Inter
9 marzo 2026

Derby amaro: il Milan riapre la corsa scudetto

Riassunto

L'Inter perde il derby 1-0 contro il Milan e vede ridursi il vantaggio a 7 punti. Gol decisivo di Estupinan al 35', preparato da Allegri in allenamento. Chivu senza alibi: 'Eravamo sporchi, ma abbiamo 30 punti in palio'. Dimarco ammette: 'Negli scontri diretti manca cattiveria'. Polemiche per un possibile rigore negato su Ricci nel finale. Le assenze di Thuram, Lautaro e Calhanoglu pesano come macigni. Modric mostruoso (7,5), Luis Henrique da 5. La maledizione derby continua: sesta partita consecutiva senza vittorie contro i cugini.

La maledizione derby continua: Estupinan affossa l'Inter

Importanza: 10/10

Ancora una volta, ancora 1-0, ancora il Milan. La maledizione derby dell'Inter continua e questa volta fa più male del solito, perché arriva nel momento in cui i nerazzurri potevano mettere una seria ipoteca sul campionato. Invece, eccoci qui a commentare l'ennesima sconfitta nella stracittadina, la sesta consecutiva senza vittorie contro i cugini.

Il gol che cambia tutto arriva al 35' e porta la firma di Pervis Estupinan, l'uomo meno atteso in una serata già complicata dalle assenze. Su un'ottima sponda di Leao, l'ecuadoriano brucia Luis Henrique, entra in area e piazza la palla sotto la traversa con una freddezza che lascia di stucco. Un gol che Allegri aveva preparato in allenamento (parole sue), mentre Chivu si ritrova a dover inseguire con una squadra orfana dei suoi riferimenti offensivi.

Le assenze pesano come macigni. Thuram nemmeno convocato per la febbre, Lautaro in panchina solo per fare presenza (impossibile utilizzarlo), Calhanoglu che "non stava bene" secondo Chivu. Il tecnico rumeno si ritrova con due ragazzini in attacco - Bonny ed Esposito, 42 anni in due - contro l'esperienza di Modric che da solo ne ha quasi quanto loro messi insieme.

Nel secondo tempo l'Inter prova la reazione, ma è una reazione scomposta, fatta di cross telegrafati e poche idee. Dimarco si divora il pareggio con un sinistro che stavolta lo tradisce, Mkhitaryan aveva sprecato una grande chance nel primo tempo. Il Milan si chiude, aspetta e colpisce quando può, mostrando quella maturità tattica che all'Inter è mancata nei momenti decisivi.

Il finale è un assedio sterile condito dalle solite polemiche arbitrali. Il tocco di braccio di Ricci nel recupero fa discutere, ma Chivu preferisce non alimentare le polemiche: "C'è un VAR e un AVAR che hanno fatto check, non ho niente da dire". Più diplomatico di così si muore, anche se la rabbia traspare dalle parole sui "tanti dubbi" sollevati dalla moviola.

Il punto è questo: l'Inter resta a +7, un vantaggio ancora importante ma non più rassicurante come prima. Il Milan torna in corsa (forse) e soprattutto dimostra di saper vincere le partite che contano. Per i nerazzurri, invece, si ripropone il solsolito problema: quando la posta in palio si alza, questa squadra si blocca. Sarà il caso di rifletterci, perché mancano ancora dieci partite e il calcio, si sa, è strano.

Chivu non cerca scuse: "Eravamo sporchi, ma guardiamo avanti"

Importanza: 8/10

"Non abbiamo giocato bene, eravamo sporchi." Cristian Chivu non gira intorno al problema e va dritto al punto nella sua analisi post-derby. Il tecnico dell'Inter, visibilmente deluso ma lucido, non cerca alibi per la sconfitta che riapre parzialmente la corsa scudetto.

"Siamo arrivati sul fondo senza mai avere una palla scoperta da mettere in mezzo", spiega il rumeno analizzando la sterilità offensiva della sua squadra. "I nostri cross sono sempre stati dei tiri al bersaglio per i difensori del Milan. Non siamo mai riusciti ad anticipare e prendere il pallone". Una fotografia impietosa di un'Inter che ha faticato tremendamente a creare pericoli concreti.

Il primo tempo è stato il vero problema. "Eravamo sotto ritmo, abbiamo speculato troppo", ammette Chivu. "Nella ripresa abbiamo fatto meglio, sembrava una gara a cazzotti. Loro non hanno fatto quasi niente, noi non abbiamo trovato il guizzo, l'episodio a favore". Una partita che ricorda troppo quella d'andata, tanto che il tecnico confessa: "Mi è sembrata la gara d'andata, ho avuto un deja-vu".

Sulle assenze, Chivu è pragmatico senza essere vittimista. "Oggi avevamo solo due giovani attaccanti che hanno giocato per la prima volta insieme e per di più un derby. L'atteggiamento del Milan era dettato dalla sicurezza di venire a prendere a uomo due ragazzini". Parole che fotografano perfettamente la situazione: con tutte le problematiche dell'ultimo momento, quella era comunque "la migliore formazione in campo".

Sull'episodio del possibile rigore per il tocco di Ricci, Chivu mantiene la sua linea diplomatica: "Per me ci sono un VAR e un AVAR che credo abbiano fatto check, non ho nulla da dire. Sto pensando alla prestazione, a quello che potevamo fare meglio e ai miei errori". Niente polemiche, solo autocritica.

Il messaggio finale è chiaro: "Ci sono 30 punti in palio, non dimentichiamoci cosa abbiamo fatto". L'Inter ha ancora sette punti di vantaggio e Chivu lo sa bene. "Non cambiava niente anche se il risultato fosse stato diverso", conclude. Forse ha ragione, ma intanto il Milan è tornato a -7 e la strada verso lo scudetto si è fatta un po' più complicata.

Allegri gongola: "L'Inter merita 7 punti in più, ma noi ci crediamo"

Importanza: 8/10

"L'Inter merita di averne 7 in più, alla fine la classifica rispecchia il valore delle squadre in questo momento." Massimiliano Allegri è un fiume in piena dopo la vittoria nel derby, ma mantiene i piedi per terra anche nel momento del trionfo. Il tecnico del Milan sa bene che la strada per lo scudetto resta in salita, ma intanto si gode questo successo che riapre parzialmente i giochi.

"L'ultima volta che ho vinto il derby all'andata e al ritorno avevo vinto lo scudetto", ricorda Max con un sorriso, "ma ora l'Inter ha 7 punti di vantaggio e sono tanti. È la squadra più forte, stasera siamo stati bravi ma potevamo essere più lucidi". Realismo puro, quello di un allenatore che conosce bene il calcio e sa che 7 punti a 10 giornate dalla fine sono ancora molti.

Il gol di Estupinan non è casuale. "Avevamo preparato quella situazione e già nel primo tempo c'era stata un'altra occasione", svela Allegri. "Luis Henrique è un buon giocatore, ma avevamo preparato quella situazione. Estupinan, passandogli davanti, poteva fregarlo". Tattica pura, quella che ha permesso al Milan di colpire nel momento giusto.

"Abbiamo lavorato 6 mesi per arrivare a marzo nelle migliori condizioni", spiega il tecnico rossonero. "Ora si decide la stagione". E in effetti il Milan arriva a questo rush finale con 60 punti, "tenendo dietro Como e Juve", come sottolinea con soddisfazione. L'obiettivo Champions resta la priorità, ma ora si può anche sognare qualcosa in più.

Modric, il grande vecchio, è raggiante: "Ci crediamo sempre, però pensiamo di partita in partita. Abbiamo fatto un partitone nel primo tempo, nella ripresa l'Inter è migliorato ma noi abbiamo difeso bene. Abbiamo meritato la vittoria perché l'Inter non ha creato quasi nulla". Parole di uno che di partite decisive ne ha giocate parecchie e sa riconoscere quando una squadra ha fatto il suo dovere.

La presenza di Cardinale non è passata inosservata. "Ha parlato con la squadra, si è complimentato con noi, ma non abbiamo raggiunto nessun obiettivo e dobbiamo tenere i piedi per terra", conclude Allegri. Perché sì, il derby è bello, ma l'Inter resta sempre lì, a 7 punti di distanza. E 7 punti, nel calcio, sono ancora tanti.

Dimarco e l'amarezza nerazzurra: "Siamo uniti, tutto nelle nostre mani"

Importanza: 7/10

"Quando prendiamo un gol facciamo fatica a reagire. Non siamo cattivi negli scontri diretti." Federico Dimarco non usa giri di parole per fotografare il momento dell'Inter dopo l'ennesima sconfitta nel derby. L'esterno nerazzurro, uno dei più delusi in campo, prova a mantenere la lucidità ma l'amarezza traspare dalle sue parole.

Sul possibile rigore per il tocco di Ricci, Dimarco è diplomatico ma lascia trasparire qualche dubbio: "Non ho visto, ero dall'altra parte del campo. Vedendo dal video il braccio è largo, poi sta all'interpretazione dell'arbitro. Si poteva fare un check?". Una domanda che resta sospesa nell'aria e che alimenta i rimpianti nerazzurri.

L'autocritica è severa ma costruttiva. "Il Milan dopo il gol si è abbassato tutto come normale che sia. Abbiamo creato troppo poco per fargli male, questa è la verità", ammette l'ex Atalanta. Anche la sua occasione più ghiotta, quella del secondo tempo, non è andata a buon fine: "Non sono riuscito a tenere basso il pallone che è rimbalzato male".

Ma Dimarco non vuole drammatizzare. "Se otto mesi fa ci avessero detto che ci saremmo trovati a più sette non ci avremmo creduto", ricorda con pragmatismo. "Dobbiamo rimanere lucidi e pensare a queste dieci partite che mancano". Un messaggio di fiducia che serve soprattutto a se stesso e ai compagni in un momento delicato.

Anche Sommer prova a guardare avanti: "Abbiamo avuto poca creatività con il pallone, ci sono mancate delle palle gol. Fa male perdere un derby, ma adesso siamo calmi e possiamo preparare l'Atalanta con lucidità". Il portiere svizzero sa che le assenze hanno pesato: "Per una squadra è sempre male quando mancano tanti giocatori importanti, ma non possiamo cambiare".

Akanji, dal canto suo, è lapidario: "Non abbiamo fatto bene nel primo tempo, perdendo palloni e duelli. Le grandi squadre ti puniscono, se sbagli". Parole che fotografano perfettamente una serata storta, in cui l'Inter ha pagato caro ogni errore. Ora testa all'Atalanta, con la speranza di ritrovare quella cattiveria che negli scontri diretti continua a mancare.

Le pagelle del disastro: Luis Henrique da 5, Modric mostruoso

Importanza: 7/10

I voti parlano chiaro e raccontano una serata da dimenticare per l'Inter. Le pagelle del derby fotografano impietosamente una prestazione sottotono dei nerazzurri, con Luis Henrique che si prende il voto più basso (5) per aver rovinato tutto sull'azione del gol di Estupinan. Il brasiliano, alla sua prima da titolare in un derby, ha pagato l'inesperienza nel momento decisivo.

Dall'altra parte, Modric è stato semplicemente mostruoso (7,5). Il croato ha dominato la mediana con la sua classe infinita, dimostrando ancora una volta che l'età è solo un numero quando hai quella qualità tra i piedi. Insieme a lui, Estupinan si prende giustamente gli onori della cronaca per il gol decisivo, una rete che vale oro per il Milan.

Tra i rossoneri si salvano anche Pavlovic e De Winter, solidi in difesa e bravi a contenere gli attacchi nerazzurri. Una prestazione di squadra quella del Milan, che ha saputo soffrire nei momenti giusti e colpire quando serviva. Allegri può essere soddisfatto dell'approccio tattico dei suoi.

Nell'Inter, invece, si salvano in pochi. Dimarco sembra vuoto, lontano parente di quello ammirato in questa stagione. Barella appare disordinato, forse condizionato dalla fascia di capitano e dalle responsabilità extra. Anche Sommer, solitamente affidabile, non è esente da colpe sul gol subito.

La moviola aggiunge pepe alla serata. Il metro di Doveri è stato "chiaro ma applicato a targhe alterne", con diversi episodi dubbi. Il tocco di braccio di Ricci nel finale resta il più discusso: "Non c'è rigore perché il giocatore fa un movimento a togliere, senza aumentare il volume del corpo", spiegano gli esperti. Ma i dubbi restano, considerando i tanti rigori assegnati in stagione per episodi simili.

Il verdetto finale è impietoso: Milan superiore nella gestione della partita, Inter troppo prevedibile e poco incisiva. Una lezione tattica che Chivu dovrà metabolizzare in fretta, perché tra una settimana c'è l'Atalanta e servirà tutt'altra Inter per ripartire.

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Capitolo mercato: Stankovic conferma di essere pronto al ritorno all'Inter, mentre Sbravati è in pole per sostituire Tarantino come responsabile del vivaio. Settore giovanile in festa: la Primavera batte la Fiorentina 3-2 con una rimonta mozzafiato nel finale, Mancuso protagonista con il decimo gol stagionale. Altre notizie: Goretzka vuole un'esperienza all'estero, mentre in Serie A il Genoa batte la Roma 2-1 con Gasperini che rischia la prova tv per bestemmia. Il derby aveva generato incassi record per oltre 8,7 milioni di euro.

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