Inter
15 aprile 2026

Chivu verso il rinnovo, Malagò sfida Abete per la FIGC

Riassunto

Chivu verso il rinnovo milionario dopo aver eguagliato l'impresa di Capello: da 2,5 a 5 milioni annui. Elezioni FIGC: Malagò candidato della Serie A sfida Abete, mentre la politica spinge per il commissario. L'Inter macina record offensivi con 75 gol in 32 partite, inseguendo i primati storici del club. Inzaghi in crisi all'Al-Hilal: eliminato da Mancini e panchina a rischio dopo il crollo in campionato. Thuram riconquista l'Inter con la doppietta di Como: da possibile cessione a pilastro del futuro.

Chivu verso il rinnovo milionario: da Capello l'unico precedente simile

Importanza: 9/10

Il punto è questo: Cristian Chivu sta scrivendo una pagina di storia nerazzurra che ha un solo precedente illustre nella storia del calcio italiano. Come riporta il Corriere dello Sport, l'unico allenatore che può essere accostato al percorso del tecnico rumeno è Fabio Capello, che nel 1991 vinse lo scudetto al primo colpo con il Milan dopo essere partito dal settore giovanile.

Entrambi hanno iniziato dalle giovanili (Capello al Milan, Chivu all'Inter) ed entrambi hanno avuto un "assaggio" in corsa prima della stagione da protagonisti: Capello con sei gare nel 1986/87 al posto di Liedholm, Chivu con le 13 partite salvezza al Parma. La differenza? Don Fabio, dopo quella prima esperienza, passò dietro una scrivania per quattro anni prima di tornare in panchina. Chivu, invece, ha bruciato le tappe.

La grande impresa del tecnico nerazzurro è stata rivitalizzare un gruppo che veniva dalle delusioni della scorsa stagione. Ha superato un avvio complicato con due sconfitte nelle prime tre giornate (una proprio con la Juventus) e ha gestito i lunghi infortuni di Thuram, Dumfries, Calhanoglu e Lautaro. Anche tatticamente ha sempre trovato le mosse giuste, soprattutto nelle ultime due sfide contro Roma e Como.

Secondo la Gazzetta dello Sport, il matrimonio felice tra Chivu e l'Inter si concretizzerà presto in un contratto da top: dall'attuale stipendio di 2,5 milioni si passerà a 4-5 milioni annui, con scadenza spostata al 2028 (più opzione). Il tutto sarà discusso quando lo scudetto diventerà matematica, ma la bozza d'accordo c'è già. Cambierà anche il peso del tecnico nelle scelte di mercato: Chivu sarà sempre più al centro del progetto nerazzurro.

Elezioni FIGC: Malagò contro Abete, la politica si intromette

Importanza: 8/10

La Serie A ha calato l'asso con 18 voti su 20 per Giovanni Malagò, ma la partita per la presidenza FIGC è appena iniziata. La risposta di Giancarlo Abete non si è fatta attendere: il presidente della Lega Dilettanti ha contestato il metodo ("prima i contenuti, poi i nomi") e ha chiesto di essere investito delle stesse titolarità.

Credetemi, i numeri raccontano una storia interessante: la Serie A pesa per il 18% dei voti, la Lega Dilettanti di Abete per il 34%. Ma per vincere serve il 51% e quindi "larghe intese". Il vero ago della bilancia potrebbero essere Assocalciatori e Assoallenatori (30% insieme), che però non vogliono tirare fuori un terzo nome per evitare il commissariamento.

Capitolo politica: il ministro Abodi ha le idee chiare e punta al commissario ad acta, convinto che sia l'unico modo per realizzare le riforme. "Il consenso non basta, serve sintonia", ha dichiarato, ricordando che il 98,7% dei voti ricevuti da Gravina alle ultime elezioni non è bastato a cambiare le cose. Anche Lotito spinge per il commissario: "La Serie A è una vacca che mungono tutti, ma sta al 18%".

Malagò, dal canto suo, si dice "affascinato" dalla sfida ma realista: "Devo fare delle riflessioni sul mio modello di vita". L'ex presidente del CONI ha ottenuto un consenso straordinario da "un mondo famoso per la sua litigiosità", ma ora deve convincere le altre componenti. Il 22 giugno si vota, e la sensazione è che questa sia solo la prima mossa di una partita a scacchi molto complessa.

Attacco Inter da record: i magnifici sette verso la storia

Importanza: 8/10

Settantacinque gol in 32 partite, 27 in più del Napoli secondo. L'Inter di Chivu non è solo una macchina da risultati, ma una vera e propria fabbrica di gol che sta inseguendo i record storici del club. Come evidenzia Tuttosport, sette giocatori (Lautaro, Thuram, Pio Esposito, Bonny, Dimarco, Dumfries e Calhanoglu) hanno segnato insieme 55 reti, il 73% del totale nerazzurro.

Un dato clamoroso: questi sette "magnifici" da soli hanno segnato quasi quanto il Como (56 gol) e esattamente come la Juventus (55). Solo tre squadre in Serie A hanno mandato in gol più giocatori dell'Inter: Como (17), Juventus (18) e Napoli (19). Ma la qualità nerazzurra è superiore.

Ora l'obiettivo è entrare nella storia: davanti ci sono solo quattro Inter del passato. Quella di Mancini 2007 (80 gol), quella di Weisz 1930 (85 ma a 18 squadre), e le due regine assolute di Conte 2021 e Inzaghi 2024, entrambe a 89 reti. Mancano ancora sei partite e la sensazione è che questo record possa cadere.

Il merito di Chivu è stato saper sfruttare tutta la potenza di fuoco a disposizione. Ha riportato Calhanoglu ai livelli del 2023-24, ha fatto crescere Dimarco (6 gol e 15 assist contro i 4 gol e 7 assist della scorsa stagione), ha gestito il rientro di Dumfries dopo quattro mesi di stop. Negli ultimi vent'anni, solo sette squadre hanno vinto il titolo col miglior attacco: questa Inter vuole essere l'ottava.

Inzaghi shock in Arabia: eliminato da Mancini, panchina a rischio

Importanza: 8/10

La prima stagione di Simone Inzaghi all'Al-Hilal sta assumendo i contorni dell'ultima con l'Inter: lo spettro degli zero titoli è sempre più concreto. L'eliminazione agli ottavi della Champions League asiatica per mano dell'Al Sadd di Roberto Mancini (3-3 e rigori, con Benzema che sbaglia dal dischetto) si aggiunge al crollo in campionato.

I numeri parlano chiaro: alla 17ª giornata l'Al-Hilal aveva 7 punti di vantaggio sull'Al-Nassr di Cristiano Ronaldo. Ora è a -5 a sei giornate dalla fine, dopo aver raccolto appena 11 punti in 7 uscite. In Arabia criticano Inzaghi per lo stile di gioco "eccessivamente conservativo" e l'ancoraggio alla difesa a tre che non dà i frutti sperati.

"Ci dispiace tantissimo per i nostri tifosi, chiediamo scusa, io per primo", le parole dell'ex tecnico nerazzurro dopo l'eliminazione. Ma sui social i tifosi dell'Al-Hilal sono furiosi: "Impreparato dal punto di vista tecnico, debole da quello caratteriale", scrivono in tanti invocando il cambio di allenatore.

Il presidente Nawaf bin Saad ha fatto marcia indietro dopo le prime dichiarazioni: "Non esprimerò giudizi davanti ai media. Se dovesse accadere, significherebbe che è stata presa una decisione". Inzaghi, dal canto suo, non si sente a rischio: "Resto all'Al-Hilal, sento di svolgere il mio lavoro al meglio". Ma con uno stipendio da 26 milioni, le aspettative erano ben altre. A Riad sognano addirittura Pep Guardiola.

Thuram riconquista l'Inter: da flop invernale a eroe della rimonta

Importanza: 7/10

"Davvero non segnavo da così tanto?" si domandava incredulo Marcus Thuram la sera di Pasqua, quando in tv gli facevano notare il letargo invernale. Dopo un trimestre di inizio 2026 sconcertante tra partite anonime e panchine sorprendenti, il francese è tornato per la volata finale con una doppietta da megalomane contro il Como.

La Gazzetta dello Sport è chiara: l'Inter non ha più intenzione di privarsi del pezzo meno celebrato della ThuLa. Semmai l'idea è di vendere Bastoni, entrato in una spirale di autolesionismo difficile da arrestare. Le due partite contro Roma e Como potrebbero aver cambiato la prospettiva futura per Marcus: due assist e un gol coi giallorossi, doppietta al Sinigaglia.

Il francese fa parte di un ingranaggio che funziona: l'attacco nerazzurro ha generato 75 gol in campionato a ritmo di 2,35 a partita. Trovare altri attaccanti forti non è facile ed è molto costoso. In più, nei programmi di Chivu c'è un possibile cambio di modulo che andrà supportato con acquisti mirati.

Thuram ha vissuto una stagione altalenante, ma resta un capitale tecnico da maneggiare con cura. A nessuno è sfuggito che Lautaro lo abbia indicato davanti alla Curva Nord come il principale artefice dei gol contro la Roma. Un gesto che Marcus ha gradito, dopo tante critiche. La clausola rescissoria da 85 milioni funziona da deterrente, e l'Inter potrebbe anche discutere un rinnovo. I legami che ha stabilito in città (anche con il fratello Khephren alla Juventus) sono presupposti convincenti per prolungare l'esperienza italiana.

Da Leggere Più Tardi

Approfondimenti e letture consigliate per esplorare ulteriormente gli argomenti trattati

Mercato nerazzurro in fermento: l'Inter accelera per Muharemovic del Sassuolo, ma la Juventus detiene il 50% sulla rivendita. In difesa spunta anche Ordonez del Bruges, valutato 35-40 milioni. Calhanoglu resta: l'agente smentisce le voci Galatasaray, "mai esistite trattative". Polemiche arbitrali: il rigore di Como-Inter finisce sotto la lente, Tommasi conferma l'errore. Juve-Milan in crisi: entrambe rischiano la Champions, sfida totale per Lewandowski e Goretzka. Conte verso l'addio: De Laurentiis riflette sui 230 milioni investiti, ma si tiene stretto il tecnico per evitare il caos. Dumfries MVP: l'olandese trascina l'Inter a Como con una doppietta, conquistando il Pallone d'Oro Nerazzurro dei lettori.

Naviga nel tema

Ricevi digest come questo direttamente su Telegram

Unisciti a migliaia di utenti che ricevono quotidianamente analisi curate su inter e calcio italiano. Informazione di qualità, zero spam.

Iscriviti al canale Inter e Calcio Italiano