Inter
6 maggio 2026

Addio a Beccalossi, l'inchiesta arbitri e i sogni di mercato: il punto nerazzurro

Riassunto

L'Inter saluta Evaristo Beccalossi, il fantasista che ha incantato San Siro dal 1978 al 1984. L'inchiesta arbitri entra nella fase 2 con le convocazioni di Butti e Schenone, ma i nerazzurri non rischiano nulla. Sul mercato si sogna Nico Paz con una formula creativa, mentre Chivu si prepara al rinnovo fino al 2028 dopo i complimenti di Mourinho. Bastoni resta nerazzurro nonostante il Barcellona, con Ausilio che blinda il difensore azzurro.

Addio a Evaristo Beccalossi, il fantasista che faceva sognare San Siro

Importanza: 9/10

Se n'è andato troppo presto, quasi in punta di piedi. Evaristo Beccalossi ci ha lasciato nella notte tra martedì e mercoledì, a pochi giorni dal suo settantesimo compleanno. Il "Becca" - come lo chiamavano tutti - è morto nella clinica Poliambulanza di Brescia dopo un anno di lotta contro una grave malattia che lo aveva colpito nel gennaio 2025.

"Ineffabile, come i suoi dribbling", così l'Inter lo ha ricordato nel lungo messaggio di cordoglio. E davvero non c'è aggettivo migliore per descrivere questo fantasista che dal 1978 al 1984 ha incantato San Siro con la sua classe cristallina. Gianni Brera lo aveva ribattezzato "Driblossi" per la sua arte nel saltare gli avversari, ma Beccalossi era molto di più: era poesia in movimento, imprevedibilità allo stato puro.

Con la maglia nerazzurra ha collezionato 216 presenze e 37 gol, conquistando lo scudetto del 1979-80 e la Coppa Italia del 1981-82. Chi può dimenticare quella doppietta nel derby del 28 ottobre 1979? Due gol che hanno fatto impazzire San Siro e che restano nella storia della stracittadina. Ma il "Becca" era fatto così: capace di regalarti una magia in qualsiasi momento, anche quando meno te lo aspettavi.

Il punto è questo: Beccalossi rappresentava il calcio romantico, quello che ti faceva innamorare con un dribbling o una traiettoria impensabile. Come disse Peppino Prisco: "Lui non giocava con il pallone, era il pallone che giocava con lui". E pazienza se quella notte contro lo Slovan Bratislava sbagliò due rigori in otto minuti - episodio che ispirò il celebre monologo di Paolo Rossi. Anche in quello, Evaristo riuscì a essere unico.

Credetemi, perdere un campione così fa male al cuore di ogni interista. Beccalossi non era solo un giocatore, era un sognatore che ci ha fatto sognare. Uno che con la sua "volubilità magnetica" ha scritto pagine indimenticabili della nostra storia. Ciao Evaristo, continua a dribblare lassù.

Inchiesta arbitri: Butti e Schenone convocati, ma l'Inter non rischia

Importanza: 8/10

L'inchiesta arbitri entra nella fase due e nei prossimi giorni verranno ascoltati nuovi testimoni dalla Procura di Milano. Già domani sarà sentito Andrea Butti, responsabile dell'Ufficio Competizioni della Lega Serie A (ed ex Inter, presente nel Triplete 2010), mentre più avanti toccherà a Giorgio Schenone, Club Referee Manager dell'Inter.

Ora, prestate attenzione: Schenone è finito nel mirino degli inquirenti per un'intercettazione dell'aprile 2025 tra Rocchi e Gervasoni, in cui l'ex designatore avrebbe fatto riferimento a un certo "Giorgio" parlando di arbitri "graditi" o "poco graditi" all'Inter. Ma dalle carte emerse finora, non c'è alcuna prova di comportamenti illeciti da parte del club nerazzurro.

Leonardo Meani, protagonista di Calciopoli, è stato chiaro: "Se queste sono le carte, l'Inter non rischia niente. Non è come la mia intercettazione dove dissi di mandare due intelligenti a San Siro". L'ex addetto arbitri del Milan ha sottolineato come questa vicenda sembri "più all'acqua di rose rispetto a Calciopoli".

Il paradosso è evidente: secondo le intercettazioni, all'Inter sarebbe stato mandato un arbitro "amico" per Bologna-Inter, partita che i nerazzurri hanno perso 3-0. Come ha ironizzato La Russa: "Vorremmo arbitri nemici per vincere!". L'articolo 22 del Codice di Giustizia Sportiva vieta rapporti finalizzati a ottenere vantaggi, ma dalle evidenze attuali non emerge nulla del genere.

Capitolo chiuso? Difficile dirlo, ma l'Inter può stare tranquilla. La società ha sempre operato nella massima correttezza e le "prove" emerse sono tutt'altro che schiaccianti. Anzi, sembrano confermare l'onestà del club nerazzurro.

Nico Paz, il sogno proibito: l'Inter studia la formula per strapparlo al Real

Importanza: 7/10

Il sogno si chiama Nico Paz e l'Inter è pronta a tutto per realizzarlo. Il talento argentino del Como rappresenta il regalo di compleanno perfetto per celebrare il 21° scudetto, ma la strada è in salita. Il Real Madrid eserciterà quasi certamente la recompra da 9 milioni, poi bisognerà convincere i Blancos a lasciarlo partire.

Ecco il punto: il Real ha una batteria offensiva stracolma con Bellingham, Guler, Brahim Diaz, Mastantuono e il nuovo talentino Pitarch. Se dovesse arrivare Mourinho sulla panchina madrilena, le possibilità di vedere Paz altrove aumenterebbero considerevolmente. E qui entra in gioco l'Inter con una proposta intelligente.

L'idea di Marotta è geniale: proporre al Real una formula simile a quella del Como, acquistando Paz per 45-50 milioni ma lasciando ai madrileni una recompra futura. In questo modo l'Inter avrebbe il giocatore, il Real manterrebbe il controllo e l'argentino giocherebbe la Champions in un contesto di pressioni simile al Bernabéu.

Curtis Jones come alternativa sta prendendo sempre più corpo. L'inglese del Liverpool ha dato "apertura totale" al progetto Inter già da gennaio e il suo like al post di Thuram non è passato inosservato. Con il contratto in scadenza nel 2027 e nessun rinnovo in vista, potrebbe essere l'occasione giusta.

Il budget Oaktree si aggira sui 40-45 milioni più le cessioni, ma per Paz si potrebbe fare uno sforzo extra. Il fondo americano cerca il "colpo mediatico" che incarni i parametri di età e ingaggio, e l'argentino risponde perfettamente all'identikit. Ora bisogna solo convincere Florentino Perez.

Chivu verso il rinnovo fino al 2028: da Mourinho gli arriva una chiamata speciale

Importanza: 7/10

La firma sullo scudetto, presto la firma sul rinnovo. Cristian Chivu allungherà il suo vincolo con l'Inter fino al 2028, con un adeguamento da 2,5 a 3,5 milioni più bonus. È la regola aurea di Marotta: mai iniziare una stagione con un allenatore in scadenza.

Il tecnico rumeno ha scacciato via tutte le diffidenze legate alla sua inesperienza, vincendo il campionato al primo colpo e dimostrando una maturità tattica impressionante. "Ha mostrato intelligenza e grande capacità di gestione", ha spiegato Ausilio. "Sapevamo servisse qualcosa di fresco e Chivu ha costruito una squadra fantastica".

Ma c'è un retroscena interessante: dopo la conquista dello scudetto, Mourinho ha chiamato personalmente Chivu per fargli i complimenti. Lo Special One, che potrebbe tornare al Real Madrid, ha un legame speciale con il suo ex difensore del Triplete. E chissà che non abbiano parlato anche di Nico Paz...

Il futuro di Chivu è blindato e Marotta è stato chiarissimo: "Potrà rimanere all'Inter per tanti anni. Forse andrò via io prima di lui". Il presidente nerazzurro ha sottolineato come la scelta di puntare su Cristian sia stata coraggiosa ma vincente: "Non immaginavo potesse vincere un campionato con questa facilità".

Ora l'obiettivo è il doblete: prima la finale di Coppa Italia contro la Lazio del 13 maggio, poi si penserà al futuro. Chivu ha dimostrato di saper bilanciare bastone e carota, ascoltando i giocatori ma pretendendo sempre il massimo. La ricetta perfetta per continuare a vincere.

Bastoni resta: il Barcellona cerca alternative, l'Inter blinda il suo gioiello

Importanza: 6/10

Alessandro Bastoni ce lo teniamo stretto. Le parole di Ausilio dopo lo scudetto sono state chiarissime: "Non sarà certo l'Inter a chiamare qualcuno per proporne la cessione. È un capitale dell'Inter e dell'Italia". Il Barcellona sperava in una sponda dal giocatore per abbassare il prezzo, ma così non è stato.

I blaugrana non hanno i 70 milioni richiesti dall'Inter e stanno già valutando alternative come Ndicka della Roma e Romero del Tottenham. Dalla Catalogna confidavano che fosse il giocatore a fare pressioni per abbassare la valutazione, ma Bastoni ha dimostrato ancora una volta il suo attaccamento ai colori nerazzurri.

La manifestazione d'affetto di San Siro nella notte dello scudetto ha fatto il resto. Dopo mesi difficili culminati con l'espulsione in Nazionale, Alessandro ha ritrovato serenità e fiducia nell'ambiente che lo ha sempre sostenuto. "È un ragazzo incredibile", ha ribadito Ausilio.

L'Inter punta sui giovani italiani e Bastoni fa parte di quello "zoccolo duro" di cui Marotta ha sempre parlato. Già in passato il difensore aveva respinto le avances di club stranieri, anche quando c'era Conte al Tottenham. Il legame con Milano e con la maglia nerazzurra è troppo forte.

Muharemovic resta l'obiettivo per la difesa, indipendentemente dal futuro di Bastoni. Il bosniaco del Sassuolo piace molto e l'Inter vuole anticipare la concorrenza, anche se la Juventus (che detiene il 50% della futura rivendita) proverà a inserirsi. Ma i nerazzurri hanno già un accordo con l'entourage del giocatore.

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Approfondimenti e letture consigliate per esplorare ulteriormente gli argomenti trattati

Mercato in fermento con Curtis Jones del Liverpool che ha dato apertura totale al progetto Inter, mentre spunta Zion Suzuki del Parma come possibile erede di Sommer. Oaktree festeggia il secondo utile consecutivo nonostante i minori ricavi Champions, dimostrando la solidità del progetto. Thuram protagonista con le sue provocazioni social a Conte e il ritorno decisivo dagli USA che ha trascinato l'Inter al titolo. Finale di Coppa Italia con biglietti sold out per Lazio-Inter del 13 maggio, mentre Calhanoglu e Luis Henrique lavorano per recuperare in tempo. Bergomi celebra lo scudetto del ragazzo col caschetto, ricordando come Chivu "ti entra nel cuore" secondo le parole di Samaden.

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