Derby alle porte e Juve che non muore mai: il calcio che emoziona
Riassunto
La Juve non muore mai e rimonta la Roma dal 3-1 al 3-3 con Gatti decisivo al 93'. Lukaku ritrova il gol dopo 281 giorni e dedica la rete al padre scomparso. L'Inter batte il Genoa 2-0 con Dimarco sempre più MVP e va a +13 sul Milan. Derby alle porte con Leao che carica: "Questione di vita o di morte". Dimarco candidato numero uno per il premio di miglior giocatore della Serie A.
Roma-Juve 3-3: Spalletti e l'arte di non morire mai
All'Olimpico è successo di tutto e il contrario di tutto. La Juventus di Spalletti ha dimostrato ancora una volta di avere un cuore che batte forte, rimontando dal 3-1 al 3-3 finale contro una Roma che aveva già pregustato i tre punti. Un pareggio che sa di vittoria per i bianconeri, di beffa per i giallorossi.
Il punto è questo: quando tutto sembra perduto, quando sei sotto di due gol e la Champions sembra un miraggio, ecco che spunta fuori il carattere. Wesley aveva portato avanti la Roma al 39', Conceicao aveva pareggiato con una perla all'incrocio, poi N'Dicka e Malen avevano fatto sognare l'Olimpico con il momentaneo 3-1. Ma la Juve di Spalletti non sa cosa significhi arrendersi.
Credetemi, i cambi di Luciano sono stati da manuale. Zhegrova e Boga hanno cambiato la partita, ma la mossa più geniale è stata quella di buttare dentro Gatti come centravanti negli ultimi minuti. Il difensore, già a segno contro il Galatasaray, ha trovato il gol del pareggio al 93' trasformando una palla vagante in un punto d'oro. "Per una squadra sana di testa sarebbe stata una montagna difficile da scalare", ha detto Spalletti nel post-partita, sottolineando come i suoi ragazzi abbiano reagito dopo l'eliminazione dalla Champions.
Ora, prestate attenzione: questo pareggio vale più di una vittoria per il morale juventino. La squadra aveva bisogno di ritrovare fiducia dopo le batoste europee e gli errori arbitrali che hanno condizionato il cammino. Gasperini può recriminare per l'occasione sprecata, ma la Juve resta viva nella corsa al quarto posto, a soli quattro punti dalla Roma. Il calcio, quando è così, ti ricorda perché lo ami.
Lukaku piange e ritrova la gioia: 281 giorni dopo
Le lacrime di Big Rom al Bentegodi raccontano una storia di sofferenza e rinascita. Romelu Lukaku ha ritrovato il gol dopo 281 giorni di calvario, decidendo Verona-Napoli al 95' e scoppiando in un pianto liberatorio che ha commosso tutti. Un gol che vale molto più di tre punti: vale la rinascita di un campione.
Capitolo infortunio, capitolo dolore, capitolo rinascita. L'ultima volta che Lukaku aveva segnato in Serie A era il 23 maggio 2025, nel giorno dello scudetto del Napoli contro il Cagliari. Poi la lesione al retto femorale rimediata ad agosto, la morte del padre Roger a settembre, mesi di buio totale. "Prima di arrivare qui ero morto, devo tanto a questa squadra", ha confessato l'attaccante belga.
Il destino ha voluto premiarlo nella serata più difficile del Napoli di Conte. Gli azzurri stavano per pareggiare contro un Verona già con un piede in Serie B, ma all'ultimo respiro è arrivata la zampata del gigante di Anversa. Un piattone sinistro che ha fatto esplodere la gioia e le emozioni trattenute per troppo tempo. "Pour toi Papa", la dedica sui social per il padre scomparso.
Ora Lukaku può tornare a sognare in grande. I 24 minuti giocati contro il Verona sono stati i più lunghi della sua stagione, un segnale che Conte vuole puntare su di lui per la volata Champions. E chissà, magari anche per il sogno Mondiale con il Belgio. Perché i campioni veri, quando cadono, si rialzano sempre più forti di prima.
Inter-Genoa 2-0: Dimarco show e +13 sul Milan
San Siro ha dimenticato il Bodo in novanta minuti. L'Inter di Chivu ha archiviato la delusione europea con una prestazione convincente contro il Genoa, portandosi momentaneamente a +13 dal Milan grazie ai gol di Dimarco e Calhanoglu. Una risposta da grande squadra dopo la batosta norvegese.
Federico Dimarco continua a dipingere calcio con quel sinistro benedetto. Il numero 32 nerazzurro ha sbloccato la partita al 35' con l'ennesima perla della sua stagione straordinaria: inserimento da sinistra e tiro incrociato di collo esterno che si è infilato in un angolo strettissimo. Il sesto gol in campionato per un esterno che sta riscrivendo i parametri del ruolo.
La serata di San Siro ha regalato anche il ritorno di Calhanoglu. Il turco, entrato dalla panchina, ha chiuso i conti dal dischetto dopo il fallo di mano di Amorim su cross di Luis Henrique. Un rigore trasformato con la solita freddezza chirurgica, accompagnato dal coro della Nord: "Calha lo sai perché". Il recupero del regista è una notizia fondamentale in vista del derby.
L'unica nota stonata arriva dall'attacco: Thuram continua il suo momento no e Bonny è uscito per problemi muscolari. Ma quando hai Dimarco in questa forma, quando hai una squadra che sa reagire alle difficoltà come ha fatto dopo il Bodo, allora puoi permetterti di guardare avanti con fiducia. Il derby si avvicina e l'Inter c'è.
Derby alle porte: Milan a -10, ma Leao carica l'ambiente
"Il derby è questione di vita o di morte. Ai miei compagni chiedo di prenderla sul personale". Rafa Leao ha vestito i panni del capopopolo dopo la vittoria sofferta di Cremona, lanciando la carica per la stracittadina di domenica prossima. Parole forti per una partita che può dire molto sul futuro di entrambe le squadre.
Il Milan arriva al derby con dieci punti di ritardo dall'Inter, ma con la consapevolezza di aver evitato il peggio contro la Cremonese. I gol di Pavlovic al 90' e Leao al 94' hanno salvato una serata complicata, mantenendo i rossoneri al secondo posto e a +4 sul Napoli. Una vittoria che Allegri ha definito fondamentale per cancellare la sconfitta col Parma.
Capitolo aspettative: matematicamente lo scudetto è ancora possibile, ma servirebbe un miracolo. "Non pensiamo allo scudetto ma pensiamo di arrivare pronti a quella partita", ha chiarito Leao, che però sa bene quanto possa valere un derby. Allegri, dal canto suo, spera che "i numeri diano contro all'Inter" dopo 22 vittorie in 27 partite dei nerazzurri.
La settimana del derby è sempre speciale a Milano. "Non si esce, si sta a casa con la famiglia e ognuno deve trovare il suo modo di stare concentrato", ha spiegato Leao. L'ambiente sarà elettrico, la posta in palio altissima. Per l'Inter può essere il match point scudetto, per il Milan l'ultima chiamata per riaprire il discorso. Il calcio, quando è così, ti fa venire i brividi.
Dimarco candidato MVP: quel sinistro che fa sognare
"Dimarco sarà al 100% eletto MVP della Serie A, non c'è un solo giocatore che possa impensierirlo". Emanuele Giaccherini non ha dubbi: Federico Dimarco è il migliore della stagione. E i numeri gli danno ragione: 6 gol e 15 assist in campionato, 22 partecipazioni a reti complessive. Cifre da fenomeno per un esterno che ha cambiato il calcio.
Bergomi è ancora più netto: "Per capacità, per come fa cross, per come calcia in porta e per come fa assist, è uno dei più grandi al mondo". L'ex capitano dell'Inter ha sottolineato come Chivu abbia saputo gestire meglio Dimarco rispetto al passato, lasciandolo in campo per tutti i 90 minuti e facendolo riposare nelle partite meno importanti.
Il sinistro di Dimarco fa discutere gli esperti. Giaccherini si è spinto oltre ogni limite: "Il mancino di Dimarco è superiore a quello di Roberto Carlos e Alvaro Recoba a livello di balistica". Parole che fanno rumore, ma che testimoniano l'impatto devastante del numero 32 nerazzurro. Ogni suo gol è una perla, ogni suo assist un'opera d'arte.
La crescita di Federico è sotto gli occhi di tutti: primo difensore a fornire cinque assist in cinque presenze consecutive nelle ultime 20 stagioni di Serie A. Solo Cassano, Munari, Pjanic e Insigne ci erano riusciti prima di lui. Quando hai un giocatore così, quando hai un sinistro che "può dipingere" come dice Viviano, allora puoi sognare in grande. E l'Inter, con Dimarco, sta sognando lo scudetto.
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