Vittoria sporca ma preziosa: l'Inter si avvicina al Napoli
Riassunto
L'Inter vince 2-1 a Verona con autogol al 93' grazie allo schema di Palombo che Chivu non voleva provare. Spalletti debutta vincendo alla Juventus con coraggio tattico e mentalità nuova. La Serie A vive l'equilibrio più totale con 4 squadre in 2 punti, situazione mai vista dal 1993-94. Conte rilancia le solite provocazioni ma Marotta non abbocca: "Liberissimo di dire quello che vuole". Thuram recupera per il Kairat, l'Inter ha numeri da record in Champions con 9 gol fatti e 0 subiti.
Il capolavoro di Palombo che Chivu non voleva: così nasce la vittoria di Verona
Credetemi, a volte le vittorie più belle nascono dai dubbi più grandi. E quella di Verona è esattamente questo: un trionfo costruito su uno schema che il tecnico stesso non voleva provare. Angelo Palombo e i match analyst coordinati da Filippo Lorenzon avevano studiato per giorni una falla nella difesa scaligera, ma quando venerdì hanno proposto l'idea a Chivu, il romeno è rimasto perplesso. "Angelo, Filippo e gli altri sono stati bravissimi, ma non mi fidavo della loro idea, anzi ero proprio scettico", ha ammesso candidamente l'allenatore dopo la partita.
Il punto è questo: Zanetti schiera sempre una prima linea di sei uomini, una seconda di due e altri due al limite dell'area. Palombo aveva intuito che proprio quella coppia al limite poteva essere spostata, creando lo spazio giusto per Zielinski. Una sola seduta per provare l'incastro, tre candidati per il tiro (Barella e Dimarco gli altri due), ma alla fine è stato il polacco a firmare quel gioiello al volo che ha sbloccato la partita. "Palombo è sveglio, studia dai vari campionati, poi Calha mi ha messo un cioccolatino", ha ringraziato Zielinski, che con quel piattone perfetto ha ritrovato il gol dopo troppo tempo.
L'autogol di Frese al 93' ha poi regalato una vittoria che sa di destino. Quando si vincono partite così, dove quasi tutto gira storto ma alla fine arriva il premio, vuol dire che qualcuno dall'alto ti sta mandando un segnale. L'Inter ha sofferto, ha rischiato, ma ha dimostrato quella mentalità vincente che nelle stagioni importanti fa sempre la differenza. E pensare che tutto è nato da uno schema che il tecnico non voleva nemmeno provare...
Spalletti-Juventus, il matrimonio della rinascita: coraggio, leggerezza e complicità
Tre parole per ripartire: coraggio, leggerezza, complicità. Luciano Spalletti ha scelto queste chiavi mentali per il suo codice alla Juventus, e il debutto vincente contro la Cremonese ha già dato i primi segnali incoraggianti. L'impatto doveva essere emotivo, non solo tecnico, perché la maglia bianconera pesa e la leadership scarseggiava. Comolli e Chiellini hanno trovato in panchina quello che cercavano: un allenatore capace di essere geniale e trascinante.
La mossa Koopmeiners centrale racconta tutto del coraggio che Spalletti voleva trasmettere. "Quando ha parlato con il giocatore gli ha chiesto se lo volesse fare ed è riuscito a convincerlo", racconta Capello. L'olandese non sarà Costacurta come difensore, ma sa cosa fare con la palla tra i piedi e può sorprendere gli avversari con i suoi inserimenti. I numeri contro la Cremonese parlano chiaro: secondo per tocchi, primo per passaggi e conduzioni nell'ultimo terzo.
Capitolo Kostic: il serbo ritrova Spalletti dopo il corteggiamento mancato del 2022. Quando l'ex ct allenava il Napoli aveva valutato l'esterno per sostituire Politano, ma l'Eintracht chiedeva troppo. Il destino li ha fatti incontrare alla Juventus, e Filip ha risposto presente con il gol lampo dopo 84 secondi. "Liberissimo di dire queste cose", ha commentato Marotta sulle frecciatine di Conte, ma la verità è che Spalletti ha già risolto due problemi in un colpo solo: Kostic a sinistra e Cambiaso liberato sulla destra.
Ora viene il bello: la Champions con lo Sporting e la necessità di fare sul serio. Spalletti è arrivato con motivazioni straordinarie dopo l'amarezza della Nazionale, e questa rabbia positiva può essere l'arma in più. Ha sempre stabilito rapporti empatici con i suoi giocatori, e alla Juventus ha già quattro alleati che gli devono qualcosa: Vlahovic punto di riferimento, Koopmeiners recuperato, Kostic rilancato e Locatelli valorizzato. Quando parti con una base così, tutto diventa possibile.
Quattro in due punti: la Serie A più equilibrata degli ultimi 30 anni
Non succedeva dal 1993-94, quando i successi valevano ancora due punti. Napoli, Inter, Milan e Roma racchiuse in appena due punti dopo dieci giornate: uno spettacolo di equilibrio che rende questo campionato unico nell'era dei tre punti. Le prime sette squadre in classifica sono separate da soli cinque punti, con il Como che si affaccia a quota 17 e il Bologna che si è invitato di prepotenza dopo la vittoria sul Parma.
Il fattore rigori sta diventando decisivo in questa lotta serratissima. Il Napoli deve tre punti al suo portiere: Milinkovic-Savic ha parato i penalty di Camarda e Morata, regalando vittoria contro il Lecce e pareggio col Como. Al Milan pesa l'errore di Pulisic contro la Juventus, ma Maignan ha ipnotizzato Dybala nel derby capitolino. Se tutti avessero segnato e subito i rigori assegnati, Milan e Roma sarebbero in testa a 22 punti, con il Napoli scivolato a 19.
I bookmaker non hanno dubbi: l'Inter resta favorita nonostante il -1 dalla vetta. La vittoria sofferta di Verona ha convinto gli esperti, che vedono i nerazzurri passare da 2,32 a 2,07 per lo scudetto. Il Napoli si conferma a 3,50, mentre sale il Milan di Allegri a 3,75 dopo il successo sulla Roma. I giallorossi perdono terreno e salgono da 9 a 15, stessa quota della Juventus che però scende dai 25 della scorsa settimana.
Questa Serie A ricorda quella del '93-94, vinta dal Milan di Capello. Che sia un segnale per Max Allegri? L'equilibrio è tale che ogni dettaglio può fare la differenza, dai rigori parati alle vittorie all'ultimo respiro. Una poltrona per quattro, come nel celebre film, ma con la certezza che questo campionato regalerà emozioni fino all'ultima giornata. E pensare che mancano ancora 28 turni...
Conte disco rotto, Marotta non abbocca: "Liberissimo di dire quello che vuole"
"Un Napoli che lotta dà fastidio alle altre, lo capisco." Antonio Conte torna alla carica con le sue solite frecciatine, ma stavolta nessuno abbocca alle provocazioni. Il tecnico azzurro, alla vigilia della sfida con l'Eintracht, ha ripreso il suo mantra preferito: "Appena si parla poco poco di arbitri li mandiamo in confusione". Un disco rotto che ormai fa sorridere più che irritare.
La risposta di Marotta è stata un capolavoro di eleganza istituzionale. "Non voglio rispondere, non è il caso che riprenda questo discorso. È liberissimo di dire queste cose, se c'è rispetto c'è anche democrazia", ha dichiarato il presidente nerazzurro all'uscita dall'assemblea di Lega. Nessuna polemica, nessun rilancio: solo la classe di chi sa che i risultati sul campo parlano più delle parole.
Il punto è questo: Conte cerca sempre il nemico esterno per compattare l'ambiente. "Quello che chiedo al popolo è di starci vicino, non andate dietro a chi cerca di creare problemi", ha detto in conferenza. Una strategia che conosciamo bene, quella di dipingere il Napoli come vittima di chissà quali complotti. Ma la realtà è che gli azzurri sono primi in classifica e nessuno li sta ostacolando.
Marotta ha anche parlato di scudetto con una battuta illuminante: "È sempre meglio essere cacciatore". Ecco la differenza tra chi ha vinto tutto e chi deve ancora dimostrare. L'Inter insegue di un punto ma non si lamenta, lavora in silenzio e pensa solo al campo. Conte può continuare con le sue provocazioni, ma ormai nessuno ci casca più. La democrazia, come ha ricordato Marotta, permette a tutti di esprimere la propria opinione. Anche quando è sempre la stessa...
Thuram torna per il Kairat: l'Inter ritrova il suo bomber per la Champions
Finalmente ci siamo: Marcus Thuram è pronto a tornare. Il francese, assente anche a Verona solo per prudenza, dovrebbe rivedersi tra i convocati per la sfida di Champions contro il Kairat mercoledì prossimo a San Siro. Un rientro che può cambiare tutto per l'attacco nerazzurro, reduce da prestazioni non brillantissime nelle ultime uscite.
Il Kairat si è già recato a Milano per preparare la sfida del quarto turno. La formazione kazaka arriva con un solo punto dopo tre partite: sconfitta contro Sporting (1-4) e Real Madrid (0-5), pareggio 0-0 con il Pafos. Numeri che fanno dell'Inter la netta favorita, ma Chivu sa bene che in Champions non esistono partite scontate.
I numeri della Champions nerazzurra sono da record: 9 gol fatti e zero subiti. Tre vittorie in tre partite mantenendo sempre la porta inviolata, con l'Inter unica squadra a collezionare dieci clean sheet nella fase campionato dall'inizio della scorsa stagione. La vittoria per 4-0 contro l'Union Saint-Gilloise ha eguagliato il record di vittoria con più ampio margine nella competizione.
L'arbitro sarà il portoghese Luis Godinho, con una squadra arbitrale tutta lusitana. Fischio d'inizio alle 21 per una partita che può già indirizzare il cammino europeo. Con Thuram di nuovo a disposizione e i numeri da urlo in Champions, l'Inter può guardare con fiducia a questo appuntamento. Il francese ha voglia di tornare protagonista, e San Siro non vede l'ora di riabbracciarlo.
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