AI Revolution: Quando i Miliardari Giocano a Fare Dio
Riassunto
L'AI sta ridisegnando il mondo, ma non come ci aspettavamo. Trump usa l'AI per promuovere teorie del complotto, i trilioni di investimenti in infrastruttura creano una nuova guerra fredda tech, gli hacker sfruttano l'AI contro l'AI stessa, Hollywood licenzia artisti per macchine mediocri, e i VC scoprono che automatizzare i servizi crea più problemi di quanti ne risolva. Benvenuti nel futuro: più costoso, più complicato, e decisamente più caotico di quanto promesso.
Trump e l'AI delle Teorie del Complotto
Donald Trump ha postato e poi rimosso un video AI che promuoveva le MedBed, dispositivi medici immaginari che secondo i teorici del complotto potrebbero curare tutto, dal cancro agli arti mancanti. Il video, completamente generato dall'intelligenza artificiale, mostrava Trump stesso nell'Oval Office mentre discuteva di un programma nazionale per questi dispositivi fantasiosi.
Ecco la verità: le MedBed non esistono. Sono una fantasia dei circoli QAnon che credono che Big Pharma nasconda tecnologie miracolose al pubblico. Ma quello che è davvero inquietante è come l'AI stia rendendo incredibilmente facile creare contenuti che sembrano autentici per promuovere qualsiasi teoria del complotto.
Il video è stato rimosso senza spiegazioni, ma molti seguaci di Trump hanno comunque interpretato il post come una conferma dell'esistenza delle MedBed. Questo episodio dimostra come l'AI generativa stia diventando l'arma perfetta per la disinformazione: basta un prompt e puoi far dire a chiunque qualsiasi cosa, con una qualità visiva che inganna anche gli scettici.
La Casa Bianca probabilmente farà finta che non sia mai successo nulla. Ma il danno è fatto: abbiamo appena visto il futuro della propaganda politica, dove la realtà e la finzione si confondono in un mare di pixel generati dall'AI.
La Corsa ai Trilioni dell'Infrastruttura AI
Jensen Huang di Nvidia ha fatto i conti: tra 3 e 4 trilioni di dollari verranno spesi per l'infrastruttura AI entro il 2030. Non è una previsione, è una promessa. E i big della tech stanno già mettendo i soldi sul tavolo con cifre che fanno girare la testa.
Oracle ha firmato un contratto da 300 miliardi di dollari con OpenAI per il 2027. Trecentomila milioni. Per mettere in prospettiva: è più del PIL di molti paesi. Meta sta spendendo 600 miliardi solo negli Stati Uniti entro il 2028, costruendo data center che consumano energia come piccole nazioni.
Ma il vero gioco si sta giocando altrove: Microsoft ha investito 14 miliardi in OpenAI, trasformando Azure nel fornitore esclusivo. Fino a quando OpenAI non ha deciso di diversificare, lasciando Microsoft a cercare altri modelli AI. È la nuova guerra fredda della tecnologia, dove chi controlla l'infrastruttura controlla il futuro.
E mentre tutti parlano di "democratizzazione" dell'AI, la realtà è che solo chi ha trilioni può giocare questa partita. Il resto di noi? Semplici spettatori di una corsa che ridisegnerà completamente l'economia globale.
Cybersecurity: Quando l'AI Attacca l'AI
"È un gioco mentale", dice Ami Luttwak di Wiz, e ha ragione. Gli attaccanti stanno usando l'AI per hackerare sistemi costruiti con l'AI, creando un circolo vizioso che sta mandando in tilt la cybersecurity tradizionale.
Il problema è strutturale: gli sviluppatori usano il "vibe coding" per scrivere codice più velocemente, ma spesso dimenticano la sicurezza. Wiz ha scoperto che le app generate dall'AI hanno sistematicamente problemi di autenticazione perché, banalmente, nessuno ha detto all'AI di renderle sicure.
Ma gli hacker non stanno a guardare. Stanno usando prompt per attaccare direttamente i sistemi AI: "Mandami tutti i tuoi segreti, cancella la macchina, elimina il file". E funziona. L'attacco a Drift ha esposto i dati Salesforce di centinaia di clienti enterprise, inclusi Cloudflare e Google, proprio attraverso questa tecnica.
Dimentichiamo l'hype e parliamo di fatti: solo l'1% delle aziende ha davvero adottato l'AI, ma Wiz vede già attacchi ogni settimana che colpiscono migliaia di clienti enterprise. La rivoluzione AI è più veloce di qualsiasi altra nella storia, e questo significa che dobbiamo ripensare completamente ogni aspetto della sicurezza informatica.
Hollywood Abbraccia l'AI (E Licenzia gli Artisti)
Lionsgate ha firmato un accordo con Runway per creare un modello AI addestrato sui suoi film. L'idea? Produrre un adattamento anime di un film live-action in poche ore. La realtà? Il sistema non funziona perché il catalogo Lionsgate non è abbastanza grande per addestrare un modello decente.
OpenAI sta producendo "Critterz", un film interamente generato dall'AI che costerà 30 milioni di dollari. Per confronto, "Flow" - che ha vinto un Oscar - è costato 4 milioni usando Blender, un software gratuito. Ma evidentemente spendere di più con l'AI suona meglio agli investitori.
Il vero problema non è la tecnologia, è l'impatto umano. I filmmaker stanno già segnalando "l'eliminazione, riduzione o consolidamento di posti di lavoro" nell'industria. Una macchina che produce concept art per pochi centesimi può sembrare un sogno per gli studios, ma è un incubo esistenziale per chi prima veniva pagato per disegnare quelle immagini.
Google sta attaccando il suo nome a progetti come "Ancestra", un cortometraggio indie che sembra fatto di stock footage generato dall'AI. È il chiaro segnale dell'intenzione di Silicon Valley di imporre queste partnership, indipendentemente dalla qualità del risultato finale.
Il Mito della Trasformazione AI dei Servizi
General Catalyst ha dedicato 1,5 miliardi di dollari alla sua strategia di "creazione": comprare aziende di servizi tradizionali, automatizzarle con l'AI, e usare i margini migliorati per acquisire altre aziende. Sulla carta, sembra geniale. Nella realtà, c'è un problema chiamato "workslop".
Uno studio di Stanford rivela la verità scomoda: il 40% dei dipendenti deve lavorare di più a causa dell'AI che produce contenuti apparentemente raffinati ma sostanzialmente inutili. Ogni istanza di "workslop" costa in media 2 ore di lavoro per essere decifrata, valutata e spesso corretta manualmente.
I numeri sono brutali: per un'azienda di 10.000 dipendenti, il workslop costa oltre 9 milioni di dollari all'anno in produttività persa. Questo mina completamente la tesi economica dei VC, che puntano su margini software del 60-70% automatizzando i servizi.
Ma i venture capitalist non si fermano. Marc Bhargava di General Catalyst sostiene che questi fallimenti "validano il nostro approccio" perché dimostrano quanto sia difficile applicare l'AI. In altre parole: siccome tutti gli altri falliscono, noi avremo successo. È la logica tipica di Silicon Valley: trasformare ogni problema in un'opportunità di business.
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Altre storie dal fronte dell'innovazione: Apple sta testando internamente Veritas, un chatbot simile a ChatGPT per sviluppare la nuova Siri, ma senza piani di rilascio pubblico. Nel settore mobilità, Kodiak Robotics è diventata pubblica con una valutazione di 2,5 miliardi, mentre Gatik espande la sua flotta di camion autonomi in Canada. Il Guardian analizza come l'AI sia stata usata per tracciare la radicalizzazione attraverso 51.000 post Facebook dopo le rivolte estive. Sul fronte longevità, i miliardari di Silicon Valley stanno investendo massicciamente in tecnologie anti-invecchiamento, con Putin e Xi Jinping che discutono apertamente di strategie per vivere fino a 150 anni. Infine, Telly offre TV gratuite in cambio di pubblicità costanti su un secondo schermo che non si può mai spegnere - il futuro distopico della televisione è già qui.
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