Inter
25 marzo 2026

Digest Nerazzurro - La Crisi che Scuote San Siro

Riassunto

L'Inter vive la sua crisi primaverile più pericolosa: 4 partite senza vittoria hanno riaperto la corsa scudetto con Milan a -6 e Napoli a -7. Mentre i veterani tremano, brilla Pio Esposito che Di Natale paragona a Van Basten. L'Italia si gioca tutto contro l'Irlanda del Nord con Gattuso che deve fare i conti con una difesa decimata. Sul mercato l'Inter punta Vicario e Nico Williams, ma servono cessioni. Polemiche arbitrali per il caso Pongracic: l'AIA promuove Colombo ma il metro cambia ogni domenica.

Inter, la Sindrome di Bitossi colpisce ancora: quando il traguardo si allontana

Importanza: 9/10

Maledetta primavera. Passano gli anni ma il copione resta sempre lo stesso: quando arrivano i primi caldi, l'Inter inizia a tremare come una foglia al vento. Il pareggio di Firenze ha riaperto una corsa scudetto che sembrava già chiusa, e ora Milan e Napoli sono tornati a sognare (rispettivamente a -6 e -7). Quattro partite senza vittoria per una squadra che aveva dominato il campionato con 14 successi in 15 giornate. Il punto è questo: l'Inter ha l'elefante nella stanza e far finta di nulla non serve a niente.

La crisi mentale è evidente. Come scrive giustamente il Corriere dello Sport, è la sindrome Bitossi che torna a colpire: quel ciclista che cinquant'anni fa perse un Mondiale che sembrava già vinto, risucchiato dal gruppo negli ultimi metri. L'Inter di Chivu ha cominciato a rallentare proprio dopo l'eliminazione in Champions contro il Bodo/Glimt (smentendo così i teorici della gravosità del doppio impegno). Dal 2-0 contro il Genoa del 28 febbraio, solo una sconfitta nel derby e due pareggi contro Atalanta e Fiorentina. Per due volte in vantaggio, per due volte raggiunta.

Il paradosso è clamoroso: senza coppe europee, l'Inter dovrebbe correre più veloce, invece è come se avesse perso la bussola. Marotta ieri ha parlato di "involuzione" e ha sdoganato la parola "psicodramma" pur negandone l'esistenza. Un virtuoso esercizio di equilibrio dialettico, ma la realtà è che i nerazzurri stanno vivendo il loro momento più delicato della stagione. L'assenza di Lautaro Martinez pesa come un macigno (non gioca dal 18 febbraio), ma il problema è più profondo: manca la leadership, manca la cattiveria.

Chivu ha comunque due punti in più rispetto a Inzaghi alla stessa giornata della scorsa stagione e addirittura nove rispetto al 2021/22. Ma i fantasmi del passato tornano a bussare: Milan e Napoli sono le stesse squadre che in passato hanno già beffato l'Inter in volate scudetto che sembravano chiuse. La frenata primaverile non è una novità nerazzurra, ma stavolta fa più male perché arriva nel momento sbagliato. Credetemi, l'unica luce in questo tunnel si chiama Pio Esposito: ventanni, zero paura, e quella fame che sembra essere scomparsa dai veterani.

Pio Esposito, il ragazzo che non ha paura: da Spezia a Van Basten

Importanza: 8/10

Il futuro dell'Italia ha vent'anni e gioca nell'Inter. Mentre i veterani nerazzurri sembrano aver smarrito la strada, Pio Esposito continua a brillare come una stella polare in una notte buia. Due gol nelle ultime due partite, l'ultimo dei quali a Firenze dove ha sfiorato anche la doppietta con una girata che ha fatto tremare il Franchi. "È l'unico dell'Inter che non ha paura", ha scritto il Guardian. E credetemi, in questo momento serve proprio questo: coraggio allo stato puro.

Totò Di Natale non ha dubbi: "Per i movimenti che fa, mi ricorda Van Basten". Parole che fanno venire i brividi, pronunciate da uno che di gol se ne intende. L'ex capitano dell'Udinese ha conosciuto Pio a La Spezia e da allora non ha mai smesso di seguirlo: "Ha tanta fame, lavora per migliorarsi ed è difficile da spostare. Sa giocare a calcio ed è intelligente nell'occupare gli spazi". Caratteristiche che lo rendono diverso da Luca Toni, più simile al Cigno di Utrecht per eleganza e visione di gioco.

Gattuso lo sta coccolando in vista della semifinale playoff contro l'Irlanda del Nord. Kean non è al meglio dopo l'infortunio, Retegui si è allenato da solo per una settimana: Pio potrebbe partire titolare a Bergamo. Se dovesse segnare ancora entro il 28 giugno, diventerebbe insieme a Meazza e Rivera uno dei soli tre azzurri capaci di superare quota 3 reti in Nazionale prima dei 21 anni. Un record che sa di predestinazione.

Il ragazzo napoletano (cresciuto nel mito di Maradona) rappresenta tutto quello che manca all'Inter in questo momento: spensieratezza, fame, voglia di stupire. Mentre Thuram è in crisi profonda e Barella appare nervoso, Pio continua a giocare con il sorriso sulle labbra. "Sono un po' dispiaciuto per il palo di Firenze", ha detto con l'umiltà di chi sa che il meglio deve ancora venire. Il futuro dell'Inter e dell'Italia passa anche dai suoi piedi.

Italia, l'ultima chiamata: Gattuso e il sogno americano che non può fallire

Importanza: 8/10

"Non fate cazzate". L'esortazione di Gattuso ai suoi ragazzi durante l'allenamento a Coverciano ha fatto sorridere tutti, ma dietro quella battuta c'è la tensione di chi sa che giovedì sera a Bergamo si gioca tutto. La risposta di Spinazzola ("Mister, tranquillo, su questo siamo bravissimi!") ha scatenato le risate del gruppo, ma ora è tempo di fare sul serio. L'Italia non può permettersi di mancare un terzo Mondiale consecutivo.

La difesa è un rebus totale. Bastoni corre accanto al preparatore atletico con un dolore "gestibile" alla tibia, ma non ha ancora calciato un pallone. Mancini è fermo per un fastidio al polpaccio, Calafiori ha sentito "un dolorino" dopo la finale di Carabao Cup. Tre titolari, tutti in discussione. "Non facciamo i kamikaze perdendo giocatori dopo cinque minuti", ha avvertito Gattuso, che pensa già alla possibile finale del 31 marzo. Le alternative ci sono: Buongiorno, Gatti, Scalvini, ma il ct vorrebbe i suoi fedelissimi.

L'arbitro sarà l'olandese Makkelie, che ha già diretto quattro volte l'Italia con un bilancio positivo. Ma a far discutere è il VAR Van Boekel, lo stesso che fece infuriare il Barcellona in Inter-Barça con il famoso gesto delle mani di Xavi ("avete pagato"). Un precedente che non lascia tranquilli, considerando quanto accaduto nelle ultime giornate di Serie A con decisioni quantomeno discutibili.

Calafiori predica ottimismo: "Vogliamo tutti la stessa cosa, perché complicarci la vita? Pensare positivo mi ha sempre aiutato". Il difensore dell'Arsenal ha raccontato delle cene con Gattuso ("ha pagato lui") e degli aneddoti di Buffon e Bonucci. Atmosfera rilassata ma concentrazione massima. Capitolo a parte per l'Irlanda del Nord: squadra fisica, pericolosa sui calci piazzati e sulle palle lunghe. "Dobbiamo stare attenti sulle seconde palle", ha avvertito Calafiori. Il sogno americano passa da novanta minuti che possono cambiare la storia.

Inter, il mercato dei sogni: da Vicario a Nico Williams, ma servono cessioni

Importanza: 7/10

Priorità reciproca con Vicario. L'Inter ha messo in cima alla lista per la porta della prossima stagione l'estremo difensore del Tottenham. Come conferma Fabrizio Romano, non c'è ancora una trattativa ufficiale con gli Spurs, ma il portiere ex Empoli ha dato il suo ok ai nerazzurri. Una sorta di matrimonio già annunciato, in attesa che le due società si siedano al tavolo per discutere cifre e modalità. Il Tottenham è disponibile a cedere dopo una stagione tribolata.

Nico Williams nel mirino, ma il prezzo fa paura. Il 23enne dell'Athletic Bilbao sarebbe perfetto per il 3-4-2-1 di Chivu, lo stesso modulo per cui l'anno scorso si era pensato a Lookman. Il problema è la clausola rescissoria tra i 95 e i 100 milioni di euro, anche se il valore reale si aggira sui 50 milioni. Fichajes conferma l'interesse nerazzurro, ma sottolinea come servirebbe una cessione importante per finanziare l'operazione. Il talento basco rappresenterebbe un salto di qualità notevole.

Gimenez, il futuro dopo il Mondiale. L'entourage del difensore uruguaiano dell'Atletico Madrid considera l'Inter un top club e sa dell'interesse nerazzurro. Il contratto scade nel 2028 (non tra pochi mesi come erroneamente riportato), quindi servirebbe comunque un indennizzo ai Colchoneros. Il giocatore al momento non pensa al futuro, ma dopo il Mondiale potrebbero aprirsi scenari interessanti. L'erede di Godin in nazionale potrebbe diventarlo anche all'Inter.

Bastoni nel mirino del Barcellona. Deco è il grande sponsor del difensore nerazzurro, considerato una priorità per aggiornare il parco centrali blaugrana. Il ds catalano è stato più volte a Milano negli ultimi mesi, non per caso. Bastoni è visto come un top player mondiale, ma l'Inter non dà garanzie di cessione sui 50 milioni ventilati. Servirà un'offerta decisamente importante per far sedere i dirigenti nerazzurri al tavolo delle trattative. Il nome resta comunque caldo per l'estate.

Caso Pongracic, l'AIA promuove Colombo: quando il VAR cambia metro ogni domenica

Importanza: 6/10

Voto 10 a Colombo per la direzione di Fiorentina-Inter. I vertici arbitrali hanno valutato molto positivamente il direttore di gara, compreso l'episodio del mani di Pongracic che ha fatto infuriare l'Inter. Secondo l'AIA, si è trattato di un "pallone inaspettato" e quindi non punibile, con il braccio in posizione "congrua" rispetto al movimento. Una valutazione che stride con quanto visto fischiare per tutta la stagione in episodi simili.

Tonolini a Open VAR ha confermato la linea: "Decisione corretta di Colombo, il pallone rimbalza e Pongracic prova a giocarlo con il tacco. Il contatto con il braccio è in posizione naturale". Ma come si concilia questa interpretazione con il rigore concesso alla Juventus contro il Sassuolo appena 24 ore prima per il tocco di Idzes? In quel caso Marchetti è stato richiamato al VAR da Abisso per un braccio "in posizione innaturale". Due episodi simili, due decisioni opposte.

Il teatro dell'assurdo continua con le designazioni. Per Italia-Irlanda del Nord ci sarà al VAR Van Boekel, lo stesso che fece infuriare Xavi in Inter-Barcellona con il famoso gesto delle mani ("avete pagato"). Un arbitro che ha creato polemiche anche in patria, dove un suo errore al VAR ha fatto perdere il titolo al PSV a favore del Feyenoord. Designazione quantomeno discutibile per una partita così importante.

La casistica cambia ogni domenica. Quello che è rigore sabato, non lo è più domenica. Quello che è "movimento innaturale" all'Allianz Stadium, diventa "posizione congrua" al Franchi. Open VAR prova a spiegare le differenze, ma spesso finisce per creare più confusione. Il problema non sono gli errori (umani), ma l'incoerenza nell'applicazione del regolamento. Come può un tifoso capire cosa aspettarsi se nemmeno gli addetti ai lavori sembrano avere le idee chiare?

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Capitolo mercato Milan: Allegri vuole Goretzka dal Bayern e Castro dal Bologna, mentre i rossoneri non temono i big match. Nuovo San Siro: il Comune ha avviato la valutazione ambientale strategica con obiettivo cantieri nel 2027. Roma in ansia: Soulé torna in gruppo dopo 50 giorni di stop, Gasperini spera di averlo contro l'Inter. Calhanoglu: summit Inter-entourage dopo Pasqua, nulla di deciso tra rinnovo e Galatasaray. Giovani talenti: Fagioli brilla con la Fiorentina, Palestra convocato per la prima volta in Nazionale. Il punto è questo: mentre l'Inter vive il suo momento più delicato, il calcio italiano continua a muoversi tra sogni e realtà.

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