Inter
18 novembre 2025

Derby alle porte: Chivu sfida Allegri, Pio illumina San Siro

Riassunto

Derby decisivo alle porte con Chivu che sfida Allegri per la prima volta da allenatore. Pio Esposito unica luce nel disastro Italia contro la Norvegia (4-1), conquistando elogi da Grosso a Sabatini. Calhanoglu rientra prima dalla Turchia, Dumfries in dubbio per il derby. I fratelli Stankovic protagonisti: Filip racconta l'amore per l'Inter, Aleksandar segna il primo gol con la Serbia come papà Dejan.

Derby Inter-Milan: Chivu contro Allegri, la sfida dei ricordi

Importanza: 9/10

Il derby si avvicina e i protagonisti si preparano alla battaglia. Domenica sera San Siro ospiterà una stracittadina che vale molto più dei tre punti: l'Inter di Chivu può allungare a +5 sul Milan di Allegri, una mazzata che potrebbe decidere le sorti del campionato. Il tecnico rumeno vivrà il suo primo derby da allenatore, ma da giocatore ne ha vissuti tanti (quattro vittorie, un pareggio e cinque sconfitte). Il ricordo più bello? Lo 0-4 in trasferta nell'anno del Triplete con Mourinho. Il più amaro? Il 3-0 subito con Leonardo in panchina e il cartellino rosso per fallo su Pato.

Dall'altra parte c'è Max Allegri, che nei derby ha un curriculum di tutto rispetto. L'ultimo ko in una stracittadina risale all'aprile 2015 (Torino-Juventus), mentre a Milano vinse i primi tre: il debutto del 14 novembre 2010 con rigore di Ibrahimovic, il capolavoro del 2 aprile 2011 (3-0 che spianò la strada allo scudetto) e la Supercoppa di Pechino. Poi arrivarono quattro sconfitte e un pareggio che chiusero l'era rossonera. Alla Juventus, però, Max ha dominato: appena una sconfitta su 18 derby torinesi.

La sfida non sarà solo tattica ma anche estetica. Le maglie raccontano due identità diverse: il nerazzurro che evoca la notte e la potenza, il rossonero che richiama il fuoco e la passione. Credetemi, ogni dettaglio conta in una partita così. Anche Albertosi, che di derby se ne intende, ha detto la sua sui portieri: "Maignan è tornato sui livelli che lo resero determinante per lo scudetto del Milan, mentre Sommer è più bravo nelle uscite ma il francese ha quella spinta nel buttarsi che fa la differenza".

Il punto è questo: domenica non si affronteranno solo due squadre, ma due mondi. Chivu cerca la consacrazione definitiva, Allegri vuole dimostrare che il suo ritorno non è stato un errore. Chi avrà ragione?

Italia ko 4-1 con la Norvegia: Pio Esposito unica luce nel buio

Importanza: 8/10

San Siro ha visto una delle serate più amare della Nazionale italiana. Il 4-1 subito dalla Norvegia brucia ancora, ma almeno una certezza è emersa dal disastro: Pio Esposito. Il giovane attaccante dell'Inter ha segnato il terzo gol in cinque presenze azzurre, confermandosi l'unica vera speranza di questo gruppo in difficoltà. "È una certezza", ha scritto il Corriere dello Sport nelle pagelle, mentre la Gazzetta lo ha eletto migliore in campo con 6,5.

Gli altri interisti hanno vissuto una serata da dimenticare. Bastoni è stato il primo a crollare, punito con un 4,5 dalla Gazzetta: "Il primo a crollare, come a Oslo. Sorloth è un elastico sfilacciato per 45', poi è tutta una salita". Barella ha faticato (voto 5), condizionato dal giallo preso a fine primo tempo. Frattesi ha deluso le aspettative (4,5): "Più lotta che arrembaggi, si sente poco ed è il primo a non tamponare Nusa che pareggia". Solo Dimarco si è salvato con un 6: assist perfetto per Pio e qualche spunto interessante.

L'analisi di Frattesi nel post-partita è stata lucida ma amara: "Quando si perde 4-1 si deve chiedere scusa. Cos'è successo? Per me ci sono state due partite in una. Nel primo tempo c'è stata una sola squadra in campo, ma purtroppo in questo momento siamo fragili". Il centrocampista ha evitato di parlare di "umiliazione", ma ha ammesso che mentalmente la squadra si è sciolta dopo il pareggio norvegese.

Ora, prestate attenzione: questa sconfitta può essere un bagno di umiltà prezioso in vista dei playoff mondiali. Pio Esposito ha dimostrato di avere la personalità giusta per i palcoscenici importanti. Gli altri devono ritrovare quella cattiveria che li ha sempre contraddistinti. Il calcio italiano ha bisogno di certezze, e il ragazzo di Castellammare ne è una.

Pio Esposito fenomeno: tutti pazzi per il gioiello dell'Inter

Importanza: 8/10

Il nome di Pio Esposito risuona ovunque nel calcio italiano. Dopo il gol alla Norvegia, gli elogi si sprecano da ogni parte. Fabio Grosso, allenatore del Sassuolo, non ha dubbi: "Giovane e forte, protagonista nell'Inter e nella nazionale. È la dimostrazione che ci sono ragazzi bravi e che i giovani ci sono. Deve esserci voglia di dare loro delle opportunità per ricostruire qualcosa di bello".

Anche Walter Sabatini si è lasciato andare a paragoni illustri. L'ex dirigente dell'Inter ha scritto su Cronache di Spogliatoio: "Pio Esposito è un grande centravanti, ha le movenze di Beppe Savoldi". Un paragone che fa venire i brividi a chi conosce la storia del calcio italiano. E quando Sabatini parla di calcio, bisogna ascoltare.

Roberto La Florio, l'agente che portò i fratelli Esposito all'Inter, racconta i retroscena: "Gli Esposito non volevano più stare a Brescia e li portai all'Inter. Pio era quello che mi era rimasto nel cuore, vedevo che aveva qualcosa in più dei suoi coetanei, in primis la personalità. Ha potenziale esagerato, fisico e tecnico. Ma soprattutto ha la testa sulle spalle. Per me può farcela ad arrivare a essere un campione dichiarato, ha le stimmate del top player".

L'episodio con Haaland ha fatto il giro del mondo. Lele Adani ha spiegato la sua esclamazione in telecronaca ("Erling, ora lo conosci?"): "Il giorno prima Haaland ha detto che non conosceva Pio, ma se gioca nell'Inter e nella Nazionale vuol dire che il ragazzo ha un valore. Esposito ha segnato, a San Siro, davanti a Haaland, ed è una cosa che va sottolineata tecnicamente, emotivamente e storicamente".

Capitolo futuro: Pio sta dimostrando di avere tutto per diventare un campione. La personalità, la tecnica, il fiuto del gol e quella fame che contraddistingue i grandi attaccanti. L'Inter ha tra le mani un tesoro, e il calcio italiano può sorridere.

Nazionali Inter: Calhanoglu torna prima, Dumfries in dubbio per il derby

Importanza: 7/10

Buone notizie da Appiano Gentile per Chivu. Hakan Calhanoglu è rientrato in anticipo dalla Turchia e sarà a disposizione per il derby. Il regista nerazzurro salterà la sfida con la Spagna per un problema al polso destro, ma soprattutto perché Montella non voleva rischiarlo essendo diffidato. "Si tratta di un'ottima notizia per Chivu", conferma il Corriere dello Sport, "considerando che le condizioni della mano del turco non destano particolare preoccupazione".

Situazione diversa per Denzel Dumfries. L'olandese è rientrato anticipatamente dall'Olanda per un fastidio alla caviglia sinistra accusato in nazionale. Il problema deriva dalla gara con la Lazio, quando Zaccagni gli finì addosso dopo un fallo di Sucic. Dumfries si sottoporrà a fisioterapia per cercare di recuperare in tempo per la stracittadina. L'obiettivo è giocare regolarmente dal primo minuto, ma bisognerà valutare giorno per giorno.

Domani Chivu ritroverà anche Lautaro Martinez, rientrato dopo gli impegni con l'Argentina. Il Toro ha continuato la sua marcia da record con l'Albiceleste e ora è pronto a trascinare l'Inter nel derby più importante della stagione. Anche gli altri nazionali stanno rientrando: Sucic e Akanji potrebbero essere preservati dai rispettivi ct, essendo entrambi diffidati e con le qualificazioni già in cassaforte.

La cura Chivu ha restituito all'Inter un Calhanoglu ritrovato. Il turco è tornato a essere quel regista sopraffino capace di inventare giocate decisive, ma soprattutto di mordere le caviglie agli avversari con quell'aggressività tanto cara al nuovo allenatore. Lontanissimi i dissapori dell'estate: ora Hakan è di nuovo il faro del centrocampo nerazzurro.

Fratelli Stankovic: Filip racconta l'Inter, Aleksandar segna con la Serbia

Importanza: 6/10

Una settimana speciale per la famiglia Stankovic. Filip, portiere del Venezia, ha affidato i suoi ricordi a una lettera pubblicata sul sito di Gianluca Di Marzio, raccontando il legame indissolubile con l'Inter: "Ci sono entrato quando ero solo un bambino. L'Inter è e sarà sempre la mia casa. Quanti ricordi: i passaggi con Ibra e Milito, le parole di Maicon, una partitella sotto la pioggia con Mourinho appoggiato alla panchina a osservarci".

Il sogno di Filip è chiaro e commovente: "Magari un giorno arriverà a realizzare quel sogno: vincere la Champions con mio fratello Aleksandar e papà in panchina". Una famiglia unita dal calcio e dall'amore per i colori nerazzurri. Filip ha anche raccontato l'infortunio che lo fermò lo scorso anno: "Rinvio il pallone, sento qualcosa di strano. Un dolore al ginocchio. È stato uno shock. Ma non sono mai stato abituato a mollare".

Aleksandar, intanto, ha trovato il suo primo gol con la Serbia. Contro la Lettonia, il centrocampista del Club Brugge ha realizzato una rete di testa che lo ha emozionato: "È una sensazione incredibile, è qualcosa che sognavo fin da bambino, da quando guardavo mio padre giocare con la Nazionale". Il ct Paunović lo ha elogiato: "È un ragazzo fenomenale, è uno che assorbe tutto. Sono molto contento per lui e per la sua famiglia".

Curiosità statistica: Aleksandar ha segnato il suo primo gol in Nazionale esattamente come papà Dejan. Entrambi hanno trovato la prima rete con la Serbia di testa, un déjà-vu che conferma quanto il calcio sia fatto anche di coincidenze magiche. Il Drago aveva segnato contro la Corea del Sud nel 1998, il figlio contro la Lettonia nel 2024.

La dinastia Stankovic continua a scrivere pagine di calcio. Filip sogna di tornare all'Inter, Aleksandar cresce nel Club Brugge con l'Inter che mantiene il diritto di recompra. Il futuro potrebbe riservare sorprese interessanti per questa famiglia speciale.

Da Leggere Più Tardi

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Mercato portieri in fermento: Inter e Milan studiano il futuro tra i pali con Sommer e Maignan in scadenza. Spunta Meslier del Leeds come possibile affare di gennaio. Zielinski protagonista con la Polonia: gol decisivo nel 3-2 a Malta che vale i playoff mondiali, più un curioso déjà-vu con un gol in quarta divisione polacca. Gran Galà del Calcio: tanti interisti nelle nomination, con Barella candidato al gol dell'anno per la rete all'Atalanta. Terzic senza panchina: l'ex Borussia studia l'Inter e fa 60 colloqui, convinto che i nerazzurri possano tornare in finale di Champions.

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