Inter
12 maggio 2026

Finale di Coppa Italia: l'Inter verso il doblete con Thuram in dubbio

Riassunto

L'Inter si prepara alla finale di Coppa Italia contro la Lazio con l'allarme Thuram che rischia il forfait per infortunio, mentre Chivu avverte di non sottovalutare i biancocelesti. La corsa Champions si infiamma dopo il 3-2 del Bologna al Napoli: cinque squadre in sei punti per tre posti. Il Milan sprofonda nella crisi con la sconfitta contro l'Atalanta e Cardinale che valuta la terza rivoluzione in tre anni. L'inchiesta arbitri entra nel vivo con l'audizione di Viglione sui protocolli VAR di Lissone.

Finale di Coppa Italia: Chivu non si fida della Lazio, Guida arbitra il sogno doblete

Importanza: 9/10

Mercoledì sera all'Olimpico si scrive la storia. L'Inter di Cristian Chivu si presenta alla finale di Coppa Italia contro la Lazio con un solo obiettivo: completare il doblete che manca dal 2010. Ma attenzione, perché il tecnico nerazzurro ha messo in guardia i suoi: la Lazio molle e sfilacciata vista sabato non esiste più.

Il punto è questo: Chivu sa perfettamente che giocare una finale nello stadio dell'avversario rappresenta una complicazione non da poco (nonostante i 20.000 tifosi pronti a sbarcare nella Capitale). La formazione è quasi decisa, con l'unico dubbio a centrocampo tra Sucic e Mkhitaryan per affiancare Zielinski in regia e Barella. Il giovane croato è in vantaggio, come suggeriscono le sostituzioni del weekend.

Capitolo designazioni: sarà Marco Guida della sezione di Torre Annunziata ad arbitrare la sua prima finale in carriera. Il 44enne fischietto campano, che aveva fatto discutere per la scelta di non dirigere più il Napoli, vanta un bilancio positivo con l'Inter (17 vittorie, 10 pareggi, 6 sconfitte in 33 precedenti). Al VAR ci sarà Paolo Mazzoleni, assistito da Di Paolo.

Ora, prestate attenzione: questa finale rappresenta anche un evento di commiato per diversi giocatori. Oltre ai cinque in scadenza (tra cui solo De Vrij ha chance di rinnovo), molti altri rischiano il taglio o la cessione per finanziare il programma di rafforzamento. Lo stesso Bastoni potrebbe essere riavvicinato dal Barcellona già in settimana.

La ciliegina sulla torta? Nek canterà l'Inno di Mameli prima del fischio d'inizio, accompagnato dalla Banda Musicale della Guardia di Finanza. Un momento solenne per una notte che può regalare all'Inter la decima Coppa Italia della sua storia. Credetemi, non sarà una passeggiata come qualcuno pensa.

Allarme Thuram: il francese rischia di saltare la finale, Bonny pronto

Importanza: 8/10

Brutte notizie da Appiano Gentile. Marcus Thuram si è fermato proprio al termine dell'allenamento di ieri e la sua presenza nella finale di Coppa Italia è ora fortemente a rischio. Il francese ha accusato quello che sembra essere un problema muscolare alla coscia, probabilmente una contrattura.

La situazione è questa: oggi sono previsti gli esami strumentali per valutare l'entità dell'infortunio, ma con soli due giorni alla finale le possibilità di recupero appaiono ridotte al minimo. Sky Sport parla di "poco margine di recupero", e la sensazione è che Tikus possa essere costretto al forfait proprio nel momento più importante della stagione.

Ecco il paradosso: mentre un attaccante si ferma, un altro è sulla via del recupero. Francesco Pio Esposito, assente contro la Lazio, ha fatto gran parte del lavoro con il gruppo e si candida per tornare tra i convocati. Tuttavia, il favorito per affiancare Lautaro Martinez sembra essere Ange-Yoan Bonny.

Il punto è questo: l'ex Parma non segna dal quarto di finale di Coppa Italia contro il Torino del 4 febbraio, ma ha buoni ricordi dell'Olimpico. Ha segnato un gol decisivo alla Roma in ottobre e ha aggiunto un assist sabato in campionato. La finale potrebbe essere il banco di prova perfetto per il suo rilancio.

Capitolo Calhanoglu: anche il turco continua ad allenarsi a parte e la sua presenza è praticamente da escludere. In mediana quindi spazio al trio Barella-Zielinski-Sucic, con il croato favorito su Mkhitaryan per completare il centrocampo.

Una tegola pesantissima per Chivu, che perde il giocatore che ha trascinato l'Inter verso lo scudetto con 6 gol nelle ultime 5 giornate. Ma il calcio è anche questo: saper reagire alle difficoltà quando meno te lo aspetti.

Bagarre Champions: il Bologna beffa il Napoli, ora sono cinque in sei punti

Importanza: 8/10

Che spettacolo questa Serie A! Il Bologna di Vincenzo Italiano ha regalato una delle sorprese più belle della stagione, battendo 3-2 il Napoli al Maradona e rimandando la festa Champions di Antonio Conte. Una vittoria che ha reso incandescente la corsa per l'Europa.

I numeri parlano chiaro: cinque squadre racchiuse in appena sei punti per tre posti Champions. Napoli 70, Juventus 68, Milan e Roma 67, Como 65. Una bagarre mai vista che si deciderà nelle ultime due giornate, con tutti costretti a vincere senza possibilità di calcoli.

La partita del Maradona è stata un concentrato di emozioni: Bologna avanti 2-0 con Bernardeschi e Orsolini su rigore, rimonta azzurra firmata Di Lorenzo e Alisson, poi la beffa finale di Rowe al 91' con una semirovesciata acrobatica che ha gelato lo stadio partenopeo.

Ora, prestate attenzione agli scontri diretti: in caso di arrivo a pari punti, il Napoli ha vantaggio sulla Roma ma è pari con le altre. Il Milan ha vantaggio su Roma e Como, mentre la Juventus ha il Como dalla sua ma è svantaggiata con i lariani. Scenari intricatissimi che potrebbero portare anche alla classifica avulsa.

Il punto è questo: domenica alle 12:30 sarà un mezzogiorno di fuoco. Genoa-Milan, Juventus-Fiorentina, Roma-Lazio e Como-Parma tutte in contemporanea. Il Napoli, se non dovesse qualificarsi stasera contro il Bologna (cosa ormai impossibile), giocherà a Pisa nello stesso orario.

Credetemi, non si vedeva una lotta così equilibrata da anni. Cinque squadre, tre posti, 180 minuti per decidere tutto. Il calcio italiano non poteva chiedere finale più emozionante.

Milan nel baratro: Cardinale deluso, terza rivoluzione in vista dopo il crollo con l'Atalanta

Importanza: 7/10

Il Milan è in caduta libera. La sconfitta per 3-2 contro l'Atalanta a San Siro ha certificato una crisi che va oltre il risultato: cinque sconfitte nelle ultime dieci partite, tre gol fatti nelle ultime sei. Un tracollo che rischia di costare la Champions e che ha scatenato la furia dei tifosi.

La contestazione è stata durissima: fischi assordanti per l'ad Giorgio Furlani, cori per Paolo Maldini e uscita di massa dopo il terzo gol bergamasco. I tifosi non si sentono più rappresentati dalla proprietà RedBird, che in tre anni ha cambiato oltre 90 giocatori e quattro allenatori senza mai vincere nulla (tranne la Supercoppa).

Gerry Cardinale è deluso per la piega che ha preso la stagione. Aveva immaginato un 2025-26 diverso e ora si ritrova con il rischio concreto di perdere la Champions, che significherebbe 70-80 milioni di euro in meno e l'obbligo di ridimensionamento. Il progetto varato a maggio sembra sul punto di sfaldarsi.

Il punto è questo: tutti sono in discussione. Dall'allenatore Allegri al direttore sportivo Tare, dall'ad Furlani al dt Moncada fino all'advisor Ibrahimovic. Ieri c'è stato un meeting a Casa Milan dove Furlani ha parlato a tutti i dirigenti, mettendoli di fronte alle proprie responsabilità.

Capitolo mercato: il modello RedBird di vendere un big ogni anno (Tonali nel 2024, Reijnders-Thiaw-Theo nel 2025) per poi reinvestire non ha funzionato. Quest'anno potrebbe toccare a Leao, in un ciclo che non porta mai alla crescita definitiva.

La sensazione è che, soprattutto in caso di mancato accesso alla Champions, la rivoluzione ai piani alti possa essere totale. Il Milan è vicino alla terza rivoluzione in tre anni: un record di cui non andare fieri.

Inchiesta arbitri: Viglione dal pm, si indaga sulle 'bussate' al VAR di Lissone

Importanza: 7/10

L'inchiesta della Procura di Milano entra nel vivo. Ieri è stato sentito come testimone Giancarlo Viglione, avvocato della FIGC e responsabile dell'Ufficio Legislativo, figura chiave nei rapporti istituzionali della Federcalcio e braccio destro dell'ex presidente Gravina.

L'audizione si è concentrata sulle cosiddette 'bussate' al centro VAR di Lissone, uno dei due filoni dell'inchiesta insieme alle presunte designazioni pilotate. Il pm Maurizio Ascione ha chiesto lumi sui protocolli federali e sui rapporti tra FIGC e Lega Serie A nella gestione del polo tecnologico arbitrale.

Il punto è questo: Viglione sarebbe stato uno dei primi interlocutori contattati dalla Lega per discutere dell'introduzione degli ispettori della Procura federale a Lissone. Il magistrato vuole chiarire i presupposti normativi che hanno consentito questo coinvolgimento e verificare se tutte le procedure siano state rispettate.

Capitolo conflitti di interesse: la figura di Viglione non è nuova alle polemiche. È nota la sua manifesta passione per l'Inter, con partecipazione ai festeggiamenti dello scudetto, cene con Gravina e Marotta immortalate dai media, e rapporti informali con dirigenti nerazzurri durante eventi ufficiali.

Ora, prestate attenzione: l'inchiesta procede su due binari paralleli. Da una parte le 'bussate' (con Rocchi indagato per il caso Udinese-Parma), dall'altra le designazioni che sarebbero state pilotate per assecondare il gradimento dell'Inter. Gli unici indagati restano figure del mondo arbitrale: Rocchi, Gervasoni, i VAR Nasca e Di Vuolo, oltre a Paterna.

Un'inchiesta che sta procedendo a carte coperte, con il pm che per ora non ha svelato molto della sua essenza. Resta da capire se sotto ci sia davvero qualcosa di concreto o se si tratti di un grande bluff.

Da Leggere Più Tardi

Approfondimenti e letture consigliate per esplorare ulteriormente gli argomenti trattati

Mercato e strategie future: L'Inter pianifica l'estate con Oaktree pronta a investire 50 milioni per rinforzare la rosa, mentre cinque giocatori sono in scadenza e Frattesi potrebbe partire per trovare maggiore continuità. Sul fronte Juventus, Spalletti chiede rinforzi mentre cresce la distanza con Comolli sulle strategie di mercato. Mondiali in vista: L'Argentina ha diramato la lista dei 55 preconvocati con Lautaro Martinez ovviamente presente, mentre spicca l'esclusione di Paulo Dybala. Anche il Brasile di Ancelotti ha annunciato i suoi 55 nomi con Bremer e Wesley tra i convocati. Curiosità: Il trofeo della Coppa Italia è made in Avellino, realizzato dalla Iaco Group che produce anche le coppe UEFA, mentre Joel Obi inizia la carriera da allenatore come vice alla Vis Pesaro.

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