Mercato chiuso: Akanji all'Inter, Pavard saluta. Juve scatenata, Napoli da 10
Riassunto
Mercato chiuso con botti finali: Akanji all'Inter in prestito da 2 milioni con diritto a 15, Pavard saluta per il Marsiglia (2,5 milioni). Juventus scatenata con Zhegrova (14,3 milioni) e Openda, mentre cede Nico Gonzalez all'Atletico. Napoli perfetto: ufficiale Hojlund (5+40 milioni) ed Elmas torna a casa. Inter ko 1-2 con l'Udinese dopo il vantaggio di Dumfries: Davis e Atta ribaltano tutto.
Akanji è dell'Inter: colpo last minute dal City
Il punto è questo: quando tutti pensavano che il mercato dell'Inter fosse finito, ecco il colpo di scena. Manuel Akanji è nerazzurro. Lo svizzero del Manchester City è atterrato a Linate nel pomeriggio di ieri, ha svolto le visite mediche al CONI e firmato il contratto che lo lega all'Inter fino a giugno in prestito oneroso da 2 milioni con diritto di riscatto a 15 (che diventa obbligo in caso di Scudetto e 50% di presenze).
Un'operazione lampo che ha sorpreso tutti, compreso il Milan che aveva sondato il terreno per il centrale classe '95. Ma Akanji voleva la Champions League e l'Inter gliel'ha garantita. Credetemi, questo è il classico affare che può fare la differenza: esperienza internazionale, fisicità, velocità e quella mentalità vincente che serve quando le partite si fanno dure.
Il difensore svizzero arriva con un curriculum di tutto rispetto: 136 presenze in tre anni al City, Champions League vinta nel 2023 proprio contro l'Inter (ironia della sorte), 71 caps con la nazionale elvetica. Non male per uno che fino a ieri mattina sembrava destinato al Fenerbahce di Mourinho.
Capitolo tattico: Chivu avrà finalmente quel centrale moderno che cercava, capace di giocare sia a tre che a quattro, bravo in costruzione ma anche nei duelli aerei. Un profilo che mancava nella rosa nerazzurra, dove l'età media della difesa iniziava a preoccupare (e non poco). Ora, prestate attenzione: con Akanji l'Inter ha sistemato il reparto arretrato senza spendere cifre folli, mantenendo quella sostenibilità economica che Oaktree pretende ma aggiungendo qualità vera.
Inter-Udinese 1-2: il risveglio è amaro per Chivu
Brutta Inter. Non c'è altro modo per definire la prestazione di San Siro contro l'Udinese. Dopo la festa con il Torino, ecco il brusco risveglio: 1-2 e tanti, troppi interrogativi per Cristian Chivu che alla prima difficoltà ha visto la sua squadra implodere.
Il copione sembrava scritto: Dumfries porta avanti i nerazzurri al 43', poi il blackout totale. Rigore di Davis al 47' (braccio largo dell'olandese, penalty sacrosanto) e raddoppio di Atta al 49' con un destro a giro che Bisseck ha guardato partire senza nemmeno provare a contrastare. Il punto è questo: quando l'Inter perde il controllo del gioco, va in tilt mentalmente prima che tatticamente.
Le pagelle della Gazzetta sono impietose: solo Thuram (6) e Pio Esposito (6) si salvano, tutti gli altri bocciati. Il peggiore? Sucic con 4,5: "Il fratellastro del Petar che ha incantato col Toro", scrive la rosea senza mezzi termini. Anche Lautaro delude (5): "Quando il Toro si imbizzarrisce, si inceppa fino a diventare dannoso".
Capitolo tattico: Chivu ha provato di tutto nella ripresa, dal 3-4-2-1 al 4-2-4 con tutte e quattro le punte in campo contemporaneamente (Lautaro, Thuram, Bonny ed Esposito). Ma quando mancano le idee e la lucidità, nemmeno i cambi di modulo possono salvare la situazione. Era dal 2018-19 che l'Inter non iniziava così male un campionato. I fantasmi di Charlotte tornano a bussare alla porta di Appiano Gentile.
Pavard saluta l'Inter: destinazione Marsiglia
Addio Benjamin. Pavard lascia l'Inter per il Marsiglia in prestito oneroso da 2,5 milioni con diritto di riscatto a 15. Un'operazione che fino a ieri sembrava impossibile, poi l'accelerata finale e la firma con l'OM di Roberto De Zerbi.
Il francese ha accettato anche una riduzione d'ingaggio (da 5 a 4 milioni netti più bonus legati alla qualificazione Champions) pur di tornare in patria. "Inter per sempre. Grazie per il sostegno infinito, non è un addio ma un arrivederci", ha scritto sui social il difensore campione del mondo 2018.
Due stagioni in nerazzurro, 70 presenze complessive, uno Scudetto vinto da protagonista e la consapevolezza di aver dato tutto per questa maglia. Credetemi, Pavard non è mai stato un problema tecnico ma economico: 5 milioni netti pesavano sul bilancio e l'arrivo di Akanji ha reso possibile questa operazione.
Il punto è questo: l'Inter ha fatto una scelta pragmatica, sostituendo un giocatore di 28 anni con uno di 30 ma più versatile tatticamente. Akanji può giocare sia centrale che terzino destro, caratteristica che Pavard non aveva. Inoltre, lo svizzero costa meno a bilancio (almeno per quest'anno) e mantiene alto il livello qualitativo del reparto.
Marotta aveva depistato fino all'ultimo: "Scelta tecnica, nulla di particolare", aveva detto prima della partita con l'Udinese. Bugie bianche, come le chiama lui stesso, ma necessarie per non creare tensioni nello spogliatoio. Ora Pavard ritrova De Zerbi, che lo aveva già allenato al Brighton, e l'Inter incassa una cifra importante per un prestito.
Juventus scatenata: Zhegrova e Openda per Tudor
Doppio colpo Juventus. Nell'ultimo giorno di mercato i bianconeri hanno chiuso per Edon Zhegrova (14,3 milioni più bonus dal Lille) e Lois Openda (prestito con diritto dal Lipsia per circa 40 milioni totali). Due rinforzi di qualità per l'attacco di Igor Tudor che ora può sorridere.
Zhegrova, ala kosovara classe '99, arriva dopo quattro stagioni in Francia dove ha dimostrato di saper saltare l'uomo e creare superiorità numerica. "La Juventus è un sogno", ha dichiarato nelle prime parole da bianconero. Il suo arrivo è stato possibile grazie alla cessione di Nico Gonzalez all'Atletico Madrid (prestito con obbligo condizionato per 32 milioni).
Capitolo Openda: il belga era l'alternativa a Kolo Muani, finito poi al Tottenham con condizioni più favorevoli per il PSG. L'ex Lipsia ha caratteristiche perfette per il calcio di Tudor: velocità, fisicità e capacità di giocare su tutto il fronte offensivo. Può fare la prima punta, il trequartista o partire largo per poi accentrarsi.
Il punto è questo: la Juventus ha completato una rivoluzione offensiva impressionante. Con David, Vlahovic, Yildiz, Conceicao, Zhegrova e Openda, Tudor ha un arsenale di tutto rispetto per variare moduli e interpreti. Non male per una squadra che doveva ridimensionarsi e invece si è rinforzata in modo intelligente.
Damien Comolli ha lavorato bene: nessun acquisto dalla Serie A (rottura con il passato), investimenti mirati all'estero e giovani di prospettiva. La filosofia è chiara e i risultati si vedono già in campo con due vittorie su due e zero gol subiti.
Napoli da 10: Hojlund ed Elmas completano l'opera
Napoli perfetto. Antonio Conte può sorridere: Rasmus Hojlund è ufficialmente azzurro (prestito da 5 milioni con obbligo a 40 dal Manchester United) ed Eljif Elmas torna a casa (prestito con diritto dal Lipsia). Due colpi che completano un mercato da 10 e lode.
Hojlund era l'obiettivo numero uno dopo l'infortunio di Lukaku. A 22 anni, l'ex Atalanta ha esperienza internazionale (due stagioni al Manchester United) e caratteristiche perfette per il calcio di Conte: fisico, veloce, bravo negli spazi e nella pressione alta. Contratto fino al 2030 con clausola da 90 milioni valida dal 2027.
Credetemi, questo è il classico investimento che può cambiare il futuro di un club. Il Napoli ha puntato su un giovane di qualità internazionale, pagandolo il giusto e assicurandoselo per il futuro. Con Lucca in crescita e Hojlund in arrivo, l'attacco partenopeo ha ritrovato profondità e soluzioni diverse.
Elmas invece è il ritorno del figliol prodigo: 189 presenze in azzurro dal 2019 al 2023, Scudetto e Coppa Italia vinti, 19 gol segnati. Il macedone conosce ambiente e compagni, può giocare in più ruoli e garantisce quella duttilità tattica che Conte apprezza.
Il punto è questo: il Napoli ha fatto un mercato da grande squadra. De Bruyne, McTominay, Beukema, Hojlund, Elmas. Conte ha vinto lo Scudetto con l'organico più incompleto del gruppo delle big e ora lo difenderà con quello più completo e ricco. De Laurentiis ha speso ma con criterio, sfruttando i ricavi delle cessioni di Kvara e Osimhen per costruire una squadra da vertice. Efficienza nordica al Sud.
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