Scudetto a un passo: l'Inter vola verso il 21° tricolore mentre il Napoli crolla
Riassunto
L'Inter demolisce il Cagliari 3-0 con Thuram, Barella e Zielinski e vola a +12 dal Napoli, che crolla 0-2 contro la Lazio al Maradona consegnando virtualmente lo scudetto ai nerazzurri. Chivu verso il doppio scudetto da giocatore e allenatore come Castellazzi nel 1938, mentre Barella torna MVP con una prestazione da sardo eccezionale contro la sua ex squadra. Il tecnico rumeno si trasforma in versione Mourinho con il 'Non sono fesso' e può festeggiare già domenica prossima se l'aritmetica dovesse sorridere.
Inter-Cagliari 3-0: altro mattone verso lo scudetto
Another brick in the wall verso il 21° scudetto. L'Inter di Chivu demolisce il Cagliari 3-0 e mette un altro mattone fondamentale nella costruzione del tricolore, portandosi momentaneamente a +12 dal Napoli in attesa del match dei partenopei contro la Lazio. Una vittoria che sa di ipoteca definitiva sul titolo, arrivata dopo un primo tempo di sofferenza e una ripresa da rullo compressore.
La cura spogliatoio di Chivu funziona ancora una volta: come già successo contro Roma e Como, l'Inter esce dall'intervallo trasformata e ribalta completamente l'inerzia della partita. Nelle ultime tre gare i nerazzurri hanno segnato ben 8 gol su 12 tra il 45° e il 72° minuto, dimostrando una capacità di reazione che era mancata nella prima parte di stagione.
I protagonisti della serata sono i soliti noti ritrovati: Marcus Thuram firma il quarto gol nelle ultime tre partite (sedici totali in stagione), mentre Nicolò Barella torna a splendere con una rete da ex che chiede scusa ma che certifica il suo ritorno ai massimi livelli. Il sardo ha messo la firma anche sull'assist che ha permesso a Dimarco di confezionare il cross per il vantaggio del francese. A chiudere i conti ci pensa Piotr Zielinski con un eurogol dal limite che vale il definitivo 3-0.
La matematica non è ancora arrivata, ma il countdown è partito. La prima data utile per festeggiare potrebbe essere già domenica 26 aprile: l'Inter sarebbe campione se vincesse a Torino, il Napoli non battesse la Cremonese e il Milan non vincesse entrambe le sfide con Verona e Juventus. Credetemi, con questo vantaggio e questo stato di forma, è solo questione di tempo prima che San Siro possa intonare definitivamente "We are the champions".
Napoli ko 0-2 con la Lazio: addio sogni scudetto
Il Maradona si trasforma in un incubo per Antonio Conte e il suo Napoli. La Lazio di Sarri espugna Fuorigrotta con un netto 2-0 che sa di mazzata definitiva per le ambizioni scudetto dei partenopei. Una sconfitta che arriva nel momento più delicato della stagione e che consegna virtualmente il tricolore all'Inter di Chivu.
La partita si mette subito in salita per gli azzurri: dopo appena 6 minuti Cancellieri porta avanti i biancocelesti con un tap-in facile su assist di Taylor. Il Napoli prova a reagire ma si scontra contro un muro laziale perfettamente organizzato da Sarri, che aveva studiato la partita nei minimi dettagli. Al 31° Zaccagni ha la chance del raddoppio dal dischetto, ma Milinkovic-Savic para il terzo rigore del suo campionato.
Nella ripresa arriva il colpo del ko: al 57° Basic ribadisce in rete dopo una serie di rimpalli e firma il definitivo 2-0. Il dato più impietoso? Il Napoli chiude la partita senza mai tirare nello specchio della porta - la prima volta negli ultimi 22 anni che succede al Maradona. Una prestazione vergognosa che interrompe una striscia di imbattibilità casalinga che durava da 496 giorni.
Conte nel post-partita ammette le proprie responsabilità: "Forse non sono stato bravo a percepire questo malessere che si è sviluppato dopo Parma. Il pareggio di Parma e la vittoria dell'Inter ci hanno praticamente stroncato a livello mentale". Anche Politano si arrende: "L'Inter ha fatto un grandissimo campionato, complimenti a loro". Il secondo posto ora dista 12 punti dalla vetta: troppi per sperare ancora nel miracolo.
Chivu nella storia: verso il doppio scudetto come Castellazzi
Cristian Chivu sta per entrare nella storia dell'Inter. Il tecnico rumeno è a un passo dal diventare il primo uomo nel dopoguerra a vincere lo scudetto sia da calciatore che da allenatore con la maglia nerazzurra. Un'impresa riuscita l'ultima volta nel 1938 ad Armando Castellazzi, che guidò l'Ambrosiana-Inter al quarto titolo della sua storia.
La storia si ripete con modalità sorprendenti: come Castellazzi 88 anni fa, anche Chivu è stato scelto dalla società per gestire una transizione delicata, puntando su un "prodotto della casa" che conoscesse le dinamiche interne. Il parallelo è impressionante: entrambi arrivati in panchina senza grande esperienza ma con la fiducia di chi li aveva visti crescere da giocatori.
Il triathlon di Chivu - come lo definisce qualcuno - sta per concludersi nel migliore dei modi. Dopo aver nuotato nel mare delle critiche iniziali, pedalato per costruire velocemente una squadra vincente e corso verso il traguardo finale, il tecnico rumeno può sorridere pensando a chi lo dava per spacciato dopo poche giornate. "Non sono fesso", ha detto di recente con una punta di orgoglio che ricorda molto lo stile Mourinho.
La matematica potrebbe arrivare già domenica prossima: se l'Inter vincesse a Torino e il Napoli non battesse la Cremonese, il 21° scudetto sarebbe realtà. Castellazzi vinse il suo titolo il 24 aprile 1938 - quasi la stessa data. Il destino sembra aver scelto: il punto è questo, Chivu sta per scrivere una pagina indelebile nella storia nerazzurra.
Barella da MVP: il sardo eccezionale torna a splendere
Nicolò Barella si riprende San Siro e l'Inter con una prestazione da MVP assoluto contro il suo Cagliari. Il centrocampista sardo, dopo settimane di appannamento, torna ai suoi livelli stratosferici proprio nella notte più delicata, quella del derby del cuore che lo vedeva opposto alla sua terra d'origine.
Il gol del 2-0 è una sassata micidiale che spacca la partita, ma l'esultanza contiene le scuse al popolo rossoblù. "Da cagliaritano è faticoso gioire per un gol da ex", ammette il 23 nerazzurro, che però non può nascondere la soddisfazione per essere tornato determinante. La rete arriva dopo un tiro respinto di Dumfries: Barella è il primo ad arrivare sul pallone e infila Caprile con una stoccata precisa.
Ma la prestazione del sardo va ben oltre il gol. Se gira Nic, gira l'Inter - questa la verità emersa dalla serata di San Siro. Barella ha messo lo zampino anche sul primo gol di Thuram, confezionando l'idea che Dimarco ha poi trasformato in assist vincente. Nelle ultime cinque partite ha collezionato cinque partecipazioni a gol: tre assist contro Atalanta, Fiorentina e Como, due reti contro Roma e Cagliari.
Le dediche del post-partita certificano la sua eccezionalità umana oltre che tecnica: "Volevo fare i complimenti a Pepo Martinez, dopo quello che è successo non era facile" e a Gattuso, "una delle più belle persone mai incontrate nel calcio". Capitolo chiuso quello del periodo difficile: papà Bare è tornato e l'Inter può sorridere.
Chivu versione Mourinho: da filosofo a vincente
Cristian Chivu si sta trasformando sotto gli occhi di tutti. Il tecnico rumeno che a inizio stagione sembrava un filosofo con le sue dichiarazioni quasi zen, ora ha cambiato registro comunicativo e assomiglia sempre più a José Mourinho nei suoi anni d'oro. Un cambio di passo che coincide perfettamente con la rincorsa al titolo.
Fabio Caressa ha colto nel segno: "Capisco che qualche sassolino se lo voglia togliere. Quando è arrivato qualcuno gli dava davvero cinque giornate, pensavano a un esonero prima di Natale. Invece ha fatto un grande lavoro". Il cronista di Sky ha notato come Chivu abbia capito che "alcune cose funzionano e altre no" nella comunicazione calcistica.
Il "Non sono fesso" pronunciato di recente è diventato il manifesto di questa nuova versione del tecnico nerazzurro. Come Mourinho nel 2010, anche Chivu sta dimostrando che si può vincere al primo anno da allenatore dell'Inter, e come il portoghese potrebbe centrare il doublete se dovesse conquistare anche la Coppa Italia (martedì c'è il ritorno di semifinale contro il Como).
Stefan De Vrij ha elogiato il suo allenatore: "È molto bravo ed è molto chiaro su quello che vuole. Sa motivare e comunicare bene con la squadra, sta facendo molto bene nel suo primo anno". Anche Ciro Ferrara si è complimentato: "Tanto di cappello a Chivu, ha gestito bene il gruppo nonostante l'eliminazione dalla Champions". Ora, prestate attenzione: da Maria Goretti a Special One, il passo è più breve di quanto si pensi.
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Mercato e prospettive future: Il Barcellona intensifica i contatti per Bastoni, con colloqui che procedono positivamente secondo il Mundo Deportivo. Il difensore sarebbe entusiasta del trasferimento. In casa Milan, Allegri incontra Furlani e Tare per discutere il futuro, mentre spunta l'ipotesi Vlahovic in rossonero per convincere Max a restare. Lotta salvezza: Domenica cruciale con Pisa-Genoa e Cremonese-Torino, scontri diretti fondamentali per la permanenza in Serie A. Curiosità: Paolo Sorrentino starebbe preparando un film su Carlo Ancelotti, mentre Lukaku è atteso domani a Castel Volturno dopo un mese di lavoro personalizzato in Belgio.
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