Settima meraviglia nerazzurra: l'Inter demolisce l'Union SG e si prepara al Napoli ferito
Riassunto
L'Inter demolisce 4-0 l'Union SG conquistando la settima vittoria consecutiva e avvicinandosi alla qualificazione Champions. Pio Esposito segna il primo gol europeo mentre Chivu continua la sua metamorfosi tattica. Il Napoli crolla 6-2 col PSV in una serata drammatica che fa infuriare Conte, ora atteso dalla sfida decisiva al Maradona contro i nerazzurri. Tudor rischia la panchina dopo il ko di Como e si gioca tutto al Bernabeu contro il Real Madrid.
Poker Champions e settima di fila: l'Inter di Chivu non si ferma più
Bruxelles si inchina alla settima meraviglia nerazzurra. L'Inter demolisce 4-0 l'Union Saint-Gilloise e allunga la striscia vincente che ormai ha assunto contorni da leggenda. Sette vittorie consecutive tra campionato e Champions, nove punti su nove in Europa e una qualificazione agli ottavi che inizia a profumarsi di realtà concreta.
Il punto è questo: dopo un avvio da brividi (tre occasioni clamorose per i belgi nei primi minuti), i nerazzurri hanno tirato fuori gli artigli mostrando quella maturità che distingue le grandi squadre. Dumfries sblocca il risultato, Lautaro firma il raddoppio con un destro a giro da cineteca, Calhanoglu trasforma il rigore del tris e Pio Esposito corona una serata da sogno con il suo primo gol in Champions.
Credetemi, vedere questo ragazzo di vent'anni esultare dopo aver trafitto Scherpen è stata pura poesia calcistica. L'assist di Bonny (l'ennesimo della sua collezione) ha suggellato una connessione generazionale che fa sognare il futuro nerazzurro. Pio diventa il secondo italiano più giovane di sempre a segnare in Champions dopo Balotelli: mica male come biglietto da visita.
Chivu continua a stupire con le sue rotazioni chirurgiche. Sei cambi rispetto alla Roma, gestione perfetta dei minutaggi e quella capacità di leggere i momenti che appartiene solo ai grandi allenatori. Il tecnico romeno ha trasformato una squadra che sembrava smarrita in una macchina da guerra che macina risultati e certezze.
Ora, prestate attenzione: sabato c'è il Napoli al Maradona. Gli azzurri arrivano dalla batosta di Eindhoven (6-2 col PSV che brucia ancora), Conte mastica amaro e l'ambiente partenopeo è in subbuglio. L'occasione per dare una spallata decisiva alla corsa scudetto è ghiottissima.
Napoli nel baratro: il 6-2 di Eindhoven è una lezione di umiltà
Eindhoven diventa l'inferno azzurro. Il Napoli crolla 6-2 contro il PSV in una serata che rimarrà negli annali per tutti i motivi sbagliati. Conte non aveva mai subito una scoppola simile in carriera, e il suo sfogo post-partita è stato un mix di rabbia e delusione che fotografa perfettamente il momento dei campioni d'Italia.
"Napoli e i napoletani non devono essere presi per il cu..." ha tuonato l'allenatore salentino, puntando il dito contro chi aveva gonfiato le aspettative estive. Il riferimento è chiaramente a chi aveva già assegnato il quinto scudetto dopo l'arrivo di De Bruyne, creando pressioni che evidentemente la squadra non è riuscita a gestire.
La partita racconta di un Napoli completamente smarrito: McTominay aveva illuso con il gol del vantaggio, poi il crollo verticale con l'autogol di Buongiorno e la rete di Saibari che hanno spezzato le gambe agli azzurri. L'espulsione di Lucca per aver fatto il gesto del "sei pazzo" all'arbitro ha completato un quadro desolante.
Di Lorenzo non usa giri di parole: "Senza equilibrio e compattezza, figuraccia. Mi dispiace per i tifosi". Il capitano azzurro fotografa una squadra che ha perso quella compattezza granitica che l'anno scorso aveva fatto la differenza. Ventuno gol subiti in dieci partite sono un dato che fa tremare i polsi.
Contro l'Inter di sabato servirà un Napoli completamente diverso. Conte ha promesso una reazione d'orgoglio, ma i segnali di fragilità sono evidenti. L'inserimento di nove nuovi giocatori sta creando più problemi che soluzioni, e il tempo per trovare la quadra inizia a scarseggiare.
Maradona bollente: Inter-Napoli vale una stagione
Il calcio a volte è bastardo, come ha detto Chivu dopo Bruxelles. E sabato al Maradona scopriremo quanto può essere crudele con chi non sa gestire le pressioni. L'Inter arriva a Napoli con il vento in poppa e la consapevolezza di poter infliggere un colpo mortale alle ambizioni azzurre.
La designazione arbitrale ha scelto Maurizio Mariani per dirigere quello che si annuncia come il big match dell'ottava giornata. Al VAR ci saranno Marini e Pezzuto, una coppia esperta per una partita che promette scintille. Venerdì alle 14 Chivu parlerà in conferenza stampa dal BPER Training Centre, e le sue parole saranno pesate con il bilancino.
Martorelli ha centrato il punto: "L'Inter è in grandissima forma, ma sa che sabato troverà un Napoli arrabbiato". Già, perché le grandi squadre sanno sempre come reagire alle batoste, e Conte non è certo tipo da accettare passivamente una figuraccia come quella di Eindhoven.
Il mondo alla rovescia del calcio moderno ci consegna un paradosso: l'Inter che un mese fa sembrava in crisi ora vola verso il Maradona da favorita, mentre il Napoli che dominava la classifica si ritrova a dover dimostrare di non essere una meteora. Sette anni fa, nel 2018, una Juventus improbabile vinse 2-0 al Bernabeu: il calcio sa essere imprevedibile.
La sensazione è che sabato sera si deciderà molto più di tre punti. Si deciderà se l'Inter ha davvero voltato pagina o se il Napoli ha ancora la forza di reagire alle avversità. Conte contro Chivu, esperienza contro freschezza, tradizione contro innovazione.
Tudor al Bernabeu: ultima chiamata per salvare la panchina
Madrid può essere fatale per Igor Tudor. Il tecnico croato si presenta al Santiago Bernabeu con la consapevolezza che una brutta figura potrebbe costargli la panchina della Juventus. La sconfitta di Como brucia ancora, e i segnali di cedimento mostrati in conferenza stampa non sono passati inosservati.
"Tudor ha parlato da allenatore esonerato", titola Tuttosport senza mezzi termini. Le parole sono sfuggite di mano al tecnico, che pure ha concetti giusti ma li ha espressi con la tensione di chi sente il fiato sul collo. Eppure, paradossalmente, nessuno dei dirigenti vuole esonerarlo: è la pressione del pianeta Juventus che diventa asfissiante quando i risultati non arrivano.
Thuram jr. prova a fare da scudo: "Abbiamo massima fiducia nel nostro tecnico, Tudor crede in noi e noi dobbiamo fare qualcosa di più". Il centrocampista francese sa che serve una reazione forte, perché sei partite senza vittoria iniziano a pesare come macigni sulle spalle bianconere.
Xabi Alonso avvisa: "La Juve è pericolosa quando è arrabbiata, Yildiz ha avuto una crescita pazzesca". Il tecnico del Real conosce i rischi di sottovalutare una squadra ferita, ma i Blancos partono ovviamente favoriti contro una Juventus che fatica a trovare continuità.
Il paradosso è che Tudor, nel 2015, eliminò proprio il Real dalla Champions segnando anche un gol. La storia si ripete? Difficile, ma il calcio sa essere imprevedibile. Una cosa è certa: senza una prestazione di carattere, la panchina di Tudor inizierà a traballare seriamente.
La metamorfosi nerazzurra: da Torino a Bruxelles, l'Inter ha ritrovato l'anima
Dall'esultanza senza entusiasmo di Thuram a Torino all'abbraccio di gruppo dopo Roma: Massimo Ambrosini ha fotografato perfettamente la metamorfosi dell'Inter di Chivu. Una trasformazione che va oltre i risultati e tocca le corde più profonde dell'anima nerazzurra.
"Ora l'Inter vibra forte, ha voglia di far vedere di essere forte", analizza l'ex Milan con la lucidità di chi ha vissuto certe dinamiche da protagonista. Il gol del 3-2 contro la Juventus, celebrato con freddezza da Thuram, raccontava di una squadra senza impeto. Oggi quella stessa squadra abbraccia Chivu dopo ogni vittoria con la passione di chi ha ritrovato se stesso.
Il Papu Gomez, tornato in campo dopo due anni di stop per doping, non ha dubbi: "Il campionato è lungo, ma per me non uscirà da Inter e Napoli". L'argentino del Padova vede lontano e individua nelle due finaliste dello scorso scudetto le vere protagoniste della corsa al titolo.
Capitolo numeri: l'Inter in Champions viaggia a ritmi da sogno. Solo il PSG fa meglio dei nerazzurri nella classifica generale, e i 9 punti conquistati in tre partite (con porta inviolata) certificano una crescita esponenziale. I ricavi minimi si avvicinano ai 60 milioni di euro, una boccata d'ossigeno importante per le casse societarie.
La sensazione è che Chivu abbia trovato la chiave giusta per far rendere al massimo questo gruppo. Non è più bravo ora di quanto fosse scarso dopo la Juventus: semplicemente ha avuto il tempo di entrare nella testa dei suoi giocatori, proprio come fece Capello al Milan.
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Capitolo designazioni arbitrali: Maurizio Mariani dirigerà il big match Napoli-Inter, mentre Colombo fischia Lazio-Juventus. Credetemi, la scelta di Mariani non è casuale per una partita così delicata.
Settori giovanili in crescita: l'Inter U20 di Carbone vince 2-1 in Youth League con gol decisivo di Bovio, mentre il CIES posiziona i nerazzurri all'88° posto mondiale per qualità del vivaio. Non male, considerando la concorrenza.
Violenza negli stadi: stop di tre mesi alle trasferte per i tifosi di Pisa e Verona dopo gli scontri pre-partita. Una decisione che colpisce duramente entrambe le tifoserie.
Lotta alla pirateria: i principali stakeholder europei, inclusa la Serie A, chiedono interventi legislativi urgenti contro lo streaming illegale. De Siervo non usa mezzi termini: "Serve una stretta contro le VPN".
Curiosità VIP: Valentino Rossi elogia il lavoro di Chivu e carica l'ambiente in vista del Napoli. Il Dottore sa come si vince, e le sue parole pesano sempre.
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