Terremoto arbitri e rimonta granata: quando il calcio ti sorprende sempre
Riassunto
Terremoto nel calcio italiano: Rocchi indagato per frode sportiva, coinvolta anche Inter-Verona 2024 per la mancata espulsione di Bastoni. Il ministro Abodi attacca la FIGC e torna l'ombra del commissariamento. L'Inter pareggia 2-2 a Torino dopo essere stata avanti 2-0, rinviando la festa scudetto che potrebbe arrivare domenica a San Siro. Marotta rompe il silenzio: "Inter estranea, sempre agito con correttezza". Milan-Juve 0-0 certifica la mediocrità delle ex regine in una serata di noia totale a San Siro.
Calciopoli 2.0: Rocchi indagato, il calcio italiano nel caos
Vent'anni dopo Calciopoli, il calcio italiano trema di nuovo. Gianluca Rocchi, designatore degli arbitri di Serie A e B, è indagato dalla Procura di Milano per concorso in frode sportiva. L'avviso di garanzia è arrivato venerdì sera e ha scatenato un terremoto che ricorda drammaticamente il 2006.
Le accuse sono pesanti: secondo i pm, Rocchi avrebbe scelto arbitri "graditi all'Inter" per alcune partite della scorsa stagione, tra cui Bologna-Inter e la semifinale di Coppa Italia contro il Milan. Ma c'è di più: il designatore è accusato anche di aver "bussato" alla porta della sala VAR durante Udinese-Parma per suggerire l'assegnazione di un rigore.
Il punto è questo: tutto nasce dalla denuncia di Domenico Rocca, ex assistente arbitrale dismesso, che aveva segnalato irregolarità già un anno fa. La sua denuncia era stata archiviata dalla giustizia sportiva, ma ora la magistratura ordinaria ha riaperto tutto. Rocchi si è immediatamente autosospeso dal ruolo di designatore, seguito dal supervisore VAR Andrea Gervasoni, anch'egli indagato.
Capitolo politico: il ministro dello Sport Andrea Abodi non ha perso tempo e ha attaccato duramente la gestione della vicenda da parte della FIGC. "L'aspetto più grave è il modo in cui la denuncia è stata gestita all'interno del sistema calcistico", ha dichiarato, ventilando apertamente l'ipotesi di un commissariamento della Federazione.
La Lega di Salvini ha rincarato la dose: "Il calcio italiano non è mai stato così in difficoltà. È sempre più necessario un commissariamento della FIGC per ripartire da zero". Dall'altra parte, il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli ha invocato il garantismo: "Non può essere un avviso di garanzia a mettere in discussione la regolarità del campionato".
Ora, prestate attenzione: le analogie con il 2006 sono inquietanti, ma ci sono anche differenze sostanziali. Allora c'erano 170mila intercettazioni, oggi l'inchiesta sembra basarsi su elementi più circoscritti. Tuttavia, il timing è devastante: dopo tre Mondiali mancati consecutivi, una FIGC senza presidente e ora questo scandalo arbitrale, il calcio italiano tocca il fondo della credibilità.
Torino-Inter 2-2: quando il 21° scudetto può aspettare
L'Inter si fa rimontare dal Torino e rinvia la festa scudetto. Al Grande Torino finisce 2-2 una partita che i nerazzurri avevano in pugno fino al 70', quando conducevano 2-0 grazie ai gol di Thuram e Bisseck. Poi il blackout: Simeone e Vlasic (su rigore) ribaltano tutto in dieci minuti di follia granata.
Credetemi, questa Inter ha un difetto ricorrente che la rende umana: quando sembra avere tutto sotto controllo, stacca la spina. È successo anche oggi, nonostante Chivu avesse preparato bene la gara con un turnover ragionato (fuori Calhanoglu, dentro Sucic e Bonny).
Il primo tempo è stato un monologo nerazzurro. Thuram ha sbloccato il risultato al 23' con un colpo di testa su assist di Dimarco (il 17° in campionato, record assoluto). Nella ripresa il raddoppio di Bisseck su corner sempre di Dimarco sembrava aver chiuso i conti. Invece no.
Il Torino di D'Aversa ha tirato fuori l'orgoglio: Simeone ha riaperto la partita con un tocco sotto delizioso, poi Vlasic ha pareggiato dal dischetto dopo un tocco di mano dubbio di Carlos Augusto. L'arbitro Mariani (quello del rigore inventato in Napoli-Inter) ha concesso il penalty dopo revisione VAR, l'ennesimo episodio discutibile di una stagione che l'Inter sta vincendo nonostante tutto.
Capitolo Dimarco: il ragazzo di Porta Romana ha eguagliato il record di assist del Papu Gomez (17 in una stagione) e ha ricevuto il tradizionale "lustrascarpe" da Thuram, remake del gesto cult Moriero-Ronaldo degli anni '90. Due assist che confermano come l'Inter abbia trovato in lui un'arma letale sui calci piazzati.
Per lo scudetto cambia poco: mancano ancora tre punti in quattro partite. La festa potrebbe arrivare domenica prossima a San Siro contro il Parma, se Napoli e Milan non dovessero vincere nei loro impegni. Il punto è questo: l'Inter è a un passo dal 21°, ma questi cali di tensione in una finale di Champions potrebbero costare caro.
Marotta rompe il silenzio: "L'Inter è estranea, sempre agito con correttezza"
Beppe Marotta esce allo scoperto e difende l'Inter dalle accuse. Il presidente nerazzurro, prima della partita di Torino, ha rilasciato dichiarazioni nette per respingere ogni coinvolgimento nel caso Rocchi: "Non abbiamo arbitri graditi e non graditi. Abbiamo sempre agito con la massima correttezza".
Le parole di Marotta erano attese dopo che nell'inchiesta della Procura di Milano era emerso il nome dell'Inter. Secondo l'accusa, Rocchi avrebbe designato arbitri "graditi" ai nerazzurri per alcune partite della scorsa stagione. Ma il presidente nerazzurro contrattacca: "L'anno scorso abbiamo avuto decisioni avverse, anche acclarate dai vertici arbitrali, come il rigore non dato in Inter-Roma".
Quando gli hanno chiesto del presunto incontro a San Siro durante la semifinale di Coppa Italia con il Milan, Marotta ha mostrato un momento di esitazione: "Sono sorpreso... non dico che non ricordo, ma non trovo un collegamento". Una frase che ha scatenato i social, ma che va contestualizzata: il presidente ha ribadito di aver "appreso tutto dalla stampa".
Capitolo tranquillità: secondo fonti vicine al club, nessun tesserato dell'Inter ha ricevuto avvisi di garanzia. I legali nerazzurri hanno confermato che la società non risulta coinvolta nell'inchiesta. "Siamo estranei e lo saremo anche in futuro", ha concluso Marotta.
La strategia comunicativa dell'Inter è chiara: massima trasparenza e collaborazione con la magistratura, ma anche ferma difesa della propria correttezza. Il punto è questo: se davvero Rocchi avesse favorito l'Inter, come spiegare le sconfitte proprio nelle partite "incriminate"? Bologna-Inter finì 1-0 per i rossoblù, Inter-Milan 3-0 per i rossoneri. Sarebbe il primo caso nella storia di una squadra danneggiata dalle designazioni "favorevoli".
L'Inter può concentrarsi sullo scudetto con la coscienza pulita, ma dovrà gestire le pressioni mediatiche di una vicenda che rischia di macchiare la corsa al 21°. Credetemi, in casa nerazzurra c'è fastidio per essere stati tirati in mezzo a una storia che li vede, al massimo, come vittime inconsapevoli.
L'inchiesta si allarga: Gervasoni indagato, Rocchi verso il forfait
L'inchiesta della Procura di Milano si allarga e i dettagli emergono a macchia di leopardo. Oltre a Gianluca Rocchi, anche Andrea Gervasoni, supervisore VAR, è finito nel mirino degli inquirenti per un episodio di Salernitana-Modena dello scorso marzo. L'accusa è sempre la stessa: concorso in frode sportiva.
Ma ecco il colpo di scena: Rocchi potrebbe non presentarsi giovedì 30 aprile negli uffici della Procura di Milano. I suoi legali stanno valutando se rispondere alle domande del pm Maurizio Ascione o avvalersi della facoltà di non rispondere. Il motivo? "È un invito a comparire al buio", spiega l'avvocato Antonio D'Avirro. "Non ci sono riferimenti chiari sull'ipotesi di reato contestata".
Capitolo anomalie: l'inchiesta presenta diversi aspetti poco chiari. Formalmente i termini per le indagini sarebbero scaduti ieri, 26 aprile, e il pm ha dovuto chiedere una proroga al GIP. Inoltre, nel "concorso in frode sportiva" mancano i nomi degli altri soggetti coinvolti. "La frode sportiva è un reato plurisoggettivo", sottolinea il legale di Rocchi, "ma non sappiamo chi siano queste altre persone".
Le contestazioni riguardano tre episodi: la famosa "bussata" in Udinese-Parma, l'intervento di Gervasoni in Salernitana-Modena e le presunte designazioni "pilotate" per Bologna-Inter e Inter-Milan. Ma attenzione: se Doveri era davvero "sgradito" all'Inter, perché arbitrò ben cinque partite nerazzurre nella scorsa stagione, compresa Parma-Inter tre giorni dopo il presunto "accordo" di San Siro?
Il punto è questo: più emergono dettagli, più l'inchiesta appare piena di contraddizioni. Rocchi ieri era "umanamente umiliato e offeso", secondo il suo avvocato. Un uomo che ha dedicato la vita al calcio e che ora si ritrova al centro di un'inchiesta che potrebbe cambiare per sempre il sistema arbitrale italiano.
Intanto il governo aumenta la pressione per il commissariamento della FIGC, mentre la giustizia sportiva si prepara a riaprire i fascicoli archiviati. Credetemi, siamo solo all'inizio di una storia che potrebbe riservare ancora molte sorprese.
Milan-Juve 0-0: il nulla cosmico di San Siro
San Siro ha assistito a uno spettacolo deprimente. Milan-Juve finisce 0-0 in una partita che ha fatto rimpiangere i 139 euro spesi dai tifosi per una curva secondo anello. Un pareggio che fa comodo al Milan (resta terzo a +3 sulla Juve) ma che certifica la mediocrità delle due ex regine del calcio italiano.
Il punto è questo: se questa era una delle partite di cartello della nostra Serie A, c'è da preoccuparsi per il livello generale del movimento. Allegri e Spalletti hanno fatto miracoli con rose oggettivamente povere, ma il confronto con Milan-Juve del 2006 (Kakà, Shevchenko, Del Piero, Nedved) fa venire i brividi.
La Juventus ha provato qualcosa in più, soprattutto con i guizzi di Conceiçao, l'unico che ha avuto pietà degli spettatori. Il Milan si è limitato a controllare, con Leao che ha vissuto l'ennesima serata complicata: fischiato da una parte di San Siro al momento della sostituzione, applaudito dall'altra. Capitolo Leao: il portoghese ha fatto una partita onesta nonostante i problemi fisici, ma la sua stagione resta un'occasione sprecata.
L'unica emozione vera è arrivata dalla traversa di Saelemaekers, su assist proprio di Leao. Per il resto, un festival della noia che ha certificato i limiti di entrambe le squadre. La Juve resta quarta a -3 dal Milan, con Roma e Como che inseguono a -3. La Champions è ancora da conquistare per i bianconeri.
Ora, prestate attenzione: questo 0-0 arriva nel giorno più buio del calcio italiano, con lo scandalo arbitri che tiene banco. Come se non bastassero tre Mondiali mancati consecutivi, ora anche il prodotto campo fa pietà. Vent'anni dopo Calciopoli, che segnò l'inizio del declino, Milan e Juve sono l'ombra di se stesse.
Se davvero fossimo alla vigilia di un nuovo scandalo, c'è da sperare che l'incantesimo funzioni al contrario e ci faccia iniziare una risalita. Credetemi, scendere più in basso di così sarebbe terribile, ma forse neanche possibile.
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Mentre il calcio italiano brucia, altri temi meritano attenzione. Il Como torna alla vittoria battendo il Genoa 2-0 e restando in scia Champions, con Fabregas che rilancia le ambizioni europee dei lariani. Sul fronte mercato, Carnevali ferma tutti su Muharemovic: "Non vogliamo assolutamente cederlo", dice l'AD del Sassuolo frenando i sogni interisti. Capitolo calcio femminile: la Roma vola verso lo scudetto battendo la Juve 1-0 con Dragoni, mentre l'Inter Women torna in Champions League grazie alla rimonta sul Genoa. Il punto è questo: mentre i vertici del calcio maschile tremano, quello femminile regala soddisfazioni e prospettive europee. Infine, Biabiany racconta la sua carriera tra problemi cardiaci e ritorni all'Inter: "Sembravo Henry, poi le scariche elettriche per riavere l'idoneità". Una storia di resilienza che fa riflettere sui veri valori dello sport.
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