Inter
20 ottobre 2025

L'Inter torna in vetta: Bonny show all'Olimpico, Chivu rinato

Riassunto

L'Inter espugna l'Olimpico con Bonny e torna in vetta, ma il Milan risponde subito vincendo con doppietta Leao e prendendosi il primo posto. Chivu completa la rinascita nerazzurra con la sesta vittoria di fila, mentre Bonny diventa fenomeno con 3 gol e 3 assist in 7 partite. Il Napoli crolla a Torino per la legge dell'ex Simeone, Conte in difficoltà con le seconde linee e senza i titolari infortunati.

Roma-Inter: vittoria storica all'Olimpico, nerazzurri in vetta

Importanza: 9/10

L'Inter espugna l'Olimpico e si riprende la vetta della classifica. Il gol lampo di Bonny al 6' decide una partita che vale molto più dei tre punti: è il segnale che i nerazzurri sono tornati davvero. Credetemi, vincere cinque trasferte consecutive contro la Roma in Serie A non è roba da tutti i giorni - anzi, l'Inter è la prima squadra nella storia a riuscirci.

I numeri parlano chiaro: 11-2 il punteggio complessivo nelle ultime cinque sfide all'Olimpico, una statistica che fa impressione anche ai più scettici. Ma quello che colpisce di più è l'atteggiamento della squadra (solida, determinata, mai in balia degli eventi) e la capacità di soffrire quando serve. Sommer ha celebrato sui social con un eloquente "Niente batte queste emozioni", e aveva ragione da vendere.

Capitolo ascolti: 1,1 milioni di spettatori su Sky Sport, il miglior anticipo dalla stagione 2021-2022. Evidentemente il calcio che conta fa ancora presa, soprattutto quando c'è l'Inter di mezzo. Il successo contro i capitolini è anche il numero 80 in Serie A contro la Roma, con la rete di Bonny che porta a quota 300 i gol nerazzurri contro i giallorossi. Prima squadra nella storia del campionato a raggiungere tale traguardo contro una singola avversaria.

Ora l'Inter guarda tutti dall'alto, in attesa del Milan. Ma il messaggio dalla Capitale è inequivocabile: questa squadra ha ritrovato se stessa.

Bonny fenomeno: tre gol e tre assist, nessuno come lui

Importanza: 8/10

Ange-Yoan Bonny sta riscrivendo la storia dell'Inter. Il francese ha messo a segno tre gol e servito tre assist nelle prime sette presenze in nerazzurro, diventando l'unico giocatore dell'Inter da quando la Serie A è tornata a 20 squadre nel 2004/05 a raggiungere questi numeri. Un impatto devastante che nemmeno i più ottimisti si aspettavano.

Nicolas Usai, l'allenatore che lo lanciò nel calcio professionistico, lo descrive così: "Aveva questa capacità, fin da giovane, di giocare in spazi ristretti. Rispetto alla sua stazza, si potrebbe immaginare che abbia un solo punto di appoggio, ma ha davvero una grande eleganza". Parole che spiegano perfettamente quello che stiamo vedendo in campo.

Il punto è questo: Bonny non è più una seconda linea sulla carta, ma un titolare a tutti gli effetti. La sua media di un gol ogni 75 minuti fa impallidire chiunque, e nella somma reti-assist (3+3) nessun interista ha fatto meglio in campionato. Una produzione che corre al passo di Nico Paz e Pulisic, ma con un minutaggio ben più basso.

Curioso il retroscena del 2021: dopo aver firmato con la Juventus, fallì le visite mediche per un presunto problema cardiaco. Una controperizia confermò che poteva giocare, ma a cogliere la palla al balzo fu il Parma. Oggi i bianconeri si mordono le mani, mentre Chivu si gode il suo gioiello. "Da seconda punta mi sono sentito bene", ha dichiarato dopo Roma. Ma ormai è chiaro: Bonny è molto di più.

Il miracolo Chivu: da spacciato a primo, sei vittorie di fila

Importanza: 8/10

Da spacciati a miracolati, il passo è breve nel calcio. Dopo Juventus-Inter 4-3 qualcuno aveva già scritto l'epitaffio sulla stagione nerazzurra e su Cristian Chivu. A distanza di poche settimane, l'Inter ha zittito tutti con sei vittorie consecutive e il primo posto in classifica. Non chiamatelo miracolo: è semplicemente il lavoro di un allenatore che ha conquistato il gruppo.

L'abbraccio finale tra Chivu e Barella all'Olimpico vale più di mille parole. Come ha sottolineato Bergomi: "L'Inter è tornata squadra". Il tecnico romeno è riuscito nell'impresa più difficile: ridare autostima a una squadra che rischiava di sprofondare e farlo lanciando anche giovanissimi come Bonny ed Esposito.

I tre pilastri del Chivu-pensiero sono chiari: gioco più verticale, rigenerazione dei leader e difesa blindata. L'Inter ha alzato il baricentro di circa otto metri rispetto all'anno scorso, Barella e Dimarco sono rinati, e la retroguardia ha subito solo due gol nelle ultime sei partite. Akanji sembra giocare all'Inter da tre anni, quando in realtà è arrivato da pochi mesi.

La gestione del gruppo è stata pazzesca: nelle prime otto partite si sono alternati 22 titolari diversi, tutti hanno avuto una vera possibilità. "Sono fiero di questi ragazzi", ha detto Chivu dopo Roma. E i ragazzi glielo stanno restituendo con gli interessi. Mancava solo la Curva Nord, ma all'Olimpico è tornata pure lei. L'Inter è tornata, e stavolta per davvero.

Napoli crolla a Torino: Conte mastica amaro, seconde linee ko

Importanza: 7/10

Il Napoli cade a Torino e l'Inter ringrazia. La sconfitta contro i granata (con Simeone decisivo, legge dell'ex che non perdona) costa cara agli azzurri, che perdono il primo posto proprio quando l'Inter espugna Roma. Ma più del risultato, preoccupa la prestazione: troppo tenera, senza attributi, senza la rabbia necessaria per vincere certe partite.

Antonio Conte non ha giri di parole: "I nuovi devono crescere, ma non c'è tempo". Il problema è evidente: con sei cambi obbligati rispetto al solito undici, il Napoli ha mostrato tutti i suoi limiti. Hojlund e McTominay out per infortunio, Lobotka ancora ai box, e le alternative non hanno retto l'urto.

Il duello Simeone-Lucca fotografa alla perfezione la serata: il Cholito trascinatore e lottatore, il gigante azzurro sempre a vuoto. L'ex Udinese ha segnato solo un gol in 285 minuti, troppo poco per chi dovrebbe essere l'alternativa a Hojlund. E dire che Conte lo aveva voluto proprio per le sue caratteristiche fisiche.

Le uniche note positive si chiamano Neres e Lang: il brasiliano con i suoi strappi può aprire le difese chiuse, il belga ha dato finalmente segnali importanti. Ma non basta quando mancano i pilastri. Ora il PSV in Champions e poi l'Inter al Maradona: Conte ha bisogno di tutti per rialzarsi. Le lacrime di Torino vanno trasformate in sorrisi, e in fretta.

Milan primo con Leao: doppietta show, Allegri sorpassa tutti

Importanza: 7/10

Rafael Leao torna e il Milan vola in vetta. La doppietta del portoghese ribalta la Fiorentina a San Siro e regala ad Allegri il primo posto solitario. Sedici punti dopo sette partite, uno in più del terzetto Inter-Napoli-Roma. Una notte magica per Rafa, che non segnava a San Siro in campionato da 512 giorni.

Il primo gol è un destro da fuori area che si infila dove De Gea non può arrivare, il secondo arriva dal dischetto dopo un rigore assegnato dal VAR per il tocco di Parisi su Gimenez. Un contatto che ricorda quello non punito di Thuram su Bonny nell'ultimo Juventus-Inter: stavolta l'arbitro è stato richiamato e ha concesso il penalty.

Allegri può sorridere: il Milan non era primo da solo dall'ottava giornata del 2023-24. E soprattutto può guardare le rivali scontrarsi mentre lui riceve il Pisa venerdì. Una settimana calda aspetta infatti Napoli e Inter, impegnate nelle trasferte di Champions prima del big match del Maradona.

Per la Fiorentina invece è crisi nera: terzultimo posto con appena 3 punti in sette partite. Pioli chiamato a invertire in fretta la rotta, mentre Allegri si gode il momento. Il coraggio di Leao, la forza del Milan: Max guarda da lassù le altre che si sfiancano in Europa. E intanto sogna in grande.

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Verso la Champions: l'Inter prepara la trasferta belga contro il Saint-Gilloise con possibili rotazioni per Chivu, che valuta il tandem Esposito-Bonny dal primo minuto. Thuram ancora out, obiettivo Napoli ma solo se al 100%. Mercato futuro: dalla Francia arrivano voci su N'Guessan, attaccante classe 2008 nel mirino nerazzurro, ma Chelsea e Watford sono agguerriti. Roma in crisi: Dovbyk e Ferguson deludono Gasperini, solo 7 gol in campionato per un attacco che non graffia. Polemiche: botta e risposta Tudor-Fabregas sui poteri di mercato, mentre Valentino Rossi trionfa a Indianapolis e l'Inter si congratula con il Dottore.

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