Milano in festa nerazzurra: il doblete di Chivu e i saluti di San Siro
Riassunto
L'Inter festeggia il doblete con 300mila tifosi da San Siro al Duomo, mentre diversi protagonisti come Sommer, Acerbi e Darmian vivono l'ultima a casa. Chivu si conferma l'uomo della stagione dopo aver ricompattato l'ambiente e conquistato due trofei al primo anno. Pareggio 1-1 col Verona con gol di Bonny e Bowie, poi la grande festa per Milano. Sinner trionfa agli Internazionali di Roma, con Bastoni che si ferma a guardare il tennis prima della parata.
Milano invasa da 300mila tifosi: dalla festa di San Siro al trionfo in Duomo
Milano si è tinta di nerazzurro ieri, con una festa che ha attraversato l'intera città dal Meazza fino a Piazza Duomo. Trecentomila tifosi hanno invaso le strade per celebrare il doblete di Scudetto e Coppa Italia, in una giornata che resterà nella storia dell'Inter.
La festa è iniziata a San Siro alle 15, con l'ultima partita casalinga della stagione contro il Verona. Prima del fischio d'inizio, un minuto di silenzio ha ricordato Evaristo Beccalossi, mentre una maxi-coreografia tricolore ha riempito tutti gli anelli dello stadio. Il punto è questo: quando l'Inter festeggia, Milano diventa nerazzurra.
Dopo la premiazione sul campo, intorno alle 18:30 è partita la parata con il pullman scoperto. Un solo bus questa volta (non due come per la Seconda Stella), con squadra e staff insieme per attraversare la città. Il percorso ha toccato viale Caprilli, piazza Amendola, via Boccaccio, corso Magenta, fino all'arrivo in Piazza Duomo verso le 23:30.
La folla ha accompagnato i campioni d'Italia per ogni metro del tragitto, costringendo il pullman a procedere a passo d'uomo. I giocatori hanno documentato tutto con video e foto, mentre i tifosi hanno invaso anche la statua di Vittorio Emanuele II. L'ultima tappa sulla Terrazza 21 ha chiuso una giornata perfetta, con fuochi d'artificio e cori che sono durati fino a notte fonda.
Credetemi, vedere 300mila persone unite dalla stessa passione è uno spettacolo che va oltre il calcio. È la dimostrazione di come l'Inter sia davvero nel cuore di Milano.
Pareggio e festa: l'Inter alza la Coppa dopo l'1-1 col Verona
L'Inter ha celebrato il suo ventunesimo Scudetto dopo un pareggio 1-1 contro il Verona, in una partita che aveva il sapore della passerella ma che ha regalato comunque emozioni. Chivu ha schierato dal primo minuto molti dei giocatori destinati a lasciare Milano, concedendo loro l'ultima recita casalinga.
La formazione nerazzurra ha visto in campo Sommer, De Vrij, Acerbi, Darmian e Mkhitaryan, tutti probabili partenti. In attacco spazio a Bonny accanto a Lautaro, mentre Diouf ha agito da mezzala destra. Il primo tempo è scivolato via sullo 0-0, con l'Inter che ha dominato il possesso (79%) ma senza trovare il gol.
La svolta è arrivata al 47' con Bonny, che ha sbloccato la partita di testa su calcio d'angolo, complice una deviazione sfortunata di Edmundsson. L'ex Parma ha così interrotto un lungo digiuno personale nel giorno più importante. L'Inter ha continuato a spingere, con Montipò protagonista di diverse parate decisive su Lautaro.
Il Verona ha trovato il pareggio al 91' con Bowie, bravo a resistere al ritorno di Carlos Augusto e a battere Di Gennaro (entrato per Sommer) con un rasoterra preciso. Ma poco importava il risultato: l'importante era la festa che è seguita.
La premiazione ha visto Lautaro alzare al cielo la Coppa dello Scudetto, accompagnata dalla Coppa Italia. Ogni giocatore ha ricevuto la sua ovazione personale, in una cerimonia che ha preceduto la grande parata per Milano. Ora si pensa già al Bologna, ultima trasferta di una stagione da incorniciare.
Chivu, l'uomo del doblete: "Ricompattare l'ambiente era l'obiettivo principale"
"Questo Scudetto così come la Coppa Italia hanno un nome, quello di Cristian Chivu". Le parole di Marotta fotografano perfettamente il significato di questa stagione, con il tecnico rumeno protagonista assoluto del doblete nerazzurro.
Chivu ha parlato con la consueta umiltà dopo l'incoronazione: "Faccio il mio, cerco sempre di dare entusiasmo e motivazioni. Quando hai a che fare con ragazzi fantastici, diventa tutto più semplice. I trofei sono la conseguenza di un gruppo di uomini che ha lavorato sodo". Il punto è questo: dietro ogni grande successo c'è sempre un leader silenzioso.
Il tecnico ha individuato i momenti chiave della stagione: "Probabilmente Roma e Como sono state le partite decisive, hanno dato tanto a noi e tolto tanto alle concorrenti. Non era scontato dopo quanto accaduto lo scorso anno ricompattare l'ambiente". Un riferimento chiaro alle difficoltà post-Inzaghi e alla necessità di ricreare unità.
Anche nella festa, Chivu ha mantenuto il suo profilo basso. "Mi hanno spinto sul palco, non volevo perché quello è un momento dedicato ai giocatori. Io mi farò una foto con lo staff e mi basta quella", ha spiegato con il sorriso. Poi ha aggiunto scherzando: "Sigarette? Ne ho già fumate un paio".
Marotta ha sottolineato come il ciclo Inter continui: "In questi 6 anni abbiamo ottenuto 9 trofei, due finali di Champions, una di Europa League. Chivu rappresenta il presente e il futuro dell'Inter, l'abbiamo scelto consapevoli di chi fosse". Sono 19 anni che Chivu è nell'ambiente nerazzurro, prima da giocatore e ora da allenatore vincente. Capitolo chiuso? No, capitolo appena iniziato.
L'ultima recita: Sommer, Darmian, Acerbi e Mkhitaryan salutano San Siro
Ieri è stata una giornata di addii mascherati da festa. Chivu ha voluto dare spazio a chi saluterà Milano, concedendo l'ultima passerella casalinga a diversi protagonisti di questi anni nerazzurri.
Yann Sommer ha chiuso la sua esperienza a San Siro con una parata decisiva su Lovric nel primo tempo, prima di lasciare il posto a Di Gennaro negli ultimi minuti. Lo svizzero, dopo tre stagioni da numero uno, non rinnoverà il contratto in scadenza. Il punto è questo: anche i migliori hanno un ciclo che si conclude.
Matteo Darmian ha vissuto la sua ultima a San Siro dopo sei anni e 217 presenze, conquistando 9 titoli con la maglia nerazzurra. "Sono stati anni bellissimi, è una grande emozione. I tifosi mi hanno sempre fatto sentire il loro supporto", ha dichiarato visibilmente commosso. Il Secondo Anello Verde gli ha dedicato uno striscione di congedo durante la partita.
Francesco Acerbi ha salutato dopo tre stagioni da perno della difesa, arrivato su pressing di Inzaghi dalla Lazio. Anche Henrikh Mkhitaryan potrebbe aver giocato la sua ultima: "Non ho ancora deciso cosa farò l'anno prossimo. Parlerò con la società in questi giorni e farò le mie valutazioni. Deciderò se continuare o ritirarmi", ha spiegato l'armeno.
Discorso diverso per Stefan de Vrij, per il quale la società cercherà di rinnovare il contratto (anche con riduzione dello stipendio). L'olandese vorrebbe restare a Milano, e potrebbe essere l'unico a rimanere tra i veterani in scadenza.
Credetemi, vedere questi campioni salutare San Siro è sempre emozionante. Hanno scritto pagine importanti della storia nerazzurra, e il loro contributo non sarà mai dimenticato.
Sinner trionfa agli Internazionali: anche Bastoni si ferma per guardare Jannik
"Tifosi, arriviamo: stavamo finendo di vedere Sinner". Le parole di Alessandro Bastoni poco prima della partenza del pullman nerazzurro fotografano perfettamente una domenica di trionfi italiani, con Roma che ha fatto da teatro a due feste parallele.
Jannik Sinner ha conquistato gli Internazionali d'Italia battendo Ruud 6-4 6-4, diventando il primo italiano a vincere il torneo dopo Adriano Panatta nel 1976. Una vittoria che ha catalizzato l'attenzione anche dei giocatori dell'Inter, con Bastoni che ha confessato: "Sto guardando Jannik" quando gli è stato chiesto quale musica volesse per i festeggiamenti.
Il punto è questo: quando l'Italia vince, tutti si fermano a guardare. Anche nel giorno della festa nerazzurra, il trionfo di Sinner ha rubato l'attenzione per qualche minuto, dimostrando come lo sport azzurro sappia unire passioni diverse.
La giornata romana ha visto il tennista altoatesino dominare la finale contro il norvegese, sbagliando pochissimo e alzando il livello nei momenti decisivi. Dopo una falsa partenza, Sinner ha preso in mano il match e non lo ha più mollato, regalando all'Italia un successo storico.
Capitolo tennis chiuso, si torna al calcio. Ma l'immagine di Bastoni che guarda Sinner mentre Milano lo aspetta per la festa è il simbolo perfetto di una domenica magica per lo sport italiano. Dal Foro Italico a San Siro, dall'Inter al tennis: l'Italia sa come vincere e come festeggiare.
Ora si pensa già al Roland Garros, dove Sinner arriverà da numero uno del mondo. Credetemi, questo ragazzo può davvero fare la storia del tennis italiano.
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Mentre l'Inter festeggiava, il calcio italiano viveva una domenica di verdetti. Il Napoli ha blindato la Champions battendo 3-0 il Pisa, ma Conte ha già comunicato le sue intenzioni a De Laurentiis per il futuro. Capitolo Juventus: il tracollo continua. Spalletti è sotto accusa dopo la sconfitta con la Fiorentina e parlerà con Elkann, mentre la Champions si allontana. La Roma vince il derby 2-0 contro la Lazio e si porta al quarto posto, con Gasperini che gongola: "La Champions è nelle nostre mani". Ora, prestate attenzione: Mourinho torna al Real Madrid dopo 13 anni, con l'accordo al 99,9% secondo Marca. Sul fronte mercato, Bastoni resta all'Inter perché il Barcellona ha bloccato la trattativa per motivi economici e tattici. Il punto è questo: l'ultima giornata deciderà tutto per la Champions, con Milan, Roma, Como e Juventus in lotta per due posti.
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