Digest Nerazzurro: Festa scudetto rimandata, mercato in movimento
Riassunto
Il Napoli batte la Cremonese 4-0 e rinvia la festa scudetto dell'Inter di almeno una settimana: McTominay e De Bruyne trascinatori, Conte cancella la figuraccia con la Lazio. Milan e Juventus si sfidano domenica per il secondo posto ma anche per Goretzka sul mercato. L'Inter accelera per Muharemovic del Sassuolo e punta il talento bosniaco Alajbegovic, mentre Koné resta il sogno per il centrocampo. Collovati si ricrede su Chivu: "Tanto di cappello, vincere due competizioni non è facile".
Napoli rinvia la festa Inter: Conte cancella la figuraccia con la Lazio
Il Napoli ha fatto quello che doveva fare: battere la Cremonese e rimandare almeno di una settimana la festa scudetto dell'Inter. Al Maradona è finita 4-0 per gli azzurri, che hanno cancellato la brutta figura con la Lazio (zero tiri in porta in 90 minuti) e si sono ripresi momentaneamente il secondo posto in attesa di Milan-Juventus.
Antonio Conte ha azzeccato tutte le mosse tattiche. Fuori Anguissa dai Fab Four, dentro McTominay a centrocampo e Alisson da trequartista insieme a De Bruyne. Il risultato? Una squadra completamente diversa rispetto a quella vista contro Sarri. McTominay ha segnato il nono gol stagionale (il tredicesimo totale, suo record personale) e ha sfiorato la doppietta con un rigore parato da Audero. De Bruyne è tornato quello vero: assist per lo scozzese e gol dopo 181 giorni di digiuno, con quella rabbia che solo i campioni sanno tirare fuori nei momenti giusti.
Hojlund ha fatto vedere perché l'Inter lo voleva tanto. Quando parte da lontano diventa straripante, e il gol del 2-0 (con l'aiuto di Terracciano) è solo la ciliegina su una prestazione da attaccante vero. Anche Alisson ha trovato la sua prima rete stagionale, premiando la fiducia di Conte che lo ha schierato titolare.
Ora per l'Inter cambiano i calcoli: se dovesse vincere a Torino domenica, i nerazzurri potrebbero festeggiare lo scudetto il prossimo weekend anche senza scendere in campo, a patto che Napoli e Milan non vincano le loro partite. Il punto è questo: la matematica è solo rimandata, non compromessa. Credetemi, questo Napoli ha fatto un favore all'Inter, perché ora la festa sarà ancora più dolce quando arriverà.
Milan-Juventus: Goretzka nel mirino, Rabiot pronto a far male alla ex
Domenica sera a San Siro si gioca molto più di tre punti. Milan e Juventus si contendono il secondo posto, ma soprattutto si sfidano già sul mercato per la prossima stagione. Il nome caldo è quello di Leon Goretzka: il tedesco del Bayern Monaco è in scadenza a giugno e sia Allegri che Spalletti lo vogliono a tutti i costi.
Massimiliano Allegri si è quasi impuntato per Goretzka. Lo ha segnalato al ds Tare già a dicembre e continua a ribadire quanto conti su di lui negli incontri con la dirigenza. Il Milan aveva sondato il terreno già a gennaio, quando sembrava che l'Atletico Madrid potesse strapparlo al Bayern. Ora i rossoneri sono in pole position: hanno mosso i passi giusti e l'appeal di Allegri è stato determinante.
Ma occhio al derby di mercato che si preannuncia infuocato. La Juventus non sta a guardare e Spalletti ha bisogno di elementi di spessore caratteriale e internazionale. Goretzka rappresenta l'identikit perfetto: esperienza, qualità e quella leadership che serve per tornare a lottare per lo scudetto.
In campo ci sarà un ex che vuole far male: Adrien Rabiot. Il francese non ha mai fatto mistero di aver sofferto l'addio alla Juventus, dove sarebbe voluto rimanere. Poi le idee di Giuntoli e Thiago Motta hanno cambiato tutto, e ora Rabiot è diventato uno dei pilastri del Milan di Allegri. Capitolo Vlahovic: il serbo punta almeno la panchina contro il Milan, ma il suo futuro resta in bilico. I rossoneri lo tengono d'occhio per l'estate, quando potrebbe muoversi a parametro zero se non rinnoverà con la Juve.
Inter, colpo Muharemovic in chiusura: Koné resta il sogno per il centrocampo
L'Inter accelera per Tarik Muharemovic. Il difensore del Sassuolo ha già detto sì al quinquennale da 1,5 milioni netti a stagione, ora bisogna trovare l'accordo con i neroverdi. La valutazione si aggira sui 25 milioni, ma la dirigenza nerazzurra punta su un prestito oneroso con riscatto condizionato, inserendo anche una contropartita tecnica per rimandare di un anno il 50% che spetta alla Juventus.
Il bosniaco ha le idee chiare: preferisce l'Inter a un ritorno alla Juve, dove si era sentito scaricato al momento del trasferimento definitivo al Sassuolo. I rapporti tra Inter e Sassuolo sono ottimi, e questo facilita la trattativa. Muharemovic non sarà l'unico rinforzo in difesa: la dirigenza sta valutando anche Mario Gila della Lazio e Oumar Solet dell'Udinese, entrambi classe 2000 e con caratteristiche diverse.
Per il centrocampo, Manu Koné resta la priorità assoluta. Il francese della Roma ha già fatto sapere di gradire la destinazione nerazzurra, e anche lui ha detto sì al progetto di Chivu. La Roma deve realizzare 80 milioni di plusvalenze entro giugno per rientrare nei parametri del Fair Play Finanziario, e Koné (valutato 40-45 milioni) è uno dei sacrificabili.
Capitolo Calhanoglu: il turco resterà all'Inter almeno fino al 2027, come confermato da più fonti. Sarà il perno del centrocampo anche nella prossima stagione, mentre si lavora per affiancagli profili con caratteristiche diverse. Prestate attenzione: se dovesse partire Bastoni (il Barcellona continua a corteggiarlo), l'Inter ha già prenotato sia Muharemovic che Solet per non farsi trovare impreparata.
Inter alla bosniaca: dopo Muharemovic ecco Alajbegovic, il talento che ha eliminato l'Italia
L'Inter guarda alla Bosnia per costruire il futuro. Dopo aver praticamente chiuso per Tarik Muharemovic, i nerazzurri hanno messo nel mirino anche Kerim Alajbegovic, l'esterno classe 2007 che ha segnato il rigore decisivo nella sfida che ha eliminato l'Italia dai Mondiali.
Il ragazzo ha tutto per diventare una stella. Quest'anno al Salisburgo (in prestito dal Bayer Leverkusen) ha messo insieme 12 gol e 4 assist tra tutte le competizioni, giocando da titolare fisso. È quella pedina carica di imprevedibilità che Chivu vuole inserire nel pacchetto offensivo nerazzurro, la scintilla capace di accendere il fuoco quando la fiamma si affievolisce.
Alajbegovic non vuole tornare al Bayer Leverkusen. È rimasto scottato dalla fretta del club tedesco di cederlo e ha individuato nella Serie A lo step giusto per la sua carriera. Per questo si è affidato a Miralem Pjanic (ex Roma e Juve) come mediatore insieme al padre per trovare la soluzione migliore. Il Leverkusen ha una clausola di riacquisto a circa 8 milioni, ma il giocatore ha le idee chiare.
La concorrenza non manca: Arsenal, Napoli, Milan e Roma sono tutti interessati al talento bosniaco. Ma l'Inter non è rimasta a guardare e tiene aperta la porta. Se dovesse arrivare l'accordo definitivo per entrambi i bosniaci, i nerazzurri andrebbero a ricomporre una coppia che ha fatto soffrire i tifosi italiani a Zenica ma che potrebbe far sorridere quelli interisti. Il mercato nerazzurro si tinge di gialloblù, come i colori della bandiera della Bosnia.
Chivu, i complimenti di Collovati: "Mi sono ricreduto, tanto di cappello"
Fulvio Collovati fa mea culpa su Cristian Chivu. L'ex difensore di Inter e Milan, campione del mondo 1982, ha ammesso di essersi ricreduto sull'allenatore nerazzurro: "All'inizio lo avevo contestato, ma non sul modo di allenare o di giocare, più sulle dichiarazioni perché a volte fa un po' come Conte e 'piange'. Ma come allenatore tanto di cappello".
I numeri parlano chiaro: vincere due competizioni (scudetto quasi in tasca e finale di Coppa Italia conquistata) non è facile, soprattutto per un tecnico al primo anno in una big. Collovati ha fatto un paragone significativo: "Motta è un emergente e ha fallito, Tudor ha fallito. Come altri. Non è semplice allenare una grande squadra".
Anche Andrea Zanchetta, ex tecnico delle giovanili nerazzurre, esalta il lavoro di Chivu: "Non sono sorpreso perché ho lavorato a stretto contatto con Cristian ed era evidente che avesse una qualità e una personalità sopra la media". Quello che ha colpito di più Zanchetta è stata la capacità di migliorare l'aspetto comunicativo e di ricompattare il gruppo dopo il massacro mediatico della scorsa stagione.
Fabio Caressa ha voluto fare una precisazione importante: "Chivu è bravissimo, ma non mi piace che il grande lavoro venga messo in parallelo con quello di Inzaghi come se lui fosse quello che ha sbagliato tutto. Inzaghi è il terzo allenatore più vincente dell'Inter". Un richiamo alla correttezza che fa onore al telecronista di Sky. Il punto è questo: l'Inter ha avuto due ottimi allenatori e ha vinto tanto in questi anni, una cosa non esclude l'altra.
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