Digest Nerazzurro: Chivu verso il tricolore con la grinta di Mourinho
Riassunto
Chivu si trasforma in versione Mourinho con il "Non sono fesso" e guida l'Inter verso il 21° scudetto dopo il 3-0 al Cagliari firmato Thuram-Barella-Zielinski. Bastoni nel mirino del Barcellona per 70 milioni mentre il calcio italiano tocca il fondo: zero squadre in semifinale europea per la prima volta dal 2018. La Juventus punta Bernardo Silva per l'instant team di Spalletti confermato fino al 2028.
Inter-Cagliari 3-0: Thuram, Barella e Zielinski avvicinano lo scudetto
San Siro ha intonato il coro che tutti aspettavano: "Vinceremo il tricolor". E dopo il 3-0 rifilato al Cagliari, con la capolista che vola a +12 sul Napoli, quella che sembrava scaramanzia si trasforma in dolce realtà. L'Inter di Cristian Chivu ha messo in scena l'ennesima prova di forza, confermando che quando conta davvero, i nerazzurri sanno sempre come rispondere.
Il primo tempo aveva fatto sudare freddo i 70mila di San Siro. Un'Inter compassata, lenta nel giro palla, che sembrava aver lasciato la brillantezza negli spogliatoi. Il Cagliari di Pisacane, con il piano gara prevedibile ma efficace (difesa e contropiede), aveva retto bene l'urto iniziale. Marco Palestra si confermava una spina nel fianco, mentre i fratelli Esposito si sfidavano a distanza in un derby familiare che ha visto prevalere Pio su Sebastiano.
Poi è arrivata la ripresa e l'Inter ha cambiato marcia. Il punto è questo: quando Chivu sistema i suoi nella pausa, i nerazzurri diventano una macchina da guerra. Al 52' Marcus Thuram ha sbloccato il risultato con un gol da rapinatore d'area, servito da un cross perfetto di Dimarco. Cinque minuti dopo, Nicolò Barella ha raddoppiato con una sassata che non ha lasciato scampo a Caprile. Il sardo, da vero signore, non ha esultato contro la sua terra d'origine.
Nel finale, la ciliegina sulla torta: Piotr Zielinski ha calato il tris con un destro a giro che si è incastonato sotto l'incrocio dei pali. Un gol da cineteca che ha mandato in estasi San Siro e ha suggellato una serata perfetta. Ora mancano solo sette punti per l'aritmetica, ma la sensazione è che il ventunesimo scudetto sia già in cassaforte.
Calcio italiano al capolinea: zero squadre in semifinale europea dal 2018
Il verdetto è impietoso: per la prima volta dal 2018-19, nessuna squadra italiana è riuscita a raggiungere le semifinali delle tre competizioni europee. L'eliminazione di Bologna e Fiorentina ha chiuso mestamente un'annata da dimenticare per il nostro calcio, che non riesce più a competere ai massimi livelli continentali.
Fabio Capello non usa mezzi termini nell'analisi alla Gazzetta: "La nostra crisi è molto più profonda, diffusa e destinata a protrarsi per un po' di tempo". L'ex tecnico del Milan va oltre il semplice gap economico con la Premier League, citando esempi che fanno riflettere: "Abbiamo visto la Nazionale andare a casa con la Bosnia, l'Inter capolista perdere due volte su due con i norvegesi del Bodo, la Juventus uscire con i turchi del Galatasaray".
Carlo Ancelotti, commissario tecnico del Brasile, individua il problema nel ritmo: "La differenza fondamentale riguarda il ritmo, non soltanto quello agonistico della corsa ma quello mentale". Il calcio italiano ha perso la sua identità storica, quella solidità difensiva che compensava eventuali lacune tecniche. "Il controllo eccessivo dell'aspetto tattico ha snaturato le nostre caratteristiche", aggiunge Carletto.
La conseguenza più dolorosa? Nessun posto aggiuntivo in Champions League per la Serie A nella prossima stagione. Il season ranking UEFA vede l'Italia ferma a 19.000 punti, lontanissima dalle prime due posizioni che garantiscono il pass extra. Un dato che fotografa impietosamente il declino di un movimento che fino a pochi anni fa dominava l'Europa.
Chivu sempre più Mourinho: dal 'Non sono un fesso' al tricolore in vista
"Non sono un fesso". Quando Cristian Chivu ha pronunciato queste parole in conferenza stampa, il richiamo al celebre "Non sono pirla" di José Mourinho è stato immediato. E non è un caso: il tecnico rumeno sta seguendo le orme del suo maestro, quello che nel 2008 arrivò all'Inter e conquistò tutto al primo anno.
La trasformazione di Chivu è sotto gli occhi di tutti. Credetemi, quello che sembrava un allenatore timido e rispettoso si è trasformato in un leader carismatico che sa quando alzare la voce e quando proteggere i suoi giocatori. Come quando ha difeso Alessandro Bastoni dalle critiche: "Si parla di Ale da un mese a questa parte e non per elogiarlo, la farei finita".
Il rapporto con Mourinho è rimasto saldo, e lo Special One ha già avuto modo di congratularsi in privato con il suo ex giocatore. Non aveva dubbi che avrebbe fatto fortuna in panchina. La comunicazione di Chivu sta diventando sempre più simile a quella del portoghese: massime, slogan e quella capacità di creare un muro attorno alla squadra quando serve.
Dopo la vittoria sul Cagliari, Chivu ha mostrato tutta la sua maturità: "Oggi abbiamo raggiunto un obiettivo (la Champions, ndr), mancano cinque partite e la strada è ancora lunga". Ma San Siro ormai canta "Vinceremo il tricolore" e il tecnico non può più nascondersi. Capitolo scudetto: se dovesse arrivare al primo anno, sarebbe l'omaggio migliore possibile per ricordare i tempi che furono con Mourinho.
Bastoni nel mirino del Barcellona: l'Inter valuta 70 milioni per il difensore
Alessandro Bastoni è finito nel mirino del Barcellona e la situazione sta diventando sempre più calda. Il difensore nerazzurro, alle prese con i postumi della contusione alla caviglia rimediata nel derby contro il Milan, sta vivendo un momento delicato della sua carriera.
Simone Fontecchio, stella NBA e tifoso interista, non nasconde il dispiacere: "Mi dispiace, perché è un giocatore dell'Inter e vederlo andare via non è bello". Ma il cestista azzurro comprende anche le ragioni del giocatore: "La situazione con i tifosi italiani non è delle migliori in questo momento, dopo tutto quello che è successo con la Juventus e con i Mondiali".
Secondo Sportitalia, al momento non ci sono ancora stati contatti diretti tra Inter e Barcellona, ma la trattativa è solo mediatica. I catalani hanno già trovato un accordo di massima con Bastoni per un ingaggio da 7 milioni di euro a stagione, gli stessi che percepisce attualmente a Milano. L'Inter valuta il cartellino intorno ai 70 milioni di euro.
Intanto, Chivu ha deciso di concedere un turno di riposo al suo difensore per la sfida contro il Cagliari. "Tuttora la sua caviglia non è al 100% e bisogna accettare che in un mese si sia allenato poco", ha spiegato il tecnico rumeno. Una pausa che serve per recuperare fisicamente, ma anche mentalmente, in vista delle decisive settimane che attendono il giocatore e l'Inter.
Juventus punta Bernardo Silva: Spalletti confermato per l'instant team
Bernardo Silva è più di un obiettivo per la Juventus: è il prototipo del progetto che hanno disegnato Comolli, Chiellini e Spalletti. Il portoghese del Manchester City rappresenta perfettamente il modello che i bianconeri stanno cercando per la prossima stagione.
Luciano Spalletti ha firmato per altri due anni e ha le idee chiare: non vuole seminare per raccogliere tra qualche anno, ma punta su un "instant team" per riportare subito la Juventus a vincere lo scudetto. Manca quasi completamente la fascia di giocatori tra i 28 e i 34 anni, con esperienza, carattere e leadership.
Bernardo Silva, 31 anni, gli ultimi dieci passati al City, 116 presenze in Champions e i bicipiti allenati non solo in palestra ma anche alzando trofei, rispecchia perfettamente questo identikit. Non rinnoverà con il City, vuole lasciare l'Inghilterra e ammicca all'idea di venire in Italia. Il problema? L'ingaggio da 10 milioni netti a stagione.
La Juventus è stata l'unica, in Italia, a parlare di progetto con il giocatore tramite Jorge Mendes. Ogni settimana le parti si aggiornano, anche se il Barcellona rappresenta una concorrenza importante. Silva si è preso ancora un paio di settimane per decidere, ma la Juve è disposta a fare uno strappo alla regola salariale pur di assicurarsi il portoghese. Ora, prestate attenzione: la qualificazione Champions sarà determinante per chiudere l'operazione.
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