Terremoto arbitri e scudetto rimandato: l'Inter nella tempesta perfetta
Riassunto
Terremoto nel calcio italiano: Rocchi indagato per frode sportiva, coinvolta anche Inter-Verona 2024 per la mancata espulsione di Bastoni. Altri tre arbitri nel registro degli indagati: Paterna, Nasca e Di Vuolo. Marotta rompe il silenzio: "Inter estranea, sempre agito con correttezza". Il governo spinge per il commissariamento FIGC ma Conte invita la politica a restare fuori. L'Inter pareggia 2-2 a Torino dopo essere stata avanti 2-0, rinviando la festa scudetto a domenica contro il Parma. Dimarco record con 18 assist in Serie A. Dino Tommasi nuovo designatore al posto di Rocchi.
Marotta rompe il silenzio: "Inter estranea, sempre agito con correttezza"
Il punto è questo: mentre il calcio italiano sprofonda nell'ennesimo scandalo arbitrale, l'Inter si ritrova suo malgrado al centro della bufera. Ma stavolta i nerazzurri non stanno a guardare e rompono il silenzio con la voce più autorevole possibile.
Beppe Marotta, presidente dell'Inter, ha scelto di esporsi pubblicamente prima della trasferta di Torino per fare chiarezza sulla posizione del club. "Abbiamo appreso tutto dalla stampa - ha dichiarato con la consueta fermezza - Siamo meravigliati perché non abbiamo arbitri graditi e non graditi, sappiamo di aver agito nella massima correttezza". Parole nette, senza giri di parole, che suonano come una dichiarazione di guerra a chi prova a trascinare l'Inter nel fango.
La strategia comunicativa del presidente è cristallina: nessuna difesa d'ufficio, ma fatti concreti. "L'anno scorso oggettivamente abbiamo avuto decisioni avverse - ha puntualizzato Marotta - E direi che sono state anche acclarate in seguito dai vertici arbitrali, come il rigore non dato in Inter-Roma". Un riferimento preciso all'episodio N'Dicka-Bisseck che fa capire come i nerazzurri abbiano subito più di quanto abbiano beneficiato.
Sul presunto incontro con Rocchi per richiedere arbitri "graditi", Marotta è stato lapidario: "Sono sorpreso. Non dico non ricordo, ma non trovo un collegamento". La posizione dell'Inter è granitica (e ci mancherebbe altro): massima correttezza sempre dimostrata, nessuna lista di preferenze arbitrali, totale estraneità ai fatti contestati.
Credetemi, in un momento così delicato per il calcio italiano, con il governo che spinge per il commissariamento della FIGC e l'ombra di un nuovo Calciopoli che aleggia, l'Inter ha fatto bene a uscire allo scoperto. Meglio chiarire subito la propria posizione che lasciare spazio a illazioni e veleni.
Inchiesta arbitri: altri tre indagati, Rocchi potrebbe non presentarsi
Il cerchio si allarga e l'inchiesta della Procura di Milano sul mondo arbitrale assume contorni sempre più definiti. Dopo Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni, altri tre nomi sono finiti nel registro degli indagati: Daniele Paterna, Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo, tutti protagonisti delle partite finite sotto la lente d'ingrandimento.
Paterna, 38 anni della sezione Abruzzo, era il VAR in Udinese-Parma quando secondo l'accusa Rocchi avrebbe "bussato" al vetro per sollecitare l'intervento. Il video di quella sera lo mostra girarsi di scatto verso un punto esterno prima di convocare Maresca all'OFR. Nasca, 49 anni della sezione Puglia, era invece VAR sia in Salernitana-Modena che in quella famosa Inter-Verona del 6 gennaio 2024 (l'episodio Bastoni-Duda per intenderci). Di Vuolo completava la terna come AVAR nella stessa partita di San Siro.
Ma la vera sorpresa potrebbe arrivare giovedì 30 aprile. Gianluca Rocchi sta seriamente valutando di non presentarsi negli uffici della Procura di Milano per rispondere all'invito a comparire del pm Maurizio Ascione. "È un invito a comparire al buio" ha spiegato il suo legale Antonio D'Avirro, sottolineando le anomalie di un'inchiesta dove mancano i soggetti del presunto concorso in frode sportiva.
L'ex designatore si sente "umanamente umiliato e offeso" da questa vicenda. Chi lo conosce racconta di un uomo provato, chiuso in casa con gli affetti più cari, che agli amici più stretti ripete: "Lotterò con tutto me stesso per la persona, non per il designatore". Una frase che la dice lunga sulle sue intenzioni future.
Anche Andrea Gervasoni, inizialmente orientato a rispondere, ora tentenna. Il suo avvocato Michele Ducci conferma: "È molto tranquillo, ma dobbiamo ancora valutare la strategia difensiva". L'inchiesta presenta infatti diverse anomalie procedurali che potrebbero essere sfruttate dalle difese per mettere in discussione la validità degli atti.
Governo all'attacco: torna l'ombra del commissariamento FIGC
Capitolo commissariamento: il governo non perde tempo e cavalca l'onda dello scandalo arbitrale per tornare alla carica sulla FIGC. Il ministro dello Sport Andrea Abodi aveva già lanciato il sasso sabato scorso, e ora dalla maggioranza arrivano dichiarazioni sempre più esplicite.
"La Lega Serie A avrebbe fatto meglio a tacere - ha tuonato il vicecapogruppo di Fratelli d'Italia Alfredo Antoniozzi - Bisogna fare presto proprio per togliere ogni ombra". Ancora più diretta la Lega: "Il calcio italiano non è mai stato così in difficoltà tra scandali e fallimenti sportivi. È sempre più doveroso un commissariamento della FIGC per ripartire da zero".
Ma non tutti sono d'accordo. Giuseppe Conte, leader del M5S, bacchetta la politica: "Mi sembra che questo governo abbia da un po' di tempo messo gli occhi sulla FIGC. Il mondo del calcio va riformato, ma la politica ne rimanga fuori". Un invito al buonsenso che suona come un campanello d'allarme contro possibili ingerenze.
Dal punto di vista tecnico-giuridico, l'avvocato Mattia Grassani è categorico: "Sono reazioni emozionali e di pancia. Con un presidente dimissionario e in attesa delle elezioni, non sussistono i presupposti per il commissariamento. Al massimo potrebbe essere commissariata l'AIA, non la FIGC".
Ora, prestate attenzione: il rischio vero è che la politica approfitti di questo momento di caos per mettere le mani sul calcio. Come ha giustamente osservato Conte, "non vorrei che la soluzione sia sempre la stessa, che questo governo ne approfitta per mettere qualche amichetto anche in questo comparto".
Il calcio italiano ha già dato prova di saper gestire le proprie crisi senza bisogno di commissari calati dall'alto. Meglio lasciare che sia il movimento a riformarsi dall'interno, magari puntando su figure competenti come Marotta, Fenucci o Gandini. La politica faccia la politica, il calcio faccia il calcio.
Pareggio amaro a Torino: l'Inter si fa rimontare dal 2-0 al 2-2
Due a zero e tutto sotto controllo, poi l'Inter stacca la spina e si fa rimontare da un Torino che non aveva nulla da perdere. Il pareggio del Grande Torino sa di occasione sprecata, ma in fondo cambia poco: domenica prossima a San Siro contro il Parma ci sarà comunque la possibilità di chiudere i conti scudetto.
La partita si era messa benissimo per i nerazzurri. Marcus Thuram aveva sbloccato il risultato con un colpo di testa perfetto su assist di Dimarco (il diciassettesimo della stagione), poi Yann Bisseck aveva raddoppiato sempre di testa su corner dello stesso Dimarco. Due gol, due assist per Federico: numeri da record assoluto in Serie A.
Ma nella ripresa è successo l'impensabile. L'Inter, forse cullata dalla tranquillità di classifica, ha abbassato la guardia proprio quando sembrava tutto fatto. Il Torino di D'Aversa ha trovato energie insospettabili: prima Simeone (il figlio del Cholo) ha accorciato le distanze su assist di Ilkhan, poi Vlasic ha pareggiato i conti dal dischetto dopo un tocco di mano di Carlos Augusto.
Un rigore che fa discutere (ma quando non succede quest'anno?), assegnato dopo OFR in una situazione che nelle scorse settimane aveva portato a decisioni diverse. Singolare che l'episodio accada proprio nel bel mezzo della bufera Rocchi, ma Chivu ha fatto bene a non alimentare polemiche: "Avremmo potuto fare meglio", ha commentato a fine gara senza entrare nel merito arbitrale.
Il vero protagonista della serata è stato comunque Federico Dimarco, che con i suoi due assist ha scritto la storia: diciotto passaggi vincenti in una stagione di Serie A, record assoluto che batte il precedente del Papu Gomez. Un traguardo che Thuram ha celebrato più del suo stesso gol, gridandogli "Hai il record!" durante l'esultanza. Ecco cosa significa spirito di squadra.
Dino Tommasi nuovo designatore: "Scelta di continuità"
Il calcio non si ferma e mentre l'inchiesta della Procura di Milano continua a far tremare il mondo arbitrale, l'AIA ha dovuto correre ai ripari per garantire la regolarità delle ultime giornate di campionato. Il Comitato Nazionale, riunitosi nel pomeriggio, ha ufficializzato la nomina di Dino Tommasi come nuovo Responsabile della CAN al posto di Gianluca Rocchi.
"Si tratta di una scelta orientata alla continuità del lavoro - ha spiegato il vicepresidente vicario Francesco Massini - in vista delle ultime gare di Serie A e B e della finale di Coppa Italia". Una decisione pragmatica che punta sulla stabilità in un momento di grande turbolenza per la categoria.
Tommasi, che negli anni ha acquisito "un'esperienza dirigenziale di alto livello", dovrà gestire una situazione delicatissima. Non solo le designazioni per le ultime quattro giornate di campionato, ma anche la finale di Coppa Italia del 13 maggio tra Inter e Lazio. Un banco di prova importante per dimostrare che il sistema può funzionare anche senza i suoi vertici storici.
Intanto, dalle parti della Procura di Milano si respira "aria di grande tensione". Secondo fonti qualificate, ci sarebbero attriti interni sulla gestione dell'indagine da parte del pm Ascione rispetto ai vertici dell'ufficio. Un clima che non aiuta certo la serenità del procedimento.
L'inchiesta, scaduta domenica scorsa, ha ottenuto la proroga necessaria per proseguire. Ma restano molti punti oscuri: con chi parlava Rocchi a San Siro il 2 aprile durante Inter-Milan? Su cosa si basa l'accusa di arbitri "graditi" e "sgraditi"? Domande che forse troveranno risposta nei prossimi interrogatori, sempre che gli indagati decidano di presentarsi.
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Mentre il calcio affronta l'ennesima tempesta, altri fronti restano aperti. Milan e Juventus si sono annullate a vicenda in uno 0-0 che certifica la mediocrità delle ex regine, con Ambrosini che sottolinea il "grosso gap tra Inter e le altre". Sul mercato nerazzurro, Baccin monitora altri giovani del Modena oltre a Tonoli: nel mirino Beyuku e il 2008 Wiafe. La Roma punta alla mega plusvalenza per Koné, sempre nel mirino dell'Inter, mentre cresce l'interesse per il russo Glebov del CSKA Mosca. Capitolo Stankovic: l'Inter eserciterà il controriscatto dal Bruges per 23 milioni, ma occhio alle sirene di Atletico, Dortmund e Newcastle. Thuram intanto ha raggiunto quota 50 gol con l'Inter, celebrando con l'esultanza "sciuscià" che ha fatto impazzire Moriero: "Dopo 30 anni ci copiano ancora". La Lazio si prepara alla finale di Coppa Italia, ma Sarri pensa solo al campionato: "Dobbiamo dimenticare quello che abbiamo fatto e pensare a ciò che c'è da fare".
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