Inter
24 marzo 2026

Crisi Inter e Nazionale: tra pareggi amari e speranze azzurre

Riassunto

L'Inter non vince da quattro partite e il pareggio di Firenze (1-1) riapre la corsa scudetto: Milan a -6, Napoli a -7 con Conte che soffia sul fuoco. Thuram in crisi profonda, Pio Esposito unica luce. Marotta predica calma ma la dirigenza si prepara al futuro. Intanto l'Italia si gioca tutto ai playoff Mondiali con Gattuso che spera nel recupero di Bastoni.

L'Inter non sa più vincere: il pareggio di Firenze è l'ennesimo campanello d'allarme

Importanza: 9/10

Credetemi, quello che abbiamo visto al Franchi non è più l'Inter che conosciamo. Il pareggio con la Fiorentina (1-1, gol di Esposito e Ndour) è solo l'ultimo tassello di un mosaico preoccupante: quattro partite senza vittoria, due punti nelle ultime tre giornate, una squadra che sembra aver smarrito la propria identità. Il punto è questo: dopo aver dominato per mesi con 14 vittorie in 15 partite, i nerazzurri sono diventati irriconoscibili.

Marcus Thuram è l'emblema di questa crisi. Il francese, che doveva raccogliere l'eredità di Lautaro infortunato, si è invece assopito all'ombra di Pio Esposito. Solo tre gol nel 2026, prestazioni sotto la decenza che alimentano riflessioni pesanti in società (persino sulla sua cessione). Anche i senatori vacillano: Barella firma l'assist per Esposito ma regala a Fagioli il pallone dell'1-1, Dimarco appare stanco, Zielinski soffre la fisicità avversaria.

La diagnosi di Kolarov è impietosa ma onesta: "Non siamo nel nostro miglior momento, c'è stanchezza". Il problema non è solo fisico ma mentale. L'Inter va in vantaggio dopo 39 secondi con Esposito e poi si ferma, pensando di gestire. Sbagliato. Come sottolinea giustamente il vice di Chivu, questa squadra deve sempre affondare il colpo, non aspettare. I numeri parlano chiaro: 12 punti persi in situazioni di vantaggio, 8 gol subiti negli ultimi 10 minuti.

Il vantaggio c'è ancora (+6 sul Milan, +7 sul Napoli), ma ora tutto è possibile. Conte ha riaperto i giochi portando il Napoli a quattro vittorie consecutive, il Milan risponde presente. La sosta arriva al momento giusto per recuperare energie e Lautaro, ma serve una scossa immediata. Perché perdere uno scudetto che sembrava già vinto sarebbe un fallimento clamoroso.

Pio Esposito, il diamante che brilla nella notte nerazzurra

Importanza: 8/10

In mezzo al buio di questa Inter, c'è una luce che brilla sempre più forte: Pio Esposito. Il ragazzo di Castellammare ha trovato il secondo gol consecutivo (prima volta in Serie A) dopo appena 39 secondi al Franchi, confermandosi l'unico a mantenere fame e determinazione. Sei reti in campionato, tre assist, e soprattutto quella mentalità da bomber vero che manca agli altri.

Antonio Di Natale, che di gol se ne intende, non ha dubbi: "Pio sarà il futuro dell'Italia per i prossimi quindici anni". L'ex capitano dell'Udinese, che conosce bene il ragazzo dai tempi della Spezia, lo paragona addirittura a Van Basten per i movimenti in area. "Ha fame, lavora per migliorarsi, protegge benissimo il pallone ed è intelligente negli spazi", spiega Totò, che con Pio si scambia messaggi regolarmente.

Chivu ha creduto in lui fin dall'inizio e ora raccoglie i frutti. Contro la Fiorentina, quando c'era da scegliere chi togliere tra Thuram ed Esposito, il tecnico ha fatto uscire il francese. Un segnale chiaro: Pio è diventato intoccabile. Al Franchi ha sfiorato anche la doppietta nel finale, negata solo da un grande De Gea. La sua quotazione al fantacalcio (35 crediti) è destinata a salire, ma il valore vero è quello che porta alla squadra.

Per Gattuso è una risorsa preziosa in vista dei playoff Mondiali. "Contro l'Irlanda del Nord, se ci fosse bisogno di segnare nei minuti finali, uno come Esposito farebbe comodo", dice Stramaccioni. Il ct azzurro punta su Kean-Retegui dall'inizio, ma Pio può essere l'arma in più a gara in corso. Meno male che c'è lui, in questa Inter che ha smarrito la via del gol.

Italia, missione Mondiale: Gattuso e la paura di un terzo flop consecutivo

Importanza: 8/10

Ora, prestate attenzione: quello che succederà giovedì a Bergamo contro l'Irlanda del Nord può cambiare la storia del calcio italiano. Un terzo Mondiale consecutivo saltato sarebbe un disastro epocale, eppure l'Italia si presenta a questo playoff con più paure che certezze. Gattuso lo sa bene: "Dobbiamo arrivare al match con grande serenità, abbiamo giocatori abituati a queste partite".

Il ct ha dovuto fare i conti con gli infortuni diplomatici del passato, sostituiti stavolta da quelli veri. Bastoni (problema alla tibia) e Scamacca (lesione all'adduttore) hanno preteso di venire comunque a Coverciano, dimostrando attaccamento alla maglia. Diverso il caso di Chiesa: arrivato al Centro Tecnico Federale, è stato dichiarato non idoneo e sostituito da Cambiaghi del Bologna. Un segnale preoccupante sulla condizione fisica generale del gruppo.

La buona notizia è che Bastoni sta migliorando. Il difensore dell'Inter ha corso insieme ai preparatori e il dolore alla caviglia è gestibile. "Da ieri mattina è a Coverciano, sta facendo le cure. Speriamo di averlo a disposizione", conferma Gattuso, che sa quanto sia fondamentale il suo contributo nel 3-5-2 azzurro. Su Barella e Dimarco, il ct non fa drammi: "Quando gioca al di sotto delle possibilità viene massacrato, ma sono giocatori che hanno vinto tanto".

Il vero problema è psicologico. Come dice giustamente il Sole 24 Ore, "la paura è il vero avversario degli azzurri". I precedenti con Svezia e Macedonia del Nord pesano come macigni, e l'Irlanda del Nord - pur essendo sulla carta abbordabile - giocherà la partita della vita. Gattuso dovrà essere più psicologo che allenatore, liberando la testa dei suoi da responsabilità eccessive. Perché fallire ancora sarebbe imperdonabile.

Campionato riaperto: Milan e Napoli all'assalto, l'Inter trema

Importanza: 7/10

Capitolo scudetto: quello che sembrava un monologo nerazzurro è diventato improvvisamente un thriller a tre. Il Napoli di Conte ha messo la quinta con quattro vittorie consecutive, rosicchiando sette punti all'Inter e portandosi a -7. Il Milan, nonostante le difficoltà, ha battuto il Torino 3-2 e si è piazzato a -6. Numeri che fanno tremare Appiano Gentile.

Antonio Conte ha fiutato il momento e soffia sul fuoco. "Nessuno può impedirci di mettere pressione a chi ci precede", dice il tecnico salentino che ha capito perfettamente come l'ambiente partenopeo ci creda ancora. Il fattore Maradona diventa decisivo: 25 risultati utili consecutivi in casa, la striscia d'imbattibilità più lunga nei top 5 campionati europei. E delle otto partite rimaste, cinque le giocherà a Fuorigrotta.

Il calendario sorride al Napoli: Milan il 6 aprile al Maradona (scontro diretto per il secondo posto), poi Lazio, Cremonese, Bologna e Udinese in casa. Trasferte contro Parma, Como e Pisa. Conte si è preso anche una pausa di qualche giorno, lasciando la squadra a Stellini mentre i nazionali sono impegnati. Un lusso che l'Inter, in piena crisi, non può permettersi.

Il Milan di Allegri, pur tra mille difficoltà, non molla. I rossoneri hanno già programmato la tournée estiva in Australia (insieme a Inter e Juventus) e pensano al mercato con la Champions in tasca. Ma devono fare i conti con un Fullkrugg fermo come un paracarro e un Pulisic che non segna da tre mesi. L'Inter ha ancora sei punti di vantaggio, ma come dice Shevchenko: "Se il Milan sta vicino all'Inter, tutto può succedere". E la storia dello scorso anno insegna che i miracoli, nel calcio, esistono ancora.

Marotta predica calma ma la dirigenza si prepara al futuro

Importanza: 7/10

Giuseppe Marotta ha scelto la linea della diplomazia, ma dietro le parole misurate si nasconde preoccupazione. Il presidente nerazzurro, parlando a margine dell'assemblea di Lega, ha predicato calma: "Non siamo davanti a uno psicodramma, abbiamo sei punti di vantaggio". Eppure, le sue parole tradiscono una certa tensione quando parla del "momento di involuzione legata a stanchezza e infortuni".

Sul caso Pongracic (il presunto rigore non dato), Marotta manda avanti gli esperti: "Tanti opinionisti hanno dimostrato che era calcio di rigore", ma subito dopo aggiunge: "Non voglio alibi, dobbiamo essere più forti degli errori arbitrali". Una posizione equilibrata che però non nasconde l'amarezza per decisioni che pesano come macigni in questo finale di stagione. La richiesta è chiara: uniformità di giudizio e protocolli omogenei.

Intanto, la società pianifica il futuro. A inizio aprile è previsto un incontro cruciale tra dirigenza e Chivu per discutere strategie di mercato e programmazione. Sul tavolo ci saranno progetti, rinnovi e la direzione da prendere, a prescindere dalla vittoria o meno dello scudetto. Perché dilapidare un vantaggio così ampio avrebbe comunque delle conseguenze.

La filosofia di Marotta resta quella del dirigente navigato: "Il calcio è una palestra di vita, si vince e si perde". Il presidente si vede già nel futuro come "tecnico dello sport", pronto a restituire quello che ha ricevuto lavorando con i giovani. Ma prima c'è uno scudetto da portare a casa, e le prossime settimane saranno decisive per capire se questa Inter saprà ritrovare la strada smarrita.

Da Leggere Più Tardi

Approfondimenti e letture consigliate per esplorare ulteriormente gli argomenti trattati

Mercato e strategie future: L'Inter continua a monitorare Guglielmo Vicario per la porta, mentre cresce l'interesse per Andrey Santos del Chelsea. Thuram sempre più verso l'addio con Newcastle e Aston Villa in pressing. Settore giovanile in crescita: Cinque vittorie su sette partite per le squadre del vivaio, con la Primavera che rimonta la Lazio. Ricordi nerazzurri: Ronaldo e Simeone rievocano i tempi dell'Inter, con il Fenomeno che ricorda i calci durissimi del Cholo in allenamento. Curiosità: Taremi scambia la maglia con un israeliano in un gesto simbolico di pace, mentre l'Inter U23 rinvia la partita con il Trento all'8 aprile.

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