Ultima giornata da brividi: Roma e Como in Champions, Milan e Juve fuori
Riassunto
Ultima giornata di Serie A da brividi: Roma e Como conquistano la Champions mentre Milan e Juve restano clamorosamente fuori. L'Inter chiude la stagione del doblete con un 3-3 spettacolare a Bologna, dove brillano Diouf (MVP) e il giovane Topalovic. Conte saluta Napoli dopo due anni di successi, ammettendo di non essere riuscito a compattare l'ambiente. Dimarco premiato MVP della Serie A con record di assist, mentre l'Inter prepara il mercato con 50 milioni e il rinnovo di Chivu fino al 2029.
Clamoroso finale: Roma e Como in Champions, Milan e Juve fuori
Serata di follia pura all'ultima giornata di Serie A. Mentre l'Inter si godeva il meritato riposo dopo aver conquistato il doblete, il calcio italiano ha regalato uno spettacolo incredibile con verdetti che nessuno si aspettava. Roma e Como in Champions League, Milan e Juventus in Europa League. Credetemi, se qualcuno ve lo avesse detto a inizio stagione, avreste chiamato il 118.
Il Milan crolla in casa contro il Cagliari con un 2-1 che sa di beffa cosmica. Saelemaekers illude San Siro dopo pochi secondi, poi Borrelli e Rodriguez ribaltano tutto. I rossoneri, padroni del proprio destino, si sono sciolti come neve al sole proprio quando serviva stringere i denti. Allegri che aveva portato il Diavolo a un passo dall'Inter a marzo, si ritrova con le mani vuote e un San Siro che si svuota tra i fischi. Quattro punti nelle ultime quattro partite casalinghe: un finale da incubo che cancella mesi di lavoro.
La Juventus non fa meglio nel derby della Mole. Vlahovic segna una doppietta ma non basta: il Torino risponde con Casadei e Adams, entrambi su calcio d'angolo. Il 2-2 finale condanna i bianconeri al sesto posto, fuori dall'Europa per la prima volta dal 2010. Spalletti aveva costruito un'identità chiara, ma la mancanza di personalità del gruppo è emersa nel momento decisivo. Quando conta davvero, questa Juve non c'è mai.
Dall'altra parte, la Roma vola al Bentegodi. Malen sbaglia il rigore ma poi si riscatta sbloccando il match, El Shaarawy chiude i conti. Gasperini riporta i giallorossi in Champions dopo otto anni di attesa, coronando una stagione di crescita costante. Il Como di Fabregas completa il miracolo: 4-1 alla Cremonese con Rodriguez, Douvikas e doppietta di Da Cunha. I lariani conquistano la loro prima Champions League della storia, un traguardo che sembrava fantascienza solo pochi mesi fa.
Il punto è questo: il calcio non smette mai di stupire. Mentre noi interisti celebravamo il nostro dominio, la Serie A ha scritto una delle pagine più incredibili della sua storia. Milan e Juve, due colossi del nostro calcio, si ritrovano a guardare la Champions dalla finestra. Un epilogo che dimostra come nel calcio non esistano diritti acquisiti.
Bologna-Inter 3-3: Diouf MVP e giovani protagonisti del finale
L'Inter chiude la stagione del doblete con un 3-3 spettacolare al Dall'Ara. Una partita giocata in totale serenità, con Chivu che ha potuto concedere spazio ai giovani e testare soluzioni per il futuro. Il risultato finale racconta di una gara divertente e senza pressioni, dove i nerazzurri hanno dimostrato ancora una volta la loro superiorità tecnica.
Dimarco apre le danze con l'ennesima perla stagionale: una punizione perfetta che si infila nell'angolino e suggella il premio di MVP della Serie A. Il settimo gol in campionato per il mancino nerazzurro, che chiude una stagione da record con 24 tra gol e assist. Numeri da attaccante per un quinto di centrocampo che ha riscritto il ruolo.
Il Bologna risponde con carattere grazie a Bernardeschi e Pobega, portandosi sul 3-1 e facendo temere una beffa finale. Ma l'Inter ha nel DNA la capacità di non mollare mai. Pio Esposito accorcia le distanze sfruttando un palo di Diouf, raggiungendo la doppia cifra stagionale con il decimo gol. Un traguardo importante per il giovane attaccante che conferma le sue qualità.
Andy Diouf è stato il grande protagonista del finale. Il francese, dopo un avvio timido, si è acceso nella ripresa dimostrando perché l'Inter ha investito 25 milioni per portarlo dal Lens. Prima il palo che favorisce il gol di Esposito, poi la cavalcata solitaria per il 3-3 finale che gli vale il premio di MVP della serata. Chivu lo ha rigenerato spostandolo da centrocampista a esterno: "È un giocatore da Inter", le parole del tecnico.
Capitolo giovani: che spettacolo Topalovic! Il ventenne sloveno entra all'81' e confeziona l'assist del pareggio con una giocata "alla Totti", di prima intenzione e senza guardare. Un cioccolatino che dimostra la qualità tecnica del ragazzo arrivato dal Domzale per quasi due milioni. Bene anche Cocchi, altro prodotto del vivaio che si è fatto trovare pronto quando chiamato in causa.
L'Inter chiude con 87 punti, sei in più della scorsa stagione, e con la consapevolezza di aver costruito qualcosa di speciale. Una squadra che sa divertire anche quando non c'è nulla in palio, con giovani pronti a raccogliere l'eredità dei campioni.
Conte saluta Napoli: "Ho fallito a compattare l'ambiente"
Antonio Conte dice addio al Napoli dopo due anni di trionfi. L'ultima partita al Maradona si chiude con una vittoria sull'Udinese per 1-0, firmata Hojlund, ma l'attenzione è tutta rivolta al saluto del tecnico salentino che ha scritto pagine indimenticabili della storia azzurra.
"Sul Napoli ho fallito in una cosa: non sono riuscito a compattarvi", le parole di Conte in conferenza stampa al fianco di De Laurentiis. Un'ammissione di sconfitta che va oltre i risultati sportivi. Uno scudetto, una Supercoppa e un secondo posto non bastano quando l'ambiente non rema nella stessa direzione. "Chi sparge veleni sono dei falliti - tuona Conte - Napoli non ha bisogno di questo, ma di gente seria".
Il tecnico racconta i retroscena della sua decisione. "Un mese fa ho chiamato il presidente e gli ho detto che il mio percorso stava terminando. Dopo Bologna ho avvertito situazioni che non mi piacevano, anche a livello giornalistico. Io campionati anonimi non ne ho mai fatti e mai ne farò". Una scelta maturata nel tempo, non legata a questioni economiche o di programmazione.
De Laurentiis conferma l'addio con eleganza. "La nostra amicizia è iniziata alle Maldive quindici anni fa - racconta il presidente - Qui per me è casa sua, ma se non si sentiva più sereno... Il Napoli non è il PSG o il Bayern Monaco, abbiamo budget da rispettare". Un rapporto che va oltre il calcio e che continuerà anche dopo la separazione professionale.
Sul futuro, Conte lascia aperte tutte le porte. Quando gli chiedono della Nazionale, risponde con la sua solita schiettezza: "Se fossi il presidente della FIGC tra tutti gli allenatori ci metterei Antonio Conte. Ho letto anche di Guardiola, ma la Federazione è pronta? Ci sono i fondi? Io posso anche riposarmi".
Il Napoli ora guarda avanti con Max Allegri e Vincenzo Italiano in pole position per raccogliere l'eredità di Conte. Due profili diversi ma entrambi capaci di gestire le pressioni di una piazza esigente. L'era Conte si chiude con un bilancio positivo sul campo, ma con la consapevolezza che a Napoli serve qualcosa in più dei soli risultati sportivi.
Inter: rinnovo Chivu e mercato da 50 milioni per la Champions
Cristian Chivu è vicino al rinnovo con l'Inter. Il tecnico che ha portato a casa il doblete alla prima stagione firmerà un nuovo contratto fino al 2029, con lo stipendio che passerà da 2 a 3 milioni più bonus. Marotta segue la sua tradizione: nessun allenatore inizia la stagione in scadenza, figuriamoci quello che ha appena vinto Scudetto e Coppa Italia.
Budget di partenza fissato a 50 milioni, che verrà arricchito dalle cessioni non strategiche. L'obiettivo è chiaro: acquistare almeno tre titolari (due centrocampisti e un difensore centrale) più altri due calciatori per migliorare le rotazioni. La gestione della Champions League, soprattutto nel playoff contro il Bodo, è stata la macchia del 2026 che la società vuole cancellare.
Il modulo rimarrà il 3-5-2, con la conferma in blocco del reparto offensivo. Le risorse finanziarie verranno concentrate su centrocampo e difesa, senza passare alla difesa a quattro. Una scelta di continuità che premia il lavoro di Chivu e la filosofia di gioco che ha portato al successo.
Capitolo difesa: Muharemovic e Solet nel mirino. Se non partono Bastoni (difficile) o Bisseck, ne arriverà solo uno dei due. Il Sassuolo valuta il bosniaco circa 30 milioni, l'Udinese chiede la stessa cifra per il francese. L'Inter potrebbe spingersi a 20-25 milioni per uno dei due profili.
Attenzione a Dumfries: l'olandese ha una clausola da 25 milioni attiva a luglio. La speranza è arrivare a Marco Palestra dall'Atalanta, ma dipenderà dal prezzo fissato dai Percassi. Per la porta, Josep Martinez sarà il titolare con un competitor esperto al suo fianco: Kepa dell'Arsenal il nome più caldo.
Non solo Chivu: in arrivo anche i rinnovi di Ausilio e Baccin fino al 2029. Un segnale di continuità e stabilità per un'Inter che vola all'insegna dell'armonia e punta a riconfermarsi in vetta al calcio italiano, provando a fare più strada possibile in Europa.
Dimarco MVP della Serie A: numeri da record e rinnovo in vista
Federico Dimarco è ufficialmente il miglior giocatore della Serie A 2025/26. La Lega ha premiato il mancino nerazzurro per una stagione straordinaria: 7 gol e 18 assist, quest'ultimo un record assoluto nella storia del campionato italiano. Numeri che lo rendono il difensore più prolifico degli ultimi vent'anni nei Top 5 campionati europei.
Il gol di ieri a Bologna suggella un'annata da favola. La punizione perfetta che si infila nell'angolino del Dall'Ara è la ciliegina sulla torta di una stagione che ha visto Dimarco trasformarsi da alternativa a titolare inamovibile. "Nessuno come lui nella storia della Serie A", scherzano Bastoni e Barella in un video social che fa sorridere tutto l'ambiente interista.
Dalla staffetta all'ora di gioco alla titolarità fissa: il salto di qualità di Dimarco è stato prorompente. Meno compiti difensivi e maggior apporto alla fase conclusiva lo hanno reso un'arma letale per l'Inter di Chivu. Cross in movimento, passaggi filtranti, calci piazzati: ogni sua giocata è potenzialmente decisiva.
Il rinnovo è nell'aria. Attualmente sotto contratto fino al 2027 con opzione per l'Inter, Dimarco non vede l'ora di prolungare l'accordo con il club del cuore. "Sta vivendo un sogno e non c'è dubbio che voglia continuare a farlo ad occhi aperti", scrive il Corriere dello Sport. Il doblete cancella la delusione dello scudetto perso all'ultimo l'anno scorso e riempie di gratitudine il cuore di un ragazzo che ha la fortuna di vincere con la maglia della sua squadra del cuore.
Non tutti sono convinti della scelta della Lega. Riccardo Trevisani approva: "Ha fatto numeri da attaccante pur essendo un quinto". Massimo Callegari è più scettico: "I veri trascinatori dello Scudetto sono stati Lautaro e Calhanoglu". Ma i numeri parlano chiaro: 24 contributi diretti ai gol dell'Inter sono un bottino che non ammette discussioni.
Dimarco rappresenta l'evoluzione del calcio moderno: un esterno capace di fare la differenza in entrambe le fasi, con una qualità tecnica sopraffina e una mentalità vincente. Il premio di MVP è il giusto riconoscimento per chi ha saputo reinventarsi e diventare indispensabile per l'Inter campione d'Italia.
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Mercato in fermento con Koné sempre nel mirino dell'Inter nonostante la distanza con la Roma sui 50 milioni richiesti. Possibile anche l'arrivo di Curtis Jones dal Liverpool, con intesa già trovata con i manager del giocatore. Stankovic tornerà sicuramente all'Inter con la recompra da 23 milioni, ma il club valuterà offerte superiori ai 40 milioni. Frattesi verso l'addio dopo una stagione deludente con zero gol e zero assist, mentre Bisseck piace al Bayern che potrebbe offrire 40 milioni. Lautaro capocannoniere con 17 gol, la quota più bassa dal 1990/91. Ora è tempo di vacanze per alcuni e Mondiali per altri, con Thuram pronto a stupire con la Francia di Deschamps.
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