Playoff conquistati e Lautaro da record: l'Inter si prepara alla Roma
Riassunto
L'Italia conquista i playoff mondiali con Dimarco assist e Pio Esposito convincente, mentre Barella si becca la squalifica. Lautaro fa la storia con l'Argentina: doppietta che lo porta a 35 gol come Crespo. Bonny si prende la titolarità contro la Roma in un mini-ciclo che dirà tutto sulle ambizioni dell'Inter. Chivu prepara la sfida a Gasperini: due filosofie simili ma risultati opposti.
Italia ai playoff: Dimarco assist, Barella squalificato, Pio convince
Missione compiuta. L'Italia di Gattuso strappa il pass per i playoff mondiali battendo 3-0 Israele in una serata tutt'altro che semplice a Udine. Il punto è questo: quando serviva fare risultato, gli azzurri hanno risposto presente con una prestazione solida che ha messo in ghiaccio la qualificazione.
Dimarco e Barella protagonisti, ma con destini diversi. Il laterale mancino ha confermato di essere ormai un pilastro della Nazionale: spinta costante sulla fascia sinistra, idee chiare e soprattutto l'assist perfetto per il 3-0 di Mancini nel finale. Una prestazione da 6,5 pieno che testimonia la sua crescita esponenziale. Barella, dal canto suo, ha fatto il Barella: primo tempo più in ombra, poi nella ripresa è diventato onnipresente, sfiorando anche il gol con una bella volée. Peccato per il giallo che, da diffidato, lo costringerà a saltare la prossima gara contro la Moldova (ma chi se ne frega, ormai siamo qualificati).
Pio Esposito ha fatto il suo. Entrato nella ripresa al posto di Raspadori, il baby bomber interista ha subito dato peso all'attacco azzurro: difesa del pallone, sponde intelligenti e quella grande occasione per il 3-0 che si è mangiato davanti a Glazer. "Il suo peso si sente", hanno scritto i giornali, e hanno ragione. A 19 anni, giocare con questa personalità in Nazionale non è da tutti.
Retegui MVP assoluto con una doppietta da urlo: rigore procurato e trasformato nel primo tempo, poi quel destro all'incrocio nella ripresa che vale il prezzo del biglietto. Ma credetemi, vedere tre interisti protagonisti in una serata così importante per il calcio italiano fa un certo effetto. Ora testa ai playoff di marzo: stavolta non possiamo sbagliare.
Lautaro da leggenda: doppietta storica, ora è come Crespo
Trentacinque gol in Nazionale. Lautaro Martínez entra nella storia dell'Argentina e raggiunge Hernán Crespo al quarto posto nella classifica dei migliori marcatori dell'Albiceleste. Una doppietta devastante contro Porto Rico (6-0 il finale) che testimonia lo stato di grazia del Toro anche con la maglia della Selección.
Scaloni lo aveva lasciato in panchina, preferendo un undici alternativo per la seconda amichevole di ottobre. Ma quando è entrato al 64', Lautaro ha fatto quello che sa fare meglio: segnare. Prima un tap-in facile su assist di Messi (che altro?), poi un destro rasoterra potente da dentro l'area che non ha lasciato scampo al portiere avversario. Cinque minuti di pura classe, dal 79' all'84'.
"Mi sento benissimo fisicamente", ha dichiarato il capitano interista a fine partita. E si vede, eccome se si vede. Nonostante i viaggi intercontinentali e il tour de force con l'Inter, Lautaro continua a macinare gol e record. Ora mancano solo 7 reti per raggiungere Agüero al terzo posto (41 gol), mentre davanti ci sono solo Batistuta (54) e Messi (112).
Il problema è il rientro: Lautaro tornerà in Italia solo oggi, a tre giorni dalla sfida dell'Olimpico contro la Roma. Chivu dovrà gestire al meglio le energie del suo bomber, che però sembra avere benzina da vendere. Con Thuram ancora out, il Toro sarà chiamato agli straordinari. Ma se continua così, gli straordinari li fa volentieri.
Capitolo Messi: Leo non ha segnato ma ha servito due assist (compreso quello per il primo gol di Lautaro) e ha raggiunto quota 60 passaggi vincenti con l'Argentina, superando il record di Neymar. Quando giochi con il GOAT, anche i record diventano più facili.
Bonny titolare contro la Roma: Chivu punta sul francese
Ange Bonny si prende l'Inter. Con Thuram ancora ai box e Lautaro che rientrerà oggi dall'Argentina, il francese ex Parma è il favorito per una maglia da titolare nella sfida di sabato all'Olimpico contro la Roma. E non è solo una questione di necessità: Bonny se l'è meritata sul campo.
La prestazione contro la Cremonese parla chiaro: un gol e tre assist, praticamente una firma su ogni rete nerazzurra. "Quello che colpisce di lui è la lucidità nelle scelte", scrive la Gazzetta. Che sia un passaggio per un compagno o un tiro verso la porta, Bonny fa spesso la cosa giusta. E questo, in un attacco giovane come quello dell'Inter, non è poco.
Chivu ha le idee chiare: Bonny è il vice naturale di Thuram, mentre Pio Esposito è più complementare a Lautaro. "Velocità, movimenti verso l'esterno, interscambiabilità di posizioni con il capitano", sono le caratteristiche che rendono il francese perfetto per affiancare il Toro. Senza contare che è il più fresco fisicamente, non avendo impegni con la Nazionale.
I nazionali rientrano a scaglioni: oggi sono tornati Bastoni, Dumfries, De Vrij, Sucic e Zielinski, domani sarà la volta di Akanji. Chivu può già lavorare con buona parte della squadra che ha in mente per la Roma, mancano solo Calhanoglu, Dimarco e appunto Lautaro.
La formula sarà la staffetta: chiunque parta titolare tra Bonny e Pio, lascerà spazio all'altro a gara in corso. Così all'Olimpico, così martedì in Champions contro l'Union Saint-Gilloise. A Napoli, invece, dovrebbe tornare la ThuLa: Marcus lavora duro per il Maradona, ne vale la pena anche quando Appiano è deserta.
Il mini-ciclo della verità: Roma, Napoli e il piano di Chivu
Sette partite in 22 giorni. L'Inter di Chivu si prepara al primo vero esame della stagione: un mini-ciclo che dirà molto sulle ambizioni nerazzurre e sulla crescita della squadra sotto la guida del tecnico romeno. Si parte sabato all'Olimpico contro la Roma, si chiude il 9 novembre a San Siro contro la Lazio.
Il calendario non fa sconti: Roma (18 ottobre), Union Saint-Gilloise (21 ottobre), Napoli (25 ottobre), Fiorentina (29 ottobre), Hellas Verona (3 novembre), Kairat Almaty (5 novembre) e Lazio (9 novembre). Tre trasferte nella prima settimana, due big match contro le capolista, Champions League nel mezzo. Roba da far tremare i polsi.
Chivu ha già deciso la strategia: priorità al campionato per Roma e Napoli, poi rotazioni in Champions League. "Una doppia Inter tra campionato e Champions", titola la Gazzetta. I big per i match che contano, i cambi per l'Europa. Bisseck, De Vrij, Sucic, Zielinski, Carlos Augusto ed Esposito avranno il loro spazio nelle coppe.
La buona notizia è che Chivu ha già potuto lavorare con buona parte della squadra che ha in mente per l'Olimpico: Sommer, Acerbi, Bastoni, Mkhitaryan e Bonny erano già alla Pinetina. "Gioventù ed esperienza in campo devono bilanciarsi alla perfezione", è la filosofia del tecnico.
Tre partite possono orientare una stagione intera. Dopo il buon avvio con cinque vittorie consecutive, l'Inter deve dimostrare di poter competere anche contro avversari di altro spessore. Il momento della verità è arrivato: ora si fa sul serio.
Chivu vs Gasperini: quando l'allievo sfida il maestro
C'è del Gasperini in questo Chivu. La sfida di sabato all'Olimpico non sarà solo Roma-Inter, ma anche il confronto tra due filosofie di gioco che hanno più punti in comune di quanto si possa immaginare. Aggressività, verticalità, pressione alta: i due allenatori parlano la stessa lingua calcistica.
I numeri lo confermano: Chivu ha "alzato" l'Inter, portando la linea difensiva dai 26,8 metri di media con Inzaghi ai 34,7 di questo inizio stagione. "Chivu vuole che la squadra sia meno leziosa e palleggiante e che cerchi la porta con immediatezza", scrive la Gazzetta. Sommer spesso rilancia lungo, la costruzione dal basso è minimizzata.
Il paradosso della stagione: l'Inter di Chivu è più offensiva del solito (17 gol in campionato, miglior attacco), mentre la Roma di Gasperini è più difensiva del previsto (solo 2 gol subiti, miglior difesa). "Avremmo scommesso sul contrario", ammettono gli esperti. Ma siamo a ottobre e tutto è in progress.
Capello benedice Chivu: "Mi rivedo in lui, anche io prima di allenare il Milan avevo lavorato solo nelle giovanili. Ha ritoccato senza stravolgere, ha chiesto cose semplici. Ho rivisto i veri Barella e Calhanoglu, li ha rigenerati". Parole che pesano, da uno che di calcio se ne intende.
La differenza principale resta nel modulo: Gasperini oscilla tra 3-4-1-2 e 3-4-2-1, Chivu è rimasto fedele al 3-5-2. Ma attenzione: "La gasperinizzazione di Chivu sarà completa quando toglierà un centrocampista per aggiungere un trequartista". E Frattesi, in questo senso, potrebbe essere la chiave. Lavori in corso, come sempre quando si tratta di calcio.
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Il nuovo San Siro prende forma con Lord Foster che presenta il progetto: "Rispetterà l'eredità creando qualcosa di nuovo". Rogito previsto entro fine mese, con la holding Stadio San Siro Spa già operativa. Mkhitaryan riflette sul futuro: "A fine stagione deciderò se ritirarmi", mentre Bisseck valuta l'addio per i Mondiali 2026. In casa Roma, Bailey torna finalmente in gruppo dopo 55 giorni di stop. Calhanoglu protagonista con la Turchia: due assist nel 4-1 alla Georgia. Pinamonti ricorda l'Inter con nostalgia: "Enorme riconoscenza, Icardi e Lukaku mi hanno insegnato tutto". Domani l'assemblea soci approverà i conti record: 35,4 milioni di utili.
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