Inter
22 aprile 2026

L'Inter vola in finale: rimonta pazzesca e sogno doblete sempre più vicino

Riassunto

L'Inter di Chivu compie l'ennesimo miracolo: rimonta il Como dal 0-2 al 3-2 e vola in finale di Coppa Italia. Doppietta di Calhanoglu e gol di Sucic per una serata magica a San Siro che tiene vivo il sogno doblete. Il tecnico rumeno: 'Solo la Pazza Inter può rimontare due volte il Como in 10 giorni'. Fabregas si arrende con classe: 'Con questi giocatori sei sempre vicino a vincere'.

Pazza Inter, che rimonta! Dal 0-2 al 3-2: Como battuto e finale conquistata

Importanza: 10/10

San Siro ha vissuto l'ennesima notte magica della Pazza Inter di Cristian Chivu. Dopo essere andata sotto 0-2 contro il Como nella semifinale di ritorno di Coppa Italia, i nerazzurri hanno ribaltato tutto negli ultimi venti minuti, conquistando la finale dell'Olimpico con una rimonta da cardiopalma che ha fatto tremare le fondamenta del Meazza.

Il punto è questo: quando l'Inter sembra spacciata, tira fuori il carattere che la contraddistingue da sempre. Baturina al 32' e Da Cunha al 48' avevano illuso il Como di Fabregas, che per oltre un'ora ha giocato un calcio spumeggiante e coraggioso, mettendo in seria difficoltà una squadra nerazzurra apparsa troppo presuntuosa e lenta nell'approccio. Ma come diceva qualcuno, "qua non si passa" facilmente.

La svolta è arrivata con i cambi di Chivu: Sucic e Diouf hanno cambiato volto alla partita. Il croato, in particolare, si è rivelato l'uomo della provvidenza con due assist perfetti per la doppietta di Calhanoglu (69' e 86') e il gol decisivo all'89' che ha mandato in delirio i 73.255 spettatori presenti. Una prestazione da incorniciare per il giovane talento, che ha dimostrato ancora una volta perché Chivu punti tanto su di lui.

Hakan Calhanoglu è stato semplicemente straordinario: dopo un primo tempo in cui Fabregas lo aveva praticamente annullato, il turco è emerso nella ripresa con la solita classe cristallina. Il primo gol, complice una deviazione, ha riaperto i giochi; il secondo, di testa (sì, proprio di testa!), ha dimostrato la sua completezza tecnica. E poi l'assist finale per Sucic, il tocco del campione che sa quando è il momento di essere decisivo.

Credetemi, questa rimonta ha il sapore di quelle che restano nella storia. L'Inter di Chivu ha dimostrato di avere il DNA giusto per i grandi appuntamenti, quello che ti permette di ribaltare una partita quando tutto sembra perduto. Il 13 maggio all'Olimpico ci sarà la finale contro una tra Atalanta e Lazio, e il sogno doblete è sempre più concreto.

Chivu e il DNA della Pazza Inter: "Solo noi potevamo rimontare due volte il Como"

Importanza: 9/10

"Rimontare due volte il Como in dieci giorni solo la Pazza Inter può farlo". Cristian Chivu non nasconde l'orgoglio per una squadra che ha dimostrato ancora una volta di avere qualcosa di speciale nel sangue. Il tecnico rumeno, ai microfoni di Sport Mediaset, ha analizzato con lucidità una serata che potrebbe segnare la sua carriera da allenatore.

"Questi ragazzi hanno il DNA Inter dentro", ha spiegato Chivu, sottolineando come la mentalità vincente sia il vero segreto di questa squadra. "C'è un gruppo che dall'inizio stagione sta facendo molto bene. Quando sono chiamati in causa lo dimostrano, con personalità e coraggio. Oggi quelli che sono subentrati ci hanno dato una grossa mano".

Capitolo cambi: la scelta di inserire Diouf al posto di Dimarco e soprattutto Sucic per Zielinski si è rivelata vincente. "Andy è entrato veramente bene, sia a destra che a sinistra. Ha fatto l'uno contro uno con coraggio", mentre su Petar il tecnico ha preferito lasciare parlare i fatti: due assist e un gol che valgono una finale.

Dall'altra parte, Cesc Fabregas ha mostrato grande classe nella sconfitta. "Chivu non lo dirà mai, ma con questi giocatori sei sempre più vicino a vincere", ha ammesso l'allenatore del Como. "Abbiamo giocato contro una squadra di veterani che vincerà uno scudetto. L'anno scorso hanno fatto la finale di Champions League".

Parole di stima reciproca che testimoniano il livello della sfida. Fabregas ha anche ricordato il percorso del Como: "Due anni fa aprivo il cancello alle sei e mezzo del centro sportivo dove non c'era niente e oggi sono qui". Una favola che si è fermata a un passo dalla finale, ma che ha regalato emozioni pure.

Petar Sucic, l'eroe della serata, ha mantenuto i piedi per terra: "Non mi piace parlare dei singoli, di me, ma della squadra. Stiamo facendo bene come squadra". E sulla finale: "Per vincere. Se vai in finale ci vai per vincere". Mentalità da Inter, appunto.

Operazione doblete: l'Inter di Chivu può entrare nella storia

Importanza: 8/10

Il doblete non è più un sogno, ma una possibilità concreta. L'Inter di Cristian Chivu, dopo aver conquistato la finale di Coppa Italia, può davvero centrare l'accoppiata scudetto-coppa nazionale che manca dal 2010, quando José Mourinho completò il leggendario Triplete. Una prospettiva che fa venire i brividi a ogni tifoso nerazzurro.

Chivu c'era nel 2010, da giocatore, e ora può replicare da allenatore. Se dovesse riuscirci, entrerebbe in una ristretta cerchia di tecnici capaci di vincere subito al primo anno completo sulla panchina dell'Inter. "Ci siamo guadagnati, ci siamo messi da soli con il lavoro, con i risultati, in una situazione che ci permette di sognare", ha dichiarato il rumeno dopo la vittoria sul Como.

La strada verso il doblete passa per due appuntamenti: la matematica certezza dello scudetto (ormai questione di giorni) e la finale di Coppa Italia del 13 maggio all'Olimpico. Un traguardo che avrebbe anche un valore simbolico importante, perché sarebbe il decimo trofeo della storia del club nella competizione nazionale.

L'ultimo doblete "puro" dell'Inter risale al 2006 con Roberto Mancini, anche se lo scudetto arrivò tramite Calciopoli. Quello del 2010 fu invece incastonato nel magnifico Triplete mourinhiano. Ora Chivu ha l'occasione di scrivere una pagina di storia tutta sua, dimostrando che la continuità progettuale può dare frutti straordinari.

Nelle ultime sei stagioni, nessun altro club italiano è stato capace di essere sempre ai vertici come i nerazzurri: due finali di Champions League, tre Supercoppe italiane già vinte, due Coppe Italia (con la terza in arrivo) e ora il terzo scudetto dal 2021. Un percorso di crescita costante che testimonia la solidità del progetto.

Il Como di Fabregas ha dimostrato che non sarà facile: la squadra lariana ha giocato un calcio spumeggiante e coraggioso, mettendo in difficoltà l'Inter per oltre un'ora. Ma alla fine, come sempre, è emersa la qualità e l'esperienza dei nerazzurri. Il doblete è a portata di mano.

Calhanoglu fenomeno, Sucic decisivo: le pagelle premiano i protagonisti della rimonta

Importanza: 8/10

Hakan Calhanoglu è stato semplicemente perfetto. La Gazzetta dello Sport gli assegna un meritatissimo 8,5, sottolineando come il turco sia "riemerso con classe e cuore proprio quando sembrava impantanato da Fabregas". Due gol di fattura diversa - il destro deviato da fuori e il colpo di testa all'angolino - che testimoniano la sua completezza tecnica.

Petar Sucic si prende la scena con un 8 pieno: due assist per Calhanoglu e il gol decisivo che hanno fatto saltare in aria San Siro. "Che ingresso!", scrive Tuttosport, evidenziando come il croato abbia cambiato volto alla partita nel momento più difficile. Una prestazione da incorniciare per il giovane talento che Chivu ha saputo valorizzare al meglio.

Josep Martinez conquista tutti con un 7,5-8: "superbo" su Baturina nel primo tempo, "strepitoso" su Diao quando l'Inter era sotto 2-1 e decisivo anche nel finale su Caqueret. Il Corriere dello Sport lo definisce "miracoloso una volta per tempo", confermando che il post-Sommer potrebbe essere già in casa.

Male invece alcuni protagonisti della prima ora. Dimarco chiude con un 5 secco: "sgonfiato dall'usura e lasciato solo nel duello che costa lo 0-1", scrive la Gazzetta. Stesso voto per Zielinski, colpevole del regalo che ha portato al 2-0 del Como con "un passaggio scellerato" verso Nico Paz.

Nel Como spiccano le prestazioni di Baturina (7,5) e Da Cunha (7), autori dei due gol che avevano illuso i lariani. Nico Paz si ferma al 6-7: partenza col turbo, poi è calato nel finale quando l'Inter ha alzato il ritmo.

Simone Sozza convince in cabina di regia con un 6,5: solo 11 falli fischiati e un metro di giudizio permissivo che ha fatto bene al spettacolo. Giusto non concedere il rigore su Perrone per il tocco di mano ravvicinato, corretta la convalida del 2-1 di Calhanoglu nonostante Bonny fosse a terra in fuorigioco passivo.

La vigilia perfetta: Chivu carica l'ambiente, Thuram promette spettacolo

Importanza: 7/10

"Era uno dei nostri obiettivi. Siamo consapevoli dell'importanza della partita e faremo di tutto per portare a casa la vittoria". Cristian Chivu non aveva nascosto le ambizioni dell'Inter alla vigilia della semifinale, mostrando quella determinazione che poi si è vista in campo durante la rimonta.

Il tecnico rumeno aveva inquadrato perfettamente la sfida: "Partiamo da 0-0, è una gara da tutto e niente con la possibilità di giocarsi una finale". Una lettura lucida che testimoniava come l'Inter non sottovalutasse minimamente un Como capace di mettere in difficoltà chiunque con il suo calcio propositivo.

Marcus Thuram aveva suonato la carica con parole che si sono rivelate profetiche: "Mi aspetto una partita seria, davanti ai nostri tifosi. Il Como è una grandissima squadra che gioca benissimo, non sarà facile anche perché in ogni partita hanno cambiato modulo". E sull'obiettivo stagionale: "Portare l'Inter a conquistare tutti i traguardi".

L'attaccante francese aveva centrato nel segno anche nell'analisi tattica: "Hanno un grandissimo mister che si sa adattare". Fabregas ha infatti dimostrato ancora una volta la sua bravura nel preparare la partita, schierando il Como con un 4-2-3-1 che per oltre un'ora ha messo in seria difficoltà i nerazzurri.

San Siro aveva risposto presente con 73.255 spettatori, di cui 3.230 arrivati da Como. Un'atmosfera da grande occasione che ha spinto l'Inter nei momenti più difficili, quando la rimonta sembrava impossibile. "Forza ragazzi" intonava la Nord durante l'intervallo, e i ragazzi hanno risposto alla grande.

La preparazione tattica di Chivu si è rivelata vincente soprattutto nella gestione dei cambi: Sucic e Diouf hanno cambiato volto alla partita, dimostrando che il tecnico rumeno sa leggere i momenti della gara e intervenire al momento giusto. Una lezione di calcio che vale una finale.

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Mentre l'Inter festeggia la finale, la Juventus di Spalletti continua la sua marcia verso la Champions con numeri impressionanti: solo l'Inter ha fatto più punti negli ultimi sei mesi. I bianconeri puntano su Lewandowski per l'estate, con 6 milioni più premi per convincere il polacco. Occhio anche al ritorno di fiamma per Antonio Silva, che Mendes vuole piazzare lontano dal Benfica. In casa Roma, invece, Massara accelera per Alajbegovic con l'aiuto di Pjanic, mentre i rinnovi restano congelati per decisione dei Friedkin. Curiosità: 76 anni fa l'unico Como che vinse a San Siro con i gol di Rabitti e Ghiandi, quando la Gazzetta titolò "Lezione ai pelandroni".

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