Digest Nerazzurro - L'Inter allunga a +10, Bastoni sotto processo
Riassunto
L'Inter vince 2-0 a Lecce con Mkhitaryan e Akanji e vola a +10 sul Milan. Bastoni fischiato per 90' ma risponde con professionalità. Lautaro out un mese per infortunio muscolare, salta il derby. La Juventus crolla 0-2 col Como allo Stadium, crisi nera per Spalletti. FIGC nega la grazia a Kalulu nonostante le proteste del ministro Abodi.
Via del Mare espugnato: Dimarco e i cambi decidono
L'Inter sa sempre come farla, anche quando sembra complicata. Al Via del Mare i nerazzurri hanno dovuto sudare più del previsto contro un Lecce ben organizzato, ma alla fine la qualità ha fatto la differenza. Due gol nella ripresa, entrambi su calcio d'angolo, entrambi firmati da chi è entrato dalla panchina: Mkhitaryan al 75' e Akanji al 82' hanno regalato a Chivu una vittoria che vale oro.
Il primo tempo era stato tutto sommato controllato ma sterile, con Falcone sempre attento sui tentativi nerazzurri e il Lecce bravo a chiudere gli spazi. Federico Dimarco, ancora una volta protagonista assoluto con due assist perfetti, ha confezionato le palle giuste per i compagni al momento decisivo. "Il sinistro di Federico è tra i top tre che conosco", ha ammesso Akanji nel post-partita, e francamente è difficile dargli torto.
Chivu ha azzeccato tutti i cambi, come ha sottolineato Tramontana nel suo video-editoriale. L'ingresso di Mkhitaryan e Akanji ha cambiato l'inerzia della partita proprio quando serviva. Il tecnico romeno si è dimostrato ancora una volta abile a leggere i momenti: "Abbiamo capito il terzo tempo", ha spiegato con un sorriso. Bastoni, nonostante i fischi del pubblico per tutta la partita, ha giocato con grande professionalità e Chivu lo ha elogiato: "Apprezzo la sua professionalità, ha messo la faccia e chiesto scusa".
Ora l'Inter vola a +10 sul Milan e può guardare con maggiore serenità al ritorno di Champions contro il Bodo. "Nulla è compromesso, possiamo farcela", ha detto Chivu pensando già a martedì. Al Via del Mare si è vista l'ennesima prova di maturità di una squadra che sa vincere anche quando non brilla.
Lautaro out un mese: il Toro punta alla Finalissima
Il verdetto è arrivato e non è dei migliori: Lautaro Martinez starà fuori almeno quattro settimane per il risentimento muscolare al soleo della gamba sinistra rimediato sul campo sintetico di Bodo. Gli esami hanno escluso lesioni, ma il polpaccio è zona delicata e la cautela è d'obbligo.
Il capitano salterà sicuramente il derby dell'8 marzo, oltre alle sfide contro Lecce, Genoa, Como in Coppa Italia e l'eventuale andata degli ottavi di Champions. La speranza è di riaverlo per la trasferta di Firenze del 22 marzo, ma lo scenario peggiore lo vedrebbe tornare solo dopo la sosta nazionali, a inizio aprile. L'Inter è infastidita con la UEFA per aver dovuto giocare su quel campo sintetico in condizioni proibitive, come riportato dal Corriere dello Sport.
Il vero nodo è rappresentato dalla Finalissima Argentina-Spagna del 27 marzo in Qatar. Lautaro non vuole mancare questo appuntamento e potrebbe forzare i tempi di recupero. "Penso riuscirà ad anticipare i tempi perché è molto tenace", ha detto Marotta prima della partita di Lecce. Il Toro ha sempre dimostrato grande attaccamento alla maglia albiceleste e questa potrebbe essere una motivazione in più.
Senza il capitano, l'Inter dovrà reinventarsi in attacco. Thuram, Esposito e Bonny sono chiamati agli straordinari in un momento cruciale della stagione. La buona notizia è che Pio Esposito sta attraversando un momento di forma straordinario e può rappresentare l'arma in più. Il punto è questo: l'assenza di Lautaro si farà sentire, ma questa Inter ha dimostrato di saper sopperire anche alle emergenze più complicate.
Bastoni sotto processo: 90 minuti di fischi al Via del Mare
Novanta minuti di gogna per Alessandro Bastoni. Al Via del Mare il difensore dell'Inter è stato fischiato a ogni tocco di palla, pagando ancora il conto della simulazione contro Kalulu nel derby d'Italia. Una situazione che ha lasciato perplessi tutti, a partire dalla panchina nerazzurra.
"Mai visti fischi per 90 minuti", ha commentato Ciro Ferrara su DAZN, sottolineando l'eccezionalità della situazione. Kolarov si è girato verso le tribune allargando le braccia come a dire "ma che fate?", mentre Chivu ha reagito con un sorriso amaro prima di incitare il suo giocatore: "Bravo Ale, non ci pensare". Il difensore ha risposto sul campo con una prestazione di grande professionalità, dimostrando carattere e maturità.
La domanda che sorge spontanea è: può un singolo episodio trasformarsi in un marchio permanente? Prima di quel contatto con Kalulu, Bastoni non aveva precedenti simili nella sua carriera. Eppure al Via del Mare è stato trattato come un simbolo negativo del calcio italiano. Paradossalmente, nella stessa partita Cheddira si è reso protagonista di una simulazione altrettanto plateale sull'ammonizione di De Vrij, ma nessuno lo ha fischiato.
"Sono cose passate", ha tagliato corto Dimarco nel post-partita. Anche Mkhitaryan ha fatto quadrato: "Dobbiamo essere sempre insieme, sostenerci nel bene e nel male come una famiglia". Chivu ha chiuso definitivamente il caso: "È un capitolo chiuso, ha messo la faccia e chiesto scusa. Gli fa onore". Credetemi, il rischio è che Bastoni diventi il bersaglio perfetto per chi cerca il capro espiatorio di turno. Ma questa Inter ha dimostrato di saper fare gruppo anche nei momenti più difficili.
Juventus nel baratro: Como passa allo Stadium
Il Como fa la storia, la Juventus sprofonda nell'incubo. Allo Stadium finisce 0-2 per gli ospiti di Fabregas, con una prestazione bianconera da dimenticare. Vojvoda e Caqueret firmano una vittoria che sa di impresa e che riaccende la corsa al quarto posto.
Spalletti non ha più scuse: "Se il livello è questo non si può ambire a niente", ha ammesso il tecnico toscano dopo l'ennesima delusione. La Juventus ha subito il tredicesimo gol al primo tiro in porta stagionale, un dato che fotografa perfettamente lo stato di crisi. Di Gregorio è sempre più nel mirino: l'ex Monza non dà mai la sensazione di sicurezza e i suoi errori stanno costando caro.
Il problema è tutto mentale, secondo Spalletti: "Dentro la testa dei giocatori ci sono troppe pressioni". La squadra si fa condizionare dai risultati negativi e perde lucidità nei momenti decisivi. Il Como, invece, ha giocato con personalità e ha meritato una vittoria che lo porta a -1 dalla Juventus in classifica.
Quarto ko nelle ultime cinque partite per i bianconeri, che ora vedono allontanarsi sempre di più la Champions League. La Roma è a -8 ma con una partita in meno, il Como si è fatto pericolosamente sotto. Spalletti ha otto giorni per preparare lo scontro diretto con i giallorossi, ma la sensazione è che questa Juventus abbia perso la bussola. Il punto è questo: quando mancano personalità e convinzione, anche le squadre più quotate possono crollare come castelli di carte.
Kalulu, la grazia negata: quando l'ingiustizia diventa legge
Niente grazia per Pierre Kalulu. Gabriele Gravina ha respinto la richiesta della Juventus di annullare la squalifica del difensore francese, vittima della simulazione di Bastoni nel derby d'Italia. Una decisione che ha scatenato polemiche a tutti i livelli, fino al ministro dello Sport.
"Non comprendo la decisione, serviva più coraggio", ha tuonato Andrea Abodi, ministro dello Sport, criticando apertamente la linea della FIGC. Il caso è paradossale: tutti hanno ammesso l'errore (Rocchi, Bastoni stesso), ma il giocatore innocente paga comunque. La paura di creare un precedente ha prevalso sul buon senso, anche se un precedente esisteva già: quello di Lukaku nel 2023.
La Juventus aveva giocato tutte le carte possibili, citando persino i valori olimpici di Pierre de Coubertin in pieno clima Milano-Cortina 2026. Ma la burocrazia calcistica italiana ha dimostrato ancora una volta la sua ottusità. Come ha scritto efficacemente Tuttosport: "Quando l'ingiustizia diventa legge, la protesta diventa dovere".
Il risultato è kafkiano: Kalulu, l'unico che non ha fatto nulla di male, è stato punito. Bastoni, che ha simulato, gioca regolarmente. La Penna, vittima dell'inganno, è stato fermato per un mese. Un sistema che premia i furbi e punisce gli onesti non può funzionare. Credetemi, questa vicenda rimarrà come l'emblema di tutto ciò che non va nel calcio italiano: tante chiacchiere sulla sportività, poi quando arriva il momento di dimostrare coerenza, si gira la testa dall'altra parte.
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Capitolo mercato: Senesi nel mirino di Roma e Juve per l'estate, mentre De Bruyne torna a Napoli dopo quattro mesi di stop. Dimarco da record: il mancino nerazzurro è il primo difensore a servire assist per cinque gare consecutive in Serie A negli ultimi vent'anni. Pio Esposito protagonista: l'Inter prepara il rinnovo fino al 2031 per blindare il gioiello di Castellammare. Lecce scoperta Gandelman: l'israeliano si ispira a Kakà e ha già regalato 6 punti salvezza ai salentini. Inter U23 ko: sconfitta 2-1 col Renate, Vecchi furioso per l'atteggiamento dei suoi. Prossimo turno: martedì sera San Siro si prepara alla rimonta impossibile contro il Bodo, con Serena che evoca i precedenti storici. Il punto è questo: l'Inter ha dimostrato ancora una volta di saper vincere anche nelle serate più complicate, mentre la concorrenza continua a perdere colpi.
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