Chivu verso la storia: il 21° scudetto nerazzurro è questione di giorni
Riassunto
L'Inter di Chivu è a un passo dal 21° scudetto dopo il crollo del Napoli contro la Lazio (0-2), che ha alzato bandiera bianca nella corsa al tricolore. Il tecnico rumeno può entrare nella storia come Mourinho, vincendo all'esordio e puntando al double con la Coppa Italia. Bastoni vuole il Barcellona per 70 milioni, mentre Malagò accelera per la presidenza FIGC con 19 club su 20 che lo sostengono.
Chivu come Mourinho: il 21° scudetto è già storia
Nessuno si nasconde più, puntualizza la Gazzetta dello Sport. L'Inter si prenderà lo scudetto già domenica a Torino, se vince e le rivali non vincono. Il punto è questo: dopo il crollo del Napoli contro la Lazio, anche i più scaramantici si sono arresi. Cristian Chivu sta per entrare nella storia come il primo allenatore dopo José Mourinho a vincere lo scudetto all'esordio con l'Inter.
Credetemi, quello che sta accadendo ha del miracoloso. Alla prima intera esperienza su una panchina da professionista, il tecnico rumeno non ha soltanto vinto il campionato: l'ha dominato oltre ogni ragionevole dubbio. La frustata definitiva alla concorrenza è coincisa con il ritorno dalla sosta di marzo, quando sembrava tutto perduto dopo il derby e i pareggi con Atalanta e Fiorentina.
Ma Chivu è riuscito a bloccare persino l'inibizione post-Monaco (e sappiamo tutti quanto quella ferita bruci ancora). Ora, prestate attenzione: il rumeno sta per compiere un'impresa che in nerazzurro era riuscita solo ad Armando Castellazzi nel 1938. Vincere lo scudetto sia da giocatore che da allenatore con la stessa maglia. Erano vent'anni che un difensore non arrivava sopra i 20 tra gol e assist come Dimarco quest'anno, erano decenni che non vedevamo un'Inter così cinica e spietata.
L'Inter ha messo in cascina 78 gol in 33 giornate, solo uno in meno della squadra della seconda stella a questo punto del torneo. Thuram si è ritrovato proprio quando serviva: 16 gol e il 21% dei gol totali della squadra, meglio di quanto abbia fatto nei suoi primi due anni. Il francese ha spinto tanto ad Appiano Gentile per tornare a sgasare, e ora può trasformare questa nella sua miglior stagione.
Capitolo finale: se l'Inter dovesse vincere anche la Coppa Italia (martedì c'è il Como), Chivu eguaglierebbe il primato interista stabilito dal maestro Mourinho nel 2010. La differenza? Il Mou aveva una Champions in più, Chivu potrebbe centrare il double nella stagione d'esordio. Non male per uno che molti davano per spacciato dopo tre giornate.
Napoli, figuraccia inaccettabile: Conte alza bandiera bianca
Una partita vergognosa, una figuraccia inaccettabile. Il Napoli crolla in casa contro la Lazio e consegna virtualmente lo scudetto all'Inter. Zero tiri in porta come non accadeva da vent'anni al Maradona, una prova disarmante sotto tutti i punti di vista che certifica la resa nella corsa al tricolore.
Antonio Conte non si nasconde: "Il secondo posto è il primo dei perdenti". Parole che pesano come macigni e che fotografano perfettamente lo stato d'animo di un allenatore che aveva fatto sognare i tifosi azzurri. Il contraccolpo dopo il pareggio di Parma si è fatto sentire eccome, come ammesso candidamente dal tecnico prima e dopo la partita.
I numeri sono impietosi: quella attuale è già la peggior stagione di Conte in Serie A per punti conquistati. Anche vincendo tutte le partite rimanenti, gli azzurri arriverebbero a quota 81, restando sotto il precedente minimo personale del tecnico (82 punti con l'Inter nel 2019/20). Un'anomalia significativa per un allenatore abituato a incidere subito e a lottare per il titolo sin dal primo anno.
La sciagura del Napoli è stata totale: solo Milinkovic ha salvato la faccia parando il terzo rigore in campionato. Una squadra scarica, svuotata mentalmente, probabilmente tramortita dall'Inter che ha iniziato a scucire lo scudetto dalle maglie azzurre. Non ha funzionato niente, a partire dai Fab Four che sembravano sconosciuti con le maglie addosso di De Bruyne e Anguissa.
La fine dell'imbattibilità casalinga (che durava da 496 giorni) è solo la ciliegina sulla torta di una serata da dimenticare. Ora i partenopei sono a -12 dai nerazzurri, con la Champions League che diventa l'unico obiettivo rimasto. Ma con questo spirito, anche quello può diventare complicato.
Bastoni-Barcellona: il sogno blaugrana vale 70 milioni
Alessandro Bastoni ha deciso: vuole continuare la carriera al Barcellona. Non è una questione di soldi né dei fischi ricevuti lontano da San Siro, ma di ambizioni sportive legate al blasone della società catalana. Il difensore nerazzurro considera l'ipotesi Barcellona "uno step importante per la sua carriera".
La volontà di Bastoni è già stata comunicata ai fedelissimi con i quali si è confrontato. Sposare il progetto catalano non significa che il calciatore stia male in nerazzurro, tutt'altro. L'atleta a Milano sta bene, è orgoglioso di aver fatto la differenza per il club e sicuramente è affezionato a tifosi e compagni. Ma a parità di ingaggio offerto (7 milioni più bonus in Catalogna), sceglierebbe il Barcellona e non il rinnovo con l'Inter.
Il Barcellona, per assicurarsene le prestazioni, dovrà staccare un assegno non indifferente: circa 70 milioni, con la parte cash che potrebbe essere abbassata dall'inserimento del giovane Hector Fort. Laporta dovrà quindi reperire le liquidità necessarie perché da Milano non sono previsti sconti.
Intanto Bastoni continua a lavorare a parte per il problema alla caviglia che lo attanaglia da diverso tempo. Si attendeva per oggi il ritorno in gruppo, ma purtroppo anche stamattina il difensore si è allenato ancora separatamente sul campo. C'è di buono che i ritmi dell'allenamento sono stati buoni, e rimane un allenamento per capire se potrà essere a disposizione di Chivu per il match di Coppa Italia contro il Como.
Bastoni darà il massimo per l'Inter finché ne difenderà i colori, ma chiudere con uno scudetto e magari anche con la Coppa Italia sarebbe una last dance vincente del suo ciclo milanese. Il tempo dirà se questo sogno blaugrana diventerà realtà.
Malagò verso la FIGC: 19 club su 20 per il dopo-Gravina
La corsa per la nuova presidenza della Federcalcio procede a ritmi altissimi. Oggi Giovanni Malagò vivrà una tappa fondamentale del suo percorso verso Via Allegri, con il primo atteso incontro tra le venti società del massimo campionato e il candidato da loro scelto per le elezioni del 22 giugno.
I numeri parlano chiaro: 19 firme su 20 per l'ex presidente del Coni (contrario soltanto Lotito che punta al commissariamento). L'appuntamento è in via Rosellini alle 14, ma prima - a partire dalle 11 - è in programma un'Assemblea di Lega per definire i punti cardine che la Serie A vuole portare avanti.
Oltre alle necessarie richieste di facilitazioni dal governo (dalle defiscalizzazioni sugli impianti al ripristino del Decreto Crescita), si vuole puntare su proposte immediatamente attuabili che riguardano soprattutto i giovani italiani. Abolizione di classifiche, promozioni e retrocessioni nei vivai, ritorno del vincolo sportivo, modifica fiscale per evitare che acquistare all'estero sia più conveniente che comprare italiani.
Quello di oggi non sarà il giorno della formalizzazione della candidatura. Prima di stilare un programma ufficiale, Malagò vuole ascoltare le esigenze di tutti. Domani toccherà alla Lega Serie B, mercoledì alla Lega Pro che incontrerà entrambi i candidati (anche Abete), mentre giovedì ci sarà il secondo appuntamento con Calcagno e Ulivieri.
Inutile dire che sia Malagò sia Abete abbiano tutto l'interesse di portarli dalla loro parte, visto che insieme spostano il 30% dei consensi in Assemblea elettiva. Il calcio italiano si prepara a voltare pagina dopo le dimissioni di Gravina, e la settimana che si apre sarà decisiva per capire gli equilibri futuri.
Inter-Como: Chivu-Fabregas, sfida tra maestri di Coppa
Domani sera a San Siro va in scena il quarto confronto stagionale tra Cristian Chivu e Cesc Fabregas, nella semifinale di ritorno di Coppa Italia. Si riparte dallo 0-0 dell'andata al Sinigaglia, ma in campionato il tecnico rumeno ha già vinto due volte: 4-0 e 4-3 in rimonta da 0-2.
I due allenatori sono accomunati dal numero di coppe nazionali vinte in carriera da calciatori: tre trofei ciascuno in due Paesi differenti. Chivu in Olanda con l'Ajax e in Italia con Roma e Inter, Fabregas in Spagna col Barcellona e in Inghilterra con Arsenal e Chelsea. Entrambi inseguono il quarto alloro, ma soprattutto entrambi inseguono la storia.
Chivu può diventare il primo a conquistare l'accoppiata Scudetto-Coppa Italia dopo otto anni, quando ci riuscì la Juventus. All'Inter l'ultimo a farlo fu Mourinho nel 2010. Fabregas potrebbe invece portare il Como in finale nel torneo come mai è accaduto ai lariani, fermati in semifinale nel 1985/86 dalla Sampdoria.
Per la sfida di domani, Chivu sta pensando a qualche cambio strategico. La mossa potrebbe essere quella di lanciare Ange-Yoan Bonny come titolare al posto di Pio Esposito, al fianco di Thuram. L'attaccante francese non gioca titolare da 44 giorni e non segna da due mesi e mezzo (l'ultima proprio in Coppa Italia contro il Torino).
Restano scarse le possibilità di rivedere Bastoni dal primo minuto, mentre è confermata la presenza tra i pali di Josep Martinez. Il Doblete è possibile: Chivu potrebbe eguagliare il primato interista stabilito da Mourinho, con la differenza che il rumeno potrebbe centrarlo nella stagione d'esordio.
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Settimana intensa per il calcio italiano con diversi fronti aperti. Il Milan torna alla vittoria grazie a Rabiot che regala tre punti preziosi contro il Verona, agganciando il Napoli a quota 66 punti ma restando a -12 dall'Inter. La Juventus consolida il quarto posto battendo il Bologna 2-0 con Spalletti che non vuole sentir parlare di scudetto futuro. Sul fronte mercato, l'Inter corteggia Palestra dopo i complimenti di Chivu, ma l'Atalanta non molla il talento. Pavard delude al Marsiglia con un 2/10 in pagella, mentre Dimarco si prepara al rinnovo fino al 2030. In Serie C, l'Inter U23 cade contro la Giana Erminio complicando la corsa playoff, mentre la Primavera batte il Lecce 1-0 rientrando in zona playoff.
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