Inter
4 aprile 2026

Digest Nerazzurro - Vigilia di Pasqua: Bastoni nel mirino, emergenza difesa e la Roma all'orizzonte

Riassunto

Bastoni sempre più nel mirino del Barcellona che accelera dopo il caso Nazionale, con il difensore 'super aperto' al trasferimento. Inter in emergenza difesa per la Roma con Bisseck e Carlos Augusto out, ma ritrova Lautaro dopo 40 giorni. Malagò favorito per la presidenza FIGC con l'appoggio delle big, ostacolo Abodi. Gattuso verso l'addio con Mancini e Conte in pole per sostituirlo. San Siro sold-out per la sfida di Pasqua che vale molto più di tre punti nella corsa scudetto.

Bastoni-Barcellona: il pressing blaugrana si intensifica dopo il caso Nazionale

Importanza: 9/10

Il punto è questo: Alessandro Bastoni non è più solo nel mirino del Barcellona, ci è finito dentro a piè pari. Dopo la tempesta mediatica seguita al rosso in Bosnia (che ha contribuito all'ennesima mancata qualificazione mondiale dell'Italia), i blaugrana hanno fiutato l'occasione e stanno accelerando come matti.

Secondo le ultime indiscrezioni, il Barça è pronto a farsi avanti concretamente con l'Inter nelle prossime settimane. Non più solo chiacchiere e contatti con l'entourage del giocatore, ma un vero e proprio assalto alla Pinetina. E qui casca l'asino: Bastoni, che fino a qualche settimana fa sembrava incedibile, ora appare "super aperto" al trasferimento (come riporta Matteo Moretto). Una bella differenza, no?

Credetemi, la situazione è più delicata di quanto sembri. Da una parte c'è un difensore che ha sempre professato amore per i colori nerazzurri, dall'altra un club che potrebbe offrirgli un palcoscenico diverso e, soprattutto, uno stipendio che farebbe gola a chiunque. Il Barcellona sta sfruttando il momento di difficoltà mediatica del giocatore (vittima di attacchi spesso sguaiati e totalmente sproporzionati) per convincerlo che un cambio d'aria potrebbe fargli bene.

Capitolo cifre: si parla di 60 milioni di euro più bonus come possibile base di partenza per strappare il sì dell'Inter. Una somma importante, ma non stratosferica per un giocatore del calibro di Bastoni. L'Inter, dal canto suo, non ha ancora fissato un prezzo definitivo e continua a considerarlo incedibile. Ma sappiamo tutti come vanno queste cose: se il giocatore spinge per andarsene e arriva l'offerta giusta...

Intanto, i nerazzurri stanno già guardandosi intorno per eventuali sostituti. Perché nel calcio moderno, purtroppo, nessuno è davvero incedibile. E Bastoni, dopo aver vissuto settimane da incubo tra fischi e insulti, potrebbe davvero decidere che è arrivato il momento di voltare pagina.

Inter-Roma: Lautaro torna, ma la difesa è in emergenza totale

Importanza: 9/10

Finalmente El Toro è tornato. Dopo oltre un mese di stop per l'infortunio al polpaccio, Lautaro Martinez è pronto a guidare l'attacco nerazzurro nel big match di Pasqua contro la Roma. Il capitano ha lavorato duro durante la sosta, bruciando le tappe del recupero, e domenica sera sarà regolarmente al suo posto accanto a Thuram.

I numeri parlano chiaro: quando Lautaro gioca dall'inizio, l'Inter vince il 77% delle partite nel 2026. Non è un caso che la squadra abbia faticato nelle ultime uscite proprio in sua assenza. Il Toro è vicino a quota 130 gol in Serie A (attualmente a 129), traguardo che lo porterebbe a eguagliare leggende come Pascutti e Graziani nella classifica all-time del campionato.

Ma se in attacco Chivu ritrova il suo uomo migliore, in difesa la situazione è tutt'altro che rosea. Emergenza totale nel reparto arretrato: Carlos Augusto è squalificato dopo il rosso rimediato contro la Fiorentina, mentre Bisseck si è fermato per un risentimento muscolare ai flessori della coscia destra. Il tedesco salterà sia Roma che Como, rientrando solo per il Cagliari del 17 aprile.

Chivu è costretto a ridisegnare completamente la difesa. Akanji si sposterà da braccetto di destra, con Bastoni confermato a sinistra e il ballottaggio al centro tra Acerbi e De Vrij. L'italiano sembra in vantaggio sull'olandese, forte anche del fatto di essere rimasto alla Pinetina durante la sosta per mantenere la condizione fisica.

San Siro sarà comunque stracolmo: già superata quota 70mila biglietti venduti nonostante la data poco felice (chi gioca a calcio la domenica di Pasqua?). Il popolo nerazzurro risponde sempre presente quando c'è da sostenere la squadra, soprattutto in un momento delicato della stagione. Perché questa partita, credetemi, vale molto più di tre punti: vale la credibilità di una squadra che non può permettersi altri passi falsi nella corsa scudetto.

El Toro is back: Lautaro riabbraccia l'Inter con numeri da capogiro

Importanza: 8/10

"El Toro is back". Con queste parole l'Inter ha accolto il ritorno di Lautaro Martinez, pronto a riprendersi la scena dopo 40 giorni di calvario per l'infortunio al polpaccio. Il capitano nerazzurro non ha mai smesso di lavorare, nemmeno durante le feste, con una determinazione che fa onore alla fascia che porta al braccio.

"Ho lavorato duro, tantissimo. Ho messo tanta forza, ogni giorno sempre di più", racconta l'argentino nel video pubblicato dal club. "La squadra è la cosa più importante, io vivo in questa maniera il calcio". Parole semplici ma che fotografano perfettamente lo spirito di un giocatore che ha fatto della dedizione totale alla causa nerazzurra il suo marchio di fabbrica.

I numeri del suo impatto sono impressionanti: nel 2026, quando Lautaro ha giocato nell'undici titolare, l'Inter ha vinto il 77% delle partite disputate in tutte le competizioni, mantenendo una media realizzativa di 2.4 gol a incontro. Non è un caso che la squadra abbia attraversato un momento di difficoltà proprio durante la sua assenza.

Ora Lautaro è a quota 129 gol in Serie A e punta a raggiungere Ezio Pascutti e Francesco Graziani (130 reti) nella 43ª posizione tra i marcatori più prolifici nella storia del campionato. Un traguardo che potrebbe centrare già domenica sera contro la Roma, in quello che si preannuncia come un match decisivo per le ambizioni scudetto.

Il percorso di recupero è stato lungo e faticoso, tra campo e palestra, ma il Toro non ha mai perso la voglia di tornare. "Devi credere in quello che fai", ripete spesso. E la sua presenza in campo, oltre ai gol, porta qualcosa di intangibile ma fondamentale: quella leadership silenziosa che fa la differenza nei momenti che contano. Domenica sera, con San Siro che lo aspetta, Lautaro è pronto a dimostrare ancora una volta perché è il capitano di questa Inter.

Corsa FIGC: Malagò in pole, ma Abodi resta l'ostacolo principale

Importanza: 7/10

Dopo le dimissioni di Gravina, la corsa alla presidenza FIGC entra nel vivo e Giovanni Malagò sembra essere il nome più quotato. L'ex presidente del Coni, reduce dal successo organizzativo di Milano-Cortina 2026, ha tutte le carte in regola per guidare il calcio italiano fuori dalla crisi più profonda degli ultimi decenni.

La Serie A lo vede come il candidato ideale: Inter, Juventus, Milan e Roma sono pronte a sostenerlo, così come il Napoli di De Laurentiis che per primo ne ha fatto il nome pubblicamente. Malagò rappresenterebbe quella discontinuità tanto invocata dopo tre mancate qualificazioni mondiali consecutive, portando esperienza internazionale e capacità manageriali di primo livello.

Ma c'è un ostacolo non da poco: Andrea Abodi. Il ministro dello Sport non ha mai nascosto i suoi rapporti tesi con Malagò, soprattutto dopo la battaglia per il quarto mandato al Coni. "Serve un tempo operoso, mi auguro ci siano le condizioni per un commissariamento", ha dichiarato Abodi, lasciando intendere che preferirebbe un'altra soluzione.

L'alternativa più credibile porta a Giancarlo Abete, presidente della Lega Dilettanti e forte del 34% dei voti. Abete garantirebbe continuità con la gestione Gravina (che lo ha sempre sostenuto) e avrebbe l'appoggio dei calciatori (20% dei voti). "Un conto è indicare il nome, un altro il consenso", ha fatto notare lo stesso Abete, sottolineando che servono i numeri per vincere.

Spunta anche l'ipotesi di un ex calciatore: Demetrio Albertini piace all'Assocalciatori e potrebbe rappresentare una terza via. Più defilati Paolo Maldini e Alessandro Del Piero, mentre Gianni Rivera si è già autocandidato.

Le elezioni sono fissate per il 22 giugno, con le candidature da presentare entro il 13 maggio. Malagò, per ora, non si espone e aspetta di capire se avrà un sostegno trasversale. Perché una cosa è certa: senza un'ampia convergenza, il rischio commissariamento governativo diventa concreto. E questo, credetemi, sarebbe l'ultimo colpo a un movimento già in ginocchio.

Gattuso verso l'addio: Mancini e Conte in pole per la panchina azzurra

Importanza: 7/10

Rino Gattuso non è più il ct dell'Italia. Dopo le dimissioni di Gravina e Buffon, anche l'allenatore calabrese si prepara a lasciare la Nazionale, con l'annuncio ufficiale atteso per i prossimi giorni. "È stato un onore", ha dichiarato Gattuso, che trascorrerà la Pasqua in Spagna prima di formalizzare l'addio.

Ma chi al suo posto? I nomi caldi sono due: Roberto Mancini e Antonio Conte. Per entrambi si tratterebbe di un clamoroso ritorno sulla panchina azzurra, dopo esperienze che hanno lasciato il segno (in positivo per Mancini con l'Europeo 2021, più controversa quella di Conte).

Mancini sembra essere il favorito del ministro Abodi e della premier Meloni. Il tecnico jesino è libero sul mercato dopo l'esperienza in Qatar con l'Al Sadd e ha sempre mantenuto un legame forte con l'Italia. "Tornerebbe a piedi e senza farne una questione di soldi", sussurrano dalle parti di Coverciano. Il problema? Tra un mese chissà quali saranno gli scenari e i possibili pretendenti per la sua panchina.

Conte rappresenta l'alternativa più intrigante. Il tecnico pugliese è attualmente sotto contratto con il Napoli fino al 2027, ma aveva già dato disponibilità a Gravina nell'estate 2023 prima che la FIGC si orientasse su Spalletti. La sua esperienza da ct (2014-2016) fu positiva, culminata con i quarti di finale agli Europei francesi.

Non mancano le suggestioni: Pep Guardiola resta un sogno legato alle vicende giudiziarie del Manchester City, mentre Massimiliano Allegri viene considerato tra i papabili nonostante il contratto con il Milan. In caso di impossibilità di questi nomi, entrerebbero in corsa Simone Inzaghi e Stefano Pioli.

Il problema principale sono i tempi: un ct nominato a fine giugno, dopo le elezioni federali, significherebbe buttare al vento tre mesi preziosi. Ma senza una nuova governance, è difficile immaginare scelte definitive. L'unica certezza è che Gattuso, paradossalmente, è l'unico che non deve chiedere scusa a nessuno in questa debacle azzurra.

Da Leggere Più Tardi

Approfondimenti e letture consigliate per esplorare ulteriormente gli argomenti trattati

Mentre l'Inter si prepara alla sfida cruciale con la Roma, il calcio italiano vive giorni di profonda riflessione. La crisi del movimento è strutturale: solo il 9% dei minuti in Serie A è giocato da italiani cresciuti nei vivai, il dato più basso d'Europa. I media tedeschi non risparmiano critiche parlando di "grande tristezza" e assuefazione alla sconfitta. Sul fronte mercato, l'Inter punta Vicario come erede di Sommer, mentre Spalletti rinnova con la Juventus fino al 2028. Capitolo drammatico per Mircea Lucescu, ex Inter colpito da doppio infarto e ricoverato in terapia intensiva a Bucarest. Il weekend pasquale si preannuncia ricco di emozioni, con Napoli-Milan che completerà il quadro degli scontri al vertice.

Naviga nel tema

Ricevi digest come questo direttamente su Telegram

Unisciti a migliaia di utenti che ricevono quotidianamente analisi curate su inter e calcio italiano. Informazione di qualità, zero spam.

Iscriviti al canale Inter e Calcio Italiano