Inter
3 marzo 2026

Derby alle porte: l'Inter di Chivu verso il match point scudetto

Riassunto

L'Inter si avvicina al match point scudetto: domenica il derby può chiudere i conti con il Milan a +10. Stasera semifinale di Coppa Italia a Como con Fabregas che vuole la Bombonera. Dimarco fenomeno a un assist dal record storico della Serie A, mentre l'ex nerazzurro Satriano affonda il Real Madrid al Bernabeu. Zielinski punta al doblete: 'È tutto nelle nostre mani'.

Derby match point: l'Inter può chiudere i conti con il Milan

Importanza: 10/10

Il cerchio si chiude. Sono passate esattamente 15 partite dal derby d'andata, quello maledetto del 23 novembre quando Pulisic ci rovinò la festa con un tap-in su papera di Sommer. Da quella notte buia, però, l'Inter ha inanellato una serie impressionante: 14 vittorie e un solo pareggio con il Napoli. Un ruolino di marcia che ha portato i nerazzurri a +10 sui cugini rossoneri, trasformando il derby di domenica 8 marzo nel potenziale match point scudetto.

Il Milan, dal canto suo, continua a soffrire contro le medio-piccole (ieri ha sbloccato la Cremonese solo al 90' con Pavlovic), mentre l'Inter ha fatto del dominio sulle provinciali la sua forza. Credetemi, la differenza è tutta qui: quando Chivu schiera i suoi ragazzi contro squadre come il Genoa, il risultato sembra già scritto. Il Milan invece sbuffa, soffre e spreca punti preziosi come quelli regalati al Parma tra andata e ritorno.

Ora, prestate attenzione: per i rossoneri è davvero l'ultima chiamata. Se vogliono riaprire il discorso scudetto, domenica devono vincere a tutti i costi. Con una vittoria tornerebbero a -7 e con dieci giornate da giocare si ricreerebbe uno spiraglio (seppur minimo). Ma se l'Inter non perde, il campionato è praticamente chiuso. E pensare che tutto è nato da quell'errore difensivo che regalò il gol a Pulisic e dal rigore sbagliato da Calhanoglu: un elettroshock inconscio che ha svegliato la bestia nerazzurra.

Chivu, nonostante la scarsa abitudine alle pressioni della panchina, ha cavalcato l'onda con maestria stabilendo il record di punti di un allenatore esordiente alla guida dell'Inter (67 in 27 giornate). Il punto è questo: da quella notte di novembre, l'Inter ha capito di aver raggiunto il point-break e ha iniziato a surfare sulle onde del campionato come un professionista, mentre il Milan è finito alla deriva senza controllo.

Como-Inter: Fabregas sfida Chivu nella semifinale che vale la finale

Importanza: 9/10

Capitolo Coppa Italia: stasera al Sinigaglia va in scena l'andata della semifinale tra Como e Inter, una partita che profuma già di finale. Fabregas ha le idee chiare e vuole trasformare lo stadio in una "piccola Bombonera", come ha dichiarato ieri sera: "Domani lo stadio deve diventare una piccola Bombonera e dobbiamo creare una grande atmosfera. Affrontiamo la squadra più forte del campionato, ma siamo pronti a individuare e sfruttare quelle piccole debolezze che ogni squadra può avere".

Per l'Inter, eliminata dalla Champions, la Coppa Italia è diventata un obiettivo irrinunciabile. Il +10 in campionato lascia abbastanza tranquillo Chivu, che però deve fare i conti con un attacco decimato: fuori Lautaro (punta la Fiorentina del 22 marzo) e Bonny (speranze per il derby). Spazio quindi a Pio Esposito e Thuram, con il giovane azzurro sempre più centrale nel progetto nerazzurro.

Il tecnico rumeno stravolgerà la formazione pensando al derby: torna Calhanoglu in regia per mettere minuti nelle gambe, possibile spezzone per Dumfries dopo 107 giorni di assenza, mentre Dimarco potrebbe rifiatare lasciando spazio a Carlos Augusto. In difesa si rivede Acerbi, rimasto in panchina contro il Genoa. Una formazione inedita, forse anche con un cambio di modulo verso il 3-4-2-1.

Il Como arriva da un momento straordinario: quinto posto con 48 punti e zona Champions nel mirino (chi l'avrebbe mai detto a inizio stagione?). Fabregas ritrova Nico Paz dal primo minuto dopo la "punizione disciplinare" contro il Lecce, mentre restano out Addai per tutto il resto del campionato e in dubbio Morata e Baturina. La storia chiama i lariani, che non hanno intenzione di fare turnover: in campo il miglior Como possibile per provare l'impresa contro i nerazzurri.

Dimarco fenomeno: a un assist dal record storico della Serie A

Importanza: 8/10

Federico Dimarco vale un bomber. Il ragazzo di Calvairate ne ha fatta di strada e oggi schierarlo è come partire dall'1-0. Con la perla contro il Genoa (un sinistro al volo da urlo che ha centrato l'angolino opposto), "Dimash" è salito a 6 gol e 15 assist in questo campionato: 21 contribuzioni offensive che nessuno in Italia può vantare.

I numeri sono da record in tutti i sensi: l'unico giocatore nei campionati big five ad avere statistiche migliori è Michael Olise del Bayern Monaco (10 gol e 16 assist), ma lui fa l'esterno offensivo, non il terzino a tutta fascia. Dimarco è infatti a un solo assist dal primato storico della Serie A, detenuto dal Papu Gomez che nel 2015/16 chiuse a 16 passaggi vincenti.

E pensare che a settembre sembrava una smargiassata quella frecciata nemmeno velata a Inzaghi: "Giocare più spesso 90 minuti ti aiuta a migliorare la condizione, piuttosto che uscire matematicamente al sessantesimo". Qualcuno notò un certo retrogusto di ingratitudine, ma sul lungo andare sta avendo ragione il giocatore. Chivu ha fatto subito una scelta diversa: in questo campionato Dimarco ha giocato almeno 75 minuti in 20 delle sue 25 presenze, con una media di quasi 80 minuti a partita contro i 65 dell'anno scorso.

La crescita costante fa felice anche Gattuso, che a sinistra ha l'imbarazzo della scelta ma pochi dubbi sulla centralità di Dimarco. In casa Inter, questi numeri spingono la dirigenza a premere sull'acceleratore per il rinnovo fino al 2030: c'è già un'intesa di massima, restano da sistemare le questioni economiche. Dimarco ha raggiunto il livello di top come Barella, Calhanoglu e Bastoni, e il nuovo accordo dovrebbe scacciare le sirene di Arsenal e Manchester United che si sono affacciate negli ultimi mesi.

Satriano shock: l'ex Inter affonda il Real Madrid al Bernabeu

Importanza: 8/10

Una meteora interista affonda il Madrid. Martin Satriano, quel ragazzo arrivato all'Inter nel gennaio 2020 con l'etichetta di "nuovo Ibra" appiccicatagli improvvidamente in patria, ha scritto una pagina di storia al Santiago Bernabeu. Il Getafe ha battuto 1-0 il Real Madrid grazie a un golazo dell'uruguaiano che ha fatto esplodere di gioia Barcellona: i blaugrana ora possono tentare la fuga a +4 in Liga.

Al 39' del primo tempo, su un rimpallo aereo generato da Tchouameni e Arambarri, Satriano ha fatto partire un destro al volo dal limite che si è insaccato sotto l'incrocio dei pali senza lasciare scampo a Courtois. Un gol che se lo merita tutto: aggregato alla Primavera nerazzurra, aveva debuttato in prima squadra nell'agosto 2021 per poi essere ceduto in un tour de force tra Brest, Empoli, Lens e Lione. Nell'agosto 2024 si era rotto un crociato e da tempo giocava pochissimo.

Il Getafe, alla disperata ricerca di attaccanti, lo ha preso in prestito a gennaio e Satriano ha già fatto due gol. Ma quello di ieri notte rimarrà nella storia: il Getafe non vinceva al Bernabeu dal 24 febbraio 2008, e Bordalas in 16 sfide col Madrid aveva rimediato solo 2 pareggi e 14 sconfitte. Una serata magica per l'ex nerazzurro, che ha dimostrato come nel calcio basti poco per ribaltare tutto.

Per Arbeloa è stata la quarta sconfitta in 12 panchine con i Blancos, la seconda consecutiva in Liga dopo quella con l'Osasuna. Il Bernabeu ha fischiato sonoramente, mentre a Barcellona si preparano già a festeggiare. E pensare che tutto è nato dal piede educato di un ragazzo che l'Inter aveva creduto potesse diventare il nuovo Ibrahimovic: il calcio, a volte, sa essere davvero imprevedibile.

Zielinski e la filosofia del doblete: tutto nelle nostre mani

Importanza: 6/10

Piotr Zielinski ha le idee chiare: "Sarebbe fantastico fare il doblete, faremo di tutto per vincere questi trofei importanti. È tutto nelle nostre mani". Il centrocampista polacco, diventato una colonna dell'Inter di Chivu, guarda al rush finale con ottimismo e determinazione. Dopo l'eliminazione dalla Champions, scudetto e Coppa Italia sono gli obiettivi che possono rendere più che ottima una stagione.

Sul rigore lasciato a Calhanoglu contro il Genoa, Zielinski ha mostrato la maturità del gruppo: "Era giusto calciasse lui. Ha un piede educatissimo e doveva prendere lui la palla, è tornato ed era giusto fargli fare gol. È questo anche il bel gesto per tutta la squadra". Un gesto che fotografa lo spirito di una squadra che ha saputo reagire alle difficoltà con carattere.

Sul Como, prossimo avversario in Coppa Italia, il polacco non nasconde l'ammirazione: "Nico Paz è un fuoriclasse, ha numeri impressionanti. Ma non solo lui, perché il Como fa un gioco fantastico con tantissimi giocatori di qualità. Hanno un grandissimo allenatore e gli effetti si vedono". Una squadra, quella di Fabregas, che ha impressionato tutti per organizzazione e palleggio di qualità.

Sul derby, invece, Zielinski preferisce non sbilanciarsi troppo: "Le ultime partite non sono andate come volevamo, ma penso che nell'ultima in campionato meritavamo qualcosa in più. Ci sarà tempo per preparare bene quella gara e dimostrare la nostra forza". Nessun fioretto in caso di gol decisivo: "Non penso sia importante chi fa gol, ma vincere questa partita perché sarebbe un bel regalo per i tifosi e per noi stessi". La mentalità giusta per affrontare la settimana più importante della stagione.

Da Leggere Più Tardi

Approfondimenti e letture consigliate per esplorare ulteriormente gli argomenti trattati

Mentre l'Inter si prepara alle sfide decisive, arrivano aggiornamenti dal mercato con Goretzka nel mirino per l'estate e Atubolu come possibile post-Sommer. In casa Milan, Gimenez scalpita per il derby mentre Bartesaghi evita lesioni. Spettacolo all'Olimpico con Roma-Juventus 3-3: Spalletti ritrova la rimonta Champions grazie ai cambi dalla panchina. Il Napoli sorride per il ritorno di De Bruyne in gruppo dopo 4 mesi di stop. Chivu risponde alle critiche con i risultati, mentre Panatta lo ridicolizza: "Vuoi un monumento?". L'Inter domina anche nelle statistiche con 15 clean sheet, record nei top 5 campionati europei.

Naviga nel tema

Ricevi digest come questo direttamente su Telegram

Unisciti a migliaia di utenti che ricevono quotidianamente analisi curate su inter e calcio italiano. Informazione di qualità, zero spam.

Iscriviti al canale Inter e Calcio Italiano