Addio al Becca, l'inchiesta arbitri accelera e l'Inter prepara il doblete
Riassunto
L'Inter saluta Evaristo Beccalossi, il fantasista che ha incantato San Siro dal 1978 al 1984, mentre l'inchiesta arbitri entra nel vivo con le audizioni di Butti e Pinzani. La finale di Coppa Italia contro la Lazio è sold out e Chivu si prepara al rinnovo da 3 milioni dopo il miracolo scudetto. Sul mercato si sogna Nico Paz con una formula creativa, mentre Curtis Jones manda segnali social all'Inter.
Addio a Evaristo Beccalossi, l'ultimo dribbling del fantasista nerazzurro
Il calcio italiano piange Evaristo Beccalossi. Il fantasista che ha incantato San Siro dal 1978 al 1984 ci ha lasciati nella notte tra martedì e mercoledì all'età di 69 anni, dopo una lunga battaglia iniziata nel gennaio 2025 con un malore che lo aveva costretto a un lungo periodo di coma. Se ne va uno degli ultimi poeti del pallone, quello che Gianni Brera aveva ribattezzato "Driblossi" per la sua arte di saltare gli avversari con una leggerezza che sembrava sfidare le leggi della fisica.
L'Inter ha perso uno dei suoi simboli più puri. "Ineffabile come i suoi dribbling", così il club nerazzurro ha salutato il suo numero 10 in un lungo messaggio di cordoglio che fotografa perfettamente l'essenza di Beccalossi. Era il giocatore che "non giocava con il pallone, era il pallone che giocava con lui", come disse Peppino Prisco. Un talento cristallino che brillava a intermittenza, ma quando si accendeva non c'era spettacolo più bello al mondo.
La sua carriera nerazzurra (215 presenze e 37 gol) è costellata di momenti magici: la doppietta nel derby del 28 ottobre 1979 che lanciò l'Inter verso lo scudetto del 1980, i sette gol in quella stagione tricolore, la capacità di inventare calcio quando tutti gli altri si limitavano a giocare. Ma Beccalossi era anche l'uomo dei paradossi: quello che sbagliò due rigori in otto minuti contro lo Slovan Bratislava, trasformando una serata storta in arte grazie al monologo di Paolo Rossi.
I funerali si terranno venerdì 8 maggio alle 13.45 presso la Chiesa Conversione di San Paolo a Brescia, sua città natale. Credetemi, se ne va un pezzo di storia dell'Inter e del calcio italiano. Beccalossi rappresentava tutto quello che oggi manca: la fantasia, l'imprevedibilità, la capacità di far sognare anche quando le cose non andavano per il verso giusto. Era l'ultimo di una razza in via d'estinzione, quella dei numeri 10 che facevano innamorare i tifosi prima ancora di vincere.
Inchiesta arbitri, la Procura accelera: Butti e Pinzani sentiti come testimoni
L'inchiesta della Procura di Milano sul sistema arbitrale italiano entra nel vivo. Ieri sono state sentite come testimoni due figure chiave: Andrea Butti, ex team manager dell'Inter e attuale responsabile dell'ufficio Competizioni della Lega Serie A, e Riccardo Pinzani, oggi club referee manager della Lazio ma fino allo scorso anno coordinatore dei rapporti tra AIA e club.
Il punto è questo: gli inquirenti stanno scavando nei rapporti tra arbitri e società, cercando di capire se le "pretese" dei club per le designazioni andassero oltre il consentito. Dalle audizioni sono emerse intercettazioni tra l'ex designatore Gianluca Rocchi (autosospeso e indagato per frode sportiva) e gli stessi Pinzani e Butti, risalenti a poco più di un anno fa.
Sotto la lente degli investigatori ci sono episodi specifici: le designazioni di Andrea Colombo per Inter-Bologna e di Daniele Doveri per una semifinale di Coppa Italia, decisioni che secondo l'accusa sarebbero state influenzate da valutazioni di "gradimento" da parte dell'Inter. Ma attenzione: né Butti né Pinzani sono indagati, sono stati sentiti come persone informate sui fatti.
Capitolo Giorgio Schenone: il Club Referee Manager dell'Inter verrà ascoltato la prossima settimana, sempre come testimone. Il suo nome ("Giorgio") compare in alcune intercettazioni dell'aprile 2025 tra Rocchi e Gervasoni, ma anche lui non risulta indagato. L'ex addetto arbitri del Milan Leonardo Meani, interpellato sulla vicenda, ha dichiarato: "Abolirei il ruolo degli addetti agli arbitri, sostituiti da un delegato Figc".
Rocchi, dal canto suo, non si è presentato all'interrogatorio del 25 aprile, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Ora, prestate attenzione: questa inchiesta appare "infinitamente meno grave" di Calciopoli 2006, come sottolineato dallo stesso Meani, ma il lavoro della Procura prosegue per fare chiarezza su eventuali dinamiche opache nel mondo arbitrale.
Finale di Coppa Italia sold out: l'Olimpico si tinge di nerazzurro
L'Olimpico sarà tutto esaurito per la finale di Coppa Italia del 13 maggio tra Lazio e Inter. I circa 3.500 biglietti della vendita libera sono stati polverizzati in pochi minuti, dopo che già la fase riservata agli abbonati aveva registrato il tutto esaurito. Code virtuali interminabili con oltre 40.000 persone in lista d'attesa hanno trasformato l'acquisto del biglietto in una vera e propria caccia al tesoro.
Una cornice completamente diversa rispetto a quella che vedremo sabato 9 maggio per la partita di campionato tra le stesse squadre. Per quella sfida, infatti, i gruppi organizzati nerazzurri non entreranno allo stadio come segno di solidarietà verso i gemellati laziali, che hanno organizzato una protesta contro la società biancoceleste. "Rimarremo a ponte Milvio, non entreremo", hanno annunciato dalla Curva Nord della Lazio, "come non lo faranno per solidarietà i gruppi organizzati del tifo dell'Inter".
Ma prima della partita di sabato ci sarà un momento speciale: l'Inter verrà ricevuta in udienza da Papa Leone XIV in Vaticano alle ore 10.00. Un incontro che andrà ben al di là del gioco del calcio e che aprirà una giornata che vedrà poi i nerazzurri scendere in campo alle 18.00 all'Olimpico.
Per la sfida di campionato è stato designato Rosario Abisso, che ritrova l'Inter dopo oltre un anno (l'ultima volta il 3-1 al Parma del 6 dicembre 2024). Con l'arbitro palermitano i nerazzurri vantano sette precedenti con una sola sconfitta. La finale di Coppa Italia rappresenta l'ultimo obiettivo stagionale per completare il doblete: dopo lo scudetto conquistato con tre giornate d'anticipo, Chivu e i suoi vogliono regalare ai tifosi anche il secondo trofeo della stagione.
Mercato Inter: il sogno Nico Paz e i segnali di Curtis Jones
Il mercato dell'Inter inizia a prendere forma e i sogni hanno un nome preciso: Nico Paz. L'argentino del Como, che tornerà al Real Madrid tramite clausola di riacquisto da 10 milioni, rappresenta il "colpo mediatico" che Oaktree vorrebbe mettere a segno. L'Inter sarebbe disposta a proporre una formula creativa simile a quella utilizzata dal Como: prestito con diritto di riscatto e controriscatto a favore delle merengues.
Il punto è questo: tutto dipenderà dalle scelte del nuovo allenatore del Real Madrid. Se José Mourinho dovesse davvero tornare a Madrid, potrebbe essere lui a decidere il futuro di Paz. Il talento argentino si troverebbe in una rosa già affollata con Bellingham, Güler, Brahim Diaz e Mastantuono, il che potrebbe aprire le porte a una cessione. L'operazione non sarebbe economica: servirebbero almeno 50 milioni di euro.
Capitolo Curtis Jones: il centrocampista del Liverpool ha messo like alla foto di Thuram su Instagram, riaccendendo le voci di mercato. Il giocatore inglese piace a Chivu perché sa fare tutto: interno, mezzala offensiva e anche trequartista. Un jolly che ricorda, con le dovute proporzioni, Steven Gerrard. Il Liverpool dovrà necessariamente venderlo visto che il contratto scade nel 2027 e Jones non vuole rinnovare.
Il budget di Oaktree è di 40-45 milioni più i soldi delle cessioni, ma una quindicina andranno già via per il riscatto obbligatorio di Akanji dal Manchester City. Mourinho potrebbe essere la chiave: i rapporti con Chivu sono ottimi dai tempi del Triplete e lo Special One potrebbe facilitare l'operazione Paz se davvero dovesse sedersi sulla panchina del Real. Un intreccio di mercato che potrebbe regalare all'Inter due rinforzi di qualità per il centrocampo del futuro.
Chivu verso il rinnovo: da 2,1 a 3 milioni dopo il miracolo scudetto
Il rinnovo di Cristian Chivu è pronto per essere firmato. Secondo la Gazzetta dello Sport, il contratto verrà sottoposto al tecnico dopo la finale di Coppa Italia, con lo stipendio che salirà da 2,1 a 3 milioni di euro annuali. Una promozione meritata per chi ha compiuto il miracolo: dal Triplete da giocatore al tricolore da allenatore.
Chivu si siederà al tavolo con più forza rispetto a quando fu chiamato l'estate scorsa. Non tanto a livello economico, quanto per le scelte sul mercato. Il tecnico romeno avrà maggiore voce in capitolo, soprattutto per quanto riguarda giocatori che possano aumentare accelerazione e resistenza della squadra. Il suo staff, guidato da Aleksandar Kolarov, ha dimostrato di saper gestire al meglio un gruppo che veniva dalla delusione della scorsa stagione.
"Stasera è giusto che il mio staff parli a nome mio", disse Chivu dopo la conquista dello scudetto, lasciando la parola ai suoi collaboratori. Un gesto che fotografa perfettamente il suo modo di lavorare: umile, concreto, sempre pronto a riconoscere i meriti altrui. Kolarov ha spiegato la filosofia: "La differenza la fanno gli uomini. Per giocare nell'Inter ci vuole qualità, ma soprattutto carattere".
Intanto il tecnico ha già suonato la sveglia: niente rilassamento, sabato contro la Lazio ci saranno alcuni cambi ma non una formazione completamente rivoluzionata. Verranno lasciati a riposo Zielinski, Dimarco e Thuram, ma giocheranno dal primo minuto Bastoni e Lautaro Martinez. Solo nelle ultime due partite di campionato potrebbe essere dato spazio agli Under 23 per fare valutazioni in vista dell'estate. Il doblete resta l'obiettivo: dopo lo scudetto, manca solo la Coppa Italia per completare un'annata da sogno.
Da Leggere Più Tardi
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Bastoni resta nerazzurro nonostante l'interesse del Barcellona, con Flick non convinto delle sue caratteristiche per il gioco ad alta intensità. L'Inter intanto monitora Muharemovic del Sassuolo per rinforzare la difesa, con la Juventus che incasserebbe il 50% della rivendita. Sul fronte preparazione, Luis Henrique torna parzialmente in gruppo mentre Calhanoglu prosegue il lavoro individuale. Josep Martinez si gioca la conferma come erede di Sommer tra i pali, puntando su prestazioni convincenti in questo finale di stagione. La politica federale vede Malagò in vantaggio su Abete per la presidenza FIGC, mentre i festeggiamenti del 17 maggio sono già sotto la lente della Prefettura per garantire la massima sicurezza. Hermet celebra il tricolore con la collezione più completa di sempre, mentre il Mondiale 2026 vedrà 35 partite in chiaro sulla RAI con diversi nerazzurri protagonisti.
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