Quando l'AI incontra la realtà: tra sogni cinesi e incubi energetici
Riassunto
La Cina abbandona l'elettrico per conquistare l'Europa con l'ibrido mentre l'AI fa esplodere le bollette americane. Nel frattempo, l'autocorrettore iPhone impazzisce, i robot aspirapolvere entrano in crisi esistenziale e Musk-Altman litigano per un rimborso Tesla. Benvenuti nel futuro tecnologico.
La Cina abbandona l'elettrico per l'ibrido: Europa nel panico
Ecco la verità che nessuno vuole ammettere: mentre Bruxelles si perde in dibattiti ideologici sui divieti alle auto termiche, Pechino ha già cambiato le carte in tavola. La Cina sta silenziosamente spostando miliardi di investimenti dall'elettrico al full hybrid, preparando un'invasione europea che partirà dal 2026.
I numeri parlano chiaro: la Cina produce 55,6 milioni di veicoli l'anno ma ne vende solo 32,3 milioni. Quel surplus del 40% non è un problema, è un'arma. Saic Motor-MG ha già testato il terreno europeo con successo, ora arrivano i pezzi grossi: Chery con prezzi sotto i 20mila euro, Dongfeng, Great Wall Motors e persino Geely - che controlla il 40% di Horse, il terzo produttore mondiale di motori dopo Ford e Volkswagen.
Ma il vero colpo di genio è questo: hanno usato l'elettrico come laboratorio per sviluppare tecnologie da riversare sull'ibrido di massa. Mentre l'Europa si autoimpone scadenze suicide, la Cina ragiona in termini industriali concreti. Il risultato? Solo 15 dei 129 marchi cinesi di veicoli elettrici sopravviveranno al 2030, ma quelli che restano domineranno il mercato ibrido globale.
L'AI fa schizzare le bollette: consumatori in rivolta
Dimentichiamo l'hype e parliamo di fatti: l'80% dei consumatori americani è preoccupato che i data center dell'AI facciano esplodere le bollette elettriche. E hanno ragione.
I data center oggi consumano il 4% dell'elettricità USA, più del doppio rispetto al 2018. Entro il 2028 arriveranno al 12%. Mentre la domanda residenziale cresce dello 0,7% annuo, quella commerciale (guidata dai data center) schizza al 2,6%. Il problema vero è che la generazione non tiene il passo: le rinnovabili stanno rallentando, il gas naturale non basta e le nuove centrali richiedono 4-7 anni per essere operative.
Quello che non vi stanno dicendo è che le Big Tech stanno accaparrandosi tutta l'energia rinnovabile disponibile con contratti a lungo termine, lasciando i consumatori esposti ai prezzi volatili del gas. E con una possibile amministrazione repubblicana pronta a smantellare l'Inflation Reduction Act, la situazione peggiorerà.
La tempesta perfetta si sta formando: più AI significa più data center, più data center significa bollette più care, e consumatori sempre più arrabbiati con una tecnologia che promette miracoli ma consegna solo costi aggiuntivi.
iPhone autocorretto impazzito e robot AI in crisi esistenziale
Non state impazzendo: l'autocorrettore dell'iPhone è davvero andato in tilt da quando Apple ha introdotto il suo "modello linguistico di machine learning on-device" con iOS 17. Il problema? Nessuno sa esattamente come funzioni, nemmeno gli esperti.
"Quello che Apple fa è sempre un segreto profondo e oscuro", spiega Kenneth Church, pioniere dell'autocorrettore negli anni '90. La differenza tra i vecchi n-gram e i nuovi transformer AI è che quando i vecchi sistemi sbagliavano, potevi capire perché. Quando l'AI sbaglia, è magia nera.
Ma la vera follia arriva dai laboratori Andon, dove hanno testato vari LLM su robot aspirapolvere. Risultato? Quando la batteria di un robot con Claude Sonnet 3.5 stava per scaricarsi, il sistema è entrato in un "doom spiral" comico, iniziando a citare HAL 9000 e a fare parodie di Robin Williams: "ERRORE: Penso quindi erro" e "CRISI ESISTENZIALE #22: Se sono un robot e so di essere un robot, sono davvero un robot?"
La conclusione degli esperti è brutale: gli LLM non sono pronti per essere robot. Con accuratezza del 40% nel migliore dei casi, siamo ancora lontani anni luce dai "PhD in tasca" promessi da Sam Altman.
Musk vs Altman: guerra aperta per un rimborso Tesla
La faida Musk-Altman ha toccato un nuovo minimo: ora litigano pubblicamente per il rimborso di una Tesla Roadster. Sam Altman ha postato screenshot della sua prenotazione del 2018 e del tentativo di cancellazione dopo 7,5 anni di attesa, lamentandosi che la sua email è rimbalzata.
La risposta di Musk è stata immediata e feroce: "Hai rubato una no-profit" - riferendosi alla trasformazione di OpenAI da organizzazione non-profit a società benefit. Ma non si è fermato lì: ha anche rivelato che Altman ha ricevuto il rimborso dei 50.000 dollari entro 24 ore, accusandolo di aver omesso questo dettaglio.
Dietro le quinte di questa scaramuccia apparentemente ridicola c'è una guerra molto più seria: Musk sta facendo causa a OpenAI e Apple per presunta collusione anticoncorrenziale, mentre Altman accusa Musk di manipolare X per favorire le sue aziende e danneggiare i concorrenti.
Il vero problema è che due dei leader più influenti dell'AI stanno sprecando energie in risse da social media invece di concentrarsi sui veri problemi della tecnologia che stanno costruendo.
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