Digest Nerazzurro - Chivu verso la finale, Malagò in pole e il mercato che bolle
Riassunto
L'Inter di Chivu è a un passo dal double: domani la semifinale di ritorno contro il Como per volare in finale di Coppa Italia, mentre lo scudetto è ormai in cassaforte. Malagò conquista 19 club su 20 per la presidenza FIGC con un programma di riforme rivoluzionarie. Il Barcellona insiste per Bastoni ma l'Inter chiede 70 milioni, mentre la Juventus di Spalletti blinda la Champions e sogna Bernardo Silva per l'assalto al tricolore.
Inter-Como: Chivu a un passo dalla finale, Bonny scalpita per la rivincita
Domani sera a San Siro si decide tutto. L'Inter di Chivu affronta il Como di Fabregas nella semifinale di ritorno di Coppa Italia, con il sogno double sempre più vicino. Si riparte dallo 0-0 dell'andata al Sinigaglia, ma i precedenti sorridono ai nerazzurri: due vittorie nette in campionato (4-0 e 4-3 da 0-2) che hanno dimostrato la superiorità tecnica della squadra di Chivu.
Il punto è questo: entrambi gli allenatori inseguono la storia. Chivu può diventare il primo a conquistare l'accoppiata Scudetto-Coppa Italia dopo otto anni (l'ultima fu la Juventus), mentre all'Inter manca dal 2010 di Mourinho. Fabregas, dal canto suo, sogna di portare il Como in finale per la prima volta nella storia del club lariano. Entrambi hanno vinto tre coppe nazionali da giocatori e puntano al quarto alloro, stavolta da allenatori.
Le scelte di formazione vedono Bastoni ancora ai box (continua a lavorare a parte per il problema alla caviglia), mentre torna Acerbi in difesa. In attacco, grande chance per Bonny: il francese manca da titolare dal derby del 8 marzo e ha bisogno di ritrovare il gol che gli sfugge da due mesi e mezzo. L'ultima rete risale proprio alla Coppa Italia, nei quarti contro il Torino del 4 febbraio.
Credetemi, questa semifinale rappresenta molto più di una semplice qualificazione. Per Chivu è l'occasione di entrare nel ristretto club degli allenatori capaci di vincere il double al primo tentativo, come fece Mourinho con lo scudetto (ma José ci riuscì solo al secondo anno con la coppa). La pressione c'è, ma San Siro non perdona: il Como non vince a Milano dal 1950, quando il Meazza si chiamava ancora solo San Siro.
Malagò verso la FIGC: 19 club su 20 dicono sì, Lotito si arrende
La rivoluzione del calcio italiano ha un nome: Giovanni Malagò. Dopo l'incontro di ieri con i club di Serie A, il candidato scelto dalla Lega per la presidenza FIGC ha conquistato anche gli ultimi scettici. Ezio Simonelli, con la sua proverbiale ironia, ha confermato: "Le società a favore sono passate da 19 a 19 e mezza, 19 e 3/4". Il riferimento a Lotito è chiarissimo.
Capitolo De Laurentiis: il patron del Napoli non ha usato mezzi termini. "Ho chiamato Malagò per dirgli che doveva prendere in mano la situazione. È l'unico, è stato al Coni ed è un grande imprenditore". E su Abete, l'altro candidato? "È un signore che rispetto, ma non è adatto per questo lavoro". Parole che pesano come macigni nel mondo del calcio.
Il programma di riforme che i club presenteranno a Malagò è ambizioso: dalle defiscalizzazioni sugli impianti al ripristino del Decreto Crescita, passando per una rivoluzione dei settori giovanili. Si punta all'abolizione di classifiche e retrocessioni nei vivai, al ritorno del vincolo sportivo e a incentivi per chi investe sui giovani italiani. L'obiettivo è chiaro: rendere più conveniente comprare talenti nostrani piuttosto che pescare all'estero.
Ora, prestate attenzione: Malagò non formalizzerà subito la candidatura. Prima vuole incontrare tutte le componenti federali. Domani toccherà alla Serie B con Bedin, mercoledì alla Lega Pro con Marani (che vedrà anche Abete), giovedì il secondo round con Calcagno (AIC) e Ulivieri (AIAC). Il 30% dei consensi passa da questi ultimi due: chi li conquista, vince le elezioni del 22 giugno.
Chivu nella storia: da Mourinho ad Allegri, il club del double lo aspetta
Il tavolino dei vip ha sette posti: Antonio Janni, Carlo Parola, Ottavio Bianchi, Marcello Lippi, Sven Goran Eriksson, José Mourinho e Massimiliano Allegri. Sono gli allenatori che hanno centrato il double tricolore, scudetto e Coppa Italia insieme. A maggio potrebbe aggiungersi Cristian Chivu, pronto a entrare in questa cerchia esclusiva.
La differenza con Mourinho è sottile ma significativa: José vinse lo scudetto al primo colpo nel 2008-09, ma uscì in semifinale di Coppa Italia con la Sampdoria. Il double arrivò solo l'anno dopo, insieme alla Champions nel Triplete. Chivu può fare meglio: vincere tutto al primo tentativo, come riuscì solo a pochi eletti nella storia del calcio italiano.
I numeri della stagione parlano chiaro: l'Inter ha già segnato 78 gol in 33 giornate, con una media di 2,36 a partita. In proiezione potrebbe superare i 90 gol totali, migliorando sia il record della seconda stella sia quello del 2020-21. Como, Roma, Sassuolo, Cremonese e Torino hanno incassato 4 o 5 gol in una sola partita, mentre il Pisa ne ha presi addirittura 6.
Il lavoro di Chivu va oltre i risultati sul campo. Ha ricostruito uno spogliatoio devastato dal finale della scorsa stagione, gestendo tensioni tra senatori e l'inserimento dei nuovi. La sua strategia comunicativa è stata perfetta: dai toni concilianti di inizio stagione a quelli più incisivi delle ultime settimane. Ha capito quando la squadra aveva bisogno di una guida solida e quando servivano scariche di adrenalina per l'ultimo tratto di stagione.
Bastoni-Barcellona: il pressing catalano e la risposta di Ausilio
Il Barcellona non molla Alessandro Bastoni. I media catalani continuano a spingere per il trasferimento del difensore nerazzurro, che avrebbe già dato il suo sì al progetto blaugrana. Secondo El Mundo Deportivo, Bastoni ha comunicato ai suoi agenti una decisione netta: o Barcellona o resterà all'Inter fino alla scadenza del contratto nel 2028. La Premier League non lo attira.
Le contropartite sul tavolo cambiano continuamente. Inizialmente si parlava di Gerard Martín, ma il Barça non vuole cedere il giovane difensore che ha appena rinnovato con clausola da 100 milioni. Ora spuntano altri nomi: Roony Bardghji, attaccante svedese che non rientra nei piani di Flick, e il portiere Áron Yaakobishvili, in prestito all'Andorra. L'Inter valuta entrambi con interesse.
La richiesta dell'Inter resta ferma sui 70 milioni di euro. Una cifra che il Barcellona non può permettersi senza contropartite tecniche. Il club catalano conta sul pressing del giocatore per ammorbidire la posizione nerazzurra, ma Ausilio ha lanciato un messaggio chiaro: "Le trattative si fanno tra club, non a livello mediatico".
Di Marzio è stato categorico ieri sera: "Bastoni va via solo alle condizioni dell'Inter". Il club nerazzurro non ha fretta di vendere e può permettersi di aspettare l'offerta giusta. Nel frattempo, Barella e Calhanoglu restano, Thuram potrebbe partire solo per una super-offerta, mentre Sommer è in scadenza e se ne andrà. La strategia è chiara: cedere solo se arrivano proposte irrinunciabili.
Juventus di Spalletti: quarto posto blindato e sogni di Bernardo Silva
La Juventus di Spalletti vola verso la Champions. Il 2-0 al Bologna ha praticamente blindato il quarto posto, con i bianconeri che nelle ultime 15 giornate hanno raccolto 30 punti, secondi solo all'Inter (36). Una media di due punti a partita che testimonia la crescita costante sotto la guida dell'ex ct azzurro.
I numeri parlano chiaro: in sei mesi solo l'Inter ha fatto meglio della Juve, che ha il secondo miglior attacco del torneo e nelle ultime sei gare ha subito una sola rete. La difesa non cade più alla prima conclusione degli avversari, segno di una maturità tattica ritrovata dopo anni di incertezze.
Il mercato estivo si preannuncia ambizioso. Con la qualificazione Champions in tasca, la Juve può puntare su profili di alto livello come Bernardo Silva. Il portoghese lascerà il Manchester City dopo nove anni e 451 presenze, e i bianconeri hanno già avviato i contatti con Jorge Mendes. Le quote dei bookmaker sono ottimiste: 3.00 per il suo arrivo a Torino.
La filosofia Spalletti punta sull'integrazione dei giovani. Per la tournée in Australia di agosto (con le amichevoli contro Inter e Palermo) sono in pole Licina, arrivato a gennaio dal Bayern Monaco, Puczka (10 gol e 5 assist con la Next Gen) e Gil Puche. L'obiettivo è costruire una rosa che possa lottare per lo scudetto, montando sul "robusto telaio" messo a punto da Spalletti i pezzi giusti per competere con l'Inter.
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Altre storie dal mondo nerazzurro: Barella torna protagonista dopo la delusione azzurra con 2 gol nelle ultime partite e il riconoscimento di MVP contro il Cagliari. Il vice-capitano resta il punto fermo di Chivu nonostante la rivoluzione a centrocampo. Settore giovanile: Pio Esposito vuole restare per i prossimi dieci anni secondo il suo agente Giuffredi, mentre Lina Magull rinnova fino al 2028 con l'Inter Women. Calcio italiano in crisi: Gullit consiglia di tornare al DNA difensivo tradizionale, mentre Capello lamenta la mancanza di visione dopo l'era Berlusconi. Curiosità: Nicola Berti si è sposato in Sicilia con la compagna Hayet, mentre il Festival della Serie A torna a Parma dal 5 al 7 giugno con la presentazione del calendario 2026-27.
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