Inter
30 aprile 2026

Arbitropoli si sgonfia, Inzaghi rompe il silenzio: "Inter penalizzata". Guida per la finale, Chivu verso il record

Riassunto

Arbitropoli si sgonfia: solo faide interne tra fischietti, nessun coinvolgimento di società. Inzaghi rompe il silenzio: "Inter penalizzata, non favorita". Guida designato per la finale di Coppa Italia, Inter con l'amaro in bocca. Chivu a caccia del record di gol: 80 centri, ne mancano 9 per eguagliare Inzaghi. Mercato: Nico Paz nel mirino, ma il Real ha l'asso Mourinho da giocarsi.

Arbitropoli si sgonfia: solo faide interne tra fischietti

Importanza: 9/10

Il punto è questo: quello che sembrava un nuovo scandalo calcistico si sta rivelando una banale guerra intestina tra arbitri. L'inchiesta della Procura di Milano su Rocchi e le presunte designazioni pilotate sta prendendo una piega completamente diversa da quella iniziale, con il famigerato incontro di San Siro del 2 aprile che coinvolgerebbe solo persone del mondo arbitrale.

Secondo le ultime indiscrezioni, la riunione segreta che aveva fatto tremare il calcio italiano si sarebbe tenuta tra Rocchi e altri tre arbitri, senza alcun coinvolgimento di dirigenti o società. Una sorta di "riunione tra colleghi" che, se confermata, farebbe crollare l'ipotesi di frode sportiva (che presuppone l'esistenza di un favoreggiatore e un favoreggiato esterni al mondo arbitrale).

Rocchi ha deciso di non presentarsi in Procura per rispondere alle domande del pm Ascione, mentre Andrea Gervasoni si limiterà a parlare solo del caso Salernitana-Modena. Una strategia che non aiuta l'indagine ma che potrebbe essere dettata dalla consapevolezza che non ci sia molto altro da chiarire. Gli arbitri sentiti dagli inquirenti avrebbero confermato le designazioni "combinate" (Colombo per Bologna-Inter, Doveri per il derby di Coppa), ma tutto rimarrebbe nel perimetro delle dinamiche interne all'AIA.

Intanto Antonio Zappi è stato definitivamente condannato dal Collegio di Garanzia del CONI e dovrà lasciare la presidenza dell'AIA, aprendo lo scenario di un commissariamento. Il paradosso? Dovrebbe deciderlo la FIGC, che ha un presidente dimissionario e sta a sua volta difendendosi dall'ipotesi di commissariamento. Credetemi, la situazione è più grottesca di una commedia all'italiana.

La riforma degli arbitri professionisti, osteggiata da Zappi, resta un sogno nel cassetto. Ma forse è meglio così: con tutto questo caos, immaginatevi cosa succederebbe con una rivoluzione del genere in corso.

Inzaghi rompe il silenzio: "Inter penalizzata, non favorita"

Importanza: 8/10

Finalmente Simone Inzaghi ha deciso di parlare. E lo ha fatto senza filtri, con quella schiettezza che lo contraddistingue. L'ex allenatore dell'Inter, ora all'Al Hilal, ha rotto il silenzio sull'inchiesta arbitri con parole che suonano come una sentenza: "Mi ha scioccato: l'Inter ha perso parecchi punti nella scorsa stagione a causa degli errori arbitrali".

Una dichiarazione che va dritta al punto della questione. Mentre i magistrati parlano di arbitri "graditi" e "sgraditi" all'Inter, Inzaghi ribalta completamente la prospettiva: "È sorprendente essere tirati dentro a una storia nella quale siamo stati penalizzati e non favoriti". Il tecnico piacentino non usa giri di parole quando ricorda la stagione 2024-25: campionato perso per un punto, Supercoppa sfumata, una serie di episodi che ancora oggi gli bruciano.

"Come è possibile pensare a una macchinazione?" si chiede Inzaghi, e la domanda è più che legittima. Per noi è stata una stagione disgraziata, con tutto che girava contro. Non accuso nessuno, ma resta la sensazione che ci sia stato tolto qualcosa. Parole pesanti, che fotografano perfettamente il sentimento di chi ha vissuto quella stagione dall'interno.

Sull'addio all'Inter, Inzaghi chiarisce una volta per tutte: "La decisione è arrivata due giorni dopo Monaco, a casa di Marotta". Nessun annuncio preventivo alla squadra, nessun tradimento. Solo la consapevolezza che si era chiuso un ciclo. E la confessione che brucia: "Se avessimo vinto la Champions sarei rimasto all'Inter".

Ora è felice in Arabia, senza nostalgia dell'Italia. Ma quando parla dell'Inter che sta per vincere lo scudetto, gli occhi gli si illuminano: "Sono stati molto bravi, e il merito è anche di Chivu". Un endorsement che vale più di mille analisi tattiche.

Finale di Coppa Italia: Guida designato, Inter con l'amaro in bocca

Importanza: 8/10

Il 13 maggio all'Olimpico si giocherà Lazio-Inter, la finale di Coppa Italia che può regalare ai nerazzurri il secondo trofeo della stagione. Ma c'è già una notizia che fa storcere il naso ai tifosi interisti: secondo il Corriere dello Sport, Marco Guida sarà l'arbitro designato per la finale.

Una scelta che lascia "tante perplessità", come sottolineato negli ambienti nerazzurri. Guida non è esattamente un nome che fa saltare di gioia dalle parti di Appiano Gentile, e la sua designazione per una finale così importante suona come l'ennesima beffa in una stagione già segnata dalle polemiche arbitrali.

Capitolo Lautaro: arrivano notizie confortanti da Appiano sul fronte del capitano, che punta a essere presente per la festa scudetto di domenica contro il Parma. Il Toro ha bruciato le tappe nel recupero dall'infortunio e vuole esserci nel momento più importante della stagione. Calhanoglu, invece, punta alla finale di Coppa Italia, come confermato dal ct turco Vincenzo Montella.

L'Inter si prepara quindi a un finale di stagione intenso: prima la festa scudetto (matematicamente ancora da conquistare, ma ormai è solo questione di ore), poi la finale dell'Olimpico contro una Lazio che vorrà rovinare la festa. Con Guida al fischietto, i nerazzurri dovranno fare i conti anche con un "ospite non gradito" in mezzo al campo.

La sensazione è che questa designazione sia l'ennesimo segnale di come il mondo arbitrale continui a muoversi secondo logiche tutte sue, incurante delle percezioni e delle polemiche. Ma l'Inter ha dimostrato di saper vincere anche contro tutto e tutti: lo farà anche il 13 maggio.

Chivu verso il record: l'Inter a caccia dei 89 gol di Inzaghi

Importanza: 7/10

L'Inter di Cristian Chivu non si accontenta dello scudetto. Con 80 gol segnati in 34 giornate, i nerazzurri sono a soli 9 centri dal record di 89 reti stabilito nella stagione 2023-24 da Inzaghi (stesso bottino anche nel 2020-21 con Conte). Un traguardo che sembrava irraggiungibile e che invece ora è alla portata.

La matematica sorride all'Inter: con una media di 2,35 gol a partita, la squadra di Chivu potrebbe tranquillamente superare la soglia delle 89 reti nelle quattro giornate rimanenti contro Parma, Lazio, Verona e Bologna. Un dato che testimonia la forza offensiva di una squadra che ha più gol fatti (80) che punti conquistati (79), con la quinta miglior difesa del campionato.

Lautaro Martinez guida la classifica marcatori nerazzurra con 16 centri, seguito da Thuram (12) e Calhanoglu (9). Ma il vero segreto di questa Inter è la distribuzione dei gol: praticamente tutti hanno contribuito al bottino, segno di un calcio moderno e corale che ha fatto la differenza.

Lele Adani ha individuato il fattore chiave di questa stagione: "Akanji ha coperto tutto". Il difensore svizzero, arrivato nell'ultimo giorno di mercato, ha compensato il calo fisiologico di De Vrij, Acerbi e persino Bastoni. "È stato il leader perché ha compensato in tutte le zone della difesa", ha spiegato l'ex difensore.

Un'Inter che ha saputo reinventarsi sotto la guida di Chivu, mantenendo l'identità offensiva delle gestioni precedenti ma aggiungendo quella personalità vincente che fa la differenza nei momenti decisivi. Il record è lì, a portata di mano.

Mercato Inter: Nico Paz nel mirino, ma il Real ha l'asso Mourinho

Importanza: 7/10

Nico Paz è l'obiettivo numero uno dell'Inter per rinforzare la trequarti. Il talento argentino del Como ha conquistato tutti con le sue 12 reti in Serie A, raddoppiando il bottino della scorsa stagione e dimostrando di essere pronto per il grande salto. Ma la strada per portarlo a Milano è tutt'altro che semplice.

Il Real Madrid è intenzionato a esercitare la clausola di recompra da 11 milioni, un vero affare considerando l'esplosione del giocatore. I Blancos hanno un reparto offensivo affollato (Mbappé, Vinicius, Mastantuono, Brahim Diaz, Endrick), ma la decisione finale spetterà al nuovo allenatore. E qui entra in gioco José Mourinho, che potrebbe tornare al Bernabeu e avere l'ultima parola sul futuro di Paz.

L'Inter studia la strategia: due le opzioni sul tavolo. La prima prevede un prestito oneroso con ricco diritto di riscatto e controriscatto al Real. La seconda un acquisto immediato scontato, lasciando comunque la recompra ai madrileni. In entrambi i casi si parla di 40-50 milioni di euro, cifre importanti ma giustificate dal talento del ragazzo.

Javier Zanetti potrebbe essere l'arma segreta. Il vicepresidente nerazzurro ha un rapporto di lunga data con Pablo Paz, padre di Nico, e potrebbe convincere il giocatore che Milano rappresenta l'occasione perfetta per essere subito protagonista, invece di aspettare il proprio turno a Madrid.

Intanto, dall'Argentina arriva un'altra suggestione: Santiago Beltran, portiere classe 2004 del River Plate, è finito nel mirino dell'Inter. Il giovane arquero ha una clausola da 22 milioni di euro, ma la concorrenza è agguerrita con Benfica, Chelsea e Bologna sulle sue tracce.

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Approfondimenti e letture consigliate per esplorare ulteriormente gli argomenti trattati

Mourinho testimonial e guru del calcio italiano: lo Special One suggerisce la "combo M&M" (Malagò e Allegri) per rilanciare gli Azzurri. Il portoghese non esclude un ritorno al Real Madrid e elogia Chivu: "È stato intelligente, ha studiato". Gila nel mirino di mezza Serie A: Milan, Inter, Juventus e Napoli si contendono il difensore della Lazio. Lotito spara alto, vuole oltre 30 milioni. PSG-Bayern 5-4: lo spettacolo di Parigi fa riflettere sul calcio italiano. Mentre da noi si gioca Milan-Juve 0-0, in Champions si regalano emozioni da Sindrome di Stendhal. Sbravati conteso tra Inter e Roma: il dirigente della Juventus è il nuovo oggetto del desiderio per i settori giovanili. Giuntoli potrebbe portarlo nella Capitale. Milan scarica Nkunku: il francese verso l'addio per 30 milioni, Fenerbahçe in pole position.

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