Festa nerazzurra: San Siro saluta i campioni, Chivu verso il rinnovo
Riassunto
L'Inter festeggia il doblete con 300mila tifosi da San Siro al Duomo, mentre diversi protagonisti come Sommer, Acerbi e Darmian vivono l'ultima a casa. Chivu si prepara al rinnovo dopo aver trasformato i nerazzurri in un laboratorio tattico vincente, primo allenatore a conquistare scudetto e Coppa Italia all'esordio. Sul mercato tutto dipende da Dumfries per l'assalto a Palestra, mentre Stankovic vale 40 milioni. La Juventus vive il caos totale con Vlahovic verso l'addio e una rivoluzione in atto.
Milano in festa: 300mila tifosi per il doblete dell'Inter
Oggi è il giorno della festa grande. Milano si prepara ad accogliere 300mila tifosi per celebrare il doblete nerazzurro, in una giornata che promette di essere infinita. Si parte alle 12.30 a San Siro con uno show pre-gara di un'ora, condotto da Elenoire Casalegno e Daniele Battaglia, con ospiti Luca Ravenna, Nicola Savino, Il Pagante e il dj Benny Benassi alla consolle.
I giocatori verranno chiamati in campo uno ad uno per prendersi l'abbraccio dello stadio che quest'anno ha visto l'Inter vincere 14 volte su 18 partite casalinghe, con ben 49 gol segnati. Dopo Inter-Verona delle 15, la squadra salirà sul pullman scoperto per attraversare Milano fino a Piazza Duomo, dove dovrebbe arrivare verso le 22.30. Il percorso sarà più breve rispetto a due anni fa: dal Meazza si passerà per Lotto, via Monte Rosa, piazza Amendola, piazza Buonarroti, via Boccaccio, via Monti, via Carducci, corso Magenta, via Meravigli, piazza Cordusio, per entrare da via Orefici in piazza Duomo.
Per l'occasione è stato predisposto un piano speciale per la mobilità. Le modifiche ai trasporti urbani scatteranno dal primo pomeriggio, con chiusure delle stazioni strategiche della metropolitana e deviazioni per numerose linee di superficie. La stazione di Duomo verrà chiusa dalle ore 18, mentre quella di Cordusio sarà temporaneamente inaccessibile durante il passaggio dei tifosi. Sono stati inoltre introdotti divieti per la vendita di bevande alcoliche: dalle 16 del 17 maggio all'1 del 18 in centro, dalle 11 alle 20 nella zona di San Siro.
Ma la festa non finisce qui. La prossima settimana l'Inter farà anche un allenamento all'Arena Civica, storico impianto dove Giuseppe Meazza regalò due scudetti ai nerazzurri. Sarà un evento riservato ai dipendenti e alle squadre giovanili, un modo per riconnettersi con la prima casa nerazzurra. Credetemi, dopo una stagione così speciale, ogni dettaglio conta per celebrare come si deve questo doblete storico.
Chivu scienziato: gli esperimenti che hanno fatto la storia
Chiamatelo scienziato. Cristian Chivu ha trasformato l'Inter in un laboratorio tattico dove i ruoli possono passare in secondo piano, e i risultati gli stanno dando ragione. Il tecnico rumeno si diverte ad allungare la rosa attraverso esperimenti che spesso risultano parecchio efficaci: contro la Lazio, Diouf si è travestito da Dumfries e Sucic da Calhanoglu, superando entrambi l'esame a pieni voti.
Ma non sono queste le uniche rivoluzioni tattiche. Akanji non è partito come centrale difensivo ma sul centro-destra, poi la sua affidabilità ha convinto Chivu a spostarlo verso il centro e all'occorrenza anche a centrocampo come mediano di contenimento. Frattesi è passato da mezzala a seconda punta, Carlos Augusto da esterno mancino si abbassa nella linea a tre o si sposta a destra, Zielinski ha fatto il regista. Andy Diouf rappresenta l'emblema di questa filosofia: arrivato come mediano, è diventato esterno destro e all'occorrenza ha fatto pure la seconda punta.
Il punto è questo: Chivu crede nel calcio totale, dove tutti possano fare tutto. Una filosofia che ha portato risultati straordinari, con 36 vittorie in 52 partite, media punti di 2,17 e 115 gol segnati in tutte le competizioni. In 118 anni di storia dell'Inter, nessun allenatore all'esordio era riuscito a vincere scudetto e Coppa Italia nella stessa stagione.
"I fatti sono frutti, le parole sono foglie", recita un antico proverbio rumeno che calza a pennello per Chivu. Il tecnico ha dovuto sopportare critiche feroci all'inizio ("inesperto", "inadatto", "stagista"), ma ha risposto sul campo. La sua filosofia del "tutto brucia, tutto finisce" - simboleggiata dalla sigaretta che spunta lontano da telecamere - ha aiutato i giocatori a superare ogni dolore e pensiero superfluo. Dalla stanza d'albergo di Charlotte ha spiegato con stile schietto: in campo e nella vita bisogna guardare avanti, mai indietro. E ora l'Inter punta anche al record di 89 gol in campionato di Conte e Inzaghi: ne mancano solo 5 in due partite.
L'ultima danza: i saluti di San Siro tra lacrime e applausi
Festa con lacrime oggi a San Siro. Mentre l'Inter celebra il doblete, diversi protagonisti del ciclo nerazzurro vivranno la loro "last dance" nel tempio di casa. Yann Sommer, Francesco Acerbi, Matteo Darmian, Stefan de Vrij, Henrikh Mkhitaryan e Davide Frattesi potrebbero giocare per l'ultima volta davanti al popolo interista.
Se ne va un pezzo di Inter storica. Sommer saluterà dopo aver vinto da protagonista lo scudetto della seconda stella, con 19 clean sheet nell'anno del primo tricolore e parate decisive in Champions contro Yamal e il Bayern Monaco. Il portiere svizzero ha già rifiutato l'offerta del Basilea: "Valeva la pena provarci", ha ammesso Lichtsteiner, "ma gioca da anni a un livello top e vuole restare nel calcio internazionale".
Acerbi dirà addio dopo quasi 150 partite in nerazzurro, due Coppe Italia, due Supercoppe, due scudetti e cinque gol. Gli interisti ricorderanno soprattutto quello segnato all'ultimo secondo contro il Barcellona, con la scarpa destra bucata. Per lui si profila un futuro in Arabia Saudita, magari all'Al Hilal con Simone Inzaghi. Darmian invece saluta dopo nove trofei in sei anni, arrivato nel 2020 con Conte.
Situazione diversa per De Vrij e Mkhitaryan. L'olandese ha ricevuto una proposta di rinnovo dall'Inter, ma con riduzione dell'ingaggio dagli attuali 4 milioni. Le parti stanno riflettendo, e per esperienza e prestazioni una sua conferma sarebbe importante. Mkhitaryan, 38 anni a gennaio, non si è sbilanciato: "Deciderò dopo aver giocato l'ultima partita. Ho avuto una grandiosa carriera, sono contento di essere stato parte dell'Inter".
Il caso più particolare è quello di Frattesi. Il centrocampista ex Sassuolo è vincolato fino al 2028, ma stavolta non ci sono margini per la permanenza. È stato l'uomo che ha trascinato l'Inter in finale di Champions a suon di gol pesanti, dal Bayern al Barcellona, ma quest'anno è stato condizionato da problemi fisici e scarso utilizzo. L'Inter chiederà circa 25 milioni per il suo cartellino. Quella contro il Verona sarà la sua ultima partita a San Siro, proprio contro la squadra davanti alla quale due anni fa si appese alle grate dello stadio per festeggiare.
Juventus nel caos: Vlahovic in bilico, rivoluzione totale
Mezza Juve in bilico. La sfida di oggi con la Fiorentina potrebbe essere l'ultima allo Stadium per molti bianconeri, a partire da Dusan Vlahovic. Il serbo, arrivato nel 2022 come nuovo uomo dei sogni, ora vede il futuro incerto: il contratto scade a fine anno e le trattative per il rinnovo sono in stallo sulle commissioni e i bonus alla firma.
Spalletti ci conta ma non ci sono certezze. Si è trovato un punto di incontro a 6 milioni netti per due anni, ma restano in ballo le richieste di un entourage numeroso, sostenuto da sondaggi di Bayern Monaco, Newcastle e Milan. Per il tecnico, Vlahovic rappresenta "uno di quelli con il ghigno giusto" e "non si può giocare senza uno come lui". I suoi 8 gol stagionali (complice il lungo infortunio) potrebbero non bastare per convincere la società a soddisfare tutte le richieste.
Anche Koopmeiners è in discussione dopo due stagioni da controfigura del giocatore ammirato all'Atalanta. L'investimento di 60,7 milioni del 2024 non ha mai trovato continuità, e se arrivasse l'offerta giusta (30-35 milioni) l'addio diventerebbe realtà. Alla voce flop vanno annoverati i colpi della scorsa estate: David (8 gol in 45 presenze), Zhegrova (zero reti) e Openda (solo due gol) sono sull'uscio della Continassa.
Nel frattempo la Juve accelera per Bernardo Silva. L'idea è intensificare i contatti con Jorge Mendes per anticipare Barcellona e Atletico Madrid. Le posizioni restano quelle dei giorni scorsi: offerta a sei milioni più bonus, richiesta intorno agli otto. Non è incolmabile ma non è nemmeno banale, come la durata del contratto.
Capitolo Douglas Luiz: il brasiliano, attualmente in prestito all'Aston Villa, potrebbe essere un jolly a sorpresa per Spalletti. La Juve spera di vendere per 25 milioni, ma le quotazioni di un clamoroso ritorno si sono rialzate. Il tecnico potrebbe valutarlo in ritiro come regista, a meno che il club non riesca a monetizzare subito la cessione. Una Juventus in piena rivoluzione, insomma, con più domande che certezze.
Mercato Inter: Dumfries, Stankovic e l'assalto a Palestra
L'assalto a Palestra dipende da Dumfries. L'Inter ragiona sul futuro delle fasce e tutto ruota intorno all'olandese, che ha una clausola di uscita da 25 milioni valida a luglio per club stranieri. Dumfries sta bene all'Inter ma è sempre stato sensibile all'idea di un salto in Premier o Liga, anche se i 30 anni compiuti non sono la migliore condizione per un trasferimento in una big.
Se l'olandese dovesse partire, l'Inter andrebbe all'assalto del laterale dell'Atalanta che tornerà dal prestito al Cagliari. Palestra piace eccome in casa nerazzurra, ma la valutazione supera già i 40 milioni e aggiungere il bergamasco a Dumfries non avrebbe senso: uno dei due sarebbe costretto in panchina. Ecco perché i nerazzurri preferirebbero "una vera alternativa", che nelle valutazioni interiste ha i connotati più di Diouf che di Luis Henrique.
Il francese ha dimostrato di poter interpretare il ruolo con doti particolari come puntare l'uomo accentrandosi, essendo di piede mancino. Questa "indole" può essere ulteriormente sviluppata da Chivu. L'ulteriore vantaggio è che Luis Henrique ha mercato: se arrivasse un'altra offerta da 30 milioni come quella del Bournemouth a gennaio, l'Inter sarebbe pronta ad accettarla.
A sinistra Carlos Augusto è una garanzia sia come vice-Dimarco sia come vice-Bastoni. L'Inter vorrebbe premiarlo con rinnovo e adeguamento, ma lui gradirebbe giocare di più e temporeggia. Probabile che presto possa essere la Roma a bussare, tenuto conto degli apprezzamenti di Gasperini.
Capitolo Stankovic: l'Inter è tentata dalla plusvalenza. Due club di Premier sarebbero pronti con quasi 40 milioni, circa il doppio della recompra da pagare al Bruges (23 milioni). Una plusvalenza da 20 milioni da reinvestire sul mercato, magari per l'assalto a Nico Paz. Chivu lo vorrebbe con sé, ma l'aspetto economico giocherà un ruolo rilevante: l'Inter è pronta a privarsi del serbo solo di fronte a un introito importante. Come sempre, il mercato nerazzurro si muove tra necessità e opportunità.
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Approfondimenti e letture consigliate per esplorare ulteriormente gli argomenti trattati
Mentre l'Inter festeggia, il calcio italiano vive giorni intensi. Il Napoli di Conte cerca la Champions a Pisa contro una squadra già retrocessa, con il tecnico che non è mai arrivato terzo in Serie A. Il derby Roma-Lazio si gioca senza Zaccagni, ancora ko per problemi fisici. Dzeko racconta la Bosnia: l'ex Inter sponsorizza Muharemovic per Milano e critica l'Italia per il flop mondiale. Nel settore giovanile, l'Inter Primavera centra i playoff all'ultima giornata. Curiosità: Nagatomo va al quinto Mondiale a 39 anni, mentre Moratti compie 81 anni ricevendo gli auguri dell'Inter. Il punto è questo: il calcio non si ferma mai, nemmeno nei giorni di festa.
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