Roma-Inter: la vigilia del big match all'Olimpico
Riassunto
Roma-Inter si avvicina con Mancini che sfida i nerazzurri: "Più forti ma non siamo primi per caso". Chivu torna all'Olimpico da allenatore e elogia Gasperini: "Mandato via troppo presto dall'Inter, ora è un modello". Ausilio svela i retroscena di mercato: "Lookman? Ci abbiamo provato ma Atalanta irremovibile". Thuram out, Bonny favorito su Pio Esposito per affiancare Lautaro. Studio Champions: il 90% degli incassi UEFA va a sole 5 squadre italiane, creando un'oligarchia finanziaria.
Mancini sfida l'Inter: "Sono i più forti, ma noi primi non per caso"
Gianluca Mancini non ha paura dell'Inter. Il difensore della Roma, alla vigilia del big match dell'Olimpico, lancia la sfida ai nerazzurri con la sicurezza di chi sa di aver meritato la vetta: "L'Inter è la squadra più forte del campionato insieme al Napoli, anche se forse i nerazzurri sono leggermente superiori", ammette senza giri di parole. Ma subito dopo arriva la stoccata: "Non siamo in vetta per caso. Le vittorie ce le siamo sudate, conquistate".
Il centrale giallorosso conosce bene la qualità dell'avversario (soprattutto un certo Lautaro Martinez), ma non si nasconde dietro un dito: "Sono anni che ci sfidiamo, è una bella battaglia ma sempre con fair play. Servirà un'attenzione massima, non bisogna calare mai di intensità mentale. Con lui basta un errore e perdi la partita". Parole che testimoniano il rispetto per il Toro, ma anche la consapevolezza di potersela giocare alla pari.
Gasperini ha costruito una macchina difensiva perfetta (appena 2 gol subiti in campionato), e Mancini ne è orgoglioso: "È un lavoro che abbiamo iniziato con Ranieri e prosegue con Gasperini. I nostri difensori sono forti, anche i giovani come Ghilardi e Ziolkowski. E poi dietro abbiamo una certezza assoluta come Svilar". Il segreto? Una fase difensiva collettiva che coinvolge tutti, da Dovbyk a Dybala.
Credetemi, questa Roma non è la solita squadra che si accontenta di un piazzamento europeo. "L'Inter va affrontata a viso aperto, sapendo di avere una squadra forte davanti, ma senza essere timorosi", conclude Mancini. Domani sera all'Olimpico si capirà se i giallorossi hanno davvero la stoffa per restare lassù fino alla fine.
Chivu torna a casa: "Gasperini mandato via troppo presto, ora è un modello"
Cristian Chivu torna all'Olimpico da allenatore, e le emozioni si mescolano ai ricordi di una carriera che lo ha visto crescere proprio nella Capitale. "A Roma sono arrivato a 22 anni, nel campionato migliore del mondo, partendo con Capello. Mi sono innamorato dell'Italia e 22 anni dopo sono ancora qua", confessa il tecnico nerazzurro con un pizzico di nostalgia.
Ma domani sera non ci sarà spazio per i sentimentalismi, soprattutto quando dall'altra parte della barricata ritroverà Gian Piero Gasperini. E qui Chivu non nasconde la sua ammirazione: "Anche se l'esperienza è stata breve, mi ha ben impressionato e poi ho avuto la conferma negli anni successivi. È stato mandato via troppo presto dall'Inter, poi ha dimostrato il suo valore". Un rapporto particolare quello tra i due, nato in quei pochi mesi del 2011 che hanno segnato entrambi.
"Con lui avevo fatto una preparazione che mi fece sentire come mai in tanti anni", ricorda Chivu. "Aveva cercato di cambiare modulo, facendo il suo famoso 3-4-2-1, dove io facevo il braccetto di sinistra. Ci divertivamo, ma non sono arrivati i risultati". Oggi Gasperini è diventato un punto di riferimento: "È stato un innovatore, il calcio italiano ha capito che poteva seguirlo. Bisogna sempre rubare dai più bravi".
Su Pio Esposito, il tecnico romeno usa parole da padre: "È salito sul palco e ora deve ballare. Deve imparare anche ad accettare gli errori, con la voglia di migliorarsi". Il punto è questo: l'Inter ha fretta di tornare in vetta, ma Chivu sa che servirà pazienza e qualità per scardinare il fortino giallorosso.
Ausilio svela tutto: "Lookman? Ci abbiamo provato ma l'Atalanta irremovibile"
Piero Ausilio rompe il silenzio e racconta la verità sui retroscena di mercato che hanno tenuto banco per tutta l'estate. Il direttore sportivo nerazzurro, in un'intervista esclusiva al Corriere dello Sport, non si nasconde: "Ci abbiamo provato per Lookman, ritenendo che ci avrebbe consentito di cambiare qualcosa. Ma l'Atalanta è stata irremovibile".
Una confessione che mette fine alle speculazioni estive. L'Inter aveva individuato nel nigeriano il profilo giusto per dare una svolta al reparto offensivo, ma la Dea ha fatto muro. "La crescita di Pio e Bonny ci ha permesso di cambiare obiettivo e restare fedeli al 3-5-2", spiega Ausilio, che trasforma quella che poteva essere una delusione in un'opportunità.
E su Manu Koné? Anche qui la verità è diversa da quello che si raccontava: "C'è stato un contatto con la Roma. A un certo punto la Roma ci ha fatto sapere che non se ne faceva nulla. E poi ci siamo mossi per Diouf". Insomma, l'Inter ha bussato a tante porte, ma alla fine ha trovato la sua strada con i giovani talenti.
Capitolo Gasperini: "Da noi è stato pochino. Mi credi se ti dico che mi sarebbe piaciuto lavorare con lui, visto quello che ha fatto in seguito? È un top". Parole di stima per l'attuale tecnico della Roma, che domani sera ritroverà i nerazzurri da avversario. E su Neymar? "Ma va', è una cazzata. Mai sentiti e mai offerto". Ausilio chiude così ogni speculazione sul brasiliano, con la schiettezza che lo contraddistingue.
Thuram out, Bonny in pole: la nuova coppia d'attacco nerazzurra
Marcus Thuram salterà Roma-Inter, e questa volta non ci sono dubbi. Il francese si è allenato ancora a parte e Chivu punta tutto sul recupero per la sfida contro il Napoli. Ma l'assenza del numero 9 potrebbe trasformarsi in un'opportunità per vedere all'opera la nuova generazione nerazzurra.
Ange-Yoan Bonny è in pole position per affiancare Lautaro Martinez. L'ex Parma ha convinto tutti durante la sosta, dimostrando di essere cresciuto sia fisicamente che mentalmente. "Bonny è il candidato naturale come vice Thuram", spiegano da Appiano. "Nel gioco delle coppie, il tecnico romeno ha sempre incastrato Pio con Marcus e Angelo con Lautaro perché ideologicamente più compatibili".
La logica è semplice: se Esposito jr occupa militarmente l'area come l'argentino, Bonny si veste naturalmente da seconda punta, proprio come il connazionale Thuram. Non è solo questione di freschezza atletica (il francesino è rimasto alla Pinetina durante la sosta), ma di caratteristiche tecniche complementari.
Lautaro, dal canto suo, ha dato rassicurazioni totali sul suo stato di forma nonostante il lungo viaggio dall'Argentina. Il Toro ha già dimostrato in passato di saper gestire questi rientri lampo, e la doppietta contro Porto Rico gli ha dato ulteriore carica. Con Bonny al suo fianco, l'Inter potrebbe schierare una coppia d'attacco inedita ma già collaudata negli allenamenti. Il futuro nerazzurro passa anche da questi esperimenti.
Champions League: quando i ricchi diventano sempre più ricchi
La Champions League ha creato un'oligarchia finanziaria che sta spaccando in due i campionati europei. Uno studio di Tuttosport rivela numeri impietosi: negli ultimi cinque anni in Italia, il 90% degli incassi UEFA è finito nelle casse di sole cinque squadre (Inter, Juventus, Milan, Napoli e Atalanta), mentre Lazio e Bologna sono passate una volta sola.
Il meccanismo è diabolico: vai in Champions e incassi un sacco di soldi che puoi reinvestire per rinforzarti, così hai più possibilità di riqualificarti rispetto a chi non ci è andato. Il risultato? Una cerchia di circa 25 club europei che si ripresenta quasi invariata stagione dopo stagione, mentre per il 75% delle squadre dei principali campionati la qualificazione resta un evento episodico.
E il Fair Play Finanziario? "Doveva riequilibrare il sistema e garantire sostenibilità, ha garantito l'effetto opposto". La nuova regola del 70% (spesa consentita in rapporto ai ricavi) ha cristallizzato le gerarchie: se il Real fattura un miliardo, potrà spendere 700 milioni in giocatori. Come fa un club che fattura 300 milioni a competere sul mercato?
L'esempio è lampante: tra un club che partecipa 5 stagioni su 5 alla Champions e uno che non vi partecipa mai, il gap può arrivare a 500-600 milioni di ricavi. Applicando la regola del 70%, quel divario si traduce in 300-420 milioni di margine di spesa in più. Un circolo vizioso che allarga sempre di più il fossato tra élite e resto del mondo. Nel nome della sostenibilità, il calcio europeo è diventato meno democratico che mai.
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Approfondimenti e letture consigliate per esplorare ulteriormente gli argomenti trattati
Conte lancia il tour de force del Napoli con sette partite in 22 giorni, recuperando Buongiorno e Politano ma con dubbi su McTominay che cerca il rilancio proprio contro il Torino. Pioli torna a San Siro da avversario con la Fiorentina: "Avrei voluto un altro momento", mentre Kean resta in dubbio. L'Inter U23 vince il primo derby milanese contro l'Alcione con doppietta di La Gumina, salendo al terzo posto in Serie C. Dimarco nel mirino del Manchester United ma l'Inter lavora al rinnovo fino al 2029, con il giocatore che sogna di chiudere la carriera in nerazzurro. Nuovo San Siro in arrivo: il progetto prevede spalti inclinati a 37 gradi come Dortmund e 72mila posti, mentre Sala conferma che "sta partendo il progetto". Hernanes boccia l'Inter: "Squadra forte ma a parte Lautaro non vedo fenomeni", mentre Zanetti elogia il Toro come "modello per l'Inter".
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