Doblete nerazzurro: Chivu nella storia, Milano in festa
Riassunto
L'Inter di Chivu conquista la decima Coppa Italia battendo la Lazio 2-0 e completa uno storico doblete al primo anno del tecnico rumeno. Milano si prepara alla festa di domenica mentre Oaktree stanzia 150 milioni per il mercato. Il calcio italiano vive giorni di caos con il derby Roma-Lazio ostaggio del tennis e il Milan in crisi totale con Allegri verso l'addio dopo la lite con Ibrahimovic.
Decima Coppa Italia: l'Inter completa il doblete storico
L'Inter alza al cielo la decima Coppa Italia della sua storia e completa un doblete che mancava dal 2010. All'Olimpico di Roma, i nerazzurri hanno dominato la Lazio con un netto 2-0, firmato dall'autorete di Marusic al 14' e dal sigillo di Lautaro Martinez al 35'. Una finale che non è mai stata in discussione, con Chivu che ha saputo gestire la partita dall'inizio alla fine.
Il punto è questo: dopo lo Scudetto conquistato con largo anticipo, l'Inter ha dimostrato di essere la squadra più forte d'Italia anche in coppa. La prestazione contro la Lazio è stata l'ennesima dimostrazione di superiorità tecnica e tattica (l'Inter ha controllato possesso palla e ritmi senza mai soffrire). Credetemi, vedere questa squadra giocare con tale consapevolezza dei propri mezzi fa impressione.
Capitolo numeri: questa finale ha fatto registrare l'incasso più alto nella storia della Coppa Italia con 5,6 milioni di euro grazie ai 68.729 spettatori paganti. Paradossalmente, però, è stata anche la meno vista in tv degli ultimi 17 anni con 5,56 milioni di telespettatori. Un dato che fotografa il momento particolare del calcio italiano.
Tatticamente, l'Inter ha dominato con Sucic e Zielinski che si sono alternati da playmaker per non dare punti di riferimento ai biancocelesti. La ThuLa è rimasta alta per scelta, schiacciando la Lazio, mentre i tre difensori si sono alzati molto palla al piede trovando spazio fino a centrocampo. Una lezione di calcio che conferma come questa Inter sia nettamente superiore alle rivali italiane.
Ora, prestate attenzione: domenica ci sarà la festa per le strade di Milano con il pullman scoperto che porterà la squadra da San Siro al Duomo. Sarà l'occasione per celebrare un'annata straordinaria che ha riportato l'Inter sul tetto d'Italia con pieno merito.
Chivu da esordiente a mister doblete: il miracolo nerazzurro
Cristian Chivu entra nella leggenda dell'Inter al primo anno da allenatore. Il tecnico rumeno ha conquistato Scudetto e Coppa Italia, diventando il primo allenatore non italiano a vincere il doblete domestico nella sua prima stagione in Serie A. Un'impresa che lo mette al pari di José Mourinho, suo ex compagno di squadra nel Triplete 2010.
Dagli stracci di Charlotte al double: chi avrebbe mai immaginato che quel Mondiale per Club deludente negli USA sarebbe stato solo l'inizio di una cavalcata trionfale? Tredici panchine in Serie A erano tutto il bagaglio che Chivu portava con sé quando è iniziata questa avventura. Molti opinionisti avevano già sentenziato un fallimento annunciato, qualcuno ridendo sotto i baffi.
Invece la dirigenza, abbandonata da un esausto Simone Inzaghi, puntando sul rumeno stava per fare jackpot ben oltre le proprie previsioni. Il deludente avvio con due sconfitte nelle prime tre giornate sembrava l'anticamera di decisioni drastiche, ma all'Inter hanno resistito alle tentazioni più scontate, agli inviti dall'esterno a cambiare strada.
Capitolo personalità: Chivu ha dimostrato di avere il mondo Inter in mano. È molto sveglio e rapido, anche nel botta e risposta, e questa comunicazione efficace ha aiutato lo spogliatoio. Nella gestione tattica si è rivelato molto più dentro rispetto alla parte teorica: i braccetti spesso si trovano ad occupare il ruolo di mezzali e gli esterni vengono dentro al campo.
Credetemi, vedere come ha saputo inserire i nuovi acquisti in maniera perfetta e come ha dimostrato leadership in momenti difficili conferma che la scelta della società è stata azzeccata. Ora Chivu può vantare primati personali che scomodano la storia del club: primo ad aver vinto la Coppa Italia sia come giocatore che come allenatore dell'Inter, primo ad aver vinto il doblete domestico come giocatore e allenatore, terzo allenatore dell'Inter a vincere un doblete domestico dopo Mancini e Mourinho.
Caos Roma-Lazio: il derby ostaggio del tennis
Il calcio italiano vive giorni di caos totale con il derby Roma-Lazio che rischia di diventare una partita per pochi intimi. La Prefettura di Roma ha spostato la stracittadina da domenica alle 12:30 a lunedì alle 20:45 per evitare sovrapposizioni con la finale degli Internazionali d'Italia di tennis. Un braccio di ferro che ha portato la Lega Serie A a fare ricorso al TAR.
Il punto è questo: il Tribunale Amministrativo Regionale ha deciso di non decidere, rimandando la scelta all'Avvocatura dello Stato e invitando le parti a trovare un punto d'incontro. Una situazione surreale che fotografa l'incapacità del sistema calcio italiano di gestire il proprio calendario.
Angelo Binaghi, presidente della FITP, ha attaccato duramente: "Secondo voi dobbiamo spostarci noi o il calcio? Chiedetelo all'opinione pubblica. Noi ci siamo spostati per 25 anni. Non capisco perché dovremmo spostarci quando c'è un 'deficiente' che ha organizzato un campionato di calcio con i piedi". Parole che certificano la tensione tra i due mondi.
Capitolo conseguenze: se si dovesse giocare lunedì sera, entrambe le tifoserie organizzate hanno annunciato che non entreranno allo stadio. La Curva Sud romanista ha fatto sapere: "A tutto c'è un limite, non faremo i burattini". Anche i laziali non entreranno per la protesta contro Lotito. Rischiamo una stracittadina per pochi intimi.
Ora, prestate attenzione: per il principio di contemporaneità, l'orario di Roma-Lazio condiziona anche Como-Parma, Genoa-Milan, Juventus-Fiorentina e Pisa-Napoli, tutte squadre impegnate nella lotta Champions. Un pasticcio che mina la regolarità del campionato e dimostra come il calcio italiano continui a navigare a vista, incapace di programmare con lungimiranza.
Milan nel caos: Allegri verso l'addio, Cardinale furioso
Il Milan è una polveriera pronta ad esplodere e Massimiliano Allegri potrebbe lasciare nonostante il rinnovo automatico in caso di Champions. Gerry Cardinale ha parlato chiaro: "Senza la Champions è fallimento. Sul mercato si deve spendere meglio". Parole che certificano la delusione per una stagione che rischia di finire in Europa League.
Capitolo tensioni: è emersa una lite furibonda tra Allegri e Zlatan Ibrahimovic dopo la sconfitta contro il Napoli del 6 aprile, partita individuata come l'inizio della crisi rossonera. Ma l'indiscrezione più pesante riguarda alcune telefonate fatte da Ibrahimovic a diversi giocatori come Leao e Fofana per dare consigli tattici diversi rispetto a quelli di Allegri, scavalcando di fatto l'allenatore.
Il punto è questo: tra Ibrahimovic e Allegri non c'è mai stato feeling, già in passato i due hanno avuto problemi quando Zlatan era giocatore del Milan. Gli ultimi avvenimenti hanno fatto riemergere vecchie ruggini fino a definire la frattura insanabile. Max a queste condizioni potrebbe decidere di non rimanere a prescindere dal piazzamento Champions.
Credetemi, vedere come è crollata la difesa rossonera nelle ultime partite fa impressione: da miglior retroguardia della Serie A con 27 gol subiti dopo 34 giornate a quinta con 32 reti incassate. Cinque sconfitte e dodici gol subiti in 8 gare hanno vanificato il lavoro di mesi.
Allegri è uno dei candidati principali insieme a Roberto Mancini per diventare il prossimo ct dell'Italia. La tentazione Nazionale potrebbe essere decisiva per il suo futuro, considerando che Giovanni Malagò è ampiamente favorito per la presidenza federale. Intanto si parla di un possibile ritorno di Adriano Galliani come supervisore della parte sportiva, mentre Ibrahimovic potrebbe prendere in mano le redini del club con i suoi uomini.
Inter, mercato da 150 milioni: Oaktree punta sull'Europa
Oaktree ha le idee chiare per il futuro dell'Inter: budget da 150 milioni di euro per vincere anche in Europa. La proprietà americana, definitivamente innamorata del club dopo il doblete, vuole consolidare il ruolo di leadership ed esportare in Champions League l'abitudine a vincere conquistata in Italia.
Capitolo obiettivi: Chivu ha manifestato tre esigenze principali per la prossima stagione. Un centrale difensivo preferibilmente di piede mancino, un centrocampista fisico con tanta benzina nel motore e un elemento offensivo che abbini velocità e qualità. Gli identikit portano direttamente su Tarik Muharemovic, Manu Koné e Nico Paz, ordinati dalla difesa all'attacco ma anche in base al grado di fattibilità.
Il sogno resta Nico Paz: il fantasista del Como dipende però dal Real Madrid e da Mourinho, che si avvia a diventare allenatore delle merengues. La proprietà ha fatto sapere di essere disposta, in caso di apertura dalla Spagna, a concedere un budget importante per tentare l'assalto. Sarebbe un'evoluzione niente male per una squadra che vuole alzare l'asticella.
Credetemi, la sinergia tra Chivu e la dirigenza continua ad avvenire in maniera costante. I colloqui tra le parti si concentrano principalmente sulle caratteristiche da inserire nel gruppo per renderlo ancor di più a immagine e somiglianza del tecnico rumeno. L'anno prossimo si alzerà l'asticella e gli verrà chiesto di far meglio anche in Champions League.
Josep Martinez sembra sempre più vicino alla conferma dopo aver conquistato da protagonista la Coppa Italia. Yann Sommer, in scadenza di contratto, dovrebbe partire cercando una destinazione in Premier o Bundesliga. Come vice di "Pepo" si valuta Ivan Provedel della Lazio, in scadenza nel 2027 e possibile occasione di mercato qualora i biancocelesti puntassero su altri profili.
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Mentre l'Inter festeggia, il calcio italiano mostra tutte le sue contraddizioni. Le elezioni FIGC del 22 giugno vedranno sfidarsi Malagò e Abete, con Marotta candidato al Consiglio Federale. L'AIA si avvia al commissariamento dopo l'inchiesta arbitri. In Francia, Deschamps convoca Marcus Thuram per i Mondiali 2026 escludendo i juventini Kalulu e Khephren Thuram. Il Napoli di Conte rischia di non centrare la Champions, mentre la vittoria dell'Inter costa alla Roma 25 milioni per l'obbligo di riscatto di Malen. La Juventus cerca un portiere esperto tra Alisson, De Gea e Atubolu, mentre Gatti riflette sul futuro dopo il poco spazio avuto con Spalletti.
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