavera. Se questa è solo l'antipasto, il piatto forte potrebbe essere davvero succulento.

Sarri e la lezione di San Siro: "L'Inter è più forte, c'è un gap tecnico"

Importanza: 8/10

Maurizio Sarri non cerca scuse dopo il ko di San Siro. Il tecnico della Lazio, con la sua consueta schiettezza, ha analizzato la sconfitta contro l'Inter senza giri di parole: "L'Inter è più forte di noi, c'è un gap tecnico evidente". Una dichiarazione che fotografa perfettamente i rapporti di forza attuali in Serie A.

La partita si è messa subito in salita per i biancocelesti: "Quando entri a San Siro e prendi gol dopo 2 minuti diventa dura, specie con una squadra che tecnicamente è sicuramente più forte di noi". Il gol lampo di Lautaro ha condizionato l'intera gara, ma Sarri ha sottolineato l'aspetto più positivo della serata: "La mentalità è l'aspetto più positivo, stiamo crescendo. Dopo il primo gol ci poteva essere un'uscita mentale dal campo, invece la squadra si è ripresa ed è rimasta in partita".

L'allenatore toscano ha anche spiegato le difficoltà offensive della sua squadra: "Ora non abbiamo un attaccante d'area, ma hanno altre caratteristiche. L'unico è Castellanos, gli altri interpretano in maniera diversa". Un problema strutturale che la Lazio dovrà affrontare, magari già a gennaio: "A me non hanno ancora detto se il mercato è aperto o no, quindi non siamo entrati in certi discorsi".

Capitolo arbitraggio: Sarri non ha risparmiato critiche a Manganiello, reo di aver ammonito lo stesso tecnico per proteste: "Il fallo di Lautaro su Zaccagni era da ammonizione, si incazzava anche Padre Pio lì". E poi la stoccata finale: "Dobbiamo pensare di noleggiare arbitri dall'estero perché non ne vedo più all'altezza".

Nonostante la sconfitta, la Lazio può guardare con fiducia al futuro. La striscia di sei risultati utili si è interrotta, ma la crescita è evidente. E Sarri, da vecchio volpe qual è, sa che questi test servono per capire a che punto si è arrivati nel processo di crescita.

Nuovo San Siro: la corsa ai naming rights vale 25 milioni

Importanza: 7/10

Il nuovo San Siro non è ancora nato, ma già fa gola alle grandi aziende. Inter e Milan, a meno di una settimana dall'acquisizione dello stadio Meazza, stanno lavorando sui naming rights con un obiettivo ambizioso: superare i 20 milioni a stagione. Una cifra che potrebbe arrivare anche a 25-30 milioni, considerando la doppia visibilità garantita da due club storici e internazionali.

Tra i nomi in pole position spicca Generali, la prima compagnia assicurativa italiana, storicamente molto sensibile nei confronti dello sport. Un profilo che sarebbe ritenuto "adeguato e appropriato nel panorama attuale" secondo le indiscrezioni. La scelta non è casuale: le aziende che decidono di investire in questo modo finiscono col diventare icone insieme all'impianto, come dimostrano l'Emirates Stadium dell'Arsenal o l'Allianz Arena del Bayern.

I numeri parlano chiaro: la Juventus nel 2020 ha chiuso un accordo decennale con Allianz da 103 milioni totali, con una quota per i naming rights stimata in 7-10 milioni a stagione. Ma Milan e Inter possono offrire un palcoscenico ancora più affascinante: due squadre impegnate in campionato e coppe europee, una visibilità doppia che giustifica richieste più elevate.

La strategia dei due club si basa su tre punti di forza: è l'impianto che sorgerà sulle ceneri di uno stadio mitico come il Meazza; è l'impianto di due club storici, vincenti e internazionali; è progettato da studi di grande affidabilità come Foster+Partners e Manica. Credetemi, con questi presupposti la corsa ai naming rights promette di essere avvincente quanto un derby.

Siamo ancora alla primissima fase, quella delle manifestazioni di interesse, ma l'obiettivo è chiaro: massimizzare i profitti da una delle voci più importanti dei ricavi da stadio. E con il nuovo impianto che promette di essere un gioiello architettonico, le aziende interessate non mancheranno.

Da Leggere Più Tardi

Approfondimenti e letture consigliate per esplorare ulteriormente gli argomenti trattati

Capitolo mercato: l'Inter tiene d'occhio Mario Gila della Lazio, con il rinnovo del difensore che non decolla. Possibile derby di mercato con il Milan per il centrale spagnolo. Intanto Carlos Augusto dice no alla Premier e tratta il rinnovo fino al 2030 a 3 milioni a stagione.

Settore giovanile: beffa per l'Inter U23 sconfitta 2-1 dal Vicenza capolista. Gol di Stuckler all'88' dopo che i nerazzurri avevano pareggiato su rigore con Kamaté. La Roma Primavera pareggia 1-1 con l'Inter grazie al gol di Cerpelletti al 94'.

Crisi Atalanta: i bergamaschi crollano 3-0 in casa contro il Sassuolo con doppietta di Berardi e gol di Pinamonti. Juric sempre più vicino all'esonero. Curiosità: Sandro Mazzola compie 83 anni e confessa: "Avrei voluto fare anche il ct della Nazionale".

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