Inter
11 gennaio 2026

Inter-Napoli: la notte che può decidere tutto

Riassunto

L'Inter si prepara al big match decisivo contro il Napoli da campione d'inverno, forte del +4 sui partenopei e della possibilità di allungare a +7. Chivu, che ha deciso l'undici titolare, può contare su un attacco devastante mentre Conte arriva decimato dagli infortuni con il solo Hojlund in attacco e senza Neres. Sul mercato, Frattesi è sempre più vicino all'addio con richieste da 35 milioni, mentre Chiesa spinge per tornare alla Juventus dal Liverpool dopo il flop inglese.

Inter-Napoli: il big match che vale una stagione

Importanza: 10/10

San Siro si prepara alla notte delle notti. Domenica sera alle 20:45, l'Inter di Chivu ospita il Napoli di Conte in quello che potrebbe essere il match decisivo per lo scudetto. I nerazzurri arrivano al big match da campioni d'inverno virtuali, con quattro punti di vantaggio sui partenopei e la ghiotta possibilità di allungare a +7 in caso di vittoria.

La fotografia delle due squadre racconta una storia impietosa: da una parte l'Inter con il miglior attacco del campionato (40 gol) e la possibilità di scegliere tra Lautaro, Thuram, Pio Esposito e Bonny per il proprio 3-5-2. Dall'altra un Napoli decimato dagli infortuni che si presenta a Milano con il solo Hojlund al massimo della condizione in attacco. Lukaku fermo da agosto, Lucca in uscita e ora anche Neres ko per la caviglia: Conte ha solo un centravanti contro i quattro di Chivu.

"Questa partita può indirizzare il cammino", ha dichiarato Chivu in conferenza stampa, confermando che scenderà in campo con lo stesso undici che ha battuto Atalanta e Bologna. Sommer tra i pali, difesa a tre con Bisseck-Akanji-Bastoni, Luis Henrique confermato a destra nonostante le critiche, e la ThuLa in attacco. L'unico dubbio riguarda il centrocampo, dove Zielinski è in vantaggio su Mkhitaryan per affiancare Barella e Calhanoglu.

Il Napoli arriva a San Siro nella peggiore delle condizioni possibili. Oltre agli infortuni di lunga data (Anguissa, De Bruyne, Gilmour, Lukaku), si aggiunge il forfait dell'ultimo minuto di Neres, costringendo Conte a schierare un tridente inedito con Elmas e Spinazzola ai lati di Hojlund. Una situazione che fa il paio con le parole di Benitez: "Alla partita arriva meglio Chivu, non fosse altro per avere 4 punti di vantaggio e per aver compiuto un percorso netto recentemente".

Credetemi, questa volta anche il più scettico deve arrendersi all'evidenza: l'Inter ha tutte le carte in regola per chiudere i conti. Sei vittorie consecutive in campionato, miglior attacco della Serie A, e soprattutto una rosa che permette a Chivu di ruotare senza perdere qualità. Il Napoli ha dimostrato di avere sette vite come il suo allenatore, ma stavolta i numeri parlano chiaro: 40 gol contro 28, quattro attaccanti contro uno. San Siro può diventare il teatro della fuga decisiva.

Chivu vs Conte: filosofie a confronto nella notte di San Siro

Importanza: 9/10

"Non esiste il confronto Chivu-Conte", ha tagliato corto il tecnico nerazzurro in conferenza stampa, ma la sfida nella sfida è inevitabile. Due filosofie opposte, due modi diversi di comunicare e gestire la pressione, due allenatori che rappresentano generazioni calcistiche differenti.

Da una parte Cristian Chivu, il nuovo guru della comunicazione. Pacato, riflessivo, mai sopra le righe: "Ho una grande stima di Conte allenatore, l'ho affrontato quando ancora io giocavo e già gli facevo i complimenti. Nel frattempo si è evoluto, è un vincente, noi giovani abbiamo tanto da imparare da lui". Parole che suonano come una lezione di fair play, ma che nascondono una frecciata sottile: "Ultimamente l'allenatore rappresenta persino troppo in questo sport, il calcio è di giocatori e tifosi".

Dall'altra Antonio Conte, l'eterno polemico che conosce ogni trucco del mestiere. Il tecnico salentino che all'andata riuscì a far perdere la testa all'Inter nel secondo tempo, trasformando una partita di calcio in una corrida emotiva. Quello stesso Conte che ora arriva a San Siro con mezza squadra in infermeria ma che sa benissimo come mettere pressione agli avversari.

Il punto è questo: Chivu ha imparato la lezione di Napoli. "Ci siamo allenati ad accettare l'ingiustizia, a non fermarci a guardare gli errori arbitrali", ha spiegato il romeno, riferendosi chiaramente agli episodi dell'andata che fecero perdere concentrazione alla sua squadra. Una maturità tattica e mentale che rappresenta l'evoluzione dell'Inter sotto la sua guida.

Benitez, che li conosce entrambi, non ha dubbi: "Alla partita arriva meglio Chivu". E i numeri gli danno ragione: l'Inter viaggia con sei vittorie consecutive, ha il miglior attacco del campionato e può permettersi rotazioni che Conte si sogna. Il tecnico del Napoli, invece, deve fare i conti con un'emergenza che dura da mesi e che ora ha raggiunto livelli drammatici.

Ma attenzione, perché Conte è un animale ferito e quindi pericolosissimo. La sua capacità di trasformare le difficoltà in motivazioni extra è leggendaria, così come la sua abilità nel creare l'ambiente giusto per le imprese. Chivu lo sa bene e per questo predica calma: "Non servono proclami speciali, il campionato è una maratona". Vedremo chi avrà ragione nella notte di San Siro.

Emergenza Napoli: Neres ko, Conte in ginocchio

Importanza: 8/10

Il Napoli perde un altro pezzo fondamentale. David Neres ha alzato bandiera bianca e non sarà disponibile per la trasferta di San Siro. Il brasiliano, che aveva già saltato la sfida contro il Verona per un trauma distorsivo alla caviglia sinistra rimediato contro la Lazio, ha provato fino all'ultimo ma il fastidio persiste. Un'assenza pesantissima per Antonio Conte, che perde il vero partner di Hojlund nel suo nuovo 3-4-2-1.

La lista degli indisponibili del Napoli fa impressione: André Anguissa, Kevin de Bruyne, Billy Gilmour, Romelu Lukaku e ora anche Neres. Cinque titolari che avrebbero dovuto fare la differenza in una stagione che doveva essere quella del rilancio dopo lo scudetto. Invece Conte si ritrova a preparare il big match più importante dell'anno con le briciole.

"Hojlund contro quattro", titola giustamente il Corriere dello Sport. Perché questa è la sintesi spietata della vigilia: da una parte il solo centravanti danese al massimo della condizione, dall'altra Chivu che può scegliere tra Lautaro, Thuram, Pio Esposito e Bonny. Una disparità che racconta meglio di mille parole le diverse condizioni con cui le due squadre arrivano al big match.

Conte dovrà inventarsi qualcosa di nuovo. Le alternative a Neres sono Noa Lang ed Eljif Elmas per completare il tridente offensivo, oppure l'arretramento di Politano sulla trequarti con Di Lorenzo spostato a centrocampo. Soluzioni di emergenza per un allenatore che aveva costruito il suo Napoli proprio sulla qualità degli esterni offensivi.

Il paradosso è che il Napoli ha dimostrato di avere sette vite, esattamente come il suo allenatore. Ma stavolta arriva a San Siro nella peggiore delle condizioni possibili, con un'emergenza che dura da mesi e che ora ha raggiunto livelli drammatici. Se consideriamo che finora la sostanziale differenza tra Inter e Napoli sta nella produzione dei gol (40 contro 28), la risoluzione dell'immagine degli attacchi è cristallina. Quattro contro uno, appunto.

Frattesi verso l'addio: l'Inter apre alla cessione

Importanza: 7/10

Davide Frattesi resta in uscita dall'Inter. Il centrocampista romano, che non ha mai trovato lo spazio sperato nella squadra di Chivu, è sempre più vicino all'addio già in questa sessione di mercato. L'Inter ha fissato il prezzo: servono circa 35 milioni di euro per una cessione che deve essere rigorosamente a titolo definitivo.

La formula giusta potrebbe essere quella di un prestito oneroso da 5 milioni con obbligo di riscatto da 30, oppure un diritto con condizioni semplici da soddisfare. Niente formule astruse o svendite: l'Inter vuole monetizzare al massimo un asset che considera ormai fuori dal progetto tecnico.

Il Galatasaray sembrava la destinazione più probabile, ma i turchi ora puntano su un centrocampista difensivo come Ederson dell'Atalanta piuttosto che su una mezzala come Frattesi. Il Nottingham Forest ha sondato il terreno, ma può offrire solo un diritto di riscatto a causa dei vincoli del Fair Play Finanziario - non le migliori premesse per convincere l'Inter.

Sullo sfondo restano Juventus, Napoli e Roma, ma nessuna delle tre società sembra pronta a venire incontro alle richieste nerazzurre. Frattesi preferirebbe restare in Serie A piuttosto che emigrare all'estero, ma al momento le opzioni italiane non decollano. La Juventus di Spalletti apprezza eccome l'ex Sassuolo, ma i bianconeri hanno altre priorità di mercato.

Capitolo interessante: l'Al-Hilal di Simone Inzaghi. L'ex allenatore dell'Inter, nonostante sia saltato lo scambio con Cancelo, potrebbe presto formulare un'offerta per De Vrij o Acerbi. L'olandese resta l'opzione più gradita dal tecnico piacentino, ma i nerazzurri non lasceranno partire un centrale senza l'arrivo di un esterno. Il mercato, insomma, è tutto collegato: per far partire Frattesi serve prima sistemare altri tasselli.

Chiesa-Juventus: il ritorno del figliol prodigo

Importanza: 7/10

Federico Chiesa vuole tornare a casa. L'esterno della Nazionale, ai margini del Liverpool di Slot, spinge per il ritorno alla Juventus già in questa sessione di mercato. I bianconeri hanno individuato in lui il rinforzo ideale per la missione Champions di Spalletti, e i contatti tra le parti si intensificano giorno dopo giorno.

I numeri di Chiesa ad Anfield parlano chiaro: 20 presenze, 2 gol e 3 assist ma soltanto 469 minuti in campo. Statistiche che stridono con la qualità del giocatore e che lo hanno convinto a riflettere seriamente sulla possibilità di dire addio dopo appena un anno e mezzo. L'ultima panchina contro l'Arsenal, in una partita che il Liverpool avrebbe potuto vincere proprio con i suoi strappi, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

La Juventus spinge, il Liverpool prova a resistere. I Reds chiedono attorno ai 10-15 milioni per una cessione a titolo definitivo, mentre la Signora è più orientata verso un prestito con diritto di riscatto. Il compromesso potrebbe arrivare con un obbligo di riscatto condizionato al raggiungimento di determinati obiettivi: presenze, qualificazione Champions, risultati individuali.

Chiesa considera la Juventus come prima opzione rispetto a tutte le altre possibili piste. C'è anche la maglia dell'Italia da riconquistare - Spalletti lo definì "il nostro Sinner" - e proprio con Luciano in panchina il ritorno a Torino avrebbe un sapore speciale. Per spirito di rivincita, certo, ma anche per tornare protagonista dopo un periodo complicato.

Il punto è che tutti vogliono questa operazione: Chiesa per rilanciarsi, la Juventus per avere un'arma in più, il Liverpool per monetizzare un giocatore utilizzato di rado. Manca solo l'accordo sulla formula, ma la sensazione è che nelle prossime settimane si possa arrivare alla fumata bianca. Il figliol prodigo è pronto a tornare a casa.

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Mercato in fermento con Dodò che sfuma definitivamente per l'Inter dopo la chiusura della Fiorentina, mentre Muharemovic resta nel mirino nonostante Carnevali freni per gennaio. Prestazioni individuali da segnalare con Calhanoglu che vince il Goal of the Month per la sassata contro il Como e Dimarco che eguaglia Grimaldo come difensore più prolifico d'Europa. Settore giovanile in evidenza con l'Inter U23 che torna a vincere grazie alla doppietta di La Gumina contro la Pro Patria, mentre Carboni si trasferisce al Racing con clausole speciali legate alle presenze e ai Mondiali. Statistiche che certificano l'Inter come migliore squadra in trasferta della Serie A e al top nelle ultime cinque giornate con 15 punti su 15.

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